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domenica 6 ottobre 2013

Trancetti al cioccolato bianco, cocco e lamponi

trancetti al cocco cioccolato bianco e 
lamponi 

6 ottobre e fuori piove. 

Fa davvero freddino per essere inizio ottobre e dire che il cielo è tristemente grigio è eufemistico: signori, è plumbeo! Stanno avendo inesorabilmente inizio quei weekend in cui dovresti fare con urgenza il cambio degli armadi, pena trovarti i piedi zuppi e una tossaccia da novantenne, e invece l'unica cosa che ti va veramente di fare è di stare sul divano avvolta nel plaid preferito mentre dalla cucina arriva a solleticarti le narici il profumo di torta. Non che sia una brutta vita, eh... ^_^

Oggi chez moi un cake di pere e zenzero, chissà invece cosa proponete voi...
Nel caso abbiate già una torta in forno, se vi va, fatemi sapere quale: i vostri commenti e confrontarmi con voi è sempre una grande gioia per la sottoscritta! Nel caso non ci abbiate ancora pensato, beh, aspettate che provo a darvi un'ideuzza io...vedrete che soddisfazione! 

Vi auguro una buona serata...e una dolcissima settimana!

sabato 19 maggio 2012

Mini cakes (leggeri) con farina di riso e latticello

mini plumcake farina di riso e latticello

Potevo forse lasciarvi senza dolcino per la colazione della domenica? Come dite voi laggiù in fondo? Ah, siete tutte a dieta ferrea. E non vi entrano più i vostri vestitini preferiti. E le ginocchia vi fanno male, e vi sentite anche appesantite a fare le scale. E l'insalata scondita sta diventando la vostra migliore amica. Eh, care mie, capisco. Però, scusate, che vitaccia, eh! :D Essere a dieta mica significa non mangiare no? Significa, certo, mangiare meno, ma anche meglio, più salutare, meno condito. E questi mini cakes sono così veloci e così adatti per una colazione leggera (ma col sorriso!) che credo che, dopo avermi maledetta in cinque lingue, alla fine mi ringrazierete di averli postati. Tanto siamo tutti in cerca di ricette leggere e al tempo stesso gustose in questo periodo. Non crediate, mi ci metto in mezzo anche io, altrochè, sapeste. Solo per anticiparvi che a venire aspettatevi tante verdure, tanti cereali, tanti semini e tanto colore :)

domenica 15 aprile 2012

Gli scones all'uvetta di Rose Bakery

Scones all'uvetta

Ed è già passato ormai un altro mese senza quasi che me ne accorgessi. Ed è strano, perchè di curare questo mio spazio ne avrei anche voglia, e parecchia anche, ma il tempo manca completamente e seppure continui a cucinare (d'altronde noialtri si mangia, e direi che si vede anche :D) il problema fondamentale, ovviamente, restano le foto. A volte mi manca la voglia anche solo di tirare fuori la fotocamera e di tentare qualche scatto al volo. Di preparare set appositi e perder tempo a cercare l'angolatura e la luce giusta non se ne parla nemmeno: ormai persino il weekend, l'unico momento in cui riuscivo a farle, le foto sono catturate al volo, così come capita. Ma va bene così. Ci sono periodi della propria vita che le cose non riescono proprio perfette come uno vorrebbe, ma d'altronde siamo umani e quindi via, avanti tutta.

La maggiore difficoltà, quando passa così tanto tempo, è riuscire a trovare le parole da digitare sulla tastiera, senza che tutto ciò che compare sullo schermo risulti ai miei occhi banale e noiosetto. Cosa posso raccontarvi? Succedono tante cose in un mese che nemmeno me le ricordo tutte! Vediamo un po'... Il 38esimo compleanno di un certo signor moroso, che ha una morosa talmente mitica da fargli prendere un giorno di ferie (e prenderselo anche lei, ehi), organizzargli un brunch coi fiocchi (e qui chi mi dice "che fortuna, un giorno di ferie...ti sei riposata?" è morto) a base di croque monsieur, spremuta d'arancia, macedonia di fragole e banane, scones all'uvetta e una selezione di marmellate, seguito da un pomeriggio alla SPA, massaggio di coppia con olio profumato e candele incluso. Poi c'è stato l'incontro tanto atteso con una personcina deliziosa, la mia adorata Mari: una giornata a spasso per Bologna a chiacchierare come se ci conoscessimo da una vita e in giro sbavando tra bancarelle del mercato, Maisons du Monde, negozietti bio, deliziose caffetterie e tanto altro. Mari, quando ci rivediamo? Prestissimo spero! E poi il Vinitaly, e infine la Pasqua: siamo stati dai di-lui-parenti in Puglia e sono stati quattro giorni all'insegna della chiassosa allegria e delle interminabili mangiate, seppure il tempo non sia stato affatto clemente. La macchina, al rientro, tra taralli, mozzarelle e salsicce al finocchietto era talmente piena di prelibatezze che per poco non impennavamo in autostrada, occorre che ve lo dica? :)

Ho chiacchierato abbastanza? Che poi chevvenefrega, dico io. Forse vi interessa di più la ricetta no? Della serie, ce la fai vedere e poi tante parole da rimambirci e nun se magna? :D 

Questi qui, dire che li ho adorati è dire poco. Non avevo mai provato gli scones, a parte un'esperienza a dir poco tragica di parecchi anni fa, quando nel tentativo di produrre un dolcetto poco calorico in periodo di dieta, mi ero lanciata nell'infausta idea di testare una ricetta di scones integrali al miele e sesamo. Una schifezza senza precedenti. La ricetta era completamente sballata e non specificava lo spessore della pasta: non conoscendo prima di allora gli scones, avevo ottenuto delle simil-gallette del peso specifico del piombo che avrebbero dignitosamente retto il paragone con le pedine da dama.
Con questa ricetta, invece, vi assicuro che siete a prova di bomba. Soffici, scioglievoli, poco zuccherati, si prestano perfettamente per l'ora del tè o per un pigro brunch domenicale, ancora tiepidi, aperti in due direttamente con le mani e farciti con un velo di buon burro tedesco e una generosa cucchiaiata di marmellata di fragole o di more di rovo. Tra l'altro sono foolproof e velocissimi da fare, e il bello è che ne potete produrre in quantità, quando ne avete il tempo, e congelarli negli appositi sacchettini da freezer, tirandoli fuori quando vi servono e passandoli quel tanto che basta da intiepidirli nel microonde, modalità scongelamento.

Sento qualche vocina dal fondo... come sarebbe a dire "cosa sono gli scones"?! E io che pensavo che ormai lo sapessero tutti ;) Si tratta di una sorta di paninetti dolci inglesi, compatti, ma al tempo stesso morbidi e scioglievoli, che vengono presentati per l'ora del tè, per la colazione o per il brunch e serviti con burro o panna semi-montata (gli inglesi usano la clotted cream, che dà il nome anche al tradizionale cream tea) e marmellata (tipicamente di fragole, meglio se a ridotto contenuto di zuccheri). Ne esistono tantissime varianti, dolci (con uvetta, noci, sciroppo d'acero, mirtilli...) e persino salati.
Io ho utilizzato la ricetta dei sultana scones, tratta dal ricettario di Rose Bakery "Breakfast, lunch, tea"), via Cavoletto (blog, ma anche libro).

Scones all'uvetta

Scones all'uvetta di Rose Bakery

Per più di 20 scones:
500 gr di farina
300 ml di latte
160 gr di uvetta
110 gr di burro morbido
2 cucchiai abbondanti di lievito per dolci
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 uovo

Setacciate la farina insieme al lievito, unite lo zucchero e il sale e mescolate. Aggiungete il burro morbido a fiocchetti e, con la punta delle dita, sfregatelo con la farina finché non sia completamente assorbito. Unite l'uvetta, poi versate il latte al centro e, con una forchetta, iniziare ad amalgamare. Lavorate  rapidamente l'impasto con le mani, aggiungendo un po' di farina qualora risultasse troppo liquido, fino a quando non sarà più colloso.
Su una spianatoia leggermente infarinata, stendete l'impasto a 3 cm di spessore e, con un tagliapasta rotondo di 5 cm di diametro, ritagliate gli scones, rimpastando gli avanzi di impasto e ripetendo l'operazione fino ad esaurimento. Disponete gli scones su una teglia da forno rivestita con carta da forno, lasciando un pochino di spazio fra ognuno, in modo tale che in cottura non si tocchino. Sbattete l'uovo con una forchetta e utilizzatelo per spennellare la superficie degli scones. Infornateli a 200° per 15-20 minuti, finché saranno leggermente dorati. Sfornateli e trasferiteli delicatamente a intiepidire su una griglia. Serviteli ancora tipiedi con burro e marmellata.

domenica 26 febbraio 2012

Quadrotti alle mele grattugiate

Quadrotti alle mele grattugiate

Altro weekend, altra ricetta :) Venghino, siori, venghino! Stavolta (oddio, già un paio di settimane fa a dire il vero...) mi sono lanciata su un dolcetto con le mele, visto che avevo appena avuto la fortuna di riceverne una discreta fornitura omaggio da Pink Lady (che ringrazio sentitamente!). Ragazzi, questa varietà di mele, oltre ad avere dalla sua un'estetica davvero girlish, è strabuonissima! E' leggermenta acidula, fresca, croccante e succosa. Per me che detesto le mele farinose tipo le stark sono state un'autentica rivelazione! Per questo motivo credo che di qui in avanti compariranno spesso a fare capolino dalla mia fruttiera, accanto alle beneamate Golden, e troveranno generoso spazio anche nella mia cucina dolce e salata.

Mele. Apples. Pommes.

Per questa ricetta devo ringraziare la mia mamma, che me l'ha fatta conoscere (e che saluto, visto che da quando vivo da sola mi legge sempre. Ciao mammina! :)). La provenienza della ricetta è Benedetta Parodi, che non ho mai negato non amare particolarmente (anche se confesso che da quando ha abbandonato Studio Aperto per La7 è diventata anche un pelo più simpatica, almeno ha dimostrato di essere una che non si prende troppo sul serio...). Ma siccome la persona non fa la ricetta, e questa ricetta qui è proprio buonina, via i pregiudizi e avanti con questi quadrotti alle mele grattugiate. Sono talmente facili e veloci che ce la potete fare anche per il the delle cinque, vi do la mia parola!

