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sabato 30 marzo 2013

Tortini di colomba con crema alle mandorle

 Tortini di colomba con crema alle mandorle

Questa ricetta a tema realizzata per San Geminiano Italia con la loro colomba classica Jacopo Maestri e abbinata allo Spumante Malvasia dolce dei Colli Piacentini "La Doja" cade quanto mai a fagiolo per salutarvi per qualche giorno, augurarvi Buona Pasqua e lasciarvi uno spunto veramente quick&easy ma gustoso e scenografico per il vostro pranzo di Pasqua.

Per i tortini mi sono ispirata a una ricetta che ho trovato qui e che ho leggermente riadattato alle mie esigenze, più che altro nelle quantità. Con questa dose di crema dovreste agevolmente ottenere almeno 6 tortini, se non addirittura 8. Io ne ho fatti alcuni e il resto della crema è finito nelle nostre pance a cucchiaiate ;-)

Come passerete il giorno di Pasqua? Io sarò sola con il mio ragazzo perchè sia i miei che i suoi genitori saranno fuori città e credo che un bel piatto di tortellini in brodo e una crostata con ricotta e amarene, non ce li tolga proprio nessuno. A Pasquetta invece usciremo a pranzo con i miei genitori, mentre la settimana dopo, tempo permettendo (qui è una ciofeca da giorni) organizzeremo una bella grigliata con gli amici, la prima dell'anno: adoro!

Buona Pasqua a tutti!

qui la mia ricetta su San Geminiano Italia

martedì 4 maggio 2010

(Quasi) ciambella pasquale al formaggio

Ciambella pasquale al formaggio

"Ma Pasqua non è già passata da mò?!" obietterete, a ragion veduta. Non fa una grinza, sono d'accordo. Il fatto è che ultimamente, avrete notato, sto postando molto meno e con prefazioni più brevi, sempre per la solita mancanza di tempo, quindi si potrebbe dire che le ricette mi sfuggono di mano, proprio così. In verità non mi duole più di tanto farvi conoscere solo oggi questa ciambella pasquale perchè si presta benissimo anche ora, per un picnic, un brunch, come spuntino sfizioso (due belle fette farcite di salame, ce le vedete? Io anche adesso), al posto del pane, insomma, come volete :)


Questa ciambella-non ciambella (perchè non tutte le ciambelle riescono col buco e la mia, come potete notare dall'ultima foto, è lievitata talmente tanto da chiudersi sopra con una forma decisamente ridicola che non sto a descrivere per pudore e rispetto nei vostri confronti :P) ricorda un po' la pizza di Pasqua al formaggio tipicamente umbro-marchigiana, ma il sapore dei formaggi è un po' meno marcato. Risulta davvero sofficissima e profumata, un po' neutra, il che la rende perfetta per essere accompagnata da un companatico saporito. Io l'avevo servita come antipasto, affiancata da un tagliere di salumi di struttura (coppa, speck, salame) e formaggi stagionati (caciocavallo e pecorino), qualche uovo sodo e carciofini sott'olio. Grossomodo quella che, al paese del mio ragazzo, si chiama "fellata" e rappresenta l'apripista tipico del pranzo di Pasqua.
Il tagliere di Pasqua

CIAMBELLA PASQUALE AL FORMAGGIO

ricetta tratta da "Pizze & Focacce" - Sale & Pepe Collection

Questa insolita pagnotta al formaggio viene cotta in uno stampo a ciambella perchè l'impasto è una pastella fluida -simile a quella di una brioche- e in questo modo prende una forma graziosa. E' un tipo di pane che solitamente si prepara solo per le vacanze o le celebrazioni, ma è delizioso sempre. Può essere cotto anche in uno stampo per pane a cassetta, ma l'aspetto non sarà altrettanto gradevole.

Ingredienti:
500 gr di farina 00 (per me, 300 gr di manitoba e 200 gr di farina 00)
100 gr di parmigiano saporito e ben stagionato, grattugiato fresco
4 uova a temperatura ambiente
200 ml di acqua tiepida
25 gr di lievito di birra
un pizzico di zucchero
sale q.b.*
pepe nero appena macinato, a piacere

In una ciotola, sciogliete il lievito nell'acqua tiepida con lo zucchero. Aggiungete, sbattendo con una frustina a mano, le uova. Versate nel mixer/impastatrice la farina setacciata e il parmigiano, salate (a seconda del vostro gusto e della sapidità del parmigiano utilizzato) e pepate piacere. Unite il composto a base di lievito e uova e impastate a bassa velocità per 5 minuti, fino ad ottenere un composto omogeneo. Passate a una velocità intermedia e impastate per altri 5 minuti. Dovrà risultare una pastella molto soffice.

Oliate e infarinate uno stampo a ciambella (la ricetta ne prevedeva uno di 23 cm di diametro, io ne ho usato uno da 24 cm ed era troppo piccolo, quindi vi suggerisco di utilizzarne uno da 26), versatevi dentro l'impasto, livellandolo, copritelo con un canovaccio umido o un foglio di pellicola e lasciatelo lievitare per un'ora o fino a quando si sarà gonfiato (io l'ho messo dentro al forno con la luce di servizio accesa).

Preriscaldate il forno a 180°, infornate la ciambella e cuocetela per 35-40 minuti, fino a quando sarà ben lievitata e dorata in superficie. Verificate comunque la cottura con uno stecchino di legno. Una volta sfornata, capovolgete la ciambella su una griglia di metallo e lasciatela riposare senza muovere lo stampo per 10 minuti, quindi sollevate lo stampo, girate la ciambella e lasciatela raffreddare.

Servite la ciambella a fette, accompagnandola con alimenti saporiti: salame, speck, coppa, pecorino, caciocavallo, ma anche una salsa o un pesto a piacere.

