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martedì 11 giugno 2013

FFF: Falafel Furbissimi al Forno, via Marco Bianchi

falafel al forno

*Falafel* 

Dicesi Falafel (o Felafel) polpettina a base di ceci (attenzione! Non ho detto farina di ceci, ma ceci, avete presente quei cosetti tondi un po’ bitorzoluti? Ecco, quelli), aglio, cipolla e spezie (quella principale è il cumino) tipicamente araba, dove rappresenta lo street food per eccellenza. Come la piadina de noantri, insomma. Volendo essere puristi, andrebbero fatte coi ceci crudi precedentemente ammollati; ma siccome qui si parla di ricetta veloce pret-a-manger (vedi alla parola “Furbissimi”) credo lor signori mi passeranno lo sgarro di averli fatti con ceci già cotti. Dieci Ave Maria.


*Furbissimi* 

Perché sono stra-veloci da fare, di quelli che “torno tardi dal lavoro, non so cosa mettere in tavola, non ho nemmeno voglia di pensarci e no, la fettina di carne lasciamola pure lì dov’è che sono già abbastanza aggressiva di mio”.


*Al Forno* 

Tradizionalmente sono fritti. Ma io ve li propongo al forno, perché oltre ad essere un piatto veg, ricco di buone proteine vegetali, così riduciamo anche i grassi e mangiamo più salutare. Il fritto fatto bene è anche buono ma volete mettere il senso di pace notturno quando non avrete sullo stomaco il cinghiale della nota pubblicità di digestivo? (ok facciamo finta che siano anche senza aglio e cipolla ;))

domenica 16 dicembre 2012

Tartine di panettone con burro alle erbe e mousse di salmone


Tartine di panettone classico “Jacopo Maestri” con burro alle erbe e mousse di salmone

Dalla scorsa estate, finora pressochè in sordina, ho iniziato a collaborare con San Geminiano Italia, gruppo modenese che si occupa di distribuzione di bevande (vini e birre in primis) e altri prodotti a marchio privato, provenienti dai maggiori e più conosciuti produttori italiani. San Geminiano Italia consta infatti di oltre 120 aziende di distribuzione in tutta Italia e distribuisce unicamente nel canale Horeca, quindi i suoi prodotti sono esclusivi e si possono trovare solo nei migliori ristoranti e locali.

Il tutto è nato quando Stefania, mia compagna di classe del corso di francese che ho seguito lo scorso anno e marketing & communications consultant dell'azienda, ha manifestato un gradito apprezzamento per il mio blog e mi ha proposto di iniziare una partnership in cui avrei dovuto ideare e proporre ricette e relative foto da abbinare ad alcuni prodotti commercializzati da San Geminiano Italia.

Potevo forse non accettare una simile sfida con me stessa? E così troverete tutte le proposte - una al mese - sul sito internet dell'azienda (pagina: I nostri abbinamenti) e sulla sua pagina Facebook: alcune sono ricette già proposte in passato sul blog, altre ricette che ho realizzato ad hoc per l'azienda, ma anche in questo caso, non temete: le troverete via via presentate anche qui ;-)

sabato 2 giugno 2012

Muffin salati al latticello con prosciutto cotto e emmenthal

Muffin salati al latticello

Vorrei tranquillizzare  (e ringraziare di cuore!) chi chiede come stiamo dopo l'ennesima, forte, fortissima scossa di terremoto. Noi stiamo bene e la nostra casa anche. Certo, si sono formate alcune antipatiche e brutte crepe qui e là, qualche mobile si è ammaccato nella caduta dei soprammobili (prendipolvere...e ben mi sta, direbbe qualcuno :)) e noi siamo abbastanza intontiti dal continuo ondeggiare...la sensazione è quella di continui capogiri, quasi soffrissimo di labirintite, forti mal di testa, nausea. Lavorare con concentrazione e serenità è davvero difficile. Il sonno è scosso da continui microrisvegli, le luci si accendono, si controlla il lampadario, si verifica sul sito dell'INGV se c'è stata qualche altra scossa. Ma stiamo bene e nel nostro piccolo stiamo cercando di dare il nostro contributo ai nostri concittadini più sfortunati. Anche se vorrei tanto poter fare di più, non lo nego: un maggiore sostegno economico, qualche sorriso di persona, un pasto gustoso lontano dalla pasta al pomodoro e dai fagioli in scatola delle tendopoli. 
Noi siamo stati davvero fortunati, non dobbiamo dimenticarcelo mai. E anche se in questi giorni la sensazione è quasi quella di un senso di colpa per tanta fortuna, quando tutto questo sarà passato spero subentrerà solo un senso di gratitudine per essere stati risparmiati.

sabato 3 dicembre 2011

Le pizzette delle Sorelle Simili


Pizzette classiche



Questo post lo dedico a una persona molto carina che mi segue da tempo e che, oltre ad aver speso più e più volte bellissime parole nei miei confronti, mi ha raccontato di aver provato davvero tantissssssime mie ricette (quando me le ha elencate tutte, non riuscivo quasi a crederci!). Si chiama Elena e vive vicino a Novara, ama cucinare per la famiglia e per gli amici e per Natale, visto che avrà ospiti i famigliari del marito, mi ha chiesto di "sfoderare un'ottima ricetta per un figurone!". Mia cara Elena, mi investi di una bella responsabilità, visto il periodo piuttosto gramo circa i miei rapporti con cucina+blog :))

Ora, non credo che questa che ti propongo sia una ricetta sfavillante e innovativa, me ne rendo conto, ma ottima lo è eccome, quindi se non l'hai mai provata mi sento di caldeggiartela sinceramente (e non solo a te, ma a tutti quelli che leggono, che forse si stanno sentendo un attimo in disparte! Su, non siate timidi...) per il vostro aperitivo :)

Ho preparato queste pizzette alcuni mesi fa, in occasione di un buffet velocissimo improvvisato con i miei genitori e i miei zii per mostrare loro la casa, unitamente a qualche altra stuzzicheria (uhm, se non ricordo male, la focaccia ottima e i crostini salsiccia e stracchino?): è una di quelle ricette perfette per sbocconcellare qualcosa in compagnia, senza grosso impegno, e che ti permettono di fare un'ottima figura con davvero poco poco sforzo. Ecco, diciamo che per ottenere delle pizzettine così piccole, tutte uguali, un po' di pazienza ci vuole, ma la soddisfazione è enorme, sembravano quasi uscite da una pasticceria e ho ricevuto davvero tanti complimenti :)


Pizzette alle olive

Le pizzette delle Sorelle Simili

ricette tratta da "Pane e roba dolce"

Ingredienti:
per un centinaio di pizzette

500 gr di farina 00
250 gr di acqua tiepida
25 gr (un cubetto) di lievito di birra
40 gr di burro morbido
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di sale

Inoltre:
polpa di pomodoro tritata fine
mozzarella tritata
olio extravergine d'oliva
origano
sale
(a piacere: olive, capperi, prosciutto cotto ecc.)

Fate la fontana con la farina sulla spianatoia, versatevi al centro il lievito spezzettato e sciolto nell'acqua tiepida, raccogliete un poco di farina, quindi unite il sale, l'olio, lo zucchero e il burro. Iniziate ad impastare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo, senza lavorarlo troppo a lungo. Se disponete di un'impastatrice, potete fare questo procedimento utilizzando il gancio a K e inserendo gli ingredienti nell'ordine indicato. Fate una palla, mettetela in una ciotola coperta di pellicola alimentare e fatela lievitare per 40-50 minuti (io l'ho messa nel forno spento).

Senza lavorare ulteriormente la pasta, tirate con il mattarello una sfoglia di circa 3 mm di spessore, con uno stampo per biscotti del diametro di circa 4-5 cm ricavate dei dischetti e disponeteli su delle placche rivestite di carta forno, tenendoli un poco distanziati. Reimpastate i ritagli, stendeteli, tagliateli e disponete anche questi sulla teglia fino ad esaurimento dell'impasto.

Con la punta delle dita, premete il centro di ogni dischetto formando un ampio incavo in cui metterete un bel cucchiaino di polpa di pomodoro e un pizzico di sale. Infornate le pizzette nel forno preriscaldato a 200° per 5 minuti. Togliete le pizzette dal forno, disponete sul pomodoro un mucchietto di mozzarella tritata e asciugata, gli altri eventuali ingredienti prescelti, un pizzico di origano e un filino d'olio. Rimettete in forno per altri 5-10 minuti, fin quando la mozzarella sarà sciolta e le pizzette leggermente dorate.


Pizzetta anyone?!

martedì 12 luglio 2011

La mia "Estate in un boccone": spiedini di melone, feta e basilico

Melone, feta, basilico

Questa non-ricetta racchiude tutti i sapori della mia estate ideale:
  • melone Cantalupo: dolce, succoso e vitaminico!
  • feta: sapida, decisa e dolce anticipazione della mia vacanza greca!
  • basilico: fresco, aromatico e 100% italiano!
Io che amo i contrasti lo trovo uno stuzzichino perfetto per mettere a tacere uno stomaco un po' troppo rumoroso prima di una bella cena sul terrazzo (per chi ce l'ha! Per chi non ce l'ha va bene anche una cucina molto luminosa, via...)

Spiedini di melone, feta e basilico

Ingredienti:
melone
feta
foglioline di basilico
olio extravergine d'oliva
pepe, fresco di macina

Ottenere dal melone delle palline con uno scavino e tagliare la feta a dadi. Sistemare su ogni dado di feta una fogliolina di basilico, quindi una pallina di melone. Prima di servire, freddo di frigo, aggiungere un goccino di olio su ogni spiedino e, se volete, una macinata di pepe.

Varianti:
- al posto del melone dell'anguria; al posto della feta del primosale, al posto del basilico della menta.
-anzichè ridurre la frutta scelta a palline, tagliare anch'essa a dadi della stessa dimensione della feta.

Con questo finger-food semplicissimo partecipo volentieri al contest "L'estate in un boccone" ideato da About Food in collaborazione con Cassandra.it: più "in un boccone" di così, sfido io ;)

sabato 18 giugno 2011

Frittatine di primavera...alle porte dell'estate.

Frittatine di primavera

Miii, checcaldooo! Ma come si fa a cucinare con sto caldo, anche se uno volesse proprio proprio farlo, rischia di autosquagliarsi prima di giungere a vederne il risultato! Non parliamo di tirare fuori macchina fotografica e attrezzatura varia, comincio a sudare al sol pensiero... (piccolo incipit per cogliere l'occasione di dirvi che ormai sono molto a corto di foto e che probabilmente una volta concluse queste - accumulate da mesi - mi prenderò qualche mese sabbatico!)

Stamattina mi son trovata a dover fare una torta di mele per domani e -credetemi- mi sono ben spicciata di prima mattinata prima che il sole facesse capolino proprio davanti alla finestra. Quando ho trovato il tempo per fare la mia annuale mini-scorta di pesto alla genovese, era già troppo tardi, l'autocombustione era già in atto.

Tra l'altro stamattina dopo tanto tempo sono riuscita a passare dal signor Mario, il fruttivendolo ambulante che si piazza nella via traversa, e non sapete quanto ho rimpianto le sensazioni di andare in tutta calma a comprare frutta e verdura al mercato (o giù di lì). Pesche un po' ammaccate e succosissime, così lontane da certi sassi acerbi che si trovano al supermercato; cuori di bue teneri e profumati, già pronti per una bella insalata; pomodorini pizzutelli, perfetti per la nostra bruschetta durante la grigliata di domani. Ed il chiacchericcio delle signore anziane, e Mario che infila una carota e una costa di sedano come omaggio nel sacchetto di carta. Ritmi e spensieratezza ormai sconosciuti, ma che mi fanno sorridere.

Io -confesso- sto campando di riso e/o pasta fredda in tremila salse diverse / taboulè con pomodori, cipollotto rosso e menta / mozzarella e pomodori (e va bene, e va bene: l'altro giorno ci sono anche scappati dei fiori di zucca appena colti dal papà di M. in campagna....ovviamente fritti in pastella...oooops!), però se vi andasse di accendere il forno e preparare qualcosina di sfizioso con qualche verdurina dentro, a piacere, ecco qui. Per la gradita ispirazione, si ringrazia La Dolcetteria ;)

Frittatine di Primavera

Ingredienti per 4 persone:
4 uova
un cucchiaio di latte
un cucchiaio di farina
½ cucchiaino di sale
una macinata di pepe
erbe di provenza, a piacere
circa 400 gr di verdure miste di stagione, tagliate a cubetti (carote, patate, fagiolini, zucchine, piselli, porri...)
feta o caciotta saporita, tagliata a cubetti
parmigiano o pecorino grattugiati, per spolverizzare

Preriscaldate il forno a 190° ed inseritevi lo stampo da muffin monoporzione (unto di olio, se non è in silicone), facendolo scaldare per bene. Sbattete con una frusta a mano le uova con il sale, aggiungete il latte e la farina setacciata; unire le spezie e una macinata di pepe. Distribuite le verdure ed il formaggio sul fondo degli stampini ancora caldi e versate in ciascuno di essi un paio di cucchiaiate del composto di uova, fino ad esaurimento. Infornate per circa 15 minuti, quindi spolverizzare con il parmigiano/pecorino grattugiato ed infornate nuovamente per 5 minuti, fin quando non risulteranno delle frittatine gonfie e ben dorate.

giovedì 14 aprile 2011

Minicakes del Nord alla birra e cipolle fritte

Minicakes del nord alla birra e cipolle fritte

Ma se tipo vi dicessi che mentre voi starete leggendo questo post io starò sicuramente pregando che parta il treno che mi porterà a Milano per il secondo Workshop Caffarel, quest'anno dedicato al confezionamento delle Uova di Pasqua? No, perchè mi sembra anche giusto che al mio primo giorno di ferie da settembre piazzassero un simpatico sciopero dei treni (vagamente allunga-weekend)...così, tanto per gradire, no?! Insomma, incrociatevi tutte per la sottoscritta, o quantomeno, qualora siate di Milano & dintorni, ditemi che mi offrirete asilo, una brandina e un pasto caldo nel caso in cui fossi costretta al bivacco presso la Stazione Centrale del "ridente" capoluogo lombardo!
!

Giusto per arruffianarvi un po', vi lascio una ricetta a cui non-potete-assssolutissimamente-dire-di-no! Primo perchè sono facilissime e ultrarapide, secondo perchè sono saporitissime, queste minicakes salate belle cipollose, da servire con un tagliere di speck affettato al coltello (bello spessino mi raccomando!) e qualche fettina di kaminwurz (=salamino affumicato) giunto dritto dritto dall'Alto Adige.

Ah, dimenticavo, io domenica sarò a fare due passi al Cibus Tour di Parma, e voi? :)

Minicakes del Nord alla birra e cipolle fritte


ricetta tratta dal libro" Cakes dolci e salati" di Ilona Chovancova

Ingredienti:

180 gr di farina
3 uova

100 ml di birra
100 ml di olio di semi (io proverei a ridurre un po', tipo 70-80 ml)

100 gr di gruyère grattugiato (o emmenthal; io ho utilizzato del gouda)

50-60 gr di cipolle secche (l'autrice ne indicava 100 gr; io ho utilizzato le "roasted onions" -cipolle fritte- in vendita all'Ikea Food)

1 bustina di lievito per torte salate
sale & pepe

Preriscaldate il forno a 180 gradi. In una ciotola, sbattete leggermente con una frustina le uova con l'olio e la birra. Aggiungete la farina, le cipolle e il formaggio; salate e pepate. Mescolate bene il composto con un cucchiaio di legno ed aggiungete per ultimo il lievito. Versate l'impasto in uno stampo da plumcake imburrato/oliato e infarinato o rivestito di carta da forno, oppure in stampini monoporzione (se di silicone, leggermente oliati nel caso si tratti del primo utilizzo) e infornate. Fate cuocere per 50 minuti circa se si tratta di un cake, 20 minuti circa se si tratta di monoporzioni. Lasciate intiepidire il cake/i minicakes prima di sformarlo/i e servirlo/i.

Note:
si possono anche congelare (a fette, nel caso del cake) e scongelare brevemente al microonde prima di servirli. Sono un ottimo antipastino finger food se serviti con speck e kaminwurz.

giovedì 24 giugno 2010

Olive in crosta

Olive in crosta

Stanca, apatica, svogliata: questa sono io nell'ultima settimana. Ci vorrebbe una bella vacanza di quelle prendo su tutto e stacco completamente per un centinaio di giorni, ma non solo ci sono alcune cose da concludere relativamente a breve, ma chissà se anche quest'anno dovremo rinunciare alle vacanze o riusciremo a farci una settimanina-ina-ina dopo la mia discussione e il trasloco. Intanto vorrei solo dormire sul divano, avvolta nel pannetto di plaid (oh, qui in casa, specie di sera, fa freddo eh!), un bel libro in mano, una ciotola di olive in crosta da spiluccare al posto delle patatine e nessun timore che a forza di rimpinzarmi il vestito di laurea non mi entri più :)


Comunque sia, queste olive in crosta di brisèe al parmigiano sono davvero speciali, le ho fatte ormai un mese fa dopo averle riviste da Comida, che ringrazio per avermele rammentate dopo essermele appuntate da Paoletta. E l'apatia (blog annesso e connesso, sì) non mi vincerà, devo proporvele assolutamente ora, perchè credo siano davvero perfette per qualche gradevole aperitivo, magari davanti alla partita dell'Italia, fintanto che gioca ancora (!!). Il fatto che io abbia prenotato due settimane fa una panoramica alle arcate dentarie alle ore 16 esatte, farà forse presagire che 'sta partita non s'ha da vedere?! ;) E vabbè, per chi vuole qualcosa da sbocconcellare, ecco qui la ricetta da me sistemata (solo per quanto concerne il procedimento, le dosi sono perfette).


Olive in crosta di Nadia Ambrogio (del forum della Cucina Italiana)

Ingredienti:

54-60 olive verdi snocciolate (su suggerimento di Comida ho comprato due confezioni di olive verdi snocciolate da 185 gr con la salamoia e 85 gr sgocciolate. Ne trovate di diverse marche: Saclà, Coop, Conad. Ve ne avanzeranno un pochino. Ovviamente potete usare delle olive più grandi o di altri tipi, purchè snocciolate, regolandovi con la quantità di impasto da utilizzare per ciascuna oliva)

150 gr di farina

90 gr di parmigiano grattugiato (preferibilmente di media stagionatura)
90 gr di burro morbido

3 cucchiai di acqua fredda


Versate nel mixer la farina, il parmigiano, il burro morbido e l'acqua fredda e azionatelo fino a che si forma una palla liscia e omogenea. Se non dovesse formarsi, aggiungete un altro cucchiaio di acqua fredda (personalmente non ne ho avuto bisogno). Prelevate l'impasto, compattatelo velocemente a mano, avvolgetelo nella pellicola trasparente e fatelo riposare in frigorifero per 30 minuti.
Intanto sgocciolate le olive e fatele asciugare bene bene su dei fogli di carta da cucina.


Staccate dall'impasto un pezzettino alla volta, grande poco più di un'oliva (di quelle che state utilizzando), rotolatelo leggermente tra le mani, quindi appiattitelo sul palmo di una mano aiutandovi con le dita o il palmo dell'altra. (Nel procedimento indicato da Paoletta veniva indicato di appiattirlo con le dita sulla tavola leggermente infarinata, ma trovo che così sia molto più pratico e veloce). Disponete un oliva sull'impasto appiattito, avvolgetela nell'impasto sigillando tutti i bordi, quindi rotolate il tutto tra i palmi delle mani come per formare una polpettina. Proseguite così fino ad esaurimento dell'impasto.


Man mano che preparate le olive, disponetele distanziate in una teglia rivestita di carta da forno e, alla fine, riponetele in frigo a riposare per almeno 2 ore, anche mezza giornata: il riposo in frigo è importantissimo in quanto aiuta a mantenere la forma durante la cottura, poichè l'impasto non è altro che una brisèe al parmigiano.
Infornate le teglie in forno preriscaldato a 170° (ventilato) per circa 10/12 minuti o fino a completa doratura (a me sono occorsi circa 17-20 minuti). E' importante non fare brunire troppo le olive, quindi controllate attentamente la cottura.

Note:


  • la ricetta originale prevede un terzo delle dosi che vi propongo (18-20 olive verdi, 50 gr di farina, 50 gr di parmigiano, 30 gr di burro, 1 cucchiaio di acqua fredda), ma sono talmente buone che vi conviene farle in dose massiccia, anche perchè potete tranquillamente congelarle sia crude che cotte. Nel caso le congeliate crude, fatele scongelare in frigo in modo che si mantengano fredde prima di infornarle e mantengano, così, la loro forma.
  • Sono buone anche il giorno dopo, sia fredde che appena riscaldate in forno.
  • Con la ricetta della brisèe al parmigiano si potrebbero anche avvolgere pezzetti di wurstel o cubetti di mortadella.

lunedì 7 giugno 2010

Rotolini di pane con emmenthal e aneto

Rotolini di pane all'emmenthal e aneto

Non lo nego. In questi giorni il mio nervosismo è alle stelle. Mi sento stanca, suscettibile, basta davvero un nonnulla per farmi scoppiare, rispondo male senza tanti complimenti (ma, qui lo dico e qui lo nego, essendo donna orgogliosa, con tanti sensi di colpa) e altre amenità simili. Pensavo che una volta conclusa la tesi avrei potuto godermi qualche giorno di rigenerante riposo prima del gran finale, invece mi è impossibile fermarmi. Il corpo vorrebbe seguire la mente, che pensa, rimugina, macina riflessioni e produce le immancabili paranoie sul futuro. La voglia di cucinare è ridotta all'osso da questo status mentis avverso e dal caldo che qui ha deciso di scoppiare da una settimana abbondante. Quando ne ho voglia, però, mi metto volentieri ai fornelli e, almeno sotto quest'aspetto, tutto quanto fatto per l'ultima cena con lui e i miei genitori è stato molto apprezzato, quindi non posso che gioirne e godere di questo piccolo successo. Non oso, ovviamente, pensare al susseguirsi di paranoie catastrofiste che ne sarebbero seguite se qualcosa, come temevo, fosse andato contro i piani, non propriamente buono o non propriamente apprezzato :)

Tra le scelte del menu, avevo selezionato questi deliziosi paninetti visti sulla rivista La Cucina del Corriere della Sera, numero di Giugno, che da un paio di mesi mi ha irretito nella sua trappola infernale, portandomi a sganciare altri 5 sonori euro al mese per questa mania che sono per me le riviste e i libri di cucina (
e va beh, ne compravo solo due oltre questa, chessarà mai...Lasciate perdere Casa Facile e Marie Claire Idees: mica son di cucina, no? :)) Insomma, vi dicevo di questi paninetti, che mi hanno permesso di sfoltire un po' l'aneto acquistato qualche mese fa (più che altro perchè, crescendo in altezza, si stava tutto spezzando, come il mio cuore a vederlo così!) e di ottenerne un delizioso antipastino. Io non ho una grande stima per il salmone affumicato, anzi, diciamo pure che ci stiamo reciprocamente antipatici, quindi, pur vedendoli eccezionalmente farciti di burro e salmone (o gravlax, per dire), mi sono buttata su una farcitura di velodiburro e prosciutto di Praga, che sapevo avrebbe riscosso un consenso ben più unanime nella mia famiglia anti-salmonista. La ricetta, devo dire, non mi convinceva più di tanto, quindi ho deciso di apportare qualche piccolissima modifica negli ingredienti e di fare di testa mia per quanto concerne la lievitazione, ottenendo un risultato che ha stupito tutti (mentre io ritenevo ragionevolmente di poterli impiegare con profitto per il prossimo torneo di bocce da spiaggia al Bagno Toni).
Rotolini di pane all'emmenthal e aneto - da infornare

Rotolini di pane con emmenthal e aneto

Ingredienti x 4 persone (una decina di paninetti):
300 gr di farina
100 gr di emmenthal grattugiato100 ml di acqua (io ne ho dovuto aggiungere appena un goccio)
20 gr di lievito (io ho messo l'intero cubetto, ma a seconda dei tempi di lievitazione a vostra disposizione potete dimezzarlo)
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
una presa di zucchero

6 gr di sale (per me un cucchiaino colmo)


Inoltre:

sale q.b.

aneto tritato a piacere


Riunite in una ciotola la farina, lo zucchero, l'acqua tiepida e il lievito spezzettato, quindi aggiungete l'emmenthal, l'olio e il sale. Iniziate ad impastare con la forchetta o un cucchiaio e poi con le mani fino ad ottenere una palla soda e omogenea (nel mio caso l'acqua non era sufficiente ad assorbire tutti gli ingredienti secchi e ne ho aggiunta appena un goccio per ottenere un composto lavorabile) quindi lasciate riposare il composto per 20 minuti, coprendo la ciotola con un piatto.

Prelevate il composto e impastatelo a piene mani sulla spianatoia leggermente infarinata. Suddividete l'impasto in 10-11 parti e modellatene una alla volta in modo tale da formare un filoncino del diametro di circa 1 cm, quindi arrotolatelo a spirale in modo da ottenere delle pagnottelle a chiocciola. Vi suggerisco di sigillare bene la parte finale del filoncino utilizzando un goccio d'acqua.

Disponete i rotolini di pane su una teglia rivestita di carta da forno e lasciateli lievitare, coperti con un canovaccio pulito, per circa 30 minuti (io li ho fatti lievitare fino al raddoppio, cioè un'oretta) quindi spennellateli con un po' d'acqua e spolverizzateli con un poco di sale e di aneto tritato, premendo leggermente per farli aderire.

Preriscaldate il forno a 220° e cuocete i panini per circa 20 minuti o fino a quando risulteranno cotti e dorati. Sfornateli e trasferiteli su di una griglia per farli raffreddare. Io ho scelto di farcirli con un velo di burro e prosciutto di Praga, ma credo starebbero benissimo con un burro alle erbe o del formaggio spalmabile e salmone.

Rotolini di pane all'emmenthal e aneto

giovedì 6 maggio 2010

Sfogliatine con pesto, pomodorini e ricotta salata

Sfogliatine  con pesto, pomodorini e ricotta salata

Innanzitutto una piccolissima comunicazione di servizio, che spiega il motivo per cui ho anticipato ad oggi il post previsto per domani :) Domani, infatti, io e qualche altra fortunata foodblogger (peccato per quelle che non ci saranno e non potrò conoscere!) saremo a Milano per un workshop di cioccolateria offertoci dalla Caffarel (vi ricordate l'iniziativa dell'uovo decorato?) con Sergio Signorini. Pregate per me, non foss'altro per la mia proverbiale propensione all'imbarazzo -> ergo alla logorrea -> ergo alle gaffe colossali. Amen :)

Dopo l'elogio della ripetitività di qualche giorno fa, passiamo al sempreverde elogio della semplicità. Per la serie: zero tempo, devo finire del pesto e della ricotta salata (vi piace? Io la adoro in maniera viscerale sin da quando l'ho scoperta, peccato che qui non si trovi con estrema facilità) e devo anche mettere a tavola la ciurma affamata: cosa ci può essere di più buono e veloce che un appetizer di pasta sfoglia? Vi dico solo che queste sfogliatine le ho già fatte due volte tanto sono notevoli! Ovviamente si prestano a millemilionidimiliardi di varianti, ma quelle che vi propongo oggi sono le seguenti. Prendete carta e penna perchè sprecare la cartuccia d'inchiostro a stampare le due righe di questa non-ricetta mi pare francamente assurdo ;)

Sfogliatine  con pesto, pomodorini e ricotta salata (preparazione)

Prendete un rotolo di pasta sfoglia, preferibilmente rettangolare se intendete ottenere dei rettangoli o dei quadrati, ma va bene anche tondo se preferite farle rotonde, e srotolatelo, conservando la sua carta forno. Con la rotella tagliapasta liscia, suddividete il rotolo rettangolare in rettangoli o quadrati abbastanza regolari; se invece volete ottenere dei cerchi, utilizzate un coppapasta rotondo di piccola dimensione (nel qual caso, non reimpastate gli scarti ma metteteli a cuocere così come sono: otterrete dei buffi spezzafame dalla forma quanto mai eclettica!). Stendete sopra ogni ritaglio di pasta sfoglia un velo di pesto genovese, aggiungete una o due rondelle di pomodorino (a seconda della dimensione prescelta) e infornate a forno caldo a 180/200° gradi fino a doratura, prestando continua attenzione affinchè non scuriscano troppo. Una volta cotte, riponetele a raffreddare su di una griglia, quindi cospargetele abbondantemente di ricotta salata grattugiata con una grattugia a fori larghi. Ora potete anche leccarvi i baffi!

martedì 27 aprile 2010

Polpette di piselli al sesamo con salsa di yogurt alla menta

Polpette di piselli al sesamo

E' pazzesco come si possa passare da una giornata di pieno sole, con 28 (no, dico, ventotto!!) gradi, a una giornata umida e grigia come quella di oggi. Come si fa a non essere metereopatici, con questo tempo che ci prende per i fondelli e neanche troppo velatamente? Questi sbalzi di temperatura che ci accompagnano da mesi non devono aver particolarmente giovato nemmeno all'agricoltura, quantomeno ai fornitori del mio supermercato, che presenta sui banchi delle asettiche confezioni di piselli "freschi" moscetti, sbiaditi e davvero poco allettanti. In attesa di procacciarli da qualche altra parte, ho riesumato una confezione di piselli surgelati che volevo togliermi dai piedi da tempo immemore, e che da tempo altrettanto immemore doveva giacere dimenticata nel freezer, dato che per prelevarne la quantità che mi occorreva ho dovuto praticamente prenderla a piconate, da blocco monolite quale era diventata. L'obiettivo era quello di fare questa ricetta qui.

Queste polpettine di piselli ricordano mooolto alla lontana i falafel di tradizione araba per il fatto di essere a base di legumi. Qui però non ci sono i ceci o le fave ma i piselli e non sono speziate, ma soltanto ingentilite da ricotta e aromatizzate con menta fresca, un'erba che si sposa a meraviglia coi piselli. Menta fresca che, peraltro, ritroviamo anche nella semplicissima e fresca salsina di yogurt che li accompagna. Il fatto che non siano fritte bensì cotte al forno e senza alcuna presenza di olio le rende particolarmente adatte a un pasto leggero, oltre che ad un bell'aperitivo dal sapore orientaleggiante. Per un simpatico bicchierino da aperitivo, potete anche suddividere la salsa di yogurt in microbicchierini e inserire in ciascuno una o due polpettine infilzate in uno stecchino o in una forchettina di legno.


POLPETTE DI PISELLI AL SESAMO CON SALSA DI YOGURT ALLA MENTA

Ingredienti x 6 persone (circa 35 polpette):
500 gr di piselli surgelati (se li avete freschi, tanto meglio, regolatevi di conseguenza per la cottura)
150 gr di ricotta
un uovo
3-4 foglie di menta
uno spicchio d'aglio
50 gr di semi di sesamo
40/50 gr di pangrattato + q.b. per la panatura (circa altri 70 gr)
sale e pepe

Per la salsa:
200 gr di yogurt bianco magro
3-4 foglie di menta
sale e pepe

Portate a ebollizione abbondante acqua in una pentola, salatela e versateci i piselli ancora surgelati. Fate riprendere il bollore e cuoceteli per circa 12 minuti. Scolateli, conservando 2-3 cucchiai della loro acqua di cottura, lasciateli intiepidire, quindi frullateli nel mixer o con il frullatore a immersione unendo l'acqua di cottura e lo spicchio d'aglio spellato e tagliato a pezzettini. Non è indispensabile che il purè di piselli sia finissimo, quindi non preoccupatevi se ne rimane qualcuno intero :)

Mettete il purè di piselli in una ciotola e amalgamatelo con la ricotta, aggiungete 40-50 gr di pangrattato (la quantità dipenderà dall'umidità della purea e della ricotta), l'uovo e le foglie di menta tagliuzzate finemente con le forbici. Regolate di sale e pepe e mettete il composto in frigorifero per 30 minuti. Trascorso questo tempo, inumidendovi le mani, formate con il composto tante polpettine grandi come una noce; se il composto fosse ancora troppo morbido, unite un altro po' di pangrattato.

Mescolate in un piatto il pangrattato rimasto con i semi di sesamo. Rotolateci le polpettine di piselli e disponetele su di una placca foderata con carta forno. Cuocete le polpettine in forno già caldo a 200° per circa 15 minuti, girandole a metà cottura.

Nel frattempo, versate lo yogurt in una ciotola, insaporitelo con poco sale e pepe e spolverizzatelo con le foglie di menta rimaste spezzettate con le mani. Servite le polpettine con lo yogurt aromatizzato.

Nota: ora che è stagione si possono sostituire i piselli con la stessa quantità di fave, sgusciate e private della pellicina, quindi lessate in acqua salata e passate al setaccio.

Polpette di piselli al sesamo

martedì 13 aprile 2010

I grissini stirati delle Simili, con lievito madre

Grissini stirati con lievito madre

Vi dicevo che sono diventata mamma. Sì, di un pezzetto di lievito madre, che sta crescendo forte e vigoroso e, a volerla dire tutta, anche un po' troppo abbondante, perchè dopo averlo curato mi si strugge il cuore all'idea di buttarne via la metà e così rinfresco, ogni tanto impasto pane ed affini e quando rinfresco senza impastare...beh...lì sì che son problemi! L'esserino, infatti, ha la peculiarità di moltiplicarsi a dismisura, se non utilizzato con regolarità, e al tempo stesso ha bisogno di amorevoli cure e di nutrimento. Questo era sostanzialmente il motivo del timore reverenziale che nutrivo nei suoi confronti e la ragione predominante per cui non lo volevo, nossignore. Però mi è stato regalato, dopo un po' di dai e dai, e ora che sono in ballo devo ammettere che non è poi così vincolante come credevo. Insomma, la creatura funge bene anche se trascurata qualche giorno di troppo e non coccolata con scrupolosa precisione, come credevo fosse necessario per evitare il morto sulla coscienza. Invece no, lui dopo qualche giorno abbassa la cresta, ma poi basta un rinfreschino e la rialza con determinazione e fierezza, tipo adesso è lì che mi guarda ammiccante dal forno spento e sembra dirmi: "io sarei lì lì per esplodere e inondarti il forno per dispetto, donna di malafede!" ;)


Quanto ai miei esperimenti con il lievito madre, che sono tuttora in corso, per il momento mi sono limitata a qualche preparazione semplice semplice, del tipo pane casereccio super base che più base non si può e, beh, a questi grissini stirati delle Simili. Che a voler essere onesti son già stati ripetuti due volte e credo non siamo molto lontani dalla terza ripetizione (a smentita del fatto che "Alessia non ripete") perchè sono favolosamente buoni, facili, veloci, divertenti e versatili.


In attesa della sistemazione di alcune dritte sul lievito madre che vorrei lasciare a quei pochi che ancora non ne masticano (di nozioni, mica di lievito madre. Detta così sembra che voglia lasciarvi un vademecum sulle foglie di tabacco ecuadoregne) e non ne hanno ancora subito il fascino, vi suggerisco di provare questa ricetta, con o senza lievito madre a seconda della vostra disponibilità perchè entrerà tra le vostre preferite, garantito!
Questa ricetta, dicevamo, è un classico delle Simili. Sono molto semplici e divertenti da fare; l'impasto, reso elastico dalla presenza dell'olio, permette di tirare dei grissini molto lunghi (anche quanto la larghezza del forno) favolosi da legare con un nastro di stoffa o di rafia e da presentare, così, sulla tavola della domenica (ma anche di tutti i giorni, perchè no?). La loro peculiarità è l’irregolarità: essendo tirati a mano avranno, infatti, delle parti sottili e croccanti e altre parti più grosse e morbide. Volendo è possibile aromatizzarli a piacere e sono perfetti per riutilizzare gli scarti di un lievito madre troppo sovrabbondante (a riguardo ringrazio Cindystar per la conversione pronto uso ;))

Grissini stirati con lievito madre

GRISSINI STIRATI TORINESI delle Sorelle Simili

ricetta tratta dal libro "Pane e roba dolce"

Ingredienti:
500 gr di farina 00

250/280 gr di acqua [io la uso sempre tiepida]

15 g lievito di birra*

8 gr di sale (un cucchiaino colmo)
50 gr di olio extravergine d'oliva + q.b. per spennellare

1 cucchiaino raso di malto d'orzo

farina di semola di grano duro q.b. per spolverare i grissini

semi di sesamo, di papavero etc. (facoltativi)

* CON IL LIEVITO MADRE.
Si può sostituire il lievito di birra con il lievito madre aggiustando le dosi come segue: 250 gr di lievito madre (prelevato dal frigo una mezz'ora prima di impastare), 350 gr di farina 00, 50 gr di olio extravergine d'oliva, 1 cucchiaino di malto d'orzo, 1 cucchiaino colmo di sale, 150 gr di acqua. In questo caso, lasciate lievitare per almeno 2/3 ore. Con queste dosi ho ottenuto 45 grissini.


Procedimento a mano: fate la fontana sulla spianatoia, mettete al centro il lievito, il malto, l'olio e l'acqua e amalgamateli tra loro. Prendendo un pò di farina dal bordo, iniziate a impastare. Aggiungete quindi il sale e la farina restante e impastate bene, battendo di tanto in tanto, per 8-10 minuti. L'impasto deve risultare non troppo morbido.

Procedimento nel mixer/impastatrice: sciogliete il lievito nell'acqua; mettete la farina nella ciotola e, dopo aver azionato la macchina, aggiungete l'acqua con il lievito, quindi l'olio e il malto e, per finire, il sale. Impastate fino ad ottenere una palla omogenea (se avete l'impastatrice anche 5-8 minuti), quindi lavorate un po' l'impasto a mano sulla spianatoia, battendolo di tanto in tanto.


Formate un filone rettangolare, piatto e regolare, di circa cm 30 x 10, appoggiatelo su uno strato di farina di semola di grano duro con cui avrete cosparso un angolo della spianatoia, ungete abbondantemente con olio d'oliva la parte superiore ed i lati e cospargete il tutto con altra semola. Coprite a campana (utilizzando una teglia rettangolare rovesciata sopra) e lasciate lievitare per 50-60 minuti (2/3 ore nel caso abbiate usato il lievito madre).


Con un coltello a lama alta o con una spatola tagliate dal lato corto dei bastoncini della larghezza di un dito, quindi afferrateli al centro con le dita e allungateli tirandoli delicatamente verso l'esterno, spostando via via le dita man mano che la pasta si assotiglierà. Potete anche aiutarvi battendoli leggermente sulla spianatoia.

Disponeteli leggermente distanziati su una teglia rivestita di carta da forno e regolateli con le dita per uniformarne lo spessore.
Attenzione! Se il grissino si dovesse spezzare tirandolo, si cuoce così, a pezzetti; se invece prendete troppa pasta e il grissino dovesse risultare troppo lungo, tagliatelo al limite della teglia e il pezzetto che vi rimane cuocetelo così com'è, questo poichè non è possibile reimpastare. Infornate i grissini a 200° per 15-20 minuti, fin quando saranno dorati: appena usciti dal forno saranno delicati e un po' morbidi, ma si induriscono raffreddandosi.

Varianti:

- potete aggiungere all'impasto, a piacere, semi di sesamo (bianco o nero), semi di papavero, peperoncino o paprika in polvere, rosmarino, cipolla secca o tritata e soffritta, olive verdi o nere sminuzzate, sale nero etc.

- potete anche spennellare i grissini già formati di acqua e cospargerli di semini o di farina di polenta.


P.s. Capita a volte che, per buffa congiunzione astrale, due persone facciano le stesse cose negli stessi giorni, senza sapere niente l'una dell'attività dell'altra. Guardate qui la produzione della meringhetta Sara cosa ci offre ;)

martedì 16 marzo 2010

In the mood for...girella!

Girandole sfiziose con pancetta e parmigiano

Il blog è piuttosto spento, è vero. Mi dispiace, ma il tempo da dedicargli, nonchè di pensare a cosa preparare e da dedicare alla cucina/foto/ritocco/postaggio (postaggio?!?) è sempre meno. Sono parecchi mesi, ormai, che non riesco a passare da moltissimi di voi che mi leggete e da chi ho sempre seguito con affetto ed interesse se non in modo assolutamente casuale e sporadico. Inutile scusarsi e inutile anche dire che, parallelamente a queste condizioni, tornano fuori i soliti, vecchi pensieri sul senso del blog, sull'impegno che comporta, sul tenerlo aperto o meno, ma abbiamo già appurato in passato che sono paranoie che ciclicamente riemergono per poi tornarsene, a tempo debito, da dove sono venute: quindi lasciamole a decantare lì dove sono...
ha da passà la nuttata! ;)
Quasi a voler suggellare questo post di una noia mortale, vi consiglio un'ideuzza niente male ma di una velocità supersonica e di una semplicità imbarazzante, che però sono certa vi risolverà con gusto tanti aperitivi al volo che vi troverete a dover preparare in 10 minuti scarsi. Ehm...sì, lo ammetto, mi sono fatta un po' prendere la mano....dall'arrotolamento! Prima con la carne, passando poi per lo sfizietto da aperitivo e, se vogliamo, per lo strudel salato, che poi non è altro che un grande rotolo, no? Insomma, pare proprio che tutto ciò che si arrotola e che diventa poi rotolino, girandola o girella che dir si voglia mi sia incredibilmente simpatico, in questo periodo. Arrotolando, arrotolando sono arrivata alla semplicissima ricetta stupid-proof di queste girelle, per la cui idea mi sono ispirata qui, caricando soltanto un po' la farcia. Pochi ingredienti, pochissime mosse e ancor meno tempo da sprecarci e l'aperitivo è servito! E con lui, anche il post con i minuti contati, ovvio ;)

Girandole sfiziose con pancetta e parmigiano

GIRANDOLE SFIZIOSE CON PANCETTA E PARMIGIANO

Ingredienti, per una ventina di girelle:
un rotolo di pasta sfoglia stesa, preferibilmente rettangolare
150 gr di pancetta arrotolata
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
pepe macinato fresco q.b.
peperoncino in polvere q.b.

Aprite il rotolo di pasta sfoglia e stendetela bene con le mani. Ricopritela uniformemente, avendo cura di arrivare fino ai bordi, con le fettine di pancetta, spolverizzate con il parmigiano grattugiato, quindi insaporite con una macinata di pepe fresco e qualche generoso pizzico di peperoncino. Arrotolate il tutto strettamente dalla parte del lato lungo e tagliate il rotolo ottenuto a fette di circa un centimetro. Disponete le girandole su una placca rivestita di carta da forno e infornate in forno preriscaldato a 190° per 10-15 minuti o, comunque, fino a che non saranno ben gonfie e dorate.

Nota: queste girandole sono perfette da servire per l'aperitivo; sono ottime sia appena sfornate che servite fredde.

Comunicazione di servizio:
Sono state aperte le votazioni per il blog dell'anno di Squisito 2010. Muffins, cookies e altri pasticci partecipa nelle categorie cucina (ricette) e fotografia: se vi va, potete votarmi qui. Grazie a tutti per il sostegno! :)

venerdì 26 febbraio 2010

Girelle con 'nduja, stracchino e noci

Girelle nduja, stracchino e noci

Chi di voi sfoggia orgogliosamente nella propria libreria culinaria "Il libro del cavolo" di Sigrid non troverà in questo post nulla di nuovo. Ma queste girelline, questi piccoli soli come mi piace definirli, sono una piacevole realtà ed è impossibile non condividerli con chi, invece, il libro non ce l'ha (ancora). Inserite nella sezione dedicata alla Calabria e qualificate come "fusion calabrese", si tratta di girelle di morbidissima pasta di pane ripiene di
'nduja, il celebre salame piccante spalmabile calabrese, stracchino a ingentilire e noci a donare croccantezza all'insieme.

Le varianti sono infinite, dalle più tradizionali a quelle più originali, potete veramente sbizzarrirvi. Ad esempio, sostituendo lo stracchino con la ricotta, o la 'nduja con la neonata piccante calabrese, la così detta "sardella" o "rosamarina" (ma voi ve le ricordavate le
girelle alla rosamarina - 19/08/2005 e una foto di anni luce fa, che fa ben sperare anche un'impeditona come me che prima o poi avverà il miracoloso salto di qualità?!?). E poi salame piccante, caciocavallo, scamorza, caprino...insomma, puntate su sapori robusti, in grado di dare tempra e carattere a questo finger food davvero originale e tanto gradevole con un po' di bollicine.

Girelle 'nduja, stracchino e noci

GIRELLE CON 'NDUJA, STRACCHINO E NOCI


ricetta tratta da "Il libro del Cavolo" di Sigrid Verbert, Cibele, pag. 100

Ingredienti per una trentina di girelle:

400 gr di farina Manitoba
20 gr di lievito di birra

acqua tiepida q.b.
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva

mezzo cucchiaino di sale

2 cucchiai di 'nduja [io ho utilizzato quella spalmabile in barattolo, tipo questa]

100 gr di stracchino
una decina di noci

Fate sciogliere il lievito in mezzo bicchiere di acqua tiepida e versatelo in una ciotola contenente la farina, 2 cucchiai d'olio e il sale, aggiungendo ancora poca acqua alla volta fino ad ottenere un impasto morbido. Impastate per 10 minuti fino a quando il composto sarà elastico, liscio ed omogeneo. Coprite con pellicola alimentare e fate lievitare per 1 ora.
Trascorso questo tempo, dividete l'impasto in due parti e stendetene una con il mattarello, ottenendo un rettangolo di 3 mm di spessore. Mescolate la nduja con i restanti 2 cucchiai d'olio e spalmate metà di questo composto su tutta la superficie del rettangolo; aggiungete metà dello stracchino a tocchettini e metà delle noci sbriciolate. Arrotolate il tutto partendo dal lato più largo. Procedete nello stesso modo con l'altra metà dell'impasto e gli ingredienti rimanenti. Tagliate i rotoli a fette di 2 cm di spessore e sistemateli con la parte tagliata appoggiata su una teglia rivestita di carta da forno. Lasciate lievitare di nuovo per una ventina di minuti e cuocete in forno a 180° per circa 20 minuti o finchè le girelle non saranno dorate.

mercoledì 3 febbraio 2010

Bibanesi home-made

I Bibanesi

Mi dispiace per quelli che appartengono a questa categoria, ma c'è sicuramente qualcuno che non conosce ancora i Bibanesi. Più o meno come io non li conoscevo fino ad un mesetto fa, quando mio padre, incaricato da mia madre di comprare dei crostini dorati per rallegrare il passato di verdure previsto per pranzo, è rientrato lamentandosi di non averne trovati ma di aver preso dal macellaio questi crostini al sesamo di cui il suddetto gli aveva decantato meraviglie, prima di farglieli pagare a peso d'oro (che già al supermercato non è che siano economici, va detto). Beh, senza tanti mezzi termini: sono favolosi e il prezzo è ampiamente giustificato. Unico problema: una volta aperta la confezione non è possibile fermarsi, ve la sparerete tutta, senza tanti complimenti. Ma una soluzione al problema c'è, e si chiama Paoletta. Vai da lei, cerca una ricetta di lievitati e ti sarà data ;)

Eccovi, quindi, la ricetta rielaborata da Paoletta sulla scorta dei famosi Bibanesi della marca Da Re, azienda che si trova a Bibano di Godega San Urbano (TV), da cui appunto il nome di Bibanesi. Si tratta di una sorta di grissinetti croccanti e friabili, aromatizzati al sesamo, perfetti da servire nel cestino del pane o come aperitivo, con un tagliere di salamino, magari un felinetto ben stagionato o del strolghino, parmigiano stagionato di ottima qualità e un calice di prosecco di Valdobbiadene o, per fare le cose in grande, come ci suggerisce Laura DV, di bollicine di Franciacorta.

Bibanesi, salame e Parmigiano


BIBANESI

Ingredienti (x 2 teglie da forno):
400 gr di farina 0
150/180 gr circa di acqua (quanta ne occorre perchè l'impasto risulti morbido come il lobo dell'orecchio, ma si stacchi dalla spianatoia)
1 cucchiaino di malto (d'orzo, di riso o quello che avete: ne trovate svariate qualità al Naturasì)
50 gr di olio extravergine d'oliva
30 gr di strutto
12 gr di lievito di birra
8 gr di sale
semi di sesamo, a piacere

Pesate in un bicchiere 150 ml di acqua tiepida e scioglietevi il lievito e il malto. Mettete la farina in una ciotola, versateci l'acqua con il lievito e il malto, date una prima impastata, aggiungendo quasi subito lo strutto, l'olio e il sale. Rivoltate il tutto sulla spianatoia e impastate brevemente a mano, per circa 10 minuti, aggiungendo, qualora servisse, dell'altra acqua (al massimo i restanti 30 gr), fino ad ottenere un impasto morbido come il lobo dell'orecchio, ma che non si attacchi dalla spianatoia. Formate con l'impasto una palla e riponetela in una ciotola sigillata con pellicola alimentare, dove la lascerete riposare 30 minuti.

Trascorso questo tempo, prendete l'impasto e, tagliandone un pezzetto alla volta, formate dei lunghi grissini grossi circa un dito, rotolandoli con le mani sulla spianatoia. Versate un po' di semi di sesamo sulla spianatoia e rotolateci sopra i grissini per farli attaccare, quindi tagliateli a pezzi di circa 5 cm, lasciandoli abbastanza irregolari (saranno più simili agli originali!).

Disponete i bibanesi su due teglie rivestite di carta da forno e lasciateli lievitare ancora per non più di un'ora. Infornateli, in forno già caldo, a 180/190° per 25 minuti, o fino a che sono dorati. Abbassate, poi, il forno a circa 150° e lasciateli tostare ancora una decina di minuti, controllandoli: devono rimanere dorati, ma diventare croccanti anche dentro.

Una volta pronti fateli raffreddare in forno spento e semiaperto (questa cosa è estremamente importante perchè vengano croccanti!). Consumateli solo una volta completamente raffreddati. Conservateli, anche per una settimana, in una scatola di latta.

mercoledì 20 gennaio 2010

Crackerini al sesamo, timo e limone

Crackerini al sesamo, timo e limone

Quando passi tre giorni a rammaricarti della tua incapacità e disorganizzazione e a piangerti addosso perchè hai sottovalutato la lunghezza e la difficoltà di una tesi con materiale tutto in inglese
(eh già, perchè ti servono altri due mesi densi di lavoro e ti han chiesto la consegna tra due settimane, quindi devi saltare la sessione) beh, la dieta può aspettare. E non è una scusa per indulgere, è che la testa proprio sta dappertutto tranne che sintonizzata su calorie, chili da perdere, piatti light e via dicendo. Quindi la decisione è: contenersi, cucinare prevalentemente light, ma non disdegnare qualcosa di più quando ne sento il bisogno, almeno per ora. E finire comunque la tesi in 'sti due mesi, così da cercare un lavoro fisso, anche se temporaneo, e dedicarmi al completamento della casa. Insomma, siete avvertiti: chiunque mi chiederà come procede la tesi, rischia grosso ;), un po' come dire a una persona (sempre una a caso eh...)che ti sembra che si sia ingrassata (già, anche questo è un recente quanto drammatico episodio).

Cambiando discorso. Ma un raggio di sole tornerà mai fuori? Ormai sarà un mese che l'Emilia è avvolta da un grigiore sonnolento e da una nebbia umida e fredda...io comincerei anche a rompermi un pochetto gli zebedei, eh?! Direi che la foto di oggi fa capire le condizioni disperate di luce in cui versiamo: abbiate pazienza, quell'ombra è sgradevolissima, ma meglio di così non potevo davvero fare. I crackerini, così soprannominati da me medesima per la loro dimensione mignon, però, sono buonerrimi: consigliatimi da un'amica a dieta (che li ha trovati qui), sono profumatissimi di timo fresco e di scorza di limone, belli rustici grazie al sesamo e anche abbastanza leggeri (se non ve li sparate tutti e condividerete generosamente il cestino con i vostri commensali!). Personalmente li ho preferiti a temperatura ambiente che appena sfornati, trovo che i profumi e la fragranza ne traggano giovamento.
A proposito, lo sapete come si fa a pulire facilmente i rametti di timo, vero? Basta staccare singolarmente i ramettini e, stringendone uno alla volta tra le dita, fare un movimento dall'alto verso il basso, strappando poi le puntine che rimangono attaccate ;) Un po' lunghino, forse, ma facile, e non c'è proprio paragone con il timo secco.
CRACKERINI AL SESAMO, TIMO E LIMONE

Ingredienti per 30/40 crackers:

170 gr di farina 0
la scorza grattugiata di un piccolo limone bio
15 gr di rametti di timo fresco

2 cucchiai di semi di sesamo
20 gr di burro

20 ml di olio extravergine d'oliva

60 ml di acqua raffreddata con un cubetto di ghiaccio
sale e pepe q.b.


Inoltre:

1 albume (o latte q.b.)

1 cucchiaio di semi di sesamo

Preriscaldate il forno a 200°. Mettete in una ciotola la farina, la scorza di limone grattugiata finemente, le foglioline del timo tritate, i semi di sesamo, il sale (per la quantità regolatevi a vostro gusto: io ho dato una spolverata con due pizzichi generosi) e una macinata di pepe e mescolateli tra loro. Aggiungete l'olio extravergine d'oliva ed il burro ed iniziate a lavorare con le mani tutti gli ingredienti. Una volta ottenuto un impasto di consistenza simile al pangrattato, unite anche l'acqua. Trasferite quindi, il composto sulla spianatoia ed impastate fino a quando il tutto non sarà omogeneo e sodo.


Stendete l'impasto con il mattarello sulla spianatoia leggermente infarinata ottenendo una sfoglia molto sottile, quindi ricavate i crackers, tagliandoli con una rotella dentata in quadrati o rettangoli, o ancora in cerchi del diametro di circa 5 cm o delle forme che preferite (utilizzando in questo caso dei tagliabiscotti). Disponeteli su una teglia rivestita di carta da forno, spennellateli con l'albume d' uovo leggermente sbattuto (o il latte) e spolverizzateli con il sesamo. Infornate, quindi, i crackers e lasciateli cuocere fino a che non saranno dorati: dipenderà dal forno, a me sono occorsi 20-25 minuti. Una volta cotti, toglieteli dal forno e fateli raffreddare su di una gratella.

venerdì 27 novembre 2009

Muffins di zucca ai semi di papavero

Muffins zucca e semi di papavero

Uhm, effettivamente in questi ultimi giorni 'sto blog sembra un po' una versione malamente scopiazzata di Deliziando! Rob, mi scusi vero, se tra le ultime tre ricette che mi sono rimaste in archivio, ben due sono già state proposte da te? ;-))) E' che io, sempre con le antennine dritte, capto segnali, idee, suggerimenti, spunti, ricette, foto, golosità....e poi il tempo passa, e passano i mesi, e passano le stagioni, e magari mi ritrovo a fare un anno dopo le cose che ho visto un anno prima e via blaterando.

Insomma. Si diceva
ricetta già fatta da Rob circa...un anno fa esatto appunto? Altro spunto di Sale&Pepe (che noia, che barba...lo so!), perfettamente in linea con la stagione. Dei muffin zuccosi, che non definirei propriamente salati, diciamo più...neutri? Manca, infatti, in questa ricetta, la componenete sapida data dal formaggio, quindi via, abbondate con il sale, che tanto i cuscinetti di cellulite d'inverno non si vedono poi tanto (sempre che non siate delle sostenitrici della minigonna nude look all over the year o, come me, seguiate un corso di nuoto -con soli uomini!-)... e che ne dite di piazzarci in mezzo, tanto per gradire, una buona fettina di speck? Non ne esce un antipasto grazioso e sfiziosetto?!
MUFFINS DI ZUCCA AI SEMI DI PAPAVERO
ricetta tratta da Sale & Pepe - Dicembre 2008

Ingredienti (x 6-8 muffins):

200 gr di farina
60 gr di burro

un uovo

1 dl di latte
150 gr di zucca pulita

una piccola cipolla bionda
un cucchiaio di semi di papavero

mezza bustina di lievito per torte salate
olio extravergine d'oliva

sale e pepe

Tagliate la zucca a dadi e cuocetela a vapore per 15 minuti o finchè risulterà morbida. Schiacciatela con una forchetta e riducetela in purè. Sbucciate la cipolla, tritatela finemente e fatela appassire in una padella con un filo d'olio e un pizzico di sale.
Raccogliete la farina in una terrina; miscelatevi il lievito, poi unitevi l'uovo leggermente sbattuto, il burro fuso, il latte, il purè di zucca, la cipolla e i semi di papavero. Salate e pepate.
Versate il composto in 6-8 pirottini da muffin, riempiendoli per tre quarti. Trasferiteli in forno già caldo a 180°, cuoceteli per circa 20 minuti, poi fateli raffreddare. Serviteli con delle fettine di speck. Si conservano per un giorno.

venerdì 6 novembre 2009

Focaccine di ceci al rosmarino con pancetta coppata


"Impasta che ti passa". Ma dai, non ditemi che non conoscete questo celeberrimo motto ;-) E' anche vero che impastare non è certo la panacea, la soluzione ad ogni problema (ma magari fosse così!), però in mancanza d'altro è pur sempre un buon palliativo. Impastare sorridendo alla vita ancora di più, direi :-)

Ma veniamo alla ricetta (impastosa guardacaso) di oggi, cheèmmeglio!! come direbbe il Puffo Quattrocchi. Dopo aver utilizzato i ceci per la crema in bicchiere, ho sviluppato un interesse particolare per la farina di ceci, che non avevo mai acquistato nè tantomeno utilizzato, pur conoscendone - teoricamente - differenti usi, dalla farinata, alla cecina, alla frittelle di ceci. Nel corso di qualche passata ricerca in rete avevo annotato questa ricetta che mi ingolosiva parecchio e ho deciso che si erano fatti maturi i tempi per provarla. Mi sono dunque procurata la farina di ceci ma, all'atto di mettermi all'opera, c'era qualcosa che non mi tornava negli ingredienti e nel procedimento, in cui era previsto il lievito di birra, sì, ma senza il relativo riposo per la lievitazione. Non mi sono fatta scoraggiare dalla cosa e, complice quest'altra ricetta di Stella di Sale, me la sono, beh sì, un po' inventata io, in parte per intersezione delle due e in parte ex novo.

Il risultato è stato molto soddisfacente anche se, essendo questa farina ricavata da un legume e non da un cereale, ha conferito all'impasto una consistenza morbida ma sabbiosa e alle focaccine una piacevole croccantezza lontana dalla sofficità delle sorelle più glutinose. Questo comporta la necessità di consumarle appena sfornate o comunque entro la giornata; nel caso dovessero avanzarvi il mio consiglio è quello di conservarle ben chiuse in un sacchetto per alimenti e di riscaldarle un poco in forno per far loro riacquistare la fragranza originaria.

La ricetta a cui mi sono ispirata prevedeva di farcirle con fettine di pancetta coppata. Io ho accolto di buon grado il suggerimento e le ho trovate fantastiche, ma credo che, data la loro rusticità, si presterebbero benissimo anche ad essere riempite con una fetta di speck o di lardo di Colonnata, quest'ultimo magari associato a qualche scaglia di pecorino al pepe. Insomma: fate vobis!


FOCACCINE DI CECI AL ROSMARINO CON PANCETTA COPPATA


Ingredienti:
300-350 gr di farina 0
150 gr di farina di ceci
30 gr (circa 4 cucchiai) di olio
200 - 250 ml di acqua tiepida
1 cubetto di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di miele

Per l'emulsione:
acqua (2/3) + olio extravergine (1/3)
sale + rosmarino tritato q.b.

Per farcire:
100 gr di pancetta coppata a fettine

Setacciare sulla spianatoia le due farine e formare la fontana. In un angolino depositare il sale. Sciogliere il lievito in un bicchiere di acqua tiepida, prelevata dalla quantità prevista. Mettere al centro della fontana il miele, l'olio, il lievito sciolto nell'acqua e iniziare ad impastare energicamente, unendo tanta altra acqua quanto serve ad ottenere un impasto sodo (a causa della farina di ceci) ma omogeneo e facilmente lavorabile. Mettere in una ciotola, coprire con pellicola alimentare e far riposare fino al raddoppio.

Intanto preparare un trito di rosmarino e miscelarlo con del sale. Formare dei paninetti rotondi, schiacciarli a dischetto e ricavare delle bugnette pigiando con i polpastrelli. Fare un'emulsione con l'acqua e l'olio e spennellarla abbondantemente sulle focaccine, quindi spolverizzarle con il trito di rosmarino e sale. Lasciar lievitare ancora mezz'oretta, quindi infornare a 180/200° per 15-25 minuti.Tagliare a metà e farcire con la pancetta coppata.

giovedì 15 ottobre 2009

Polpette di patate, spinaci ed emmenthal

Polpette di patate, spinaci ed emmenthal

Qualche giorno fa, di primissima mattina, mi dirigo in cucina, ancora agonizzante di sonno e, mentre aspetto che l'aroma del caffè pervada le mie narici assopite, vengo raggiunta dalla malsana idea di Riordinar Dispensa. Ma vi siete mai chiesti quale maniacale perversione ci porti a voler Riordinar Dispensa a cadenze bi-settimanali o peggio ancora? Ebbene sì: lo confesso: io sono una di quelle che se il frigo e la dispensa non sono in ordine, non rispondo di me... Mmm, scorgo qualcuno pronto a chiamare la neuro...Fermi, vi spiego.


Non so come siate messi lì da voi: la mia dispensa è capace di inghiottire nell'oblio più profondo ingredienti che magari son certa di aver comprato o visto solo pochi giorni prima, o viceversa di restituire ai postumi esemplari in via di estinzione e prodotti di eccellente imbalsamazione. Per non parlare di quando nasce qualche curioso punto interrogativo, tipo: "Ma chi diamine
(ci crede qualcuno che ho detto diamine?) ha comprato il purè di patate in busta, che è una delle cose più immonde che il genere umano potesse ideare?!".

Per grazia ricevuta il purè era in via di imminente scadenza. Cedere alle lusinghe della pratica ma abominevole mappazza sarebbe stato un affronto troppo grande, così, mentre mi interrogavo sui possibili usi alternativi dei fiocchi di patate nella cosmesi, mi è caduto l'occhio sul retro della confezione, dove troneggiava una ricetta allettante quanto basta per decidere che, sì, quella sarebbe stata la fine del villan purè. Sennonchè di buste da consumare, infingarde, tre ce ne stavano: a meno di non voler produrre un migliaio di polpette con cui sfamare l'intero quartiere, l'unica soluzione era rimandare a data e ricetta da definirsi l'eliminazione corporale delle altre due buste.

Ecco a voi la ricetta, giusto perchè sono venute proprio buonine buonine e perchè, ne sono certa, nella dispensa di ognuno di voi c'è quell'orribile polverina giallina imbustata, lì che vi attende. A buon rendere!


POLPETTE DI PATATE, SPINACI ED EMMENTHAL

Ingredienti:
1 busta di preparato per purè di patate
2 dl di latte + 1 dl di acqua
1 uovo
30 g di parmigiano grattugiato
50-100 g di spinaci surgelati sgocciolati (a seconda di quanto le volete verdi)
mezza cipolla
50 g di emmenthal
30 g di burro
pane grattugiato q.b.
olio q.b.
sale e noce moscata

Portate ad ebollizione il latte e l'acqua in una casseruola con un poco di sale, toglietela dal fuoco e incorporate il preparato per purè, mescolando energicamente. Unite il parmigiano ed amalgamate il tutto, aggiungendo se necessario un goccio di latte: deve risultare un composto molto denso ma omogeneo.

Tritate finemente con la mezzaluna la cipolla, fatela rosolare in una padella con il burro, unite gli spinaci, regolate di sale e cuocete per qualche minuto il tutto. Fate intiepidire gli spinaci, quindi sminuzzateli con la mezzaluna e incorporateli al purè, unendo anche l'uovo, l'emmenthal grattugiato con la grattugia a fori larghi, l'uovo e una grattata di noce moscata.

Con il composto ottenuto formate delle piccole polpette (si gonfiano molto in cottura), rotolatele delicatamente nel pane grattugiato (sono molto morbide) e rosolatele in una padella antiaderente con un poco di olio o cuocetele in forno a 180°, in una teglia rivestita di carta da forno e leggermente oliata, irrorate con un filo d'olio, fino a doratura.

giovedì 8 ottobre 2009

Cornetti alla crescenza, prosciutto cotto e timo


Cucina Moderna ha colpito ancora. Fessa io che mi faccio tentare dalle proposte golose ma inaffidabili? Forse, vi concedo il beneficio del dubbio. Però, suvvia, chi avrebbe resistito all'idea di cornetti di pasta sfoglia farciti con un cremoso e profumatissimo ripieno di crescenza, prosciutto cotto e timo? Io no: umana sono, e pure golosa, ahimè. I problemi ci sono stati, e non pochi. Primo, il fatto che il ripieno sia decisamente troppo per la quantità di sfoglia indicata dalla ricetta, il che mi ha obbligato a rimediare in extremis impastando della brisèe. Secondo, il fatto che la delicatezza della pasta sfoglia richiede una farcitura minore della cucchiaiata indicata, pena la difficile chiusura della stessa e la sua apertura in forno, con conseguente spatasciamento dell'80% del ripieno sul fondo della teglia, provvidenzialmente rivestita di carta forno. Il ripieno era ottimo, ma vi garantisco che avrei preferito mangiarlo convenzionalmente, che non raccattandolo alla benemeglio con un cucchiaino.

Oh insomma, se a volte il titolo di questo blog mi sembra stupido, infantile e lontano dal mio gusto attuale, altre volte riconosco che la ritrosia a cambiarlo, oltre ad essere frutto dell'affezionamento, rimanda ad un buon livello di obiettività in ordine al fatto che io pasticciona lo sono davvero. Magari a volte l'imprecisione delle riviste potrebbe delineare un concorso di colpa, la butto lì eh...


Comunque sia, i cornetti che si sono salvati non erano buoni, erano ottimi! Chiudeteli bene bene, perdeteci tutto il tempo che vi occorre, ma chiudeteli BENE (chiaro il concetto?! ;-)) La versione con la sfoglia, per la sua delicatezza, ha riscosso più favori di quella con la brisèe. Quelli di brisèe, di contro, erano esteticamente più presentabili, ma sottolineo che qui non si son fatti particolari problemi a sbafarsi gli uni e gli altri. Con buona pace della rivista, che stavo per scaraventare fuori dalla finestra con un lancio da standing ovation olimpica.


CORNETTI ALLA CRESCENZA, PROSCIUTTO COTTO E TIMO

ricetta tratta e modificata da Cucina Moderna - ottobre 2009

Ingredienti x 6 persone:

300 gr di pasta sfoglia surgelata (se non la trovate prendete due dischi di sfoglia, ve ne avanzerà un po' ma con un solo disco il ripieno previsto dalla ricetta è eccessivo); in alternativa potete farli con della pasta brisèe, come ho fatto io

175 gr di crescenza

100 gr di prosciutto cotto in una sola fetta

2 tuorli

30 gr di parmigiano reggiano grattugiato
un mazzetto di timo
semi di sesamo q.b.
noce moscata

sale e pepe


Scongelate la pasta sfoglia, se l'avete trovata surgelata.
In una ciotola lavorate la crescenza con un tuorlo, il parmigiano grattugiato, una grattata di noce moscata, una macinata di pepe e un cucchiaio di foglioline di timo. Tagliate il prosciutto cotto a dadini minuti e amalgamatelo alla crescenza. Insaporite il tutto con un pizzico di sale e un'altra macinata di pepe.

Su di un foglio di carta da forno stendete la pasta sfoglia (o la brisèe) a uno spessore di mezzo cm scarso (o srotolate i dischi di pasta sfoglia) e ritagliate 8-12 triangoli a seconda delle dimensioni che vorrete ottenere. Tirate delicatamente i triangoli di pasta, dal lato del vertice, in modo da ottenere dei triangoli piuttosto lunghi: in questo modo i cornetti verranno più carini.
Mettete una cucchiaiata di ripieno (senza eccedere, altrimenti il ripieno uscirà in cottura) vicino alla base di ogni triangolo e, partendo da questa, arrotolate strettamente la pasta sul ripieno, sigillando bene le aperture e curvando le estremità dei cornetti. Trasferite la carta forno con i cornetti su di una placca, quindi spennellateli con il tuorlo rimasto sbattuto con un pizzico di sale, cospargeteli con il sesamo e cuoceteli in forno a 200° per 18-20 minuti, fino a doratura.


Auguro sin da ora un buon weekend a tutti, ci risentiamo la settimana prossima perchè io domani, finalmente (!!!), parto per Stoccarda! Peace, love...& cooking!