 Quadrotti alle mele grattugiate

 
Ingredienti per 4 persone:
3 uova
100 gr di zucchero
50 gr di burro
la scorza grattugiata di 1 limone bio
140 gr di farina + 1 cucchiaio
1 cucchiaio di lievito per dolci vanigliato
2 mele Pink Lady (o altra varietà)
zucchero a velo q.b. 

Tortiera: ho utilizzato una piccola tortiera in silicone a forma di cuore, inclusa nel pacco delle Pink Lady, che ho leggermente imburrato essendo la prima volta che la utilizzavo). 

 
Mettete in una ciotola lo zucchero e le uova e sbattetele con le fruste elettriche sino ad ottenere un composto chiaro e gonfio. Aggiungete il burro precedentemente ammorbidito, la scorza grattugiata del limone, la farina ed il lievito setacciati ed amalgamate bene, sempre sbattendo con le fruste.
Sbucciate le mele, dividendole in quarti, e grattugiatele dentro ad una ciotola, unendo un cucchiaio di farina per asciugarle. Unite le mele grattugiate all'impasto, amalgamate bene con un cucchiaio di legno e versate in una piccola tortiera, imburrata ed infarinata, oppure foderata di carta forno. Infornate a 180 gradi per 30 minuti. Una volta intiepidita, sformate la torta, riponetela in un piatto, tagliatela a quadrotti e spolverizzateli di zucchero a velo.


sabato 11 febbraio 2012

Tortine al quark e frutti di bosco


Tortine al quark e frutti di bosco Muffins
 al quark, fiocchi d'avena e uvetta [Iphone]

E nevica ancora. Da stanotte, e non accenna affatto a smettere (!), quindi il weekend si prospetta - non che mi dispiaccia!- oltre modo tranquillo, dedicato al riposo sul divano, a coltivare i propri interessi domestici e, chissà, a preparare qualche piatto scalda-cuore, come una torta di mele, o dei biscottini, e magari utilizzando qualche nuovo gadget, che tanto ci ho girato intorno però alla fine ci sono poi caduta e li ho comprati (volontà di ferro, io :))

Vi lascio qualche scatto Iphone-made (la mia dichiarazione di amore l'ho già fatta, ma la replico: Instagram I love you!) che esprima il mio inspirational mood di questo fine settimana e, non temete, anche una ricettina da provare. Imperativo: accendere il forno e riscaldare la vostra casetta.





The, Tisane & Infusi








Pigiama & Pantofole




Buone letture (e un po' di allenamento col francese ;))




 Ispirazione tirolese in cucina




 Health & Colours





 Lazy breakfast




Pranzi tra amici




 Cozy, con ironia :)






Lovely mug










Good Foodbooks




 Making Snowman




White, Green & Violet






 




and... cooking muffins! :)




 

{Tortine al quark e frutti di bosco}

Ingredienti per 16-18 tortine:
125 gr di quark (o yogurt greco)
150 gr di zucchero semolato
2 uova
60 ml di olio di semi
350 gr di farina
1 bustina di lievito per dolci  
latte q.b. per diluire il composto
250 gr di frutti di bosco misti, anche surgelati

Mettete in una ciotola lo zucchero e le uova e sbatteteli con le fruste elettriche, quindi, sempre sbattendo, unite l'olio ed il quark, amalgamando bene il tutto.
Setacciate insieme la farina ed il lievito e versateli a pioggia nel composto, sempre sbattendo con le fruste, fino ad ottenere un composto omogeneo ma ancora un pò grumoso. Aggiungete latte quanto basta a diluire l'impasto: dovrete ottenere un composto piuttosto denso, cremoso e colloso.
Infine, aggiungete i frutti di bosco, precedentemente lavati ed asciugati tamponandoli delicatamente con carta da cucina.
Distribuite l'impasto negli stampini da muffin foderati con i pirottini di carta,  riempiendoli per 3/4.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 170° per circa 18 minuti, quindi sfornate e lasciate raffreddare. Spolverate di zucchero a velo.

sabato 28 gennaio 2012

Healthy muffins (quark, uvetta & fiocchi di avena)


Muffins al quark, fiocchi d'avena e uvetta

Tra corse pazzesche al lavoro e una scossa di terremoto e l'altra, ad una settimana di distanza rieccomi qui: mi son fatta una sorta di promessa e voglio mantenervi fede :) Pare peraltro che l'incremento della mia voglia di cucinare sia, in modo incredibilmente dispettoso, esattamente e proporzionalmente collegato al periodo in cui decido di mettermi a dieta. La soluzione, in queste circostanze, è invitare alcune cavi...ehm...amici, a pranzo nel corso del weekend e cogliere l'occasione per passare una bella domenica in compagnia, chiacchierando a tavola davanti a qualche bel piatto goloso e fumante. Per domani ho quasi tutto pronto, dall'antipasto al dolce, ma non voglio anticiparvi nulla, nel caso remoto riuscissi a scattare qualche foto prima dell'arrivo dei miei ospiti. Vi posso dire che il dolce sarà la mia beneamata creme brulèe e che il resto del menù giocherà sulle spezie e sui contrasti agrodolci (giusto per incuriosirvi, oggi la casa profumava incredibilmente di cannella, di miele, di zenzero...) 

Detto questo, tornando alla premessa e dato che la mia dieta non vuole essere tristissima e restrittiva, ma solo un modo per limitarsi un po' nel corso della settimana e soprattutto mangiare più sano ed equilibrato, lo scorso weekend ho preparato un dolcino che ci accompagnasse nelle mattine della settimana ventura (quanto mai tragico alzarsi in questo periodo, è così anche per voi?). Degli healthy-muffins, insomma, a base di cose buone e che fanno bene: quark (che mi ero procacciata in Alto Adige in un favoloso spaccio della Mila. Quanti bei formaggi che ci siamo gustati al nostro ritorno...), uvetta e fiocchi di avena. Per la ricetta, mi sono ispirata a questa di La Dolcetteria.

Stay healthy!

Muffins al quark, fiocchi d'avena e uvetta
Muffins al quark, uvetta e fiocchi di avena

Ingredienti per 12-13 muffins:

200 gr di farina
90 gr di zucchero
2 uova medio-grandi
25 gr di burro
1 cucchiaio e mezzo di olio di semi
220 gr di quark o altro formaggio cremoso magro (ricotta, philadelphia...)
100 gr di fiocchi d’avena
85 gr di uvette, ammollate in acqua calda
mezza bustina di lievito per dolci
latte q.b.
zucchero di canna q.b. per spolverizzare

Tagliate a pezzetti il burro e fatelo abborbidire a temperatura ambiente o passandolo per 30 secondi al microonde. Lavorate con le fruste elettriche lo zucchero e le uova finchè diventano chiare e gonfie, unite il burro, l’olio ed il quark (se utilizzate la ricotta, setacciatela previamente). Amalgamate bene il composto, quindi unite i fiocchi d’avena ed infine la farina ed il lievito setacciati. Diluite l'impasto con un po' di latte, quanto basta ad ottenere un composto denso e cremoso. Incorporate per ultime le uvette ben strizzate e passate nella farina. Versate il composto negli stampini da muffins foderati con gli appositi pirottini di carta, riempiendoli per due terzi, spolverizzateli con lo zucchero di canna e cuocete a 170° fino a doratura della superficie, per 15-18 min circa (verificate con uno stecchino quando sono cotti).

martedì 20 dicembre 2011

Mini stollen al marzapane

Mini-stollen al marzapane


Oh beh. Pare sia arrivato di nuovo il periodo di Natale :) posso spolverare questa foto scattata lo scorso anno e mai pubblicata perchè, per mia negligenza, sono arrivata lunga coi tempi e il Natale era
già bello che passato. Sai che magia parlarvi dello Stollen quando ormai sta facendo capolino la primavera? (senz'altro sarei stata originale...!) :)

Tra l'altro mi piangeva anche il cuore, lasciarla lì a impolverarsi, sta foto perchè alla fine è una di quelle che mi è riuscita meglio in tutta la mia vita (non che ci voglia poi molto eh) e la ricetta, beh, la ricetta è quella di un dolce che incarna l'essenza del Natale, con le uvette, il marzapane, i canditi, le scorze di agrumi e tutta quell'altra roba dolcissimissima e speziatissima che lo caratterizza. Che poi a me il marzapane non piace mica, sapete, però che Stollen sarebbe senza marzapane? No dico, sarebbe come un tortellino senza ripieno (che poi ho scoperto da poco esistere pure. Pare si chiami tortellino matto...Quindi alla fine potrebbe esistere anche uno Stollen matto? Non ci sono più le mezze stagioni...si stava meglio quando si stava peggio....ok, la finisco).

E mò beccatevi la ricetta di questo dolce natalizio tedesco (c'è chi dice che sia bavarese, chi della zona di Dresda: per non scontentare nessuno...) che viene tradizionalmente preparato il 6 dicembre e lasciato "maturare" fino al 25 (ok, ok, amici teTeschi, sono un po' in ritardo, ne convengo!).
Ecco, circa questo particolare della maturazione, occhio perchè, per esperienza personale ed in barba alla tradizione, secondo il mio modesto parere tende un po' troppo a seccare se non consumato entro pochi giorni (anche se conservato in sacchetti da freezer ermeticamente sigillati e riposto in un luogo fresco e asciutto riuscirete a farlo mantenere un poco più a lungo!)
Mini Stollen al marzapane

ricetta di Sigrid Verbert - Regali Golosi, pag. 62


Ingedienti per 6 mini stollen:

200 gr di uvetta
50 gr di canditi all'arancia

la scorza grattugiata di un limone bio

2 cucchiaini di estratto di vaniglia
1 cucchiaino di cardamomo in polvere

una presa di pepe bianco in polvere
2 cucchiai di rhum


Per il lievitino:

150 ml di latte tiepido

12 gr (mezzo cubetto) di lievito di birra fresco
125 gr di farina

1 cucchiaino di zucchero semolato

Per l'impasto:

375 gr di farina

1/2 cucchiaino di sale
3 cucchiai di zucchero di canna

50 gr di burro morbido
2 uova

Inoltre:

300 gr di pasta di mandorle per il ripieno

burro fuso per spennellare gli stollen
abbondante zucchero a velo per spolverizzarli


In una ciotola, mescolate l'uvetta, i canditi, la buccia di limone, le spezie (estratto di vaniglia, cardamomo e pepe bianco) e il rhum: lasciate riposare per un'ora.

In una seconda ciotola, sciogliete il lievito sbriciolato nel latte tiepido, aggiungete la fartina e lo zucchero semolato, mescolate velocemente con un cucchiaio e fate riposare per un'ora.

Aggiungete poi al lievitino il resto della farina, il sale, lo zucchero di canna, il burro morbido, le uova e impastate il tutto fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. COprite e lasciate lievitare per un'ora. Aggiungete poi la frutta secca, reimpastate e dividete l'impasto in 6 pezzi.


Stendete ogni pezzo in un ovale di 1 cm di spessore. Dividete la pasta di mandorle in 6 pezzi e date a ognuna la forma di un salsicciotto largo quanto i dischi di pasta. Sistemate un pezzo di pasta di mandorle al centro di ogni pezzo di pasta, ripiegate i lembi sopra la pasta di mandorle e chiudete bene. Disponete gli stollen su una teglia rivestita di carta da forno e lasciate lievitare per 30 minuti. Infine, infornate a 180° per circa 30 minuti. Una volta estratti dal forno, spennellate gli stollen cotti con un po' di burro fuso e spolverateli abbondantemente di zucchero a velo.

sabato 26 febbraio 2011

A cozy weekend

Crostatine di mele

Si prospetta un weekend di casalinghitudine solitaria, per la sottoscritta. Lui se ne va al mare con amici e amiche per festeggiare un addio al nubilato, io ne approfitto per riposarmi un po' senza troppi sensi di colpa :) Ogni tanto ci vuole un po' di spensieratezza, di rilassatezza: il mio weekend sarà così, senza sbattimenti e un po'
cozy. Un buon libro, un po' di ordine tra i miei proverbiali foglietti, magari una buona maschera per il viso. Una torta di mele da portare a pranzo dai miei, domani. O, perchè no, di nuovo queste crostatine perfettissime per questo mood. Semplici, veloci (soprattutto se avete della frolla in freezer, avanzata da una precedente crostata!), ideali con il thè pomeridiano o per una colazione coccolosa, da soli o in compagnia. E, soprattutto, da fare senza bilancia alla mano.

E voi, che programmi avete per questo weekend?

Crostatine di mele

Ingredienti:
pasta frolla (secondo la vostra ricetta di fiducia, oppure fatta così)confettura di albicocche o di pesche (per me, la mia confettura di albicocche e vaniglia)
biscotti frollini

mele
mandorle a lamelle

zucchero di canna

Stendete la pasta frolla e foderatevi degli stampini da crostatina. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta, quindi velatelo con un po' di confettura. Sbriciolatevi sopra dei frollini, poi disponete ordinatamente le mele, bucciate e tagliate a fettine sottili. Cospargete di mandorle a lamelle e di zucchero di canna e cuocete in forno a 180 gradi fin quando risulteranno leggermente dorate.

lunedì 13 dicembre 2010

Piccoli pani di Natale


piccoli Pani di Natale

Siccome Dicembre chiama a gran voce tutta una serie di piccoli cadeaux mangerecci da presentare come regali natalizi (
cadeaux mangerecci ai quali gli anni scorsi iniziavo già a pensare da, uhm, ottobre?) mi sono ritagliata alcune ore, in questi weekend di fuoco, per realizzarne alcuni da inserire nelle ceste per i nostri genitori, che vorrei tanto che fossero -ma sicuramente non saranno esclusivamente per ovvie ragioni di tempo- all'insegna dell'home-made. Quindi, dopo aver prodotto un chilo e mezzo di tortellini (che per altrettanto ovvie ragioni di congelamento verranno presentati a parte) vi rientreranno senz'altro alcuni dolcetti: una selezione di biscotti, innanzitutto, forse qualche confettura, ma anche questi piccoli Pani di Natale che vi propongo oggi.

Dovete sapere che il Pane di Natale (Pan ed Nadèl), detto da alcuni anche Panone (Panoùn) è un dolce tipico della tradizione natalizia modenese; beh, io l'ho sempre detestato senza mezzi termini. Ogni Natale di cui abbia memoria mi ritrovavo davanti una selezione di fette dalle sembianze di mattoncini e dal peso specifico del piombo, intervallate da pezzi di altrettanto odiata spongata. Il passo da lì a tuffarsi sulle fette di panettone industriale o, meglio ancora, sui tortelli fritti (tipo quelli della zia) era assai breve. Da alcuni anni, però, devo ammettere di avere fortemente rivalutato questo dolce, da quando, cioè, ho avuto modo di assaggiarne un paio di versioni di mio gradimento, alleggerite quantomeno dai canditi, dai fichi secchi e da tutta una serie di ingredienti che fanno di questo dolce, del tutto plausibilmente, il dolce più calorico del mondo.

Questo, quantomeno, alle origini, poichè durante il periodo della guerra (e quello immediatamente successivo) la povertà non permetteva certo di arricchirlo con tutti questi ingredienti. Le rezdòre, poco prima di Natale, si dedicavano alla sua preparazione in vista delle feste: ci infilavano dentro castagne lessate per fare volume, la frutta secca proveniente dai campi dietro casa e il savòr appositamente preparato allo scopo. Usavano il lievito madre, impastando i pani la sera e lasciandoli lievitare tutta notte per poi infornarli la mattina seguente. Una volta cotti, li spennellavano con la saba dell'ultima vendemmia e così facevano, ogni 2-3 giorni, per mantenerli morbidi fino al Natale.

Così lo descrive Sandro Bellei, celebre cultore della cultura gastronomica modenese di cui vi avevo già accennato in passato: "Il pane di Natale è un altro dolce d'antichissima tradizione che si prepara anche oggi esclusivamente in prossimità delle feste, per consumarlo il 25 dicembre. La ricetta consiste in un ricco impasto di farina, uova, zucchero, burro, noci, pinoli, pezzi di cedro e ciliegie canditi, mandorle, uvetta passa, cioccolato e cacao in polvere, arachidi e scorza di limone. Per mantenerlo morbido a lungo, si usa ancora spennellarlo quasi tutti i giorni con la "saba", a mano a mano che si avvicina il giorno di Natale. Questo dolce trova ascendenze nel "Pan di Natale", ricordato nel 1644 da Vincenzo Tanara nel suo "L'economia del cittadino in villa" (farina, lievito, sale, acqua, uva secca, zucca condita col miele e pepe), e analogie molto strette col "Pan speziale" (pasta, mele, zucca, scorza d'arance candite e pepe) e il "Pan pepato" di Ferrara e Arezzo (pasta, miele, pepe e arance candite) e i moderni "Panforte" di Siena e "Certosino" di Bologna".
Dopo questo popò di inciso storico, ecco invece come nasce la ricetta che trovate qui sotto: avevo tre ricette diverse, una di una collega di mia mamma, una della nonna di una sua ex-alunna e l'ultima della mia amica e lettrice Sabrina. Seguirne una e basta? Tzè, troppo semplice...a me piacciono i collage, se non si fosse capito (la ragione rimane oscura anche alla sottoscritta, credetemi!). Armata di carta e penna ho fatto un confronto annotandomi, a sentimento, cosa ci avrei visto meglio: è così che ho ottenuto la *mia* ricetta del Pane di Natale ideale, che potrebbe essere, come non essere, la vostra. Spazio alla fantasia, quindi, potete assemblare gli ingredienti come preferite, in base al vostro personalissimo gusto. D'altronde, come ogni ricetta della tradizione che si rispetti, cambia di famiglia in famiglia, ognuno ha la sua alla quale è abituato e che, quindi, cascasse il mondo, ritiene la migliore sulla faccia della terra :)

Ah, stavo quasi per dimenticarmi del motivo per cui ho pensato di fare il pane di Natale. Vi ricordate dell'iniziativa Caffarel di cui vi parlavo la scorsa volta? Ecco...questa è la ricetta della mia tradizione natalizia con il cioccolato: spero sarà di vostro gradimento!

Pane di Natale

Ingredienti per 4 piccole tegliette da forno:
500 gr di farina 00
200 gr di zucchero
1/2 cucchiaio di miele
25 gr di cacao amaro
2 bicchieri di latte
1/2 bicchiere di vino bianco dolce
100 gr di marmellata tipo "sapore" (savòr) o di prugne, ciliege etc.
100 gr di cioccolato fondente
200 gr di uvetta
250 gr circa di frutta secca tra noci, mandorle, pinoli e arachidi
(fichi secchi e canditi: facoltativi)
la scorza di un'arancia bio
una bustina di lievito per dolci

Inoltre: saba/mosto cotto per spennellare

In un'ampia ciotola versate la farina, lo zucchero, il miele e il cacao amaro setacciato; unite il latte, il vino bianco e la marmellata ed impastate il tutto con un robusto cucchiaio di legno fin quando la farina non risulterà completamente assorbita. Aggiungete il cioccolato fondente tritato grossolanamente al coltello, l'uvetta (precedentemente ammollata per 10 minuti in acqua tiepida e poi scolata e strizzata) e la frutta secca intera (al limite spezzettate solo le noci qualora dovessero essere troppo grosse). Prelevate la scorza dell'arancia con un pelapatate e riducetela a cubettini, che unirete all'impasto. Mescolate ancora per distribuire bene gli ingredienti nell'impasto, che dovrà essere sodo, denso e colloso, quindi ultimate aggiungendo il lievito.

Imburrate e infarinate delle tegliette di alluminio usa e getta e distribuitevi l'impasto, battendole delicatamente sul piano di lavoro per farlo uniformare: non è assolutamente necessario che la superficie risulti liscia. Cuocete in forno preriscaldato a 170° per 40-45 minuti o fin quando, inserendo uno stecchino di legno nei pani, questo uscirà asciutto. Appena tolti dal forno, spennellate abbondantemente i pani con la saba e fateli raffreddare. Si conservano un mesetto, ben chiusi dentro a dei sacchettini di plastica per alimenti e riposti in un luogo fresco (non in frigo).

Home-Xmas 2010

Home-Xmas 2010

giovedì 29 luglio 2010

Tortine ai lamponi (e acqua di rose)

Tortine ai lamponi

Ultimo post pre-vacanze, ho deciso! Nonostante il maggiore tempo libero, nonostante l'arrivo del tanto sospirato Kitchen Aid, nonostante le temperature più miti ancora manca la voglia di cucinare cose più particolari e mi ritrovo spesso e volentieri a riproporre i soliti piatti di famiglia (la mia e la sua, che sto pian piano acquisendo come bagaglio cultur-alimentare), quelli che si fanno sempre quando mancano il tempo e/o le idee e/o la voglia. Credo che la vacanza in Croazia non possa che giovarmi e, spero, ritemprarmi, facendomi ritrovare l'entusiasmo e le energie per tornare tra voi in maniera più attiva, specie nei vostri blog che per troppo tempo ho trascurato (e ve ne chiedo ancora una volta davvero scusa).

Per farmi perdonare vi lascio questa ricettina davvero garbata, che già volevo fare prima dell'arrivo del mio valido aiutante, avendo comprato appositamente un bel cestino di lamponi (provvidenzialmente in offerta al mio supermercato!), e che ho realizzato proprio come primissima sperimentazione del celestiale marchingegno. Mi ero innamorata di queste tortine ai lamponi e acqua di rose di Csaba dalla Zorza, proposte nella sua trasmissione su Alice (che purtroppo non posso vedere, non avendo Sky) e ritrovate online. Ovviamente l'acqua di rose qui non si trova manco a pagarla oro e in attesa che la mia più cara amica me la procacci in quel di Cipro, ho scelto di farle senza. Sono venute divinamente, soffici, scioglievoli, profumatissime di burro, con i lamponi che spezzano, grazie alla loro acidulità, una base tendenzialmente dolce e vanigliosa. Le potete fare in stampini a forma di rosa (come l'originale), in normalissimi stampini da muffins o, come ho scelto io, in quelli da mini kugelhopf (in due forme e dimensioni), come i miei della Silikomart. Ve li consiglio vivamente, al primo utilizzo li ho leggermente imburrati (in caso di successivo utilizzo non sarà più necessario) e si sono staccati alla perfezione! Queste tortine sono perfette per un the con le amiche o per un'appagante colazione nel weekend; si conservano benone per alcuni giorni.

Tortine ai lamponi e acqua di rose

Ingredienti:*
125 gr di burro ammorbidito
150 gr di zucchero fine
un cucchiaino di estratto di vaniglia
2 uova
185 gr di farina bianca, setacciata
1 cucchiaino abbondante di lievito per dolci
125 ml di latte intero
2 cucchiaini di acqua di rose
150 gr di lamponi freschi
zucchero a velo, per finire

Scaldate il forno a 160°. Mettete il burro, lo zucchero e l'estratto di vaniglia in una ciotola e amalgamateli bene con le fruste elettriche, fino ad ottenere un composto chiaro e cremoso. Aggiungete un uovo alla volta, continuando a sbattere. Unite la farina, il lievito, l'acqua di rose e il latte, amalgamando con una spatola. Alla fine incorporate i lamponi, amalgamando delicatamente con la spatola per non romperli.

Riempite con il composto 6 stampini in silicone a forma di rosa, tortine o muffin (se usate stampi in metallo, imburrateli e infarinateli bene) e infornateli per 25-30 minuti o fino a doratura della superficie. Lasciate raffreddare completamente le tortine, sformatele e spolverizzatele leggermente di zucchero a velo.

*secondo Csaba, con queste dosi dovrebbero uscire 6 tortine a forma di rosa. Io ho ottenuto 6 tortine kugelhopf medie (grandi all'incirca come dei muffin) e 8 piccoline (come dei mini-muffin), ma avrei dovuto riempire meno gli stampini, quindi sarebbero state ancora di più. Posso ragionevolmente ipotizzare che ne escano una dozzina di quelle più grandicelle.


martedì 20 aprile 2010

The best muffins ever: muffins con cioccolato al latte, carote e mandorle

Muffin al cioccolato al latte, carote e mandorle

Quando la lunaticità e le paranoie della sottoscritta tornano prepotentemente fuori (il che, ve ne sarete accorti, succede piuttosto di frequente, che dobbiamo fà :P) ci sono sempre delle persone care che ti fanno ritrovare il giusto metro di misura delle cose. Ed è bello, in quei momenti, tornare a cucinare, fotografare o anche solo postare col sorriso sulle labbra e non col ghigno nervoso di chi sta facendo una cosa e intanto ne sta pensando altre cinquanta più importanti a cui sta rubando tempo prezioso. Grazie a voi che avete speso qualche parola per me e mi avete portato il vostro punto di vista su Facebook (senza fare nomi eh, che non vorrei imbarazzarvi: Elvira, Diletta, Genny, Edda e FrancescaV :)

Per addolcire un po' gli animi, il mio almeno, oggi muffins. Tornando agli albori del titolo, ecco. Quel titolo che così poco è rappresentato sul blog, perchè caso vuole che quella per i muffins fosse un'insana passione pre-blog, che poi è si è evoluta nella passione per il "di tutto un po', basta che sia da magnà". Questi muffins portano con sè un bel ricordo, perchè oltre ad essere strabuoni, forse i migliori che io abbia mai provato ("per il gusto dolce e il profumo intenso di miele e caramello del cioccolato al latte che si fonde a perfezione con le carote dell'impasto" dice la rivista, e io concordo), sono legati ad un paio di splendide ore passate con due persone deliziose che ho avuto modo di conoscere al Vinitaly e con cui ho chiacchierato, riso e scambiato impressioni ...non posso dire assaggiato vino perchè c'era qualcuno fortemente astemio, vero Lydia? Insomma, questi sono i muffins di cui ho fatto omaggio a Lydia e Diletta, sperando che abbiano lasciato loro un piccolo ma "dolce" ricordo di quella giornata.

Muffin al cioccolato al latte, carote e mandorle

MUFFINS CON CIOCCOLATO AL LATTE, CAROTE E MANDORLE


ricetta tratta da Sale & Pepe - aprile 2010

Ingredienti, x 9 muffins:

120 gr di farina
125 gr di zucchero

60 gr di burro fuso

2 uova
una carota media
80 gr di mandorle tritate finemente
100 gr di cioccolato al latte
un cucchiaino di bicarbonato

un pizzico di sale


Inoltre:

una tavoletta di cioccolato al latte, per la decorazione (facoltativo)
Mescolate in una ciotola capiente la farina con il bicarbonato e il sale. A parte, sbattete con una frusta a mano le uova con il burro fuso e lo zucchero. Unite le uova alla farina, mescolate brevemente con un cucchiaio di legno, quindi aggiungete la carota pelata e grattugiata, le mandorle tritate e il cioccolato al latte, che avrete spezzettato grossolanamente al coltello, lasciando dei pezzi più grossi. Versate l'impasto in 9 stampini da muffins foderati con altrettanti pirottini di carta, riempiendoli per 3/4, e cuocete a 180° per 30-35 minuti (verificando sempre la cottura con uno stecchino di legno). Sfornate i muffins, fateli raffreddare e, se volete, incideteli al centro e inserite in ciascuno un quadretto di cioccolato al latte.

venerdì 5 febbraio 2010

Le castagnole all'Alchermes di mamma Graziana

Castagnole all'alchermes

Per quanto - mi ripeto come sempre, ormai lo sanno anche i muri ;)- detesti friggere, non sono riuscita a non cedere all'invito di Sabrina di provare le castagnole all'Alchermes di sua mamma, la signora Graziana appunto. Me ne ha parlato per settimane in maniera così entusiastica che dovevo accontentarla per forza :) Così qualche pomeriggio fa, quando mia mamma mi ha chiesto "Facciamo un dolcino oggi?" le ho subito sottoposto questa ricetta.

Si tratta, davvero, di un'ottima alternativa alle castagnole di ricotta, che da anni allietano il nostro Carnevale. La ricetta che Sabrina mi ha fornito, chiarendo poi ogni mio dubbio in modo che io potessi proporla a voi nel modo più completo possibile, è di origine romana e prevede l'utilizzo dell'Alchermes sia nell'impasto che poi come bagna, una volta cotte. Io ho apportato una piccola variante, provando a rotolarne alcune nello zucchero semolato, dopo averle impregnate di liquore; altre ancora le ho lasciate così, al naturale. Volendo voi potete anche passarle nello zucchero semolato ancora tiepide, oppure spolverizzarle di zucchero a velo una volta fredde. A voi giudicare quali siano quelle migliori e più adatte al vostro gusto! Intanto, un ringraziamento è doveroso: a Sabrina e alla sua mamma, ovviamente, ma anche alla mia mamma, che mi ha aiutata a friggere!

Castagnole #3

LE CASTAGNOLE ALL'ALCHERMES DI MAMMA GRAZIANA

Ingredienti:
500 gr di farina 00
8 cucchiai di zucchero
4 uova
8 cucchiai di Alchermes
4 cucchiai di latte
4 cucchiai di olio di semi
la scorza grattugiata di un limone bio
un pizzico di cannella
1 bustina di lievito per dolci

Inoltre:
olio di semi di arachide, per friggere *
Alchermes, a piacere
zucchero semolato (facoltativo)

Impastate tutti gli ingredienti nel mixer fino ad ottenere un impasto piuttosto denso, ma molle e fortemente colloso ed appiccicoso; riponetelo in una ciotola, copritelo con pellicola alimentare e fatelo riposare per un'ora.

Con le mani ben infarinate o con due cucchiaini formate delle piccole palline, grandi come una nocciola, e friggetele direttamente in una piccola padella contenente olio di semi profondo e ben caldo fino a quando non sono dorate. Per farle diventare belle tonde, roteate delicatamente la padella o, comunque, rigirate continuamente le castagnole con una forchetta per conferire loro una doratura uniforme. Si gonfieranno immediatamente a contatto con l'olio caldo, quindi basterà davvero poco. Il fuoco deve essere vivace ma non troppo, altrimenti si bruceranno subito all'esterno, rimanendo crude all'interno: il suggerimento è quello di cuocerne alcune per prova e di aprirle, verificandone così la cottura per regolarsi. Quando l'olio diminuisce, privatelo della schiuma e rabboccatelo, attendendo che raggiunga nuovamente la giusta temperatura; nel caso notaste che le castagnole cominciano a presentare tracce di bruciato, sostituitelo.

Una volta cotte, sgocciolatele con una schiumarola e fatele asciugare su un piatto rivestito di carta da cucina. Quando si saranno raffreddate, passatele velocemente in una ciotolina in cui avrete versato dell'Alchermes, impregnandole a piacere. Se preferite, potete anche effettuare un ulteriore passaggio nello zucchero semolato, oppure potete lasciarle così come sono, senza nemmeno bagnarle con il liquore, magari rotolandole nello zucchero semolato quando sono ancora tiepide, o spolverizzandole di zucchero a velo una volta raffreddate. