Visualizzazione post con etichetta libri di cucina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri di cucina. Mostra tutti i post

sabato 22 febbraio 2014

Cake al gorgonzola, pere e noci: benritrovati!

i love cakes

Questo post si potrebbe tranquillamente intitolare "Caro il mio blog, quanto mi sei mancato". Non importa se io sono mancata a voi o meno, di sicuro voi siete mancati, e tanto, a me. Questa mattina quando mi sono svegliata non avevo assolutamente in mente di scrivere un post: era una giornata grigia, uggiosa, che nel giro di poco ha lasciato il passo al diluvio universale. Poi, incredibile ma vero, è uscito un bellissimo sole. Giusto per dire che non sempre le giornate proseguono nel modo in cui erano iniziate, e io mi sono decisa a scrivere: ho aperto spontaneamente la pagina di gestione, ho cliccato "nuovo post" ed eccoci qui.

Ho riletto per caso qualche post vecchio, ma di quelli vecchi davvero (no, perchè qui un altro anno è passato e ormai Muffins Cookies e Altri Pasticci ne ha sommati ben sei! Qui l'imbarazzante esordio) e mi sono molto divertita alle mie parole e ai miei racconti. Incredibile come possa cambiare la propria vita e le proprie priorità nel giro di così pochi anni. Sono molto felice di aver lasciato qui tante testimonianze perchè rileggerle è un po' come ripercorrere le tappe della mia vita e soprattutto rammentare cose che purtroppo sfuggono ai miei ricordi (eppure pare io sia dotata di ottima memoria, ma tant'è...) :)

Allora, cari tutti, come ci vogliamo scambiare il saluto del benritrovato? Gradite una bella ricetta? Eccola.

domenica 27 ottobre 2013

A capotavola





A capotavola  - Storie di cuochi, gastronomi e buongustai
di Laura Grandi, Stefano Tettamanti
Prezzo: € 18,00
disponibile anche in eBook: euro 9,99
Editore: Mondadori
Pagine: 192
Genere: Narrativa culinaria




Oggi Muffins, cookies e altri pasticci vi si propone sotto un profilo inedito. Direi che tutti voi sappiate della mia passione per i libri di ricette (in generale, credo sia molto difficile trovare un foodblogger che non lo sia... :)), nello specifico per quelli corredati da fotografie da urlo. Il top del top è quando per ogni ricetta proposta abbiamo una bella foto che ci renda l'idea del "prodotto finito" e da cui trarre ispirazione per la presentazione.

Ok, resettate tutto. Qui non si elencano ricette, qui non ci sono foto a corredo. "A capotavola" non è un libro di ricette, non è nemmeno un romanzo ambientato in cucina. E' una sorta di piccola enciclopedia illustrata di annedoti e curiosità su alcuni personaggi che nel corso della storia hanno avuto un ruolo nel mondo della gastronomia. E non si parla solo di cuochi in senso proprio, ma in generale di appassionati, a volte noti personaggi storici, a volte sconosciuti ai più. 

Io lo definirei un libro "da compagnia", da sfogliare anche solo "a ispirazione", oppure leggendone ogni sera una "pillola", come in un gustoso viaggio a tappe.  

Quello che mi ha colpito subito è stata la bellissima copertina dal gusto retrò. E il retrocopertina, dove intorno a un pomodoro "gravitano" i nomi dei protagonisti del libricino. Sfogliandolo cade subito all'occhio che qui ogni capitolo, in ordine alfabetico, è dedicato ad un personaggio "cuoco, gastronomo o buongustaio", ma che il più delle volte nell'immaginario comune è famoso come politico, scrittore, filosofo, pittore, sovrano, attore. Von Bismarck, Churchill, Jefferson, Escoffier, Conrad, Epicuro, Lorrain, Simenon, Bechamel, Hemingway, Agatha Christie, Pellegrino Artusi, Nonna Papera, sono solo alcuni dei nomi citati e che vi terranno compagnia, sorprendendovi, nelle vostre serate invernali.

Perchè la cucina è anche soprattutto un fatto di cultura personale e di storia.

domenica 6 ottobre 2013

Trancetti al cioccolato bianco, cocco e lamponi

trancetti al cocco cioccolato bianco e 
lamponi 

6 ottobre e fuori piove. 

Fa davvero freddino per essere inizio ottobre e dire che il cielo è tristemente grigio è eufemistico: signori, è plumbeo! Stanno avendo inesorabilmente inizio quei weekend in cui dovresti fare con urgenza il cambio degli armadi, pena trovarti i piedi zuppi e una tossaccia da novantenne, e invece l'unica cosa che ti va veramente di fare è di stare sul divano avvolta nel plaid preferito mentre dalla cucina arriva a solleticarti le narici il profumo di torta. Non che sia una brutta vita, eh... ^_^

Oggi chez moi un cake di pere e zenzero, chissà invece cosa proponete voi...
Nel caso abbiate già una torta in forno, se vi va, fatemi sapere quale: i vostri commenti e confrontarmi con voi è sempre una grande gioia per la sottoscritta! Nel caso non ci abbiate ancora pensato, beh, aspettate che provo a darvi un'ideuzza io...vedrete che soddisfazione! 

Vi auguro una buona serata...e una dolcissima settimana!

martedì 11 giugno 2013

FFF: Falafel Furbissimi al Forno, via Marco Bianchi

falafel al forno

*Falafel* 

Dicesi Falafel (o Felafel) polpettina a base di ceci (attenzione! Non ho detto farina di ceci, ma ceci, avete presente quei cosetti tondi un po’ bitorzoluti? Ecco, quelli), aglio, cipolla e spezie (quella principale è il cumino) tipicamente araba, dove rappresenta lo street food per eccellenza. Come la piadina de noantri, insomma. Volendo essere puristi, andrebbero fatte coi ceci crudi precedentemente ammollati; ma siccome qui si parla di ricetta veloce pret-a-manger (vedi alla parola “Furbissimi”) credo lor signori mi passeranno lo sgarro di averli fatti con ceci già cotti. Dieci Ave Maria.


*Furbissimi* 

Perché sono stra-veloci da fare, di quelli che “torno tardi dal lavoro, non so cosa mettere in tavola, non ho nemmeno voglia di pensarci e no, la fettina di carne lasciamola pure lì dov’è che sono già abbastanza aggressiva di mio”.


*Al Forno* 

Tradizionalmente sono fritti. Ma io ve li propongo al forno, perché oltre ad essere un piatto veg, ricco di buone proteine vegetali, così riduciamo anche i grassi e mangiamo più salutare. Il fritto fatto bene è anche buono ma volete mettere il senso di pace notturno quando non avrete sullo stomaco il cinghiale della nota pubblicità di digestivo? (ok facciamo finta che siano anche senza aglio e cipolla ;))

domenica 21 aprile 2013

Ringraziamenti & la torta al cioccolato con panna acida di Nigella

torta al cioccolato e panna acida

Ho lasciato passare alcuni giorni dall'ultimo post perchè non mi sembrava di essere in grado di rispondere adeguatamente a tanto affetto e tanta vicinanza. Non ci sono le parole giuste, o forse sono io che non riesco a trovarle, per esprimere quanto mi abbiano toccato nel profondo tutti i vostri commenti, i vostri abbracci, le vostre testimonianze. Non posso fare altro che dirvi ancora una volta "Grazie, grazie con tutto il cuore!". 

Ci sono giorni in cui va decisamente meglio, anzi, non sembrano neanche passate appena due settimane ma una vita intera...Ci sono giorni che basta un niente (un ricordo, un immagine, un suono...) e tutta quella serenità....puff! sparisce in un nano-secondo e subentrano la malinconia e le paure. Sto cercando di concentrarmi molto su me stessa, conoscermi meglio, guardarmi di più dentro. Sto cercando di applicare delle tecniche di rilassamento e di trasformare l'ansia negativa in ansia positiva. Sto cercando di crescere...di diventare una persona migliore. Di circondarmi di persone positive e dare importanza solo a quelle che ne meritano. 

A volte ci vogliono delle esperienze forti per fermarsi, scendere dalla micidiale ruota su cui corriamo incessantemente e semplicemente...riflettere. Ci vogliono momenti di buio per capire quanto è bella quella luce che ti circonda e quanta felicità c'è nelle piccole cose...proprio quelle lì, quelle che nemmeno ti fermavi ad osservare, per quanto ti sembravano scontate. Ma spesso è la semplicità di quei sentimenti che ne scaturiscono a rappresentare il vero valore aggiunto.

Quindi...semplicemente grazie, e di nuovo una ricetta per voi, proprio come un tempo. Una torta deliziosa, di quelle che non puoi non pensare positivo!

sabato 16 marzo 2013

Gulasch di manzo

gulasch-lagrein

Cari i miei lettori, eccomi qui. Mi spiace essere mancata per due mesi dal blog ma in questo periodo ho avuto altre priorità che mi hanno tenuta lontana. Solo cose piacevoli, lo specifico, non fosse mai che qualcuno si preoccupasse per me a leggere queste parole! Ma anche le cose belle, a volte, impongono di fare delle scelte, non foss'altro di tempo o per mero spirito di sopravvivenza ;)

Non mi sono mai piaciute le assenze, specie se ingiustificate: c'è sempre quel che di farraginoso nel ritentare un contatto dopo che si è mancati per un po'...così nella vita reale, così in questo spazio virtuale. Quindi, bando alle ciance, tagliamo corto e speriamo che questa ricetta che vi propongo adempia al compito di riavvicinarmi con agilità al blog e a tutti voi.

In questo periodo non ho certo smesso di cucinare nè, di tanto in tanto, di fotografare. Ho trovato anche il tempo di rilasciare un intervista a Ilaria Mazzarotta per Riso Flora, fate voi :)

Una delle ricette preparate l'ho realizzata per la collaborazione che mi lega da qualche tempo a San Geminiano Italia, che ogni mese propone sul suo sito una mia ricetta, nuova o già proposta in passato sul mio blog, abbinata ai loro deliziosi vini.

martedì 6 novembre 2012

Il delizioso cake di prugne, noci e cannella & il sondaggio finale del Tour Fini

Cake prugne, noci e cannella

Ma bonsoir, miei cari lettori! Che poi siete in netta prevalenza donne, ma non vorrei mai che i pochi maschietti me ne volessero se parlassi soltanto di lettrici...State bene? Avete fatto ponte? Vi siete rilassati, dedicati ai vostri affetti e alle vostre passioni? (spero caldamente di sì) Avete lavorato? (buuuuuh).
Io appartengo al gruppetto degli alacri lavoratori del "venerdì di ponte", ma tutto sommato non me la sono passata malaccio, sembrava un prefestivo, un po' come la vigilia di Natale o di Capodanno, ai quali non manca poi molto :-)

Bien, prima di tutto, e prima di venire alla ricetta odierna, che tutti state aspettando (vero?!?!) e che è un'autentica chicca, sono a ricordarvi quanto segue. Quindi, attenti un secondo!

Il tour di Fini "La strada del Gusto", che ci ha tenuto compagnia negli ultimi mesi, è ormai finito, con la chiusura dell'ultima tappa fiorentina, ma avete ancora tempo fino a inizio dicembre per scegliere la ricetta che vi è piaciuta di più. Come? Basta lasciare il vostro "like" indicando la vostra preferenza qui sulla pagina del blog Fini dedicata al riepilogo di tutte le ricette del Tour.

domenica 15 aprile 2012

Gli scones all'uvetta di Rose Bakery

Scones all'uvetta

Ed è già passato ormai un altro mese senza quasi che me ne accorgessi. Ed è strano, perchè di curare questo mio spazio ne avrei anche voglia, e parecchia anche, ma il tempo manca completamente e seppure continui a cucinare (d'altronde noialtri si mangia, e direi che si vede anche :D) il problema fondamentale, ovviamente, restano le foto. A volte mi manca la voglia anche solo di tirare fuori la fotocamera e di tentare qualche scatto al volo. Di preparare set appositi e perder tempo a cercare l'angolatura e la luce giusta non se ne parla nemmeno: ormai persino il weekend, l'unico momento in cui riuscivo a farle, le foto sono catturate al volo, così come capita. Ma va bene così. Ci sono periodi della propria vita che le cose non riescono proprio perfette come uno vorrebbe, ma d'altronde siamo umani e quindi via, avanti tutta.

La maggiore difficoltà, quando passa così tanto tempo, è riuscire a trovare le parole da digitare sulla tastiera, senza che tutto ciò che compare sullo schermo risulti ai miei occhi banale e noiosetto. Cosa posso raccontarvi? Succedono tante cose in un mese che nemmeno me le ricordo tutte! Vediamo un po'... Il 38esimo compleanno di un certo signor moroso, che ha una morosa talmente mitica da fargli prendere un giorno di ferie (e prenderselo anche lei, ehi), organizzargli un brunch coi fiocchi (e qui chi mi dice "che fortuna, un giorno di ferie...ti sei riposata?" è morto) a base di croque monsieur, spremuta d'arancia, macedonia di fragole e banane, scones all'uvetta e una selezione di marmellate, seguito da un pomeriggio alla SPA, massaggio di coppia con olio profumato e candele incluso. Poi c'è stato l'incontro tanto atteso con una personcina deliziosa, la mia adorata Mari: una giornata a spasso per Bologna a chiacchierare come se ci conoscessimo da una vita e in giro sbavando tra bancarelle del mercato, Maisons du Monde, negozietti bio, deliziose caffetterie e tanto altro. Mari, quando ci rivediamo? Prestissimo spero! E poi il Vinitaly, e infine la Pasqua: siamo stati dai di-lui-parenti in Puglia e sono stati quattro giorni all'insegna della chiassosa allegria e delle interminabili mangiate, seppure il tempo non sia stato affatto clemente. La macchina, al rientro, tra taralli, mozzarelle e salsicce al finocchietto era talmente piena di prelibatezze che per poco non impennavamo in autostrada, occorre che ve lo dica? :)

Ho chiacchierato abbastanza? Che poi chevvenefrega, dico io. Forse vi interessa di più la ricetta no? Della serie, ce la fai vedere e poi tante parole da rimambirci e nun se magna? :D 

Questi qui, dire che li ho adorati è dire poco. Non avevo mai provato gli scones, a parte un'esperienza a dir poco tragica di parecchi anni fa, quando nel tentativo di produrre un dolcetto poco calorico in periodo di dieta, mi ero lanciata nell'infausta idea di testare una ricetta di scones integrali al miele e sesamo. Una schifezza senza precedenti. La ricetta era completamente sballata e non specificava lo spessore della pasta: non conoscendo prima di allora gli scones, avevo ottenuto delle simil-gallette del peso specifico del piombo che avrebbero dignitosamente retto il paragone con le pedine da dama.
Con questa ricetta, invece, vi assicuro che siete a prova di bomba. Soffici, scioglievoli, poco zuccherati, si prestano perfettamente per l'ora del tè o per un pigro brunch domenicale, ancora tiepidi, aperti in due direttamente con le mani e farciti con un velo di buon burro tedesco e una generosa cucchiaiata di marmellata di fragole o di more di rovo. Tra l'altro sono foolproof e velocissimi da fare, e il bello è che ne potete produrre in quantità, quando ne avete il tempo, e congelarli negli appositi sacchettini da freezer, tirandoli fuori quando vi servono e passandoli quel tanto che basta da intiepidirli nel microonde, modalità scongelamento.

Sento qualche vocina dal fondo... come sarebbe a dire "cosa sono gli scones"?! E io che pensavo che ormai lo sapessero tutti ;) Si tratta di una sorta di paninetti dolci inglesi, compatti, ma al tempo stesso morbidi e scioglievoli, che vengono presentati per l'ora del tè, per la colazione o per il brunch e serviti con burro o panna semi-montata (gli inglesi usano la clotted cream, che dà il nome anche al tradizionale cream tea) e marmellata (tipicamente di fragole, meglio se a ridotto contenuto di zuccheri). Ne esistono tantissime varianti, dolci (con uvetta, noci, sciroppo d'acero, mirtilli...) e persino salati.
Io ho utilizzato la ricetta dei sultana scones, tratta dal ricettario di Rose Bakery "Breakfast, lunch, tea"), via Cavoletto (blog, ma anche libro).

Scones all'uvetta

Scones all'uvetta di Rose Bakery

Per più di 20 scones:
500 gr di farina
300 ml di latte
160 gr di uvetta
110 gr di burro morbido
2 cucchiai abbondanti di lievito per dolci
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 uovo

Setacciate la farina insieme al lievito, unite lo zucchero e il sale e mescolate. Aggiungete il burro morbido a fiocchetti e, con la punta delle dita, sfregatelo con la farina finché non sia completamente assorbito. Unite l'uvetta, poi versate il latte al centro e, con una forchetta, iniziare ad amalgamare. Lavorate  rapidamente l'impasto con le mani, aggiungendo un po' di farina qualora risultasse troppo liquido, fino a quando non sarà più colloso.
Su una spianatoia leggermente infarinata, stendete l'impasto a 3 cm di spessore e, con un tagliapasta rotondo di 5 cm di diametro, ritagliate gli scones, rimpastando gli avanzi di impasto e ripetendo l'operazione fino ad esaurimento. Disponete gli scones su una teglia da forno rivestita con carta da forno, lasciando un pochino di spazio fra ognuno, in modo tale che in cottura non si tocchino. Sbattete l'uovo con una forchetta e utilizzatelo per spennellare la superficie degli scones. Infornateli a 200° per 15-20 minuti, finché saranno leggermente dorati. Sfornateli e trasferiteli delicatamente a intiepidire su una griglia. Serviteli ancora tipiedi con burro e marmellata.

domenica 16 ottobre 2011

La torta di burro e pere di Tessa Kiros

Torta di burro e pere - Tessa Kiros

Ho capito come mai era un po' che non mettevamo piede all'Ikea. Vuoi perchè le cose essenziali ormai le avevamo prese tutte (tende, libreria e chincaglierie varie non rientravano negli essenziali - quanto meno nell'ideale maschile, tsk...), ma saran stati 8 mesi che gli omini di giallo vestiti non ci vedevano a zonzo, il che suona quanto mai inaudito. File chilometriche, casino infernale, ciurme di bambini urlanti e scalpitanti, vecchiette con orribili esemplari canini nel carrello (!!!), polpette del self service leggere come sassi sullo stomaco (e sì che me le ricordavo così buone: mi toccherà farmele da me medesima), oltre 500 euro spillati e circa tremila tende da montare. Lo status mentis ideale per riprendere una nuova settimana di lavoro no? :) Intanto aspetto fremente il prossimo weekend, quando sarò a Firenze e riabbraccerò dopo oltre due anni la mia più cara amica: non vedo l'ora!

E ora una ricetta per una domenica sera coccolosa, all'insegna del piattino con cucchiaino seduti sul divano, ma va bene anche per un lunedì mattina pieno di grinta. Un dolce burroso e fondente che ci ha lasciati stupefatti e che si è sposato a meraviglia con dell'ottimo gelato artigianale alla crema. La sciura Tessa non sbaglia un colpo, c'è poco da fà.

Muffins, cookies e altri pasticci consiglia: assolutamente imperdibile se anche voi avete un moroso/convivente/marito che ogni settimana porta a casa dosi industriali di pere dalla mensa aziendale (che noi pelar le pere non ci piace) e siete stufi di fare risotto pere e taleggio e pere e gorgonzola anche a colazione :)

Torta di burro e pere


ricetta tratta da "Ricordi in cucina" di Tessa Kiros

Ingredienti:
180 gr di burro ammorbidito
150 gr di zucchero + 1 cucchiaio e 1/2 per spolverizzare la superficie della torta
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 cucchiaino di scorza di limone bio finemente grattugiata
un bel pizzico di cardamomo in polvere
un pizzico abbondante di noce moscata
3 uova
220 gr di farina
1 cucchiaino e 1/2 di lievito in polvere
125 ml di panna fresca
4 pere mature piccole, circa 700 gr.

Scaldate il forno a 180° e imburrate e infarinate una tortiera di 22-24 cm di diametro con bordo amovibile. Se preferite, potete ungere e infarinare soltanto il bordo e foderare il fondo incastrandovi un foglio di carta da forno.

Sbattete con le fruste elettriche il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso. Aggiungete la vaniglia, la scorza di limone, il cardamomo e la noce moscata, poi incorporate le uova, una alla volta, sbattendo bene dopo ogni aggiunta. Aggiungete la farina setacciata con il lievito in polvere, alternandola con la panna, e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

Versate il composto nella tortiera: non è necessario livellarlo, in quanto si distribuirà da solo durante la cottura. Infornate per circa 20 minuti. Nel frattempo sbucciate le pere, tagliatele a quarti ed eliminate il torsolo.

Sfornate la torta, sistemateci sopra le pere, rapidamente, e cospargetela con lo zucchero. Rimettete in forno per altri 45 minuti o comunque fino a quando le pere sono di un bel colore dorato, la superficie della torta è croccante e infilando uno stuzzicadenti nel centro, questo esce pulito. Lasciate raffreddare un poco la torta prima di sformarla: potete servirla tiepida o a temperatura ambiente, ma la sua morte è riscaldata un poco a microonde e servita con due palline di gelato artigianale alla crema.
___________________________________________________________________

E ora un piccolo intrattenimento per voi: questo mese Muffins, cookies e altri pasticci è ospite d'onore della rubrica "Foodblogger" su Spray Magazine. Sinceramente grazie alla redazione per l'interesse manifestato nei miei confronti! :)


domenica 9 ottobre 2011

Marmellata di fichi neri e vaniglia

Marmellata di fichi neri & vaniglia


Ahem, ancora fichi?! Ebbene sì. D'altronde in pieno agosto e con 45 gradi all'ombra, sfidando ogni umana sopportazione, ho fatto questa (e altre due) marmellate e ora ve la beccate anche se fuori stagione, tiè!

Questa marmellata è la prima che ho fatto secondo il metodo di Christine Ferber, la guru alsaziana in materia: il risultato è frutta per niente distrutta e scurita dalla lunga cottura e una consistenza marmelattosa perfetta! Unica pecca: vista l'alta quantità di zucchero questo procedimento non è consigliabile per chi non tollera troppa dolcezza :)

Provata sia come farcitura di una crostata (da mia mamma), sia sopra a una fettina di buon pecorino stagionato. Approved! :)

Marmellata di fichi neri e vaniglia

ricetta tratta da "Il libro del Cavolo" di Sigrid Verbert

Ingredienti, per 4-5 vasetti (per me 3 vasetti medi e 1 piccolo):
1 kg di fichi neri (per me 800 gr, freschi freschi dall'albero dello zio ;))
800 gr di zucchero semolato (per me 640 gr)
il succo di un limone (per me, un limone scarso)
2 bacche di vaniglia (per me una)

Sciacquate i fichi e asciugateli delicatamente con un panno pulito. Tagliateli a fettine, conservando la buccia, e versateli in una pentola con lo zucchero, la vaniglia aperta longitudinalmente e il succo di limone. Coprite e lasciate riposare il tutto per un'ora. Dopo questo tempo, mettete la pentola sul fuoco, portate a ebollizione e spegnete subito; lasciate quindi raffreddare il tutto, copritelo e ponetelo a riposare in frigo per una notte.

L'indomani, rimettete la pentola sul fuoco, portate a ebollizione e lasciate cuocere a fiamma medio-bassa per 10 minuti, mescolando di continuo. Aiutandovi con un mestolino e un imbuto a collo largo, versate la marmellata, ancora bollente, nei vasetti sterilizzati, chiudeteli ermeticamente con il tappo e lasciateli raffreddare con il tappo in giù, fino al formarsi del sottovuoto. Etichettate e conservate.

Nota:
  • Se siete di quelli che "no, i pezzi di frutta nella marmellata proprio no!", potete frullare il tutto con il mini-pimer fino al raggiungimento della consistenza desiderata prima di procedere all'invasettamento.
Variante:
  • la marmellata, come raccontata nel libro "Regali Golosi", può anche essere aromatizzata con un po' di rhum scuro: utilizzatene 2 dl per un kg di fichi.

sabato 1 ottobre 2011

Quel diavolo di Donna (Hay): pie di susine e fichi neri

Let's PIE!

Nessuno mi ha chiesto che fine avessi fatto in questo mese di assenza, quindi presumo che tutti si aspettassero - a buona ragione - il mio addio alle scene una volta ripreso il lavoro...e così, infatti, è immancabilmente stato ;) Questo mese è letteralmente volato, scivolato via senza neanche me ne accorgessi. Ancora non sono riuscita a riorganizzarmi a dovere, ma da questa settimana credo che gli impegni si affolleranno ancor di più, sempre che vada in porto il corso di francese che vorrei frequentare, e che mi decida a riprendere un po' di moto.

Il blog è sceso repentinamente all'ultimo dei miei pensieri, tanto che mi ero dimenticata completamente del fatto che la stagione dei fichi non è certo perenne. Mi sbrigo in fretta, sperando che qualcuno dei piccoli amici zuccherini si sia ancora salvato, visto questo caldo tanto prolungato quanto anomalo (ma ne dubito fortemente, se ci sono almeno altri 100 golosoni di fichi come me in giro!).
Da archiviare e rispolverare per settembre prossimo.

Pie di susine e fichi neri

Pie di susine e fichi neri


ricetta tratta da "Ricevere in un istante" - Donna Hay


Ingredienti:


Per la pasta brisée zuccherata (il libro la chiama curiosamente pasta frolla):
250 gr di farina 00
185 gr di burro freddo di frigo

3 cucchiai di zucchero semolato
2-3 cucchiai di acqua ghiacciata


Per il ripieno:
55 gr di farina di mandorle

2 cucchiai di farina 00

55 gr di zucchero semolato
40 gr di burro fuso

1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia

8 piccoli fichi neri

6 piccole susine


Preparate la pasta brisée lavorando, nella planetaria, con il gancio a k e a velocità minima, il burro tagliato a cubetti, la farina e lo zucchero, fino ad ottenere un composto bricioloso. Sempre tenendo l’apparecchio in funzione, unite l'acqua ghiacciata (acqua con dentro qualche cubetto di ghiaccio), quanto basta ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Impastate brevemente a mano, date all'impasto la forma di una palla appiattita ed avvolgetelo nella pellicola trasparente; fatelo quindi riposare in frigorifero per circa 1 ora.

Trascorso questo tempo, preparate la farcia: in una ciotola mescolate la farina di mandorle, la farina, lo zucchero, il burro fuso e l'estratto di vaniglia fino ad ottenere un composto ben amalgamato.


Prelevate l'impasto dal frigo e stendetelo col mattarello, tra due fogli di carta da forno per evitare l'aggiunta di farina, allo spessore di circa 3 mm, conferendogli una forma circolare. Trasferite la brisèe con il foglio di carta da forno su una placca da forno. Distribuite il composto di mandorle sulla pasta, lasciando uno spazio di circa 3 cm dai bordi. Disponetevi sopra i fichi e le susine lavate e asciugate e tagliate a fettine, sempre restando a 3 cm dal bordo. Ripiegate i bordi della pasta verso il centro del dolce in modo da racchiudere il ripieno. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 30 -35 minuti o fino a quando la pasta sarà abbastanza dorata. Fate raffreddare prima di spostarla dalla placca (considerate che l'impasto è molto friabile e delicato!) e servite la pie, accompagnandola con una pallina di gelato alla vaniglia oppure con panna montata non zuccherata. E’ migliore dopo qualche ora di riposo in frigorifero.


L'alzatina preferita

sabato 28 maggio 2011

Cake fave & pecorino + finocchiona = ♥

Cake fave &  pecorino

Come avrete forse notato, sono nuovamente latitante. Non riesco più a trovare il tempo per cucinare qualcosa di diverso dal solito: in settimana rientro sempre più tardi del previsto dal lavoro, poi c'è sempre qualcosa da fare e quando varco finalmente la soglia di casa fa talmente caldo che tutto vorrei fare tranne che piazzarmi davanti ai fornelli! Anche per quest'anno non riusciremo a mettere su l'aria condizionata in casa (lungo periodo di sacrifici, eggià...), quindi presumo sarà un'estate luuuuunga e caaaalda, fatta di insalatone, dip e cruditè, paste e risi freddi, prosciutto e melone et similia. Fa strano parlare di estate, ma ormai siamo già ai primi di giugno e dal caldo bestiale sembra già luglio inoltrato! Bisogna che mi sbrighi a passarvi sotto banco la mia top ten (anche se forse si tratta piuttosto di top three o four) di ricette primaverili prima che fave, piselli, asparagi e compagnia bella passino di stagione!

Intanto gustatevi questo favoloso cake salato: l'ho realizzato seguendo a ispirazione alcune ricette diverse (ma sempre infallibili: Cavoletto di qua, libro della Chovankova di là) e creando il solito collage di ingredienti e dosi. Risultato davvero strepitoso! In pratica, una simpatica variante dell'intramontabile binomio primaverile ‘fave & pecorino’: tagliato a fette e farcito con del buon salame (vi consiglio della finocchiona o del salame tipo Napoli) è ideale per il tradizionale picnic di pasquetta (capisco che ormai è un po' superato, ma non farete picnic mica solo a pasquetta...no?!); ridotto a cubotti o affettato, con sopra una fettina di salame arrotolata e fissata con uno stuzzichino, diventa uno sfizioso appetizer con cui accogliere gli ospiti.

Cake fave & pecorino

Ingredienti:
180 gr di farina
3 uova
100 ml di latte
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
100 gr di pecorino romano grattugiato (o, se preferite una soluzione più delicata, 50 gr di pecorino e 50 gr di parmigiano grattugiati)
1 bustina di lievito per torte salate
150 gr di fave fresche (ma vanno bene anche quelle surgelate)
un cipollotto o mezzo porro
un mazzettino di mentuccia
sale & pepe

Fate bollire in acqua salata le fave fresche per una decina di minuti, scolatele, sciacquatele con acqua freddissima ed eliminate le pellicine. Affettate sottilmente il cipollotto (o il porro) e fatelo rosolare in un filo d'olio e un goccino di acqua, quindi spegnete la fiamma, unitevi le fave e fate intiepidire il tutto.
In una ciotola, lavorate con una frusta le uova, l'olio ed il latte fino ad ottenere un composto leggermente spumoso. Aggiungete la farina, il pecorino romano grattugiato (e l'eventuale parmigiano grattugiato) ed il lievito, mescolando con un cucchiaio di legno. Unite al composto le fave con il cipollotto/porro; tritate un mazzettino di mentuccia ed incorporate anch'esso. Insaporite con un pizzico di sale ed un'abbondante macinata di pepe, quindi mescolate di nuovo l’impasto fino a quando sarà ben omogeneo.
Versatelo in uno stampo da plumcake imburrato ed infarinato ed infornate a 180° per circa 45-50 minuti.

giovedì 14 aprile 2011

Minicakes del Nord alla birra e cipolle fritte

Minicakes del nord alla birra e cipolle fritte

Ma se tipo vi dicessi che mentre voi starete leggendo questo post io starò sicuramente pregando che parta il treno che mi porterà a Milano per il secondo Workshop Caffarel, quest'anno dedicato al confezionamento delle Uova di Pasqua? No, perchè mi sembra anche giusto che al mio primo giorno di ferie da settembre piazzassero un simpatico sciopero dei treni (vagamente allunga-weekend)...così, tanto per gradire, no?! Insomma, incrociatevi tutte per la sottoscritta, o quantomeno, qualora siate di Milano & dintorni, ditemi che mi offrirete asilo, una brandina e un pasto caldo nel caso in cui fossi costretta al bivacco presso la Stazione Centrale del "ridente" capoluogo lombardo!
!

Giusto per arruffianarvi un po', vi lascio una ricetta a cui non-potete-assssolutissimamente-dire-di-no! Primo perchè sono facilissime e ultrarapide, secondo perchè sono saporitissime, queste minicakes salate belle cipollose, da servire con un tagliere di speck affettato al coltello (bello spessino mi raccomando!) e qualche fettina di kaminwurz (=salamino affumicato) giunto dritto dritto dall'Alto Adige.

Ah, dimenticavo, io domenica sarò a fare due passi al Cibus Tour di Parma, e voi? :)

Minicakes del Nord alla birra e cipolle fritte


ricetta tratta dal libro" Cakes dolci e salati" di Ilona Chovancova

Ingredienti:

180 gr di farina
3 uova

100 ml di birra
100 ml di olio di semi (io proverei a ridurre un po', tipo 70-80 ml)

100 gr di gruyère grattugiato (o emmenthal; io ho utilizzato del gouda)

50-60 gr di cipolle secche (l'autrice ne indicava 100 gr; io ho utilizzato le "roasted onions" -cipolle fritte- in vendita all'Ikea Food)

1 bustina di lievito per torte salate
sale & pepe

Preriscaldate il forno a 180 gradi. In una ciotola, sbattete leggermente con una frustina le uova con l'olio e la birra. Aggiungete la farina, le cipolle e il formaggio; salate e pepate. Mescolate bene il composto con un cucchiaio di legno ed aggiungete per ultimo il lievito. Versate l'impasto in uno stampo da plumcake imburrato/oliato e infarinato o rivestito di carta da forno, oppure in stampini monoporzione (se di silicone, leggermente oliati nel caso si tratti del primo utilizzo) e infornate. Fate cuocere per 50 minuti circa se si tratta di un cake, 20 minuti circa se si tratta di monoporzioni. Lasciate intiepidire il cake/i minicakes prima di sformarlo/i e servirlo/i.

Note:
si possono anche congelare (a fette, nel caso del cake) e scongelare brevemente al microonde prima di servirli. Sono un ottimo antipastino finger food se serviti con speck e kaminwurz.

domenica 20 marzo 2011

Crescente al gorgonzola: bocconcini crea-dipendenza


VisualizzaAltre fotoTagCommentiCondividiInviaFavoritoTwitterFacebook
Crescente al gorgonzola

Attenti! Il primo (ma anche il secondo, il terzo, il quarto...) che mi chiede se questo weekend ho fatto ponte se ne pentirà amaramente ;) Uomo/donna avvisato/a, mezzo/a salvato/a!
Scherzi a parte, mi rendo conto che il tempo mi sfugge inesorabilmente dalle mani: in settimana lavoro tanto e sodo, con la speranza che questo impegno porti prima o poi a qualche frutto... D'altronde penso che sia così per molti di noi, dato il periodo storico non particolarmente semplice: si tira avanti, anche se con parecchi sacrifici e pensieri ogni giorno, ma nella convinzione di stare facendo del proprio meglio e cercando di mantenere quanto più possibile un atteggiamento deciso e ottimista.

Sotto il fronte culinario, inevitabilmente, il tempo che avevo in passato di sfogliare riviste e libri, spulciare blog, pensare a menù e stilare liste di piatti da fare as-so-lu-ta-men-te è di molto diminuito, addirittura azzerato in certe settimane...però ho riscoperto il piacere di scegliere una ricetta tanto-perchè-mi-va e se ci scappa una foto, beh, tanto meglio, altrimenti chissene :) E' un grosso sollievo aver ritrovato, volente o nolente, questa spensieratezza in cucina!
Poi, vabbè, devo dire a mio favore che nemmeno in passato mi è mai fregato minimamente di postare ricette scontate, o già viste in rete, o già fatte da uno, cento, mille foodblogger: non sono mai stata per l'innovazione a qualunque costo, anche perchè credo che ogni ricetta passando di mano in mano trovi una sua personalizzazione. E poi alla fine cos'è il blog se non un alter ego di ciò che passa nelle nostre menti (prima), nelle nostre cucine (poi), per giungere (infine) nelle nostre pance? ;)

Tutto sto panegirico per presentarvi la sublime crescente al gorgonzola delle Simili. Ho provato tutte e tre le versioni (quella alla pancetta o al prosciutto, versione reloaded del gnocco ingrassato del nonno, qui; quella al rosmarino mai postata, ma i summenzionati colleghi hanno avuto modo di assaggiarla in occasione del mio compleanno poichè l'ho portata in ufficio ;)) e devo dire che - pur essendo tutte e tre ottime- ho una spiccata predilezione per quella di oggi. Profumatissima, incredibilmente delicata, ideale con salumi e formaggi per quella che reputo la perfetta cena della domenica sera. Della serie taglia a metà il quadrotto ancora tiepido, farcisci, gusta sul divano: niente di più rilassante, non credete?!

Crescente al gorgonzola
ricetta tratta da "Pane e Roba dolce" - Sorelle Simili

Ingredienti:
500 gr di farina 00
200 gr di gorgonzola dolce
30 gr di lievito di birra
150 gr circa di acqua
50 gr di strutto
50 gr di burro morbido
8 gr di sale (un cucchiaino colmo)

Inoltre:
1 uovo sbattuto per spennellare

Impasto a mano: sulla spianatoia, fate la fontana con la farina, riunite al centro lo strutto, il burro e il gorgonzola (a pezzi grossolani: non è necessario tagliare il formaggio poichè si amalgamerà durante la lavorazione dell’impasto), unite poco alla volta l'acqua tiepida in cui avrete sciolto il lievito e iniziate a impastare, senza battere, aggiungendo da ultimo il sale. Una volta che l'impasto sarà ben amalgamato, morbido ed elastico, formate una palla.

Nell'impastatrice: mettete nella ciotola la farina, lo strutto, il burro morbido e il gorgonzola e azionate l'impastatrice con il gancio a uncino. Unite poco alla volta l'acqua tiepida in cui avrete sciolto il lievito e fate andare fintanto che risulterà un impasto ben amalgamato; verso la fine della lavorazione, aggiungete il sale. Prelevate l'impasto dalla ciotola, lavoratelo brevemente a mano sulla spianatoia leggermente infarinata e formate una palla.

Riponete l'impasto in una ciotola coperta con pellicola trasparente e lasciatelo lievitare per 50-60 minuti (nel forno spento andrà benissimo). Trascorso il tempo di lievitazione, rovesciate la pasta sul tagliere infarinato e, senza lavorarla, stendetelacon il matterello, formando un rettangolo di circa 1,5 cm di spessore. Tagliate dei quadrati di 5 cm, disponeteli su una teglia rivestita di carta da forno, tenendoli un poco distanziati poichè cresceranno ancora e spennellateli con un l'uovo sbattuto. Lasciate lievitare le crescenti ancora per 30-40 minuti. Non arrivano al raddoppio, ma assumono un aspetto più arrotondato e al tatto risultano più morbide perché piene d’aria. Cuocete in forno statico e preriscaldato a 180° per 20-30 minuti. Devono risultare appena dorate: prestate attenzione a non farle colorire troppo, altrimenti il formaggio gli conferirà un retrogusto un po' amaro.

lunedì 20 dicembre 2010

Speculoos alla cannella

Speculoos alla cannella

Vi avverto subito che vi aspettano alcuni post che potrebbero del tutto sembrare un tributo (in vita eh!) alla cavolettiana memoria. Sotto Natale, infatti, mi trovo immancabilmente a provare tutta una serie di ricette internazionali e chi c'è di più internazionale di Sigrid Verbert, in fatto di robina mangereccia? Quindi caso vuole che nei giorni scorsi abbia prodotto ben tre sue ricette dolci (roba da denuncia di plagio, ne convengo...), vuoi tratte dai suoi libri, vuoi salvate in passato direttamente dal blog. Cosine da andare sul sicuro, insomma, perchè dovevano entrare a far parte delle famose ceste natalizie e non potevo certo rischiare di toppare miseramente, nevvero?

Oggi la faccio particolarmente breve, io non ho gran tempo di scrivere e sono certa che anche voi, in questi ultimi giorni pre-Natale non avrete tempo di leggere papiri di parole inutili, quindi veniamo al sodo della ricetta (dopo una brevissssima introduzioncina, non voglio mica lasciarvi completamente a bocca asciutta!), contenti/e?


Gli speculoos sono dei buonissimi biscottini speziati a base di cannella di origine belga e olandese. Vengono consumati durante tutte le festività natalizie, ma soprattutto durante il giorno di San Nicola (6 dicembre), quando se ne regalano ai bambini frementi alcuni dell'altezza di ben un metro. Durante gli altri giorni dell'anno, invece, vengono prodotti anche di dimensioni più abbordabili, utilizzando degli stampini di legno appositi con il disegno speculare del Santo o di altri personaggi vestiti con abiti della tradizione, da cui il loro nome :)
Noi li abbiamo apprezzati particolarmente per la loro favolosa croccantezza data dallo zucchero di canna e per il profumo delizioso di burro e cannella che per giorni ci ha coccolati al nostro rientro a casa :)

Come anticipavo, la ricetta proviene dal blog (e dal Libro del Cavolo) di Sigrid Verbert e le è stata data da un'amico di famiglia, tale Cristiaan il fornaio di cui, poveretto, nessuno conosceva il vero cognome (ecco perchè Cristiaan de Bakker).

De speculaas van Cristiaan de Bakker
ovverosia Speculoos alla cannella

Ingredienti:
550 gr di farina
400 gr di zucchero di canna, meglio se scuro
225 gr di burro
3 cucchiai di cannella
70 gr di latte
15 gr di bicarbonato di sodio

Versate in una capiente ciotola la farina, lo zucchero, la cannella ed il bicarbonato. Mescolate accuratamente con un cucchiaio per amalgamare il tutto, quindi aggiungete, nel centro, il burro morbido e il latte; impastate velocemente fino a ottenere un impasto omogeneo che non sia colloso (semmai aggiungete un altro goccio di latte o un po’ di farina; nel mio caso è occorso un goccio di latte in più): l'impasto dovrà avere la consistenza di una frolla. Dividete l’impasto in due, appiattitelo leggermente ed avvolgetelo nella pellicola trasparente. Riponete in frigo per circa un’ora.

Trascorso questo tempo, sul tagliere spolverato con della farina, stendete un pezzo d’impasto alla volta con il mattarello a 3-4 mm di spessore. Ritagliate dei biscotti rettangolari (o della forma che preferite) e disponeteli su una placca rivestita con della carta da forno, lasciando abbastanza spazio fra i biscotti che si allargheranno parecchio nelle prime fasi della cottura.

Cuocete a 150° per circa 25 minuti o finché i biscotti non siano cotti e leggermente duri (per il mio forno 20 minuti sono perfetti). Lasciate raffreddare su una griglia e conservate gli speculoos in una scatola di latta.

lunedì 18 ottobre 2010

Un nastro rosa, una tortiera rosa, un molleux

Mi ero ripromessa di fare il possibile, oggi, per postare qualcosa in linea con l'iniziativa che vuole i blog femminili - di cucina e non - uniti nel comune proposito di ricordare, pubblicando qualcosa di rosa, che ottobre è il mese di un appuntamento importantissimo, il mese della prevenzione contro il tumore al seno. Colei che ci ha ricordato che qualcosa di simile era stato fatto, lo scorso anno, nei blog stranieri e a creare un contatto tra chi, poi, ha deciso di partecipare con entusiasmo, preferisce non essere citata come l'ideatrice, quindi non la citerò ;) ma è una persona garbata e delicata e giusto da lei poteva arrivare questo promemoria.

Io però, come accennavo in occasione del WBD qualche giorno fa, sono ai miei minimi storici in fatto di organizzazione e gestione delle tempistiche, quindi non sono riuscita a realizzare niente di specifico, eppure qualcosa di rosa ce l'ho, ed è una delle mie pirofile preferite, rosa antico, coi bordi smerlati come la tortiera di Nonna Papera, liscia e lucente, bella come solo Emile Henry può fare. E dentro ci è finita una torta verde, burrosa, umida, profumata, con alla base sugose pere mature rese ancora più dolci da un fondo di caramello dorato.
Vi ho incuriosito? Volete saperne di più vero?

Moelleux con pere e pistacchi

La torta di cui vi parlo, nello specificio, è un molleux, un dolce avvolgente, consolatorio e tremendamente ricco. Io lo trovo perfetto tiepido, con il suo carattere umido, morbido e delicato. Questa ricetta, a base di pere e pistacchi, è davvero entusiasmante nel sapore, nel profumo e nella consistenza e l'unica modifica che ho fatto è stata quella di ridurre di poco lo zucchero, che sarebbe stato davvero eccessivo vista anche la presenza del caramello biondo sul fondo della teglia. Già, il caramello. Mica andiamo tanto d'accordo noi due, sapete? Sarà quel suo subitaneo solidificarsi a contatto con lo stampo che mi ha impedito di colarlo uniformemente nello stesso (mi spiego meglio: io l'ho fatto in un pentolino e poi versato nella teglia perchè temevo per la tenuta della mia prediletta su fiamma viva), ragion per cui l'ho dovuto rifare ben due volte. A conti fatti non preoccupatevi perchè con il calore della cottura e l'umidità delle pere una volte cotte, quella crosticina beffardamente solida diventerà un delicato e godurioso sciroppo da gustare a cucchiaiate, insieme al molleaux, direttamente dalla teglia. Come potete notare, infatti, il taglio della fetta non è impeccabile perchè volevo gustare il dolce tiepido, quindi non fatevi scrupoli a tuffare il cucchiaio direttamente nella tortiera :) Poi vabbè, a volerla proprio fare sporca, io ci schiafferei di fianco anche una pallotta di gelato al cioccolato, ecco...

Ma del signore in questione non possiamo mica solo cantarne le lodi, eh no cari miei. Questo dolce ha anche, se vogliamo, una pecca: va consumato in fretta essendo a base di frutta, ergo deperibile, e magari conservato in frigo nel mentre. Sempre se ci arriva, beninteso.


Moelleux con pere e pistacchi

Molleux alle pere e pistacchi

ricetta tratta da "Garden Party" di N. Le Foll e C. De Turckheim


Ingredienti per 8 persone:

5-6 pere non troppo mature di piccole-medie dimensioni

150 gr di pistacchi (per me di Bronte) finemente tritati

150 gr di zucchero (la ricetta ne prevedeva 200)

200 gr di burro morbido
4 uova
200 gr di farina

Per il caramello:
70-80 gr di zucchero

mezzo bicchiere d'acqua


Accendete il forno a 180°. Mettete lo zucchero in uno stampo a bordi alti del diametro di 28 cm, resistente alla fiamma diretta, e versateci sopra l'acqua. Poggiatelo sulla fiamma a intensità moderata e preparate un caramello biondo: dapprima si scioglierà, poi inizierà a fare delle bollicine, infine inizierà a dorarsi. Distribuite bene il caramello (attenzione che è rovente!) sul fondo e lungo i bordi dello stampo, ruotandolo delicatamente. Se non doveste disporre di una teglia apposita, potete fare il caramello in un pentolino ma dovrete essere velocissimi a versarlo nella tortiera e a ruotarla perchè solidifica pressochè all'istante; in ogni caso, non preoccupatevi perchè tanto si riscioglierà col calore della cottura in forno. Sbucciate le pere, tagliatele a spicchi e sistematele a raggiera sul caramello sul fondo dello stampo.

Sbattete con le fruste elettriche il burro con lo zucchero; quando avrete ottenuto un composto spumoso aggiungete le uova, una alla volta, la farina setacciata e, infine, i pistacchi tritati. Versate il composto sulle pere, battendo leggermente lo stampo sul piano di lavoro per farlo penetrare omogeneamente, livellatelo con il dorso di un cucchiaio inumidito e infornate per 40 minuti.


Nota:
questo dolce può essere preparato con mandorle o nocciole in polvere al posto dei pistacchi e con pesche, albicocche o prugne al posto delle pere.

lunedì 19 luglio 2010

Le pitta di Tessa

Pitta


E ora che le principali incombenze sono finite, in attesa che torni la voglia di cucinare che ancora vagabondeggia (complici una forte apatia post-sfinimento e un caldo magistrale che mi fa boccheggiare), ci tenevo a darvi la ricetta delle pitta che avevo fatto per il dip's party :) Premetto che le ricette che pubblicherò di qui alle vacanze risalgono tutte a un mesetto fa, quando le temperature erano ben più miti e idonee all'accensione del forno (santa sia l'a/c sempre!) quindi non rispondo di vostre improvvise voglie masochistiche di replicarle proprio ora che viaggiamo sui 40 gradi, ok? ;)

Per la ricetta delle pitta mi sono affidata ancora una volta a Tessa Kiros e le ho servite con le salsine e le verdure, ma in futuro mi piacerebbe provarle anche farcite di falafel + hummus, o di kebab, tzatziki, fettine di pomodoro e rondelle di cipolla rossa: io adoro il gyros pita! :)
P.S. Per le tanto sospirate vacanze abbiamo optato per un viaggio di 10-12 giorni "on the road" in Croazia, più specificamente in Dalmazia (Zara, Spalato, Trogir, Dubrovnik, parchi naturali di Krka e Plitvice e magari una o due isole). Qualcuno c'è stato e ha qualche dritta da darmi? Chessò, luoghi imperdibili, alloggi & ristorantini, piatti & prodotti tipici? Sono tutt'orecchi, non deludetemi! In cambio vi do...una ricetta! :)

Pitta

ricetta tratta da "Falling Cloudberries" di Tessa Kiros


Ingredienti per 12 pitta:
10 gr di lievito fresco (circa mezzo cubetto)

2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
una presa di zucchero
500 gr di farina 0

1 cucchiaino di sale

acqua tiepida q.b.


Sbriciolate il lievito in una ciotolina e aggiungete l'olio, lo zucchero e 100 ml di acqua tiepida. Mescolate bene e lasciate riposare per 10-15 minuti finchè comincia ad attivarsi e a fare la schiuma. Setacciate la farina in una terrina capiente, in un angolino mettete il sale e fate al centro la fontana, versateci l'acqua mista all'olio e al lievito e cominciate ad amalgamare il tutto, aggiungendo ancora tanta acqua tiepida quanta sarà necessaria ad ottenere un composto ben idratato ed amalgamato. Trasferitelo sulla spianatoia infarinata e impastate per una decina di minuti, fino ad ottenere un composto soffice, elastico e malleabile. Riponete l'impasto nella terrina e sigillatela con pellicola alimentare, lasciandolo riposare in un posto caldo lontano da correnti d'aria per un'ora/un'ora e mezza, finchè non sarà aumentato di volume.


Riprendete l'impasto, fatelo scendere sulla spianatoia infarinata e schiacciatelo delicatamente facendo uscire tutta l'aria, impastatelo rapidamente e, dopo averlo pesato, dividetelo in 12 parti pressapoco uguali (le mie erano di 60-65 gr l'una). Spianatele leggermente col mattarello e sistematele piuttosto distanziate sulla spianatoia infarinata. Cospargete con la farina e coprite con un canovaccio pulito. Lasciate riposare ancora mezz'oretta in modo che si gonfino di nuovo.


Nel frattempo preriscaldate il forno a 220°, mettendo due teglie nel forno caldo per 20 minuti in modo che diventino incandescenti.
Una alla volta, spianate le palline d'impasto con un mattarello infarinato ricavandone dei dischi leggermente allungati di 16 cm circa di diametro. Prelevate una teglia alla volta dal forno, rivestitela di carta forno e trasferitevi delicatamente le pitta, spennellatele o spruzzatele con dell'acqua e infornate non troppo vicino alla parete superiore del forno. Cuocete per circa 8 minuti (meglio 6, nel mio forno) o finchè il pane non si gonfia in mezzo ed è leggermente dorato. Non deve assolutamente scurirsi troppo e seccarsi. Rigiratele e cuocetele ancora per 2 minuti. Saranno necessarie più infornate, quindi proseguite così fino ad esaurimento delle pitta.

Tenete le pitta pronte in un cestino avvolte con un canovaccio pulito. Se non le mangiate subito, riponetele, ancora calde, in sacchetti di plastica ben sigillati, in modo che non induriscano e poi riscaldatele un minuto nel forno. Potete anche congelarle nei medesimi sacchettini, una volta raffreddate.

mercoledì 7 luglio 2010

Dip di avocado, feta e pomodori

Dip di avocado, feta e pomodori

Latitanze di luglio. Un weekend al mare per l'addio al nubilato di un'amica, poi di nuovo sui libri per preparare un discorso per la laurea e ripeterlo, ripeterlo, ripeterlo. Il tutto tra un colloquio e l'altro, spulciando incessantemente i siti di offerte di lavoro, scrivendo, contattando, parlando di persona, il tutto buttando un occhio continuo alla homepage di facoltà per vedere se qualcosa si smuove, ossia se si degnano di mettere fuori le date di laurea a una settimana dalla sessione.

Latitanze in corso e preannunciate per i giorni a venire, mi impongo di staccare un attimo e di fare un post fugace, anche se il nervoso mi contorce lo stomaco... Voglio concludere la serie di salsine per il dip party (la stavate aspettando, l'ultima, vero?) prima di passare ad altre ricette che, fortunatamente, ho ancora in archivio: non sono tante, ma visti i miei attuali ritmi mi ci posso coprire qualche settimana abbondante :) Quanto al resto, campo di piatti freddi e di semplicissima realizzazione, che tra acqua alla gola e afa qui altro non se può fà, al momento.


Buon dippamento a todos! :)


Dip di avocado, feta e pomodori


ricetta di Trish Deseine tratta da "Cene con gli amici!", allegato di Sale & Pepe


Ingredienti x 4-6 persone:
1 avocado grande
succo di ½ limone
50 gr. di feta

1 pomodoro grosso

15 cl di panna fresca

pepe nero
tabasco


Tagliate e schiacciate l’avocado, bagnatelo con il limone e mescolatelo con la panna liquida. Aggiungete la feta spezzettata e il pomodoro tagliato a dadini. Condite con tabasco e pepe. Servite immediatamente perchè l’avocado annerisce anche se bagnato di succo di limone.


Nota: vi consiglio di usare tutti ingredienti ben freddi. A me è piaciuto particolarmente servito con delle tortilla chips bianche e gialle che con il loro accento salato hanno ben contrastato la tendenza dolce e untuosa di questa salsa :)

mercoledì 30 giugno 2010

Dip's party # 1: tzatziki

Tzatziki

L'idea per una serata a base di salsine mi ronzava in testa già da un po'. Io ho sempre avuto una passione insana per le cene a base di stuzzichini e di fingerfood vari ma una incentrata su sole salse e verdurine, crostini e pane di accompagnamento ancora mi mancava. E' stato molto divertente scegliere le salsine e portarle in tavola accompagnate da cruditè di verdure a bastoncino, tortilla chips e pitta da intingervi. Ovviamente potete scegliere le salse che preferite ed accompagnarle a queste e mille altre cose, come sfoglie di carasau spezzettate e tostate in forno, fettine di pane grigliato, crackers e sfogliatine etc.

Da oggi vi propongo, quindi, le scelte effettuate per il mio dip's party for two. Come prima salsa ho scelto il tzatziki, un'altra delle cose che preferisco in assoluto. Ho avuto modo di assaggiarlo alcuni anni fa a Mykonos, dove io e la mia amica, per tamponare le spese di quest'isola tutt'altro che economica, pranzavamo spesso a base di souvlakia, patatine fritte e tzatziki e cenavamo a sere alterne con gyros pita. Ricordo che là lo facevano agliosissimo e io lo adoravo, ma l'età avanza e la mia digestione non è più quella di 3 anni fa, quindi ho preferito stare scarsa di aglio, anche perchè qui di vampiri, in giro, non ne abbiamo :) Il voto è stato un bel 10 e lode!

La ricetta proviene da "Falling Cloudberries" di Tessa Kiros, un libro magnifico di cui non potrei mai più fare senza, anche solo per sfogliarne qualche pagina prima di andare a letto. Tessa è un vero meltin pot di razze e culture ed è greco-cipriota da parte di padre, quindi ho deciso di rimettermi alla sua tradizione in merito per le proporzioni ideali.

Tzatziki di Tessa Kiros

Lo tzatziki è la tipica salsa greca a base di yogurt, cetriolo, aglio e menta. E' perfetta da servire con agnello o altri tipi di carne alla griglia, souvlakia, pesce alla griglia o alla brace, un vassoio di meze misti, polpettine di carne, verdure grigliate o a pinzimonio, pitta o crostini di pane da intingere nella salsa.

Ingredienti x 6-8 persone (io ho dimezzato la dose):
2 spicchi di aglio
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di succo di limone
1 cetriolo di piccole dimensioni
1 cucchiaino di sale
600 gr di yogurt greco
2 cucchiai di menta fresca, tritata, o secca, sbriciolata

Tritate molto finemente l'aglio (oppure schiacciatelo con lo spremiaglio) e mettetelo in una ciotolina con l'olio d'oliva e il succo di limone. Intanto pelate il cetriolo a strisce alternate nel senso della lunghezza, pelando una striscia e lasciando quella successiva; grattugiatelo con una grattugia a fori larghi e mettetelo in un colino a maglia fine disposto sopra ad una ciotola nel lavandino. Cospargetelo con il sale e lasciatelo così per mezz'ora affinchè perda completamente l'acqua, quindi schiacciatelo con le mani o con un cucchiaio di legno per far uscire tutto il liquido. In questo modo si eviterà che lo tzatziki risulti acquoso.

Mettete lo yogurt in una terrina e incorporate la menta tritata o sbriciolata. Unite la miscela d'olio, aglio e limone e i cetrioli e insaporite con una macinata di pepe nero. Amalgamate bene e assaggiate di sale prima di servire. Se non si serve subito in tavola, conservare lo tzatziki in un contenitore chiuso in frigorifero, dove il gusto si farà più intenso. Si conserva per un paio di giorni.


Ci tenevo a segnalare, a seguito delle tantissime richieste di amicizia ricevute su Facebook da lettori silenti del blog e che mi trovo purtroppo a dover rifiutare per questioni di mia riservatezza, che ho creato una pagina apposita per il blog, dove potremo interagire in maniera più diretta e potrete rivolgermi domande, osservazioni o quello che volete ^_^. La trovate digitando nella ricerca Muffins, cookies e altri pasticci. Spero che sia tutto chiaro e sia filato tutto liscio, altrimenti non esitate a contattarmi: vi aspetto eh!


venerdì 14 maggio 2010

Delle Sorelle Simili e dei loro cracker a lievitazione naturale

Crackers multigusto a lievitazione naturale (Sorelle Simili)

Premessa doverosa: io penso che le ricette delle sorelle Simili siano fantastiche. Forse frequentare un loro corso ancor di più, perchè credo che l'arte della panificazione si possa apprendere (con i dovuti tempi) più con il contatto diretto che non tramite le pagine di un libro. Ecco, qui volevo arrivare. Le due arzille signore bolognesi, infatti, hanno realizzato tre libri e ovviamente io li ho tutti e pian piano sto sperimentando parecchie cose ma...c'è sempre un MA. In questo caso, a dire il vero, ce ne sarebbero un paio (facciamo tre e non se ne parli più, via).

Primo MA: le spiegazioni sono dettagliate è vero...ma tradurre lo scritto in pratica a volte è particolarmente ostico: quindi ogni volta mi ritrovo a ridigitare la ricetta in rete sperando che qualche anima pia che ha seguito il corso abbia postato un passo-passo o un video esplicativo.

Secondo MA: è vero che si tratta di libri casalinghi & caserecci, senza troppi fronzoli, eppur io un piccolo sforzo grafico l'avrei fatto ecco. Le foto, mi duole dirlo, sono inqualificabili. Non fanno venire fame. E questo, tradotto nel mio linguaggio (ossia di una che ha sempre, perennemente l'acquolina davanti a tutto) vuol dire che sono veramente troppo anniottanta e, beh, un filino kitch, diciamolo pure. Nell'ultimo libro devono averne preso consapevolezza perchè le foto si limitano a pochissime preparazioni, cosa che mi ha lasciato, a sorpresa, ancora più sgomenta, perchè davanti a titoli come "albero di funghi" o "carciofi soufflè al tartufo", prima di tutto, io sento il bisogno fisiologico di vedere com'è il piatto descritto nelle successive 800 righe di spiegazione. Eh già, perchè poi se la spiegazione è troppo lunga, non mi va di avventurarmici senza prima avere un'idea visiva di cosa andremo a realizzare. Troppe pippe dite?!

Terzo e ultimo MA: nel complesso delle interessanti(ssime) ricette di pane, pasta fresca e talvolta qualcos'altro (ho avvistato delle splendide insalate), vogliamo parlare di quella mania di piazzare gelatina e maionese dappertutto? Sia chiaro: a me la maionese piace e anche parecchio (la gelatina no), ma vedere tutto quel trionfo di aspic, cupole, piramidi di patè, sformati di carne e corone bicolori mi riporta, me infelice, a quei libri di cucina di mia mamma che proponevano un'ampia varietà di queste "robe" qui e che mia mamma, le sia fatta lode, ha sempre evitato di propinarmi. A me a vedere dei piselli e delle carotine galleggiare nella gelatina viene male, ecco. E poi quelle ricette con millemila ingredienti e troppo ricche di sapori e nutrienti di tipo diverso non mi hanno mai attirata. Fine del pippone.

Poi...poi, niente, trovi ricette come questa e perdoni loro tutto ciò di cui sopra e le ringrazi per aver aperto al volgar popolo (leggasi, alla sottoscritta) il sapere su dei cracker favolosissimi, semplicissimi, gustosi, incredibilmente friabili, e questo per parecchi giorni!

Cracker a lievitazione naturale

ricetta tratta dal libro "Pane e roba dolce" delle Sorelle Simili

Ingredienti:
300 gr di lievito madre, rinfrescato dalla sera precedente
60 gr di burro morbido
30 gr di strutto
250 gr di farina
120 gr di acqua tiepida
2 cucchiaini di sale

Inoltre (facoltativi):
50 gr di semi di sesamo, papavero o finocchio, preferibilmente tostati (ma si possono utilizzare, a piacere, anche semi di cumino, di lino, di girasole, oppure rosmarino tritato)
sale fino o Fleur de Sel q.b.

In una ciotola capiente fate la fontana con la farina, mettete al centro il lievito a pezzetti, il burro, lo strutto e il sale. Aggiungete l'acqua e amalgamate il tutto, iniziando ad impastare, quindi rovesciate l'impasto sulla spianatoia infarinata, lavorandolo per una decina di minuti. La pasta dovrà risultare molto morbida ma non eccessivamente appiccicosa, nel qual caso aggiungete qualche leggera spolverata di farina.

Dividete l'impasto in tante parti quanti sono i gusti che intendete fare ed inserite in ciascuna di esse i semi scelti, in proporzione, impastando ancora fino ad ottenere delle palline lisce ed omogenee, con il condimento ben distribuito. Mi raccomando, tenete sempre la spianatoia ben infarinata per poter impastare agevolmente senza che l'impasto si attacchi. Coprite le palline d'impasto a campana con una ciotola o una teglia rovesciata e fate lievitare 3-4 ore finchè si saranno un poco gonfiate.

Prendete una pallina alla volta e, con l'ausilio di un mattarello, stendetela molto sottile sulla spianatoia infarinata, quindi tagliatela con una rotella in piccoli quadrati o rettangoli, trasferiteli su delle placche rivestite con carta da forno, forateli con i rebbi di una forchetta, se volete spolverate con un po' di sale fino o di Fleur de Sel e cuocete in forno a 190° (per me 180) per 10/15 minuti (per me 15-20).

Nota: si possono conservare per diversi giorni (sempre se ci arrivano!) dentro una scatola di latta o sacchetti per alimenti ben sigillati.