* E' consigliabile salare abbastanza il composto perchè tende ad essere sciapo, ma senza esagerare, dato che la ciambella verrà servita con un companatico saporito.

Non tutte le ciambelle escono col buco =)

martedì 6 aprile 2010

La mia colomba vola per 99 colombe: dentro a un trifle

Trifle con fragole, crema chantilly e colomba al cioccolato (Sorelle Nurzia)

Oggi, 6 Aprile 2010, è passato esattamente un anno dal terribile terremoto che ha devastato L'Aquila, portando con sè, posso solo immaginare, un anno di duro lavoro su se stessi e con gli altri per poter ricominciare la propria vita e lasciarsi alle spalle questa disgrazia. Questo è il giorno prescelto da 99 colombe per far spiccare il volo alla nostra personale colomba, quindi tanti blog riuniti posteranno all'unisono qualcosa che avranno realizzato con i prodotti acquistati dall'azienda che si è voluto (e si è riusciti ad) aiutare a re-ingranare, Sorelle Nurzia. Ecco qui il mio piccolo contributo: la mia colomba porta legato alla zampetta l'augurio che tutto torni al suo posto quanto prima, un sorriso di incoraggiamento :)
e un ringraziamento a chi ha ideato e permesso tutto questo!

Ma veniamo alle origini della mia scelta. Mi stavo scervellando su cosa preparare in occasione di questa iniziativa con la colomba ordinata da Sorelle Nurzia. Ero arrivata ormai ad una decisione in ordine agli ingredienti e alla loro associazione: scartata tutta una
serie di dolci che tradizionalmente utilizzo per fare fuori gli immancabili avanzi di pandoro e panettone (muffin, crumble, tiramisù, tanto per dirne alcuni) doveva essere uno zuccotto con colomba alle gocce di cioccolato, ripieno di fragole e crema chantilly. Poi l'idea, venuta da un flashback improvviso: mi sa che faccio un trifle, ne avevo visto uno con ingredienti simili tempo fa...E cosa ci poteva di essere di meglio, per rendere giustizia a quella favolosa colomba alle gocce di cioccolato che sostava ben incartata su un ripiano della mia cucina, che un dolce che letteralmente significa "cosa di poco conto"? Già, una goccia nell'oceano, la mia, ma che riunita a tutte le altre gocce che hanno preso parte a questo circolo virtuoso, può smuovere le terre.

TRIFLE CON CHANTILLY, FRAGOLE E COLOMBA AL CIOCCOLATO

Sarà la trifle o il trifle? Comunque sia, si pronuncia traifl e, per chi non lo sapesse, significa letteralmente "cosa di poco conto". Si tratta di un voluttuoso dolce al cucchiaio inglese, variamente composto e assemblato a strati in una ciotola di vetro che nei paesi anglosassoni vendono apposta, con il nome di trifle bowl
, o in coppe monoporzione trasparenti (ovvio che nella lungherrima lista delle cose da comprare ora mi sono segnata anche l'imprescindibile trifle bowl, associata alle sue figlioccie più piccoline monoporzione: tutte indispensabili, non è vero?) ma sempre e comunque a base di:
1) fettine di dolce tipo pandispagna (ma a seconda del periodo, vanno bene anche il pandoro o la colomba avanzati), se troppo secco bagnato con un qualche liquore;
2) cremina morbida all'uovo, tipo crema pasticcera o al mascarpone;
3) frutta fresca preferibilmente rossa, tipo fragole, lamponi o altri frutti di bosco, ciliegie etc. Alcuni utilizzano anche della confettura.
Il solo limite all'associazione degli ingredienti è dato dalla nostra fantasia; potremo accostarli per gusto, ma anche per cromatismo, dato che la ciotola trasparente serve proprio a rendere questo dolce maggiormente scenografico. Una curiosità: si narra che la nostra zuppa inglese prenda origine proprio da questo dolce...

Ingredienti, rigorosamente a occhio (a seconda di quanti siete):

crema chantilly* (fatta con 2/3 di crema pasticcera alla panna + 1/3 di panna fresca montata)

colomba alle gocce di cioccolato Sorelle Nurzia

fragole (di cui alcune intere per decorare)
poco liquore tipo Grand Marnier (o rhum, o cherry)
cioccolato fondente tritato di ottima qualità


Lavate le fragole, asciugatele e tagliatele a pezzetti dentro a una ciotola, bagnandole con un pochino di liquore; lasciatele macerare almeno una mezz'oretta.
Tagliate la colomba a fettine sottili di circa un cm di spessore e disponetele in coppette individuali, pressandole leggermente con le dita per compattarle tra loro, copritele con un po' di fragole e con uno strato di crema chantilly. A seconda della grandezza della ciotola, fate degli altri strati, sempre alternando gli ingredienti tra di loro. Completate con un po' di cioccolato fondente tritato grossolanamente al coltello e una fragola intera come decorazione.

* Alcuni inorridiranno a veder chiamare chantilly l'assemblamento della crema pasticcera alla panna montata, essendoci varie correnti a riguardo che portano a ritenere si tratti di semplice panna montata zuccherata. Io, per mia abitudine e mia tradizione&convenzione, continuo a chiamarla così :)

venerdì 2 aprile 2010

Buona Pasqua!

Solo una riga fugace per augurare a tutti i lettori di Muffins, cookies ed altri pasticci...

Buona Pasqua!

mercoledì 31 marzo 2010

Biscottucci al vinsanto

Biscottucci al Vin Santo

Dovreste aver capito che mi piacciono le ricette che hanno dietro una storia, un racconto da tramandare, una tradizione da perpetrare e rinnovare di volta in volta. Questo non vuol dire che ogni ricetta possa nascondere in sè una storia di altri che facciamo diventare nostra. Tipo questi potrebbero essere "quei biscotti toscani che Viola Mazzucco ricevette da un anziano e propose per il contest sui picnic di Sigrid, che la stessa Sigrid ripropose nel Libro del Cavolo e che la sottoscritta portò a cena da Sabrina, dove era invitata ad assaggiare il gnocco fritto delle Simili". O, più semplicemente (magari conviene, eh) "quei biscottucci al vinsanto che furono pronti in cinque-minuti-cinque e non arrivarono a fine giornata". Insomma, tutto dipende da quanto tempo ha il vostro (s)fortunato interlocutore di stare lì ad ascoltare i vostri racconti semideliranti di foodblogger convinta [e per lo più incompresa, diciamolo!] ;)

A proposito, avete fissato il menù di Pasqua? Noi saremo a casa da soli (cum felinum al seguito, ovviamente), perchè entrambe le coppie di genitori saranno in vacanza, come cambiano le cose eh? Ho quasi fissato il menù, che quest'anno non prevederà nemmeno la mia tanto amata pastiera, ma va detto che non sentendola affatto come festività religiosa, questo giorno sarà per me nulla più, nulla meno di un'occasione per provare cose nuove in omaggio ai nuovi prodotti di stagione :) Per Pasquetta, invece, dovremmo essere a Torino per una grigliata-raduno con i cugini del mio ragazzo: che dite, questi biscotti ci entrano nel cestino del picnic?! Io dico di sì...e vi suggerisco di ricavargli uno spazietto anche nel vostro! Come dite? Non lo farete? Fa niente, dovrete pur avere a che fare con colazione/merenda/dolcetto post-cena, no? ;)

BISCOTTUCCI AL VINSANTO

alias "I biscotti al vinsanto di Viola Mazzucco", ricetta tratta da "Il libro del cavolo" di Sigrid Verbert, ed. Cibele, pag. 170.

Ingredienti x 20-30 biscotti (a seconda delle dimensioni):
250 gr di farina 00
100 gr di zucchero
100 ml di olio d'oliva
100 ml di vinsanto di ottima qualità
70 gr di uvetta
30 gr di pinoli

Unite in una ciotola la farina e lo zucchero, versate l'olio e mescolate con un cucchiaio; aggiungete quindi il vinsanto e infine l'uvetta e i pinoli. Impastate bene il composto, che risulterà molto unto e appiccicoso, e formate con le mani delle palline di 3-4 cm di diametro: l'operazione sarà molto agevole, data l'untuosità dell'impasto. Disponete le palline un po' distanziate su delle placche rivestite di carta da forno, poi schiacciatele leggermente (io me ne sono dimentcata, infatti sono un po' più cicciotti di quelli del libro!). Infornatele a 180° (forno ventilato) per circa 30 minuti, fin quando saranno dorate. Dovranno uscire dei biscotti croccanti all'esterno e friabili e morbidi all'interno; non devono essere comunque troppo secchi. Potete conservarli all'interno di una scatola di latta: i giorni seguenti, se ci arrivano, sono ancora migliori!

giovedì 18 marzo 2010

Il mio uovo per Caffarel

Il mio uovo Caffarel

Ieri mattina mi sono finalmente dedicata alla decorazione del mio uovo Caffarel, (non mi dite che speravate di scamparvela?! ;)) Consapevole dei miei limiti in questo campo in cui mi sono cimentata ancora troppo poco, ho scelto una decorazione abbastanza semplice, utilizzando soltanto glassa reale bianca, alcuni degli oggetti in zucchero contenuti nella confezione, cioccolato fuso, polvere di pistacchi di Bronte e zuccherini colorati. Non ci ho messo nemmeno tanto, in un paio d'ore l'uovo era confezionato e le foto erano state scattate. Sicuramente avrei potuto fare meglio, essere più creativa e precisa, ma mi è mancato il tempo per lanciarmi in sperimentazioni su campi a me ignoti, come il marshmallow fondant, la pasta di zucchero o il cioccolato plastico. Spero comunque che il soggetto vi piaccia e che apprezziate il mio sforzo a riguardo ;) Io, dal canto mio, non potevo pretendere di più dalla pasticciona che sono [leggasi titolo del blog] e non posso che ringraziare Caffarel per la possibilità che mi ha dato di mettermi alla prova e di farmi passare due ore a pasticciare in serenità :)

Vi riassumo brevemente qui di seguito gli step seguiti:


STEP 1. Ho scartato l'uovo: purtroppo era graffiato in più punti dalla stagnola che lo rivestiva, quindi la base di partenza non era esteticamente ottimale. Per decorarlo l'ho posto su di una tazza grande e profonda abbastanza da consentirgli una buona stabilità. In certi momenti ho comunque dovuto appoggiarmelo sulle gambe, protette da un canovaccio pulito.


STEP 2. Ho tracciato con uno stuzzicadente il disegno guida del coniglio (che avevo precedentemente abbozzato su un foglio), degli steli e delle foglie dei fiori e dell'erba. Li ho poi ricalcati con glassa reale bianca, utilizzando un conetto di carta da forno. E' importante tenere appoggiato il gomito per avere un tratto più preciso possibile (cosa estremamente difficile, almeno per la sottoscritta!). Sempre con una punta di glassa ho applicato i fiori, la farfalla e le coccinelle, tenendoli pressati sull'uovo posto in orizzontale fino a quando non risultavano saldati. Ho riempito il cuoricino del coniglio di glassa e vi ho pressato sopra degli zuccherini colorati.


STEP 3. Ho fuso un cubotto di cioccolato fondente a bagnomaria e ho spennellato con il cioccolato fuso le zone dove avrei dovuto applicare l'erba; ho poi pressato su di esso la polvere di pistacchi, aiutandomi con lo stuzzicadente per spingerla nelle zone ostiche. Ho applicato con una punta di glassa i fiori e i pulcini sull'erba.


STEP 4. Ho posto l'uovo su un sostegno adeguato, nel mio caso una scatolina a fantasia primaverile, ma sarebbe andato benissimo anche un cartoncino ritagliato e graffettato ad anello e l'ho messo in posa per il servizio fotografico ;))) Siete soddisfatti?


collage uovo Caffarel

giovedì 11 marzo 2010

99 colombe per "Sorelle Nurzia" e l'Abruzzo


Ci sono delle cose che richiedono le parole giuste e troppo spesso, io, di quelle parole non sono capace. Ci sono blog che descrivono stati d'animo, argomenti d'attualità e moti di sensibilità cento, mille volte meglio di me. Eppure due parole le voglio lasciare. Perchè quando ho visto, qualche settimana fa, lo speciale di "Presa diretta" sulla ricostruzione edilizia e sulla lenta ripresa economica di L'Aquila ho avuto un groppo alla gola, quel groppo di chi sa di non poter poi fare un granchè. Ma ci sono persone che non pensano, agiscono, e di queste persone io sono estremamente orgogliosa, perchè permettono anche ad altri di fare qualcosa di utile e di migliore.



C'è una storica azienda dolciaria aquilana, Sorelle Nurzia, che nasce nel 1835 e che non ha mai chiuso fino al 6 aprile 2009, giorno del terremoto. Questa felice realtà imprenditoriale, conosciutissima in Abruzzo per la sua produzione di torrone, sta attraversando ora una fase di difficile recupero dato che il centro storico, cuore pulsante di L'Aquila, è chiuso e alla deriva. Ci sono poi due persone sensibili, Lydia e Artemisia, che amano il mondo della gastronomia e che hanno deciso di fare qualcosa di reale e tangibile. Da qui nasce l'iniziativa 99 colombe (99 come le fontane, le "cannelle" di L'Aquila), volta a coinvolgere 99 blog (ma anche di meno o di più o non-blog, non importa, il numero è meramente simbolico) per diffondere il nome di Sorelle Nurzia, la loro sapiente tradizione dolciaria ed i loro prodotti.


Nasce così un blog apposito, 99 colombe, e viene fissata una data, il 6 aprile 2010, data in cui ciascun partecipante dovrà postare una ricetta realizzata con i prodotti Sorelle Nurzia o di accompagnamento ad essi. Per ogni informazione sull'iniziativa e per tutte le dritte su come acquistare i prodotti Sorelle Nurzia ordinandoli tramite e-mail vi rimando al blog e lascio anche qui il contatto della gentilissima responsabile, Mara: mara.sorellenurzia@gmail.com. Vi invito a leggere sul blog la sua lettera, perchè credo che possa essere d'insegnamento a ciascuno di noi su argomenti quali la forza e la tenacia, l'umiltà, la dignità e la voglia di restare saldamente aggrappati alla propria realtà e alle proprie tradizioni.

sabato 6 marzo 2010

Decora la tua Pasqua con Caffarel!

Caffarel


Oggi facciamo uno strappo alla regola, niente ricetta. Ma assettatevi, perchè ho da raccontarvi qualcosa di mooolto interessante, anche se ormai avrete già letto di questa iniziativa in numerosi altri blog. Qualche settimana fa, insieme ad altre foodblogger, sono stata contattata dalla storica casa di cioccolato piemontese Caffarel per prendere parte all'iniziativa "Decora la tua Pasqua con Caffarel". Caffarel ha messo a nostra disposizione un kit speciale, appositamente realizzato per noi, chiedendoci di decorare, secondo il nostro gusto e la nostra creatività, un uovo di cioccolato Caffarel, utilizzando quanto contenuto nel kit e tutto ciò che volessimo (glassa, granella di nocciole o di mandorle e via dicendo). Il kit ricevuto, deliziosamente assemblato, conteneva:
- un uovo di cioccolato fondente Caffarel del peso di 450 gr.
- una selezione di materiali di pasticceria per decorarlo (spray alimentare e figurine di zucchero a tema primaverile)
- una tavoletta dello stesso cioccolato fondente per assaggiarlo
- un simpatico grembiule griffato con il marchio della casa

Una volta che avremo decorato il nostro uovo, ciascuna di noi partecipanti provvederà a pubblicarne la foto finale e/o alcuni scatti del work in progress, quindi...stay tuned! :) [forse è anche il caso di avvertirvi che non sono ferrata con le decorazioni...non mi sono mai cimentata! Non vorrei mai che qualcuno nutrisse aspettative troppo elevate ;)))]


Caffarel


Ma non è finita qui! Caffarel, infatti, premierà chiunque voglia cimentarsi in una sorta di “gara di decorazioni” di uova di cioccolato. Per partecipare potete iscrivervi e pubblicare una foto della vostra decorazione nel canale di Made In Kitchen creato appositamente per questa attività, ossia Golosità di Pasqua con Caffarel. Tutti coloro che pubblicheranno su Made In Kitchen, previa registrazione, una foto dell’uovo decorato, riceveranno un simpatico omaggio da Caffarel. Cosa state aspettando? Non è un'iniziativa deliziosa? Quindi, mi raccomando, partecipate numerosi!


Caffarel

lunedì 22 febbraio 2010

Lasagne con carciofi, crema di formaggi e Praga

Lasagne con carciofi, crema di formaggi e Praga

Sabato è stato il compleanno di mia mamma, domani è quello di mio papà: avete presente quando non sapete assolutamente cosa regalare a delle persone perchè queste non manifestano nessun desiderio, manco uno che sia uno (tipo che io, invece, avrei una lista infinita di brame, ma questa è un'altra storia...)? Ecco, io detesto ancor più fare regali inutili che non farli proprio, o meglio, diciamo, farli a modo mio... Quindi ho preparato loro un bel pranzetto, sabato; e oggi mia madre festeggerà il compleanno con le colleghe, a suon di gnocco ingrassato e torta di pane omaggiati dalla sua figliola. Mi sono riscattata, almeno un filino o permango figlia degenere, che dite?! ;)


Ecco le lasagne del pranzo di sabato, che hanno segnato -
lo confesso, padre, mi perdoni! - il mio primo approccio con la pulizia dei carciofi, che tra parentesi adoro. D'altronde siamo proprio entrati in periodo, quindi meglio imparare (con qualche imprecazione, che non vogliamo perdere mica l'abitudine eh ;)) adesso che poi lasciarseli sfuggire per mesi interi, proprio ora che ho una lista infinita di spunti e ricette gustose che li prevedono.
Spero che piacciano a voi come sono piaciute a noi: una fusione di ingredienti davvero fantastica! Trovo, infatti, che il sapore ferroso dei carciofi si accompagni benissimo con l'affumicato di prosciutto e provola, il tutto stemperato ed aggraziato dalla delicatezza della ricotta. Le dosi sono, come sempre quando si parla di preparazioni di questo tipo, approssimative.

LASAGNE CON CARCIOFI, CREMA DI FORMAGGI E PRAGA


ricetta tratta da Sale & Pepe - marzo 2009


Ingredienti per 4 persone:

200 gr di lasagne fresche all'uovo (per me 10 sfoglie di Sfogliavelo Rana*)

6 carciofi
120 gr di prosciutto di Praga (per me 140)
150 gr di provola affumicata

200 gr di ricotta (per me 250)

noce moscata
40 gr di burro (per me q.b.)

olio extravergine d'oliva
un limone

parmigiano grattugiato q.b. per spolverizzare la superficie

sale e pepe

Utilizzando dei guanti in modo da non annerirvi le mani, pulite i carciofi, privandoli di parte dei gambi (tagliateli cioè a 3-4 cm dalla base), delle foglie esterne più dure e delle punte (circa a metà del carciofo); torniteli, divideteli a metà e con uno scavino eliminate il fieno. Affettateli e immergeteli man mano in acqua fredda acidulata con il succo del limone per non farli annerire. Scolateli e cuoceteli a vapore per circa 10 minuti, devono risultare teneri. Tritate grossolanamente il prosciutto e la provola e mescolateli in una ciotola con la ricotta e una grattatina di noce moscata.


Scottate le lasagne in acqua bollente salata a cui avrete aggiunto 2 cucchiai di olio, poi scolatele e stendetele su un canovaccio pulito. Disponetene uno strato in una pirofila imburrata, distribuitevi sopra uno strato di crema di formaggi e prosciutto e uno di carciofi, salate, pepate e continuate così fino ad esauririmento degli ingredienti.


Completate con il burro rimasto ridotto a fiocchetti e una generosa spolverizzata di parmigiano grattugiato al momento. Infornate le lasagne a 180° per 15 minuti, poi alzate la temperatura a 250° e lasciate gratinare per circa 10 minuti. Tagliate le lasagne a tranci e servitele.


Nota: per questa ricetta è preferibile usare carciofi toscani, tipo il Violetto o il Morellino empolese: dolci e teneri, sono ottimi con i formaggi.

* Se siete più bravi di me, che venerdì sera non avevo voglia di tirare fuori l'Imperia, fatevela voi, anche se devo ammettere che non è affatto malvagia, a differenza della pasta ripiena e degli gnocchi che trovo immondi.

mercoledì 22 aprile 2009

Treccine di pane alla ricotta



Per chi attendeva fremente la ricetta di pane con cui ho realizzato i panconiglietti, eccola! Non farò grosse presentazioni perchè la fonte è l'inossidabile Sigrid. Si tratta di deliziose pagnottelle rese soffici ed estremamente delicate dalla ricotta e - ingrediente che mi ha dapprima resa scettica e poi pienamente fatta ricredere - profumate delicatamente da scorza di limone grattugiata. Ammetto che mi hanno conquistata sin dal primo sguardo per la loro forma così raffinata e tremendamente festosa, nonchè per la presenza dei semi di lino (che avevo acquistato e non ancora usato), quindi non ho resistito dal replicarle alla prima occasione.

Assolutamente perfette come segnaposto, sono gradevolissime sbocconcellate tra una fetta di salame e un dadino di pecorino...magari appena tiepide.



TRECCINE DI PANE ALLA RICOTTA


Ingredienti:
500 gr di farina
125 gr di ricotta fresca (preferibilmente di pecora)
25 gr di burro morbido
la scorza grattugiata di mezzo limone
10 gr di sale (un cucchiaino colmo)
180 gr circa di acqua tiepida
12 gr di lievito di birra

Inoltre:
1 uovo per spennellare
semi di lino o altri semi, a piacere


In un bicchiere far sciogliere il lievito con l'acqua tiepida. Mettere in una ciotola (o nell'impastatrice, o nel mixer) la farina, la ricotta, il burro morbido, il sale e la scorza grattugiata del limone, versare l’acqua con il lievito e impastare per 10 minuti, regolando ove occorra con poca acqua o poca farina, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico, che non sia nè troppo denso nè troppo colloso. Riporre l'impasto in una ciotola, coprirlo con pellicola alimentare e lasciarlo lievitare per un’oretta.
Dividere poi l’impasto in 6 pezzi dello stesso peso, misurandoli con una bilancia. Prendere un pezzo, dividerlo in tre parti, sempre dello stesso peso, e formare con ogni parte un salsicciotto lungo 20-25 cm; intrecciare i tre salsicciotti e chiudere a ciambella. Procedere nello stesso modo col resto dell’impasto, infine disporre le treccine su una placca rivestita di carta forno, spennellarle con l’uovo sbattuto e cospargerle con un po’ di semi.
Lasciarle lievitare per un'altra mezz’oretta e infornarle a 180° per circa 25 minuti o finché i panini iniziano a dorare.

lunedì 20 aprile 2009

I panconiglietti


Questo post sarà volutamente breve perchè è da circa due settimane che non ho voglia nè tempo di cucinare, di stare dietro alle foto, di postare e via dicendo, quindi altro non posso fare se non assecondare il mio mood attuale ;-) Forse perchè in vista di un matrimonio tra due settimane sto cercando di perdere qualche chilo in extremis, e questo magari mi condiziona più o meno coscientemente... o forse per un disinteresse più diffuso che periodicamente mi prende per tutto quello che ruota attorno al blog...ma tant'è, spero mi scuserete.


Questi simpaticissimi coniglietti di pane li ho realizzati per il pranzo di Pasqua dalla famiglia del mio ragazzo. Sono stati molto graditi, sia per il loro aspetto buffo (oddio, non posso non confessarvi che alcuni non erano riusciti proprio perfetti, il mio ragazzo mi ha gentilmente fatto notare che sembravano degli arieti............), sia per il loro ottimo sapore. Presentati in un cestino di paglia rivestito di un tovagliolo colorato, o usati come segnaposto, sono davvero perfetti per rallegrare la tavola con semplicità e non potranno non farvi fare un figurone con i vostri ospiti!


La ricetta di pane con cui li ho realizzati ve la posterò a breve dettagliatamente, perchè con lo stesso impasto ho ottenuto anche un'altra forma, sempre per il cestino del pane del medesimo pranzo. Intanto accontentatevi di leggere e vedere coi vostri occhi la spiegazione di come realizzare la forma dei coniglietti
qui. Ovviamente potete realizzarli con qualsiasi tipo di pane voi vogliate, ma vi consiglio comunque qualcosa che si mantenga soffice, come del goloso pane al latte!

giovedì 16 aprile 2009

Cake pancetta, olive e pistacchi


Per Pasquetta io e il mio ragazzo abbiamo deciso di fare una scampagnata fuori porta, per la precisione quel celebre pic-nic che mai avevo fatto in vita mia. Per fortuna il tempo è stato clemente e, complice uno splendido sole e temperature miti, ci siamo recati al Parco Fluviale del Panaro, in località Marano sul Panaro, a una mezzoretta di auto da Modena.

Per l'occasione ho rinnovato il cestino da pic-nic che giaceva inutilizzato in mansarda, omaggio di non so quale promozione di vecchissima data (non vorrei sbagliarmi, ma devono aver incul...ehm...fregato i miei con qualche vendita telefonica di vino, sigh).

Già mi pregustavo il mio arrivo al parco: plaid a scacchi in una mano, cestino nell'altra, avremmo fatto faville in mezzo alla marmaglia di persone munite di thermos di dimensioni colossali, borse frigo dalle improbabili e improponibili fantasie anniottanta e panini comperi avvolti malamente nell'alluminio... ;-P

Sennonchè...



...Eh, sennonchè, alla resa dei conti, il cestino in questione si è rivelato avere la capacità più adatta a Barbie e Ken in gita a Fiabilandia che non a una giovane coppia decisamente di buon appetito, quindi l'arrivo al parco è stato molto meno chic del preventivato: cestino con le stoviglie, zaino con plaid + carte e giochi di società versione pocket, borsa di carta riciclabile del Naturasì (che tocco di classe, ragazzi!!) con i viveri e io tutta trafelata, nonchè leggermente scurrile, per aver preparato tutto in tempo record e nonostante questo aver realizzato di possedere la capacità organizzativa di un bambino di 3 anni :-D

Meno male che a risollevarmi al volo il morale ci ha pensato una lievissima brezza che favoriva il relax e, tra il resto, questo godurioso cake salato. Indubbiamente ricco, visto la presenza di gruyère, pancetta affumicata, olive verdi e pistacchi salati, mi ha particolarmente incuriosita e appagata l'utilizzo, tra gli ingredienti, del vino bianco, che gli conferisce un delicato aroma di fondo. Perfetto per il pic-nic, certo, ma anche per un buffet, un brunch o un aperitivo, essendo tra l'altro altamente scenografico al taglio della fetta.

La ricetta, proveniente dal libro
"Garden Party "di Nathalie Le Foll e Cléophée De Turckheim, l'ho trovata sul gradevolissimo blog di Antonella.

CAKE PANCETTA, OLIVE E PISTACCHI

Ingredienti:250 gr di farina 00
4 uova
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 bustina di lievito per torte salate
1 bicchiere di vino bianco secco
200 gr di pancetta affumicata a cubetti
50 gr di pistacchi salati sgusciati
150 gr di olive verdi snocciolate
150 gr di gruyère grattugiato (o emmenthal)
sale e pepe

Rosolare la pancetta in una padella e farla intiepidire. Nel frattempo, preparare l'impasto mescolando la farina, il lievito, le uova intere aggiunte una alla volta, l'olio e il vino bianco. Salare e pepare e sbattere con la frusta fino ad ottenere un impasto liscio. Unire la pancetta rosolata, le olive, i pistacchi e il gruyère grattugiato con una grattugia a fori grossi. Amalgamare bene il tutto e versarlo in uno stampo da plumcake precedentemente imburrato o rivestito di carta forno.
Infornare a 180° , forno ventilato, per 40 minuti circa, o comunque fino a quando il cake risulta cotto, alla prova stecchino.

mercoledì 8 aprile 2009

Cannoncini di indivia, prosciutto crudo e grana


Credo sia scontato dire che la tragedia che ha colpito l'Abruzzo e gli abruzzesi ha spezzato il cuore a chiunque di noi abbia un minimo di sensibilità e di coscienza. Fa male vedere quelle immagini, non riesco nemmeno minimamente a immaginare quanto possa far male viverle, vivere il crollo, la perdita di amici e parenti, della casa, perdere l'essenza del nostro quotidiano, perdere la serenità, essere dominati dalla paura e dallo sconforto. Non posso fare molto, purtroppo, ma nel mio piccolo ho inviato un sms al 48580, un numero attivato appositamente per fare donazioni ai terremotati. Ogni sms inviato vale 1 euro...una goccina, si spera, in un mare.

Per un elenco estremamente dettagliato di possibili aiuti vi rimando al blog di Viviana.

Se servisse fermarsi nel cordoglio per poterli aiutare lo farei senza esitare, ma credo fermamente che la vita normale di ognuno di noi debba invece proseguire con i normali ritmi, questo perchè ci sono altri modi per essere solidali e il cordoglio possiamo portarlo nel nostro cuore a prescindere dall'interrompere quel quotidiano per il quale, oggi più che mai, dobbiamo ringraziare e ritenerci così fortunati.



Venendo al tema assai più frivolo di questo blog, oggi vi propongo un'idea per l'antipasto di Pasqua o il cestino di Pasquetta. Come ogni anno non ci sono grandi preparativi in casa mia: Pasqua ci passa pressocchè indifferente, i miei andranno via qualche giorno, io sono invitata dalla famiglia del mio ragazzo e tutto si risolverà con la solita, ormai irrinunciabile, pastiera napoletana. Per chi invece si trovasse a dover cucinare, questi cannoncini sono perfetti da gustare per l'aperitivo/antipasto, gustati tiepidi o a temperatura ambiente.

Il connubio di sapori è davvero riuscito, l'amarognolo dell'indivia si tempera con il dolciastro della pasta sfoglia, il crudo e il grana danno sapidità al tutto. Vi assicuro che saranno letteralmente spazzolati via...anche al di là del periodo pasquale, ovviamente! La ricetta l'ho trovata qui.


CANNONCINI DI INDIVIA, PROSCIUTTO CRUDO E GRANA

Ingredienti x 16 cannoncini:

400 gr di pasta sfoglia (circa 2 rotoli)
4 cespi di indivia belga
16 fette di prosciutto crudo dolce
grana grattugiato
olio, sale e pepe
1 uovo

Pulire e lavare l'indivia, quindi tagliarla in quattro nel senso della lunghezza. Saltarla in padella con un filo d'olio per pochi minuti, avendo cura di rigirarla su ogni lato, finchè sarà leggermente appassita. Salare e pepare. Lasciar raffreddare bene gli spicchi di indivia e asciugarli tamponandoli con carta da cucina.
Ricavare dalla pasta sfoglia delle strisce di 3 cm di larghezza (all'incirca due dita).
Stendere le fette di prosciutto su di un tagliere, cospagere ciascuna fetta con il grana, avvolgerci uno spicchio di indivia (vedi sito) e ricoprire il tutto con le strisce di sfoglia a mo' di spirale.
Adagiare i rotolini ottenuti su di una placca rivestita di carta forno, spennellarne la superficie con l'uovo sbattuto, infine infornare a 200° per circa 15-20 minuti.
Gustare tiepidi o a temperatura ambiente.

mercoledì 26 marzo 2008

Pastiera napoletana (...di una modenese...)


Prima che possiate dire "beo": NON sono napoletana, quindi questa ricetta non ha alcuna pretesa di autenticità o perfetta aderenza alla ricetta tradizionale partenopea...ooooh là :-D
Chiarito questo, e chiarito anche che non ho mai mangiato una pastiera "in loco", devo dire che ho già fatto questo dolce per 3 anni e tutte le volte mi ha dato graaaandi soddisfazioni (un po' meno una volta salita sulla bilancia, sinceramente, ma sono dettagli...), quindi non ho alcuni timore a riproporvelo, sottoponendomi al vostro insindacabile giudizio.

La ricetta l'ho semplicemente trovata sulla confezione di grano cotto la prima volta che l'ho realizzata, da allora non ho più cambiato. Mi piacerebbe sperimentare anche altre ricette, ma facendola una volta l'anno dubito di cogliere sfumature di gusto e consistenza :-P
Comunque mi sono ripromessa di provarne altre, le prossime volte.

La ricetta prevede l'uso dei canditi, che io non amo per niente. Personalmente preferisco eliminarli (tanto direi che è un dolce già sufficientemente ricco per sfamare un buon terzo di Biafra) ma se ne gradite il sapore ma non la consistenza potete in alternativa frullarli al mixer.
La ricotta è preferibilmente quella di pecora, più saporita e adatta ai dolci; se usate quella vaccina, comunque, non vi uscirà una schifezza, garantisco; diciamo che quello è un "di più" per una pastiera doc.

Il dolce andrebbe preparato, secondo tradizione, il giovedì santo, e così ho fatto. In ogni caso, a prescindere da motivazioni religiose, andrebbe consumato a 3 giorni dalla preparazione per permettergli di compattarsi a meraviglia.

Ok. Ora come premessa fatevi una dose massiccia di caffeina che partiamo con la ricetta. Siete ancora in tempo per fermarvi!! Non vi dico di farlo, il risultato compensa la fatica, ma prima di iniziare è bene essere consapevoli del fatto che non è una preparazione propriamente elementare e, soprattutto, che una fetta di pastiera potrebbe causarvi 5 kg di più in un batter di ciglia ;-)


PASTIERA NAPOLETANA

Per la pasta frolla:
500 g farina
200 g zucchero
3 uova
150 g burro
la buccia grattugiata di un'arancia o di un limone

Per il ripieno:
300 g latte
un barattolo di grano cotto (550 g)
un cucchiaio di burro

700 g ricotta di pecora
350 g zucchero
5 uova
1 bustina vanillina
1 fialetta di aroma ai fiori d'arancio
canditi (arancia e cedro) a piacere (io non li metto perchè non mi piacciono)


Impastare la frolla, prima col mixer, poi, velocemente, a mano. Avvolgere in pellicola e mettere in frigo a riposare almeno mezz'ora.

Stendere a disco e ricoprire il fondo e i bordi di una tortiera. Punzecchiare la pasta con una forchetta. Se dovesse essere troppo morbida per essere stesa, rattoppare la pasta direttamente nello stampo.

Cuocere a fuoco basso fino ad assorbimento il latte, il grano e il burro. Deve risultare un composto cremoso. Lasciar raffreddare.

Sbattere con le fruste elettriche la ricotta, lo zucchero, le uova, la vanillina, l'aroma e i canditi.
Unire il composto di grano, amalgamando bene.

Versare sulla teglia rivestita, coprire con una grata fatta con strisce di pasta frolla avanzata.

Infornare a 200° per 45 minuti (io ho poi coperto con stagnola e proseguito per altri 15 minuti).
Questa volta ho cotto a 180-190 gradi per 55 minuti, poi l'ho tolta perchè mi sembrava stesse seccando troppo la frolla. Il colore dell'impasto dovrebbe essere dorato, non capisco come mai ma a me rimane sempre chiaro, forse le altre ricette prevedono più uova o un'aggiunta di tuorli...

Lasciare raffreddare, poi cospargere di zucchero a velo.

Con queste dosi ne viene una molto grossa oppure due più piccole (in stampi da 24 cm di diametro).

Spero le foto, con tanto di addobbi pasquali acquistati ad hoc, siano di vostro gradimento ;-) perchè il mio moroso credo tanto ne avesse piene le tasche di me che giravo delirante per negozi :-D

sabato 22 marzo 2008

Tortano imbottito


Quest'anno mi sono data da fare con le specialità pasquali napoletane ;-)
Oltre alla pastiera, che faccio ormai da 3 anni e che posterò per questioni tempistiche nei prossimi giorni, mi sono cimentata nel tortano, ossia il casatiello con le uova dentro anzichè fuori.

La ricetta l'ho presa da Dolceviola, apportando qualche variante perchè - come mio solito - mi è impossibile seguire una ricetta pari pari :-P
D'altronde leggo ovunque che, come per la pastiera, ogni famiglia ha la sua ricetta, quindi si possono mettere diversi tipi di formaggi e salumi a proprio piacimento.


Per la ricetta originale vi rimando al suo blog, qui trascrivo la mia con relative modifiche.


TORTANO IMBOTTITO

Per la pasta:
450 - 500 gr. di farina
25 gr. di lievito di birra
100 gr. di strutto
50 gr. di parmigiano e pecorino grattugiati
meno di mezzo cucchiaio raso di pepe
1 cucchiaino raso di sale
acqua tiepida q.b.

Per il ripieno:
100 gr. di salame tipo Napoli a dadini
75 gr. di pancetta a dadini
100 gr prosciutto cotto
120 gr. di provola affumicata
50 gr. di provolone dolce o semi piccante
2 uova sode (facoltative, le ho messe perchè facevano "più Pasqua")

In una ciotola sciogliete il lievito con un pò di acqua tiepida, unite 2 pugni di farina, impastate e formate un panetto, copritelo e lasciatelo lievitare per circa 30 minuti.

Versate il resto della farina in una ciotola, unite il sale e apritela a fontana, al centro mettete il panetto, unite lo strutto, il pepe e il parmigiano o il pecorino, aiutandovi con un pò di acqua tiepida alla volta lavorate fino ad ottenere un impasto compatto, trasferitevi sulla spianatoia e lavorate l'impasto con energia per almeno 15 minuti, se occorre usate un'altro pò di farina, formate una pagnottella e mettetela a lievitare coperta per circa un'ora e mezza.


Nel frattempo cuocete le uova e tagliatele ognuna in 6 spicchi, tagliate a dadini i salumi e i formaggi. Riprendete la pasta e sgonfiatela battendola sulla spianatoia con le mani, stendetela con il matterello (è tenerissima e semplice da stendere) e ricavatene una sfoglia di circa 1 cm. di spessore, distribuite su tutta la superficie il ripieno di salumi e formaggi, mettete gli spicchi di uova sode su due file e a distanza regolare e arrotolate la pasta il più stretto possibile (chiaramente dal lato lungo) formando un rotolo e chiudetelo a ciambella e unite bene le estremità.


Ungete di strutto uno stampo a ciambella di circa 24-25 cm. e disponete dentro il rotolo, copritelo con un canovaccio e lasciate lievitare ancora per 2 ore, poi infornate in forno preriscaldato a 180° per circa un'ora, o fino a quando risulterà bello dorato, lasciate riposare e servite. Ho provato a cuocere statico, dato che leggevo che per i lievitati è l'ideale, ma il mio forno sullo statico deve avere qualche problema, dopo 1 ora e 20 era bello dorato sopra ma crudo al centro e sotto, quindi ho capovolto il tortano e l'ho cotto ancora 20 min con il ventilato. Fate voi in base al vostro forno, insomma, io torno al ventilato!!



Ecco il ripieno...si commenta da solo, non è vero?