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lunedì 1 settembre 2014

Primo Settembre: 3 calendari carini e la ricetta dell'amatriciana alla birra


Primo Settembre. Come dicevo poco fa su Instagram (lo sapete che è la mia droga quotidiana...se non mi leggete qui, mi trovate sempre!) Settembre è uno dei miei mesi preferiti, perchè segna i "nuovi inizi".

Quando arriva Settembre percepisco ancora, come quando ero bambina, il profumo inconfondibile della cancelleria acquistata per il nuovo anno scolastico, la trepidazione per l'organizzazione dello zaino e l'inaugurazione del diario e dei quaderni, l'emozione per i primi giorni di scuola e tanto entusiasmo per il nuovo "anno". E poi Settembre dà l'avvio all'autunno, una stagione che amo per i suoi colori, per i suoi frutti e per il fatto di essere il ponte verso l'inverno.

Ora questo mese diventerà ancora più importante, perchè sarà quello in cui nascerà Camilla. Non so quanti giorni ancora si farà aspettare, intanto io scrivo, scrivo e condivido con voi. Oggi qualcosina di grafica e una ricetta. Siete curiosi di sapere di cosa si tratta?

domenica 22 settembre 2013

{Welcome Autumn} - Lasagne alle verdure dell'orto e formaggi

lasagne verdure formaggi

Benvenuto autunno! Se qualche anno fa mi avessero chiesto quale fosse la mia stagione preferita avrei risposto senza indugio l'estate. Ora non saprei proprio scegliere: amo (e ovviamente non amo) qualcosa in ogni stagione e soprattutto trovo assolutamente confortante il loro ciclico alternarsi. E anche rigenerante, prova ne sia che verso la fine di una stagione siamo già discretamente "a livello" e attendiamo l'arrivo di quella successiva con grande trepidazione e con tanti nuovi progetti nel cassetto.

Questo autunno io l'ho inaugurato tra feste medievali e feste dell'uva, di cui i borghi della provincia di Modena in questo periodo sono ricchissimi. Ma anche progettando e dando spazio a una nuova beauty routine, più attenta all'eco-bio, per coccolare maggiormente la mia pelle, i miei capelli e con un occhio di riguardo per l'ambiente stesso. E poi grande spolvero di tutti gli ultimi doni che l'orto ci fa, tra cui alcuni di quelli che ho utilizzato per questa gustosa lasagna, abbinandoli ai tanto amati formaggi. Qui, nello specifico, la mozzarella appassita che mi procaccio con grande soddisfazione ogni volta che scendo in Puglia, perfetta per questo tipo di preparazioni al forno!

E voi, come avete dato il via alle danze al vostro autunno?

collage2

Se vi state chiedendo di chi sia la bellissima pirofila, è di Pyrex, storico marchio a cui mi affido da anni e con cui avrò il piacere di collaborare ancora per alcuni dei prossimi post! 


domenica 25 agosto 2013

Risotto ai due speck e melone

tavola

Ma buongiorno! :) L'estate sta volgendo al termine e io ho concluso le mie vacanze già da un paio di settimane. Eh beh, quest'anno non posso proprio lamentarmi! Sono tornata ancora una volta in terre ormai familiari (il tanto amato Gargano) e ho visitato posti nuovi e bellissimi, ma tanto diversi tra loro quali la Costiera Amalfitana e l'Olanda, per la precisione Amsterdam e dintorni. In quest'ultima città abbiamo lasciato un pezzettino (neanche così piccolo a dire il vero) di cuore: le sue nuvolette bianche che corrono basse e veloci su un cielo azzurro senza eguali, i suoi prati verdissimi, le grandi vetrate da cui si possono sbirciare case dagli arredi deliziosi, le biciclette con le cassette di legno colorate a guisa di cestino, i suoi sorprendenti flea market rimarranno a farmi compagnia quando avrò bisogno di rifugiarmi in un ricordo-coccola.  

Insomma, tra un tiro di schioppo inizia settembre e io torno a farvi compagnia (o voi tornate a farla a me?) come ogni nuovo anno. Reminiscenze scolastiche o no, per me l'anno nuovo inizia a settembre: c'è sempre quel che di emozionante nel riprendere le solite abitudini ma con nuovi programmi, nuovi obiettivi e nuove prospettive, non trovate?

Ma prima che i colori della mia cucina virino verso gli arancione della zucca, il marrone dei funghi, il verde dell'uva, ho ancora una bella carrellata di ricette estive da riesumar....ehm...recuperare dall'archivio. Una spolverata e saranno come nuove, vedrete!

E ora ditemi di voi? Avete trascorso delle buone ferie? Che programmi avete  e cosa vi aspettate da questo "nuovo inizio"?

Passiamo dunque alla ricetta, realizzata ancora una volta da abbinare ai vini di San Geminiano Italia.

giovedì 4 luglio 2013

Basmati con zucchine, fiori di zucca, curcuma e zenzero

 riso zucchine curcuma zenzero

Ultimo post prima delle sospirate vacanze, mai tanto attese come quest'anno. Tra pochi giorni, infatti, partiremo alla volta del Gargano e della Costiera Amalfitana. Ho bisogno di sole caldo sulla pelle, di camminate a piedi nudi sulla spiaggia, di profumo di mare, di fotografie en plein air, ma soprattutto di sguazzare libera nell'acqua, sperando che questo elemento che tanto amo mi aiuti a portarsi via non dico tutte ma buona parte delle esperienze dolorose che questa prima metà dell'anno mi ha riservato, conservandone solo una memoria positiva per il futuro :)

Il "risotto" (perchè in verità di risotto non si tratta...) di oggi lo dedico al mio centro benessere e alle belle persone che ci lavorano, che mi stanno facendo venire ancora più voglia di sperimentare con le spezie e di cucinare con un occhio di riguardo in più all'eticità dei prodotti e all'armonia degli abbinamenti. Spero che sia di loro gradimento, perchè si ispira, debitamente rivisitato e personalizzato, a un loro piatto che ho gustato un paio di mesi fa, un riso orientale con fiori di zucca, zafferano, zenzero e peperoncino.

venerdì 21 giugno 2013

Cous cous con melanzane speziate, uvetta e mandorle



cous cous con melanzane speziate

Anche quest’anno, come lo scorso, mi sono divertita a partecipare all’iniziativa indetta da Cuki e Cannamela, che questa volta era dedicata alla “Cucina al sacco”. La richiesta era quella di realizzare dei piatti con l’ausilio del sacchetto per cottura dietetica al forno di Cuki (uno dei miei “mai più senza” in cucina ormai da svariato tempo) e delle ultime spezie che Cannamela ha messo in commercio.

Dei piatti leggeri, gustosi e veloci, da portare nella schiscetta al lavoro o per un pic-nic (se mai decidesse di smettere di piovere e giugno ci facesse mai il favore di tornare tale, ossia un mese soleggiato che apre le danze all’estate…). A proposito di schiscia, guardate un po’ cosa ho scovato nel mio gironzolare per il web, nientepopodimeno che un social network a tema.

sabato 22 dicembre 2012

Risotto con finocchi, roquefort e mandorle...Merry Xmas!

risotto finocchio roquefort e mandorle

E anche quest'anno è ormai Natale. In barba a ogni nefasta profezia di popoli lontani nella storia e al disfattismo di chi ci credeva pure. Il periodo pre-natalizio è volato, come tutti gli anni, e non sono riuscita a fare poi molto. Comunque molto meno di ciò che avrei desiderato, ossia dedicarmi a tempo pieno alla preparazione di centinaia di biscotti diversi, decorazioni home-made e impacchettamenti di ogni foggia.

Per godermi il calore di queste giornate di festa e dedicare più tempo alle persone care, spesso troppo sacrificate dal tran tran quotidiano, il blog chiude i battenti per qualche giorno (ma non molti, non temete). Giusto il tempo di raccogliere le energie, le idee e tornare con tanti progetti per il nuovo anno.

Vi saluto con una gustosa proposta di primo piatto per le vostre tavole di festa. Una pietanza che potremmo definire tridimensionale, con la dolcezza del finocchio cotto, il sapore robusto ed erbaceo del roquefort e la croccantezza delle scaglie di mandorla, che sprigionano tutti i loro profumi grazie a una leggera tostatura in padella.

Che sia per voi un periodo il più possibile lento, rilassato, sereno...
Che possiate godervi ogni secondo, ovunque voi siate, con chiunque voi vogliate essere, purchè siano momenti pieni di affetto e di coccole...
Che possiate trovare il tempo dovuto per i pensieri positivi e per liberare la mente, dedicandovi a pieno a ciò che amate...

...magari con un cucchiaio sporco di cioccolata in mano, che non fa mai male ;)

Un mondo di auguri e un grazie a tutti voi, che anche quest'anno ci siete sempre stati nei giorni sì e mi avete fatto tanto coraggio nei momenti no.


Ci rivediamo nel 2013!

domenica 11 novembre 2012

Risotto con mele, porro e Lou Bergier Fattorie Fiandino

Risotto con mele, porro e Lou Bergier Fattorie Fiandino

Domenica. Autunno inoltrato. Pioggia incessante. Punta del naso congelata, i calzettoni di lana ai piedi anche di notte. Ti alzi la mattina e sei già stanco, non hai voglia di fare nulla che non sia stare accoccolato sul divano ad oziare in compagnia della tua copertina preferita e di qualche biscotto che profuma le mani di spezie. Certo, se mentre scrivo questo post (si badi, ore 14.38) non ci fosse sotto il ronzio sordo della Moto Gp e la vicina del piano di sotto non fosse in mansarda a passare l'aspirapolvere (snort...) forse starei ancora meglio, ecco.

In questi weekend uggiosi viene proprio voglia di scaldare la pancia con un piatto coccola, come il nostro tanto amato risotto. Forse una delle pietanze che mi riesce meglio...Cambio gli ingredienti, cambio gli accostamenti, cambio la tipologia di riso ma ha sempre un grandissimo successo. E soprattutto lo sbattimento è minimo, volete mettere la soddisfazione unita all'utilità? ;-)

Questa ricetta l'ho ideata appositamente per partecipare al Contest 2012 Le Fattorie Fiandino. Il simpatico Lelio Bottero ha inviato a 100 blogger un favoloso kit burro-formaggioso (una bella selezione che includeva Burro 1889, Burro 1889 salato, Gran Kinara, Lou Bergier, l'Ottavio Pichin e Lou Blau, oltre che il libricino sul Burro Salato), invitandoci a sbizzarrirci.

sabato 27 ottobre 2012

Polenta di Storo con pioppini e Puzzone di Moena

Polenta di Storo con pioppini e Puzzone di Moena

Il weekend a Merano è stato spettacolare, il tempo è stato particolarmente favorevole (un fine ottobre caldo e soleggiato come non speravamo di certo, considerato poi come è cambiato radicalmente nel giro di pochi giorni, sigh...), le giornate dai ritmi rilassati e dedicate al piacere di gustare un buon bicchiere di Gewurztraminer o di birra Forst, accompagnati da gustosi stinchi di maiale, wurstel arrostiti, le prime caldarroste della stagione e deliziosi strauben. Francamente non vedevo l'ora tornasse il weekend per poter scaricare e rivedere le foto (un po' meno per fare le pulizie, la spesa, il cambio degli armadi e stirare, ecco...!).

Quello che mi ha maggiormente colpito di Merano è stato il clima particolarmente mite e i colori autunnali che spaziavano lungo tutta la palette dei verde bosco, arancione, rosso e giallo. A me l'autunno piace tanto, almeno fino a quando la temperatura è ancora tollerabile, non piove perennemente facendomi gonfiare e ingrettire i capelli e soprattutto possiamo godere di belle giornate all'aperto. Mi piacciono i suoi colori, mi piacciono le serate avvolta nel pannetto sul divano, mi piacciono i cibi coccola, con quegli ingredienti terrosi e rustici che solo l'autunno sa darci.

Il mio autunno in cucina è sinonimo di risotti, di zuppe, di vellutate e...di polenta. Dal Trentino Alto Adige ho importato due grandi passioni sul tema "polentiano": la polenta di Storo (una farina di mais per polenta, tipica della valle del Chiese ma la cui coltivazione è estesa anche nella bassa Valsugana, entrambe in provincia di Trento) e la più nota polenta taragna. Ormai non esiste più polenta a casa mia che non sia a base di queste due farine grezze e di gran sapore. E da quando ho scoperto il metodo di cottura in pentola a pressione non devo nemmeno più aspettare che ci sia il moroso a casa per non trasformarmi io in novella Maciste pur di potermi godere un bel piatto di corroborante e fumante polenta...

sabato 25 agosto 2012

Orzo con fagiolini, piselli e erba cipollina

Orzo con fagiolini, piselli e erba cipollina

Fa caldo. Tanto. Inizio originale no? :) Embè, mi sa che c'ho di nuovo il blocco dello scrittore. Che poi, tutto sommato, meglio avercelo in pieno agosto, 'sto blocco, che in periodo natalizio: tanto non sarete poi in molte a gironzolare da queste parti in cerca di qualche prelibatezza da cucinare, no? Con st'afa sfido chiunque ad avere voglia di mettersi ai fornelli o in trepidante attesa con il naso schiacciato contro le pareti del forno (se non nei propri sogni, se non sono troppo accaldati anch'essi...). Specie se poi ne deve seguire una sudaticcia sessione di photo shooting, puah!

giovedì 2 agosto 2012

Insalata di bulgur con ceci e avocado (Cavoletto style)

Insalata di bulgur con ceci e avocado

Ciao a tutti, come state? Come avrete senz’altro notato sono mancata per un po’ di tempo. Eh si, anche per me era giunto il fausto momento delle tanto sospirate vacanze estive, quest’anno rigorosamente made in Italy (pugliesi, nello specifico). Purtroppo due settimane passano molto moltissimo troppo in fretta e alla fine ti ci vogliono almeno altre due settimane per riprenderti dallo shock del rientro! Le lavatrici vanno a pieno ritmo, la casa da rendere quantomeno dignitosa e agibile, i ritmi da ritrovare, lo sport da riprendere e poi il lavoro....il lavoro....il lavoro...e ancora il lavoro...scusate mi si era incantato il disco! :(

domenica 22 gennaio 2012

Vellutata di topinambour con carciofi croccanti

Vellutata di topinambour con carciofi croccanti

Ups! Se quando decidete che è giunto il momento fatidico di tornare a scrivere sul blog non vi ricordate più la password e l'azzeccate dopo cinque tentativi buoni, ciò non rappresenta un segno particolarmente fasto, vero?! :) Devo confessarvi di trovarmi un poco in imbarazzo: un po' perchè mi sento decisamente arrugginita mentre premo i tasti del mio nuovo pc portatile (finalmente!); un po' perchè ho mancato di farvi gli auguri di Buon Natale, prima, e di Buon 2012, poi (ahem, AUGURI! Vale?); un po' perchè si darebbe anche il caso che il 20 gennaio sia stata spenta la quarta candelina di Muffins, cookies e altri pasticci e io non ci ho dato affatto peso, anzi, me ne sono completamente dimenticata!

Eppure questo blog è ancora importante per me, è come un piccolo rifugio noto, dove aggirarsi con sicurezza anche quando viene a mancare la luce e vi muovete a tentoni per non sbattere contro gli spigoli :) E così, capita a volte di avere di nuovo voglia di cucinare, di scrivere, di condividere, di confrontarsi con chi legge (sperando ci sia ancora qualcuno li di là...toc, toc! Ci siete??? :))))


Ho deciso di rifarmi viva con qualcosa di confortante, con queste temperature e con i ritmi forsennati che non ci abbandonano mai c'è forse qualcuno che non ne sente il bisogno? Una bella coccola calda, cremosa, delicata nella sua base, ma con quell'accento di grinta che serve anche ai più pacati :)
Per la ricetta, ringrazio di cuore la cara Sabrine, madama d'Aubergine, che mi ha fatto proprio un bel regalo nel permettermi di conoscerla, sperimentarla ed assaggiarla (alla fine è anche estremamente light ;)). Da taggare tra i "mai più senza".

Vellutata di topinambour con carciofi croccanti

Ingredienti per 2 persone:

400 gr di topinambour, al netto della buccia
100 gr di patate, al netto della buccia
2 carciofi
1 grosso scalogno
mezzo bicchiere di latte circa
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva, più un filo a crudo per condire
mezzo cucchiaino di brodo granulare vegetale
sale
pepe fresco di macina


Lavate e sbucciate i topinambour, le patate e lo scalogno, fateli a fettine e metteteli in una pentola coperti a filo d'acqua con il brodo granulare vegetale. Fate bollire finché le verdure non diventano tenere (occorreranno 15 minuti circa).
Nel frattempo pulite i carciofi, tagliateli a quarti e teneteli in acqua acidulata con un po' di limone affinchè non anneriscano.
Quando le verdure sono cotte, lavoratele a crema con il minipimer, aggiungendovi poco latte alla volta (la quantità esatta dipenderà da quanto risulta cremosa la vellutata, che dovrà comunque essere abbastanza densa e sostenuta per evitare che affondino i carciofi). Aggiustate di sale e tenetela in caldo.
Affettate sottilmente i carciofi e saltateli in padella con due cucchiai d'olio: tenete la fiamma alta e siate veloci, devono essere appena cotti e risultare belli croccanti. Pepate e salate abbondantemente, per contrastare la delicatezza della crema.
Versate la vellutata nei piatti, disponetevi al centro i carciofi saltati e condite con un filo d'olio.

domenica 5 giugno 2011

Pennette con asparagi, ricotta e pepe verde

Penne con asparagi, ricotta & pepe  verde

Mentre voi leggerete questo post, io sarò in Riviera, a sollazzarmi (spero) al sole e a godermi qualche ottima mangiata di pesce e di piadina romagnola. Ultimamente sto sentendo fortissimo il bisogno di staccare dal tran tran e dallo stress quotidiani e di rinvigorirmi con un po' di sano relax al sole, leggendo in santa pace qualche rivista di cucina o un buon libro o, perchè no, facendo una bella partita a carte, come tradizione di nullafacenza vuole! Complice le ferie del 2 giugno, una "tre giorni" in campeggio al mare è proprio indispensabile...anche solo per acquistare un po' di colorito che mi dia un'aria leggermente più salubre, dato che normalmente tendo al verdognolo.

Che poi il verde è un bel colore eh, ma mica sulla pelle. In particolare, lo trovo estremamente affascinante sulle verdure di questo periodo: fave, piselli, asparagi, bietole...un tripudio di verdi, in tutta la loro palette. La faccio breve: vi lascio da provare, come compitino del weekend, questa fantastica pasta, a noi è piaciuta da matti!

Pennette con asparagi, ricotta e pepe verde

Ingredienti x 2-3 persone:
200 gr di mezze penne o pennette rigate (ma vanno benissimo anche rigatoni, mezze maniche, pasta lunga fresca...)

300 gr di asparagi

75 gr di ricotta

3 cucchiai di latte

mezzo cucchiaio raso di pepe verde in salamoia
un piccolo scalogno
qualche fogliolina di basilico
25 gr di burro
sale


Lavate gli asparagi, privateli della parte finale più dura, tagliate le punte e affettate i gambi a tocchetti dello spessore di circa mezzo cm. Sbucciate e affettate finemente lo scalogno. Lavate le foglioline di basilico e asciugatele delicatamente.

Scaldate il burro in un largo tegame (perfetto un "saltapasta") e fatevi leggermente rosolare lo scalogno, quindi unite le punte e i gambi degli asparagi, fate saltare qualche minuto, regolando di sale; unite quindi il pepe verde pestato leggermente in un mortaio, coprite con acqua calda e proseguite la cottura per 10-12 minuti.

Nel frattempo, trasferite la ricotta in una ciotola e stemperatela con il latte. Portate a bollore abbondante acqua salata, cuocetevi la pasta, scolatela lasciandola leggermete umida e versatela nel saltapasta con gli asparagi. Unite la ricotta preparata, mescolate delicatamente e padellate il tutto per qualche istante a fuoco vivo,amalgamando bene gli ingredienti. Servite subito decorando con qualche fogliolina di basilico.

Giochiamo a shangai?

sabato 19 febbraio 2011

Omaggio al broccolo: risotto al romanesco e mollica fritta


Risotto con romanesco e mollica fritta

Sono già passate due settimane dall'ultimo post. Passate?? Volate direi! Ieri però è stato bello uscire dal lavoro al solito orario, ma con ancora la luce, il cielo terso, la temperatura mite: primi soffi di primavera nell'aria? In questo momento sono sul divano, ho appena fatto colazione con latte e biscotti, ho aperto la finestra e fuori il cielo è azzurro chiaro e privo di nuvole, è ancora relativamente presto, posso prendermi il tempo per riordinare le idee, scrivere due righe e dare inizio al mio weekend, di cui in certi momenti ho bisogno proprio come l'aria.

Prima però ci tenevo a ringraziare tutte le persone che continuano a scrivermi e-mail di sostegno ed apprezzamento, nonostante vi stia un po' trascurando, e scusarmi se tardo tanto con le risposte e se non sempre riesco a rispondere a tutte: purtroppo il tempo è tiranno e bisogna fare delle scelte di mera sopravvivenza! :) Io però leggo tutti i vostri messaggi con grande gioia e attenzione e sono molto orgogliosa dei complimenti che ricevo, soprattutto quando riguardano certi aspetti di "piacevole leggerezza" e "scarsa commercialità" che ancora questo blog conserva.

Uhm...dicevamo? Ah sì, aria di primavera. Svegliarsi con la luce. L'idea del pranzo del sabato a base di un bel risotto (oggi per noi un evergreen, quello pere e taleggio, che faccio spessissimo: come dite? Non lo avete ancora fatto? Correte ai ripari, sciagurati/e!): sono o non sono motivi per iniziare la giornata con un bel sorriso?

Il risotto che invece vi suggerisco oggi l'ho preparato ormai un mesetto fa e nonostante dalla foto paia un po' pallidino è davvero un tripudio di sapori e consistenze. Il broccolo romanesco mi piace molto, si nota? A parte essere ortaggio di una bellezza mozzafiato, ha una consistenza molto gradevole; una volta cotte, le cimette rimangono compatte, quasi cremose. Le rare volte in cui lo trovo (a meno che non mi venga procurato!) lo preparo volentieri con i cicatelli fatti in casa e un soffritto di olio pugliese e cipolla a fettine sottili, come ricetta di tradizione del mio moroso vuole (in genere, anche per il cavolfiore violaceo). Quello che dovesse eventualmente avanzare, finisce qui, senza troppi complimenti:

Risotto con romanesco e mollica fritta

inspired here

Ingredienti per 2 persone mangione:

200 gr di riso Carnaroli
mezzo broccolo romanesco di dimensioni medio-grandi
1 scalogno
vino bianco, q.b. per sfumare
brodo vegetale q.b.
olio extravergine d'oliva
burro
parmigiano grattugiato, a piacere

Per la mollica fritta:
mollica di pane raffermo
olio extravergine d'oliva
3 acciughe sott'olio
peperoncino frantumato

Lavate il broccolo romanesco, asciugatelo e prelevatene le cimette, tagliandole in dimensioni non troppo grandi. Mettete i gambi in un mixer insieme allo scalogno sbucciato e tritateli finemente. In un tegame dal fondo abbastanza largo, mettete a sciogliere un pezzetto di burro con un filo d'olio, unite il trito di romanesco e scalogno e fate soffriggere dolcemente. Intanto sbollentate per pochi minuti le cimette nel brodo ben caldo. Unite il riso al soffritto, fatelo tostare, sfumatelo col vino bianco, quindi unite le cimette di cavolfiore sbollentate prelevandole con un mestolo forato. Iniziate a portare a cottura il riso con un mestolo di brodo bollente alla volta, mescolando di frequente fin quando giunge a cottura.

Intanto, in una padellina antiaderente, mettete un filo d'olio, aggiungete le acciughe sott'olio e fatele sciogliere dolcemente; unite la mollica di pane raffermo sbriciolata, un po' di peperoncino frantumato e fatela diventare croccante a fuoco vivace, prestando attenzione che non si bruci.

Una volta cotto il risotto (al dente!), mantecatelo con una noce di burro e parmigiano a piacere; copritelo con il coperchio e fatelo riposare alcuni minuti, quindi impiattatelo e servitelo cosparso con la mollica fritta.

Geometrica perfezione

lunedì 30 agosto 2010

Teglia di pane carasau con crescenza e peperoni

Teglia di carasau con crescenza e peperoni

A raccontarla ha del ridicolo, ma è andata proprio così. Ho cercato una ricetta per ultimare il pane carasau utilizzato in svariate tranches per questa millefoglie (che è stata un po' il mio piatto forte dell'estate) e, quando mi sono ritrovata al supermercato per acquistare gli altri ingredienti, ho infilato un'altra scatola di carasau nel carrello, convinta che quello che avevo a casa non mi sarebbe bastato. Risultato? Non solo non ho finito la prima confezione, ma ora ne ho pure una seconda, e non certo di poco ingombro, da utilizzare. Per fortuna che ho scoperto di adorare la versatilità di questo bel prodotto della Sardegna e mi sono salvata, previdentemente, un po' di ricettuzze da provare con il medesimo, quindi preparatevi perchè credo proprio che presto tornerà su questi schermi ;)

Intanto ecco qui la ricetta di cui vi parlavo, una squisita teglia a base di pane carasau, peperoni (rossi e gialli) e crescenza: un piatto unico allegro, cremoso, rustico ma delicato al tempo stesso, insaporito da generose spolverate di pecorino e ancora più gustoso se consumato il giorno seguente, a temperatura ambiente o appena tiepido, quando i vari ingredienti avranno avuto modo di fare tra di loro amicizia e stringersi in amorosi sensi.

Teglia di pane carasau con crescenza e peperoni


ricetta tratta da Cucina Moderna


Ingredienti per 4 persone:

250 gr di pane carasau (a me ne sono occorsi di meno)

2 peperoni rossi

2 peperoni gialli
400 gr di crescenza

80 gr circa di pecorino grattugiato
1 spicchio di aglio
qualche foglia di basilico

qualche rametto di timo
olio extravergine d'oliva q.b.
sale q.b.


Lavate e mondate i peperoni, tagliandoli a metà e privandoli dei filamenti bianchi e dei semini, quindi riduceteli a grosse falde (in pratica li ho tagliati in quarti, ma se preferite potete farli più piccoli). Scaldate un filo d'olio in una padella con l'aglio, che eliminerete quando inizia a colorirsi, e unite i peperoni: salate, coprite con un coperchio e lasciate cuocere per 15-25 minuti, fin quando saranno abbastanza teneri.


Ungete con un filo d'olio il fondo di una pirofila e stendetevi uno strato di pane carasau spezzettato grossolanamente e bagnato rapidamente in una ciotola d'acqua, cercando di riempire bene tutti i buchi. Disponete sopra al pane carasau alcune falde di peperone, pezzetti di crescenza, una generosa spolverata di pecorino, qualche foglia di basilico spezzettata e le foglioline di timo. Proseguite in questo modo, alternando gli strati fino a conclusione degli ingredienti e terminando con uno strato di peperoni, formaggi ed erbe: io ne ho ottenuti tre. Abbiate cura di schiacciare delicatamente il tutto con le mani ogni volta che aggiungete uno strato di pane carasau. Ultimate con un filo d'olio e infornate a 200° per 25 minuti, finchè sulla superficie si sarà formata una crosticina dorata. Consumate la teglia tiepida o a temperatura ambiente.

Peperoni bi-color

venerdì 2 luglio 2010

Dip's party #2: hummus I ♥ you!

Hummus di ceci

Cosa c'è di più delizioso dell'hummus? Ma soprattutto, come ho fatto a vivere 27 anni della mia vita senza di lui (sempre l'hummus eh!)?! Beh, cosa strabuzzate gli occhi? Queste sono domande esistenziali che ciascuno di noi si fa, prima o poi, nella propria vita...un po' come "chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo?" ;) Vabbè, abbandono ora la mia filosofia spiccia della domenica per dirvi qualcosa di più.

Hummus in arabo significa cece. L'hummus, quindi, nasce come crema di ceci. Se ci mettiamo anche la tahini, ossia quella meravigliosa crema di sesamo tipicamente araba, va da sè che diventerà hummus mit tahini. In generale però, anche in quest'ultimo caso, si parla più semplicemente di hummus. Le varianti, poi sono moltissime: hummus di fagioli, hummus di piselli, insomma...tutte cremine a base di legumi cotti e tanto, tanto golose, da consumare con pitta (be patient, arriverò presto anche con questa!), cruditè di verdure, falafel o in punta di dita.

Le ricette a riguardo sono infinite, così come le proporzioni relative. Io ho fatto un riuscitissimo collage di varie ricette trovate in rete o su svariati libri in mio possesso, quindi lo chiameremo...

Hummus di ceci my way

Ingredienti, x una ciotolina:
un barattolo di ceci lessati in scatola (250 gr scolati)
1 spicchio d'aglio
3 cucchiai di tahini (tahin/tahina: crema di sesamo. La trovate al Naturasì)
il succo di mezzo limone
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
mezzo cucchiaino di sale
mezzo cucchiaino di paprika dolce

Scolate i ceci, conservando il loro liquido di conservazione, e sciacquateli sotto l'acqua corrente. Eliminate le bucce dei ceci, schiacciandoli delicatamente uno alla volta tra le dita: in questo modo l'hummus risulterà più omogeneo e gradevole al palato. Schiacciate lo spicchio d'aglio con lo spremiaglio. Mettete i ceci, il tahini, l'aglio schiacciato e il sale nel mixer, frullando un po'. Aggiungete il succo di limone e l'olio e frullate fino ad ottenere un composto omogeneo. Se dovesse risultare troppo asciutto e poco cremoso, aggiungete un po' del liquido di conservazione tenuto da parte, poco alla volta, fino ad ottenere la consistenza di una salsa cremosa. Regolate infine di sale. Mettete l'hummus in una ciotola e, se lo servite subito, conditelo con una spolverata di paprika e un filo d'olio. Nel caso in cui lo riponiate in frigo, mettete la paprika e l'olio solo poco prima di servire. Si conserva in frigo per una settimana.

"Noi non ci lasceremo mai..........
"
;)

venerdì 11 giugno 2010

Zuppa tiepida bicolore di pomodori e peperoni

Zuppa tiepida bicolore di pomodori e peperoni

In verità oggi avevo in mente di proporvi un dolce ma l'afa terribile che mi sta straziando mi ha fatto mettere da parte la torta per una più gustosa e rigenerante zuppetta da proporre a temperatura ambiente o appena appena tiepida (magari nei giorni un po' meno caldi o la sera). Va detto che la preparazione vi farà comunque sudare copiosamente, non per la sua difficoltà ma piuttosto per la necessità di mettere sul fuoco due pentole per farci le due cremine. I
o l'ho fatta proprio stamattina e c'è stato un momento in cui credevo davvero di morire per la calura, con conseguente appannamento mentale che mi ha fatto dubitare seriamente della mia intelligenza o, quantomeno, della mia proverbiale furbizia :P

Trattasi, come potete vedere, di zuppa bicolore e bigusto, composta da una zuppetta a base di cipolla di Tropea e pomodori e da un'altra zuppetta di peperoni gialli e porri. Quello che posso assicurarvi è la squisitezza che ne risulta, un concentrato di sapori, profumi e colori estivi, oltre che di vitamine :) Così, nel caso qualcuno (come la sottoscritta) stesse cercando di fare un po' di dieta ("un po'" sta ad indicare la mia scarsa convinzione, dato lo stress del momento, ma la necessità di mangiare un po' più leggero e salutare per evitare l'esplosione imminente), ecco qui cosa deve fare:


Zuppa tiepida bicolore di pomodori e peperoni


ricetta tratta da Sale & Pepe - Giugno 2008

Ingredienti per 6 persone:

Per la zuppa di pomodori:

600 gr di pomodori ramati a grappolo

una cipolla rossa di Tropea
uno spicchio d'aglio
una fetta di pane morbido (solo la mollica)

un cucchiaino di concentrato di pomodoro
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

sale e pepe q.b.

Per la zuppa di peperoni:

3 peperoni gialli

2 porri

2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

sale q.b.

un goccio di tabasco


Per guarnire:

creme fraiche (ma potete usare, come ho preferito io, anche dello yogurt naturale magro o dello yogurt greco)

qualche fogliolina di basilico
olio extravergine d'oliva

pepe

Per la zuppa di pomodori. Scottate i pomodori in acqua bollente per pochi istanti, quindi scolateli e sciacquateli sotto l'acqua fredda corrente, eliminate la pelle ed i semi e riduceteli a pezzetti. Sbucciate la cipolla e l'aglio, affettateli e soffriggeteli nell'olio, unite poi il concentrato di pomodoro, la mollica di pane sbriciolata e 2 mestoli di acqua tiepida. Salate, pepate, coprite con un coperchio e cuocete per 20 minuti.


Per la zuppa di peperoni. Lavate i porri e affettateli nella loro parte chiara, quindi soffriggeteli con l'olio. Lavate i peperoni, eliminate il picciolo, i semi e i filamenti bianchi e tagliateli a pezzetti. Unite i peperoni ai porri, salate, coprite con un coperchio e cuocete le verdure finchè sono tenere, infine insaporite con poco tabasco.


Frullate le zuppe fino a ottenere due creme fluide. Servitele tiepide versandole nelle fondine (prima quella gialla e sopra, soltanto in una metà, quella rossa) e guarnendo con un cucchiaio di creme fraiche o di yogurt al centro, qualche fogliolina di basilico, un filo d'olio e una macinata di pepe, accompagnandole, se volete, con dei crostini di pane tostato, magari alle olive.

Zuppa tiepida bicolore di pomodori e peperoni

mercoledì 9 giugno 2010

Maccheroncini di Campofilone con zucchine fritte e ricotta salata

Maccheroncini di Campofilone con zucchine fritte e ricotta salata

Finalmente da qualche settimana sono tornati sui banchi dell'ortofrutta le mie beneamate zucchine! O meglio, diciamo che non se n'erano mai andate, la zucchina è la classica verdura che troviamo tutto l'anno, a mò di schiaffo alla stagionalità. Insomma, sono tornate le "vere" zucchine, ecco. Io le zucchine le mangio volentierissimo in tutte le salse: grigliate, trifolate, alla parmigiana, con la pasta... Ho provato di recente questa versione sicula della pasta alle zucchine, che in loco viene chiamata pasta co' la cocuzza fritta (il che mi ha fatto molto sorridere, essendomi immaginata Michele Cucuzza con la testa allungata e verdognola a forma di zucchina! Le allucinazioni fanno parte della sintomatologia da stress acuto, sì?!). E l'ho trovata buonerrima.
Come tutte le ricette della tradizione povera, è di una semplicità disarmante. Vi occorreranno solo: 1. un po' di pazienza (per friggere le zucchine a rondelle) e 2. ingredienti di primissima qualità, quindi olio eccellente, zucchine piccole e turgide, un'ottima ricotta salata e della buona pasta. Che non sia leggerissima ve lo sarete già immaginato da soli dato che si è parlato di zucchine fritte, ma vi assicuro che una volta ogni tanto questo condimento non può che essere un toccasana per l'umore, oltre che per il palato! Si presta benissimo con qualsiasi formato di pasta, preferibilmente lunga: io ho scelto dei maccheroncini di Campofilone, i famosi tagliolini all'uovo sottilissimi e dalla cottura ultrarapida tipici delle Marche, che mi ero procurata l'estate scorsa.

Maccheroncini di Campofilone

Pasta con zucchine fritte e ricotta salata

Ingredienti x 3 persone:

pasta, preferibilmente lunga (io ho utilizzato 190 gr di maccheroncini di Campofilone, che gonfiano moltissimo, ma vanno bene anche spaghetti, linguine, bavette oppure tagliolini, stringozzi...: consideratene 70-80 gr a testa)
olio extravergine d'oliva di ottima qualità q.b.
2-3 zucchine di piccola dimensione

ricotta salata q.b.

sale e pepe q.b.

Lavate le zucchine, asciugatele e tagliatele a rondelle non troppo sottili. Friggetele in una padella con abbondante olio bollente (ne devono essere ricoperte) finchè non risultano belle dorate. Se vi piace, potete aggiungere nell'olio anche uno spicchio di aglio. Prelevatele dall'olio di cottura, senza sgocciolarle troppo poichè esso fungerà da condimento per la pasta e riponetele in un piatto, quindi salatele leggermente. Conservate da parte l'olio di frittura perchè vi potrebbe servire al momento di condire la pasta.


Intanto cuocete la pasta al dente in abbondante acqua bollente salata, scolatela conservando un po' di acqua di cottura e versatela in una zuppiera, unite le zucchine e mescolate bene: se dovesse essere troppo asciutta, unite qualche cucchiaiata di acqua di cottura e dell'olio in cui avete fritto le zucchine. Suddividete la pasta nei piatti, grattugiateci sopra, come se piovesse, la ricotta salata (utilizzando la grattugia a fori larghi) e insaporite con una macinata di pepe nero.

Nota:
si può aggiungere, a piatto pronto, anche del basilico o della menta spezzettati con le mani.

mercoledì 2 giugno 2010

Millefoglie di carasau con zucchine, pomodori e scamorza

Millefoglie di carasau con pomodori, zucchine e scamorza

Della serie "mai più senza": la carta da musica, alias pane carasau. Non avevo mai avuto l'occasione di provarlo, non avendo mai avuto la fortuna di andare in Sardegna. L'avevo però guardato con occhio curioso in varie ricette che mi sono capitate sotto mano nel corso degli anni, senza mai andare oltre. Finchè da Mikki non ho rivisto proposta una ricetta della favolosa Serena (quanto mi piace quello che fa quella donna!), che avevo segnato e dimenticato nei meandri del mio cookingbook, che ogni giorno che passa sembra sempre più inghiottire nell'oblio centinaia, ma che dico, migliaia di ricette.


Questa favolosa e freschissima millefoglie di carasau, verdure e scamorza è un piatto perfetto per l'estate, per quelle belle tavolate in balcone o in giardino, ed è davvero facile e veloce. L'unica pecca, se vogliamo proprio trovargliene una, è che deve essere assemblato all'ultimo minuto ma le verdure vanno preparate in anticipo e la cottura è velocissima perchè si mette in forno giusto il tempo di far sciogliere il formaggio e amalgamare i sapori, quindi si sforna, si lascia intiepidire ed è pronto da servire in tavola. La ricetta, ci dice Serena, è tratta dal libro di Viviana Lapertosa. Fate attenzione: crea dipendenza, io lo sto facendo a ripetizione.

Millefoglie di carasau con zucchine, pomodori e scamorza

Ingredienti
(dipenderanno ovviamente da quanti siete, io ci ho fatto la teglia che vedete che andava bene x 4 persone):

pane carasau

pomodori rossi belli maturi e sugosi (per me 3)
zucchine piccole (per me 3 medie)
scamorza (per me una da 250 gr)
provolone a lamelle (facoltativo - non l'ho messo)
qualche foglia di basilico

una spruzzata di origano

olio extravergine d'oliva q.b.

sale e pepe


Grattugiate le zucchine con una grattugia a fori larghi direttamente in una ciotola capiente e conditele con basilico spezzettato a mano, sale, una macinata di pepe e olio. In un'altra ciotola, tagliate i pomodori privati dei semi a pezzetti e conditeli con olio, sale e origano. Lasciate riposare e insaporire le due verdure per un pò, almeno mezzora.


Prendete una teglia da forno, ungetela con un filo d'olio, poi fate uno strato di pane carasau spezzettato (Serena dice "senza bagnarlo se si vuole più croccante, altrimenti passandolo da un solo lato velocemente sotto l'acqua per averlo più morbido. Io preferisco più croccante quindi non lo bagno". Io vi suggerisco assolutissimamente di non bagnarlo, perchè le verdure rilasciano già la loro acqua e così facendo rimane morbido ma senza sfarsi e con qualche punto gradevolmente croccantino), quindi cospargetelo [usate le mani che viene più omogeneo!] con i pomodori, le zucchine, la scamorza tritata grossolanamente al coltello, (le scaglie di provolone) e un filo d'olio. Schiacciate delicatamente con le mani per compattare il tutto e continuate formando strati di questo tipo fino ad esaurimento degli ingredienti, concludendo con le verdure, i formaggi e l'olio (io ho ottenuto 3 strati). Infornate la millefoglie a 180/200° per una decina di minuti e servitela tiepida.

giovedì 20 maggio 2010

Gli stringozzi agli albumi con sugo all'aglione

Stringozzi agli albumi con sugo all'aglione


Dovete sapere che lo scorso weekend la mia dolcissima metà della mela (grr!) ha deciso di farsi un bel weekend lungo con gli amici a Madrid (grrrrr!) lasciandomi a casa sola e sconsolata in balia del diluvio universale, della stagione monsonica, delle universiadi di nuoto pinnato in strada (grrrrrrrrr!), vedete voi cosa vi aggrada di più pensare. E così, sabato mattina, reincarnatami improvvisamente in una desperate houswife denoantri, ho messo mano alla chitarra che sua mamma mi aveva regalato la scorsa estate, ho riposto in un cassetto tutte le mie paure e mi sono lanciata con la mia prima pasta alla chitarra (non mi dite che a sentir menzionare la chitarra mi avevate immaginata strimpellare "La canzone del sole," vero?). Come prima esperienza ho deciso di provare una pasta che avevo salvato da parecchio tempo come utilissima ricetta fuori-gli-albumi-dalle-scatole (e dal freezer...) gli stringozzi di Paoletta: e il risultato, ve lo devo proprio dire, è stato strepitosamente appagante ed appetitoso (ero felice come una bambina, ebbene sì)! Ma ora un po' di storia...

Gli stringozzi (o strangozzi) sono un formato di pasta fresca tipica dell'Umbria ed in particolare della tradizione contadina di Spoleto e Foligno: si tratta di una pasta lunga a sezione quadrata e vengono così chiamati per la somiglianza alle stringhe delle scarpe con le quali i rivoltosi anticlericali strangolavano, ai tempi del dominio dello Stato Pontificio, gli ecclesiastici di passaggio (per questo motivo sono chiamati anche strozzapreti o strangolapreti, che qui da noi sono invece un formato di pasta simile alle trofie liguri). Come sottolinea Paoletta, da cui ho carpito la ricetta, sono parenti stretti dei pici toscani, ma a differenza di questi ultimi, che vanno "appiciati" a mano uno ad uno, questi vanno stesi abbastanza spessini al mattarello oppure con l'Imperia, quindi tagliati a mano, stretti stretti, o nell'attrezzo dell' Imperia per fare gli spaghetti alla chitarra, o ancora nella chitarra vera e propria. Per questo motivo somigliano molto anche agli intorci o troccoli pugliesi e agli spaghetti alla chitarra. Nonostante la ricetta tradizionale preveda che vadano fatti con solo acqua e farina, questa versione rappresenta un ottimo sistema per smaltire gli albumi in eccesso. La resa è davvero favolosa: sono velocissimi da fare e non scuociono, anzi, rimangono belli corposi!

Stringozzi agli albumi con sugo all'aglione


Ingredienti x gli stringozzi:
albumi

farina 00 80%

farina di semola di grano duro 20%


Ad esempio, volendo ipotizzare di fare la pasta per 4 persone, prenderemo 4 albumi e li peseremo. Se pesano, ad esempio, 120 gr, aggiungeremo il doppio di farina (quindi 240 gr), tutta 00 o ancora meglio suddivisa in questo modo: 80% (quindi 190 gr) di farina 00 e 20% (quindi 50 gr) di semola di grano duro.
Procedimento:
Pesate gli albumi e calcolate il doppio del loro peso in farina, secondo la proporzione sopraindicata. Setacciando le due farine, fate una bella fontana ampia al centro della spianatoia. Versate al centro gli albumi e, sbattendoli leggermente con una forchetta, cominciate a incorporare la farina dal centro della fontana. Quando ne avrà incorporata a sufficienza da aver preso una buona consistenza, impastate a piene mani. Lavorate bene la pasta per almeno 10 minuti proprio come si fa per la pasta all'uovo, quindi fatela riposare sulla spianatoia infarinata e coperta a campana con una ciotola per almeno una mezzoretta.


Trascorso il tempo di riposo prelevatene un pezzo per volta, appiattitelo con le mani, infarinatelo su ambo i lati [
quando dico infarinatelo, d'ora in avanti, intendo sempre con la farina di semola] e stendetelo con l'Imperia, fermandovi alla terza o alla quarta tacca (a seconda di come la preferite: io mi sono fermata alla terza perchè li volevo un po' spessini come quelli mangiati in Umbria). Se preferite stenderla col mattarello considerate uno spessore di circa 2,5 mm ma non è assolutamente necessario perchè viene benissimo comunque.
Stringozzi umbri - il procedimento

A questo punto avete tre alternative:

1) tagliare gli stringozzi a mano, arrotolando le sfoglie come per fare le tagliatelle e ricavando delle tagliatelline strette strette.
2) tagliare gli stringozzi passando le sfoglie ben infarinate nell'attrezzo dell'Imperia apposito per gli spaghetti alla chitarra.
3) appoggiare le sfoglie, ben infarinate, sull'apposita chitarra* e, passandoci sopra il mattarello, far scendere gli stringozzi
(1 e 2)
Io ho utilizzato quest'ultimo metodo e mi sono trovata benissimo: è molto veloce e il risultato è ottimale perchè permette di ottenere proprio la forma classica dello stringozzo, che è quasi uno spaghettone (
anche se da qualche parte l'ho visto realizzare più sottile e largo, quasi fosse un tagliolino o una tagliatella...chissà quali sono quelli originali?).

Aprite bene gli stringozzi con le mani, disponendoli sopra dei vassoi di cartone o di vimini ricoperti con un canovaccio pulito e ben infarinato con la semola ed allargandoli bene
(3). Ogni tanto cospargeteli con un po' di semola e smuoveteli bene per non farli attaccare. Dopo un po' di tempo che li avrete tenuti allargati, quindi quando saranno un poco più asciutti, potete anche raccoglierli in piccoli rocchetti (4). Intanto che gli stringozzi riposano, mettete l'acqua a bollire e preparate il sugo. Ho scelto di condirli con il sugo all'aglione consigliato da Paoletta, anche se il loro abbinamento classico è con il tartufo o un sugo alla norcina (anche se li vedo divinamente anche con del pesce).

Sugo all'aglione


Prendete una padella abbastanza larga perchè dovrete poi saltarci la pasta. Pulite abbondanti spicchi d'aglio (io ne ho usati 6), schiacciateli con un coltello tenuto di piatto e metteteli nella padella con un fondo di olio extravergine d'oliva di ottima qualità. Fateli appena indorare, avendo cura che la fiamma sia bassa, per evitare che l'aglio soffrigga eccessivamente: se cuoce troppo rapidamente cede all'olio poco aroma, rilasciando un gusto amaro, quindi è importante che non secchi nè bruci. A questo punto aggiungete del peperoncino secco frantumato (a piacere) e i pomodori tagliati a dadini. Se la stagione lo permette, utilizzate dei pomodori freschi, altrimenti vanno benissimo anche i classici pezzettoni o pelati. Salate con moderazione (il sapore sarà dato anche dal pecorino) e fate insaporire ancora un po' il tutto: il sugo, comunque, deve rimanere abbastanza fresco.
Cuocete gli stringozzi in abbondante acqua bollente salata (mi raccomando, usate una pentola piuttosto capiente e fuoco moderato perchè essendo pasta fresca tende a schiumare moltissimo), prelevandoli quando vi sembrano cotti all'assaggio: scolateli e versateli nella padella con il sugo caldo (da cui avrete tolto gli spicchi di aglio), saltateli un paio di minuti e serviteli con una generosa grattugiata di pecorino stagionato e saporito.

* Come si usa la chitarra?
Per fare la pasta alla chitarra è necessario disporre la sfoglia ben infarinata sull'attrezzo ed esercitare un po' di pressione tirandola con il mattarello. A questo punto, per permettere alla pasta tagliata di staccarsi dalla chitarra, è necessario passare il mattarello in un unico senso, senza farlo rotolare e con un movimento strisciante. Non ci avete capito niente, vero? :) Allora guardate qui

lunedì 17 maggio 2010

Riso Venere "Spring-time" (almeno nelle intenzioni...)

Riso venere "Spring Time"

Sottotitolo:
di come spiegare alla propria madre che il riso Venere è una qualità di riso nero e non un preparato per risotto al nero di seppia o comunque un riso addizionato col suddetto nero di seppia.

No, perchè questa è stata la scena al rientro a casa di mia madre (va giustificata, dalla temutissima e sfiancante gita scolastica), quando ha visto il ciotolone di riso Venere e, con occhio accusatorio (c'è ancora qualcuno che non sa che mia mamma detesta il pesce con tutte le sue forze?) mi fa: "non sarà mica quel coso nero a base di pesce?" Ah, sante e fortunate donne del tempo che fu, quando il riso era IL riso, al massimo poteva essere arborio o parboiled e non dovevano dannarsi l'anima con figlie a tal punto malate da conoscere e volere in dispensa CarnaroliVialonenanoBasmatiVenereThaiLongwild e via dicendo. L'occhio sospettoso, nonostante la mia pronta smentita, è poi perdurato fino al momento dell'assaggio, quando è stato decretato all'unanimità piuttosto buono. E ci credo, vorrei vedere...

Ed è qui che i nodi vengono al pettine e vediamo chi legge davvero e chi fa il furbetto e guarda solo le foto (risata satanica): chi di voi si ricorda cosa ci hanno presentato al buffet della Caffarel e che mi aveva tanto colpita? Su, su, voglio vedere le mani alzate (non andate a sbirciare l'altro post, I see you). Va bene, era proprio questo riso, cioè, all'incirca...Questo piatto freschissimo e profumato, infatti, è nato proprio dall'opera di dissezionamento che ho fatto del riso Venere che ci hanno presentato al buffet presso la Scuola della Cucina Italiana in occasione del workshop Caffarel. Al primo assaggio mi è talmente piaciuto che ho subito cercato di riconoscerne gli ingredienti per poi riproporlo (cosa che mi capita d'altronde piuttosto spesso, siamo foodies, che dobbiamo fà :))

E' veramente buonissimo: ve lo può confermare anche Fiordilatte, che in quell'occasione mi ha confessato non amare tanto questo tipo di riso perchè rimane sempre un po' troppo duro. Io devo dire (ve lo dicevo anche qui) che lo cuocio parecchio rispetto ai 18 minuti previsti dalla confezione, diciamo almeno una mezzoretta, proprio per evitare questo problema. Lo trovo perfetto per un buffet, ma anche per una bella tavolata estiva, di quelle all'aperto. Servitelo in una bella ciotolona trasparente oppure in bicchieri. Nel caso lo prepariate per un aperitivo, potete presentarlo in ciotoline o bicchierini monoporzione.

Riso Venere "Spring Time" (il nome imbarazzante è di mia invenzione, perchè non sapevo come chiamarlo se non facendo l'elenco dei troppi ingredienti. Almeno così rimane più impresso, nè?)

Ingredienti x 4 persone*:
200 gr di riso Venere
100 gr di pisellini surgelati
100 gr di ceci precotti
1 zucchina media
1 pomodoro
erba cipollina, a piacere
olio extravergine d'oliva, di ottima qualità q.b.
sale q.b.

In una capiente pentola piena di acqua bollente salata cuocete il riso Venere: la confezione prevede 18 minuti di cottura, io lo lascio sempre cuocere fin quando mi aggrada all'assaggio. In un'altra pentola piena di acqua bollente leggermente salata cuocete i pisellini surgelati per 10 minuti. Intanto lavate e riducete a dadini piccolissimi la zucchina; a un minuto dalla fine della cottura dei piselli, unite i dadini di zucchina nella pentola, fate riprendere il bollore, calcolate un minuto, quindi scolate il tutto, raffreddandolo sotto l'acqua fredda corrente per bloccarne la cottura. Lavate il pomodoro e riducete anch'esso a cubetti piccolissimi; sciacquate accuratamente i ceci precotti. Una volta cotto il riso, scolatelo, bloccandone la cottura sotto l'acqua fredda corrente, sgocciolatelo bene e versatelo in una ciotola capiente, unendo tutti gli altri ingredienti (ossia zucchine e pisellini, ceci e pomodoro); condite con olio extravergine d'oliva a piacere, aggiustate di sale e profumate il tutto con una generosa tagliuzzata di erba cipollina.

*anche 8 o più se lo servite in bicchierini da aperitivo ;)

Nota: preparatelo un po' in anticipo, conservandolo in frigo, coperto di pellicola, fino a mezz'ora prima di consumarlo: i sapori si amalgameranno e il piatto ne trarrà profumo e giovamento ;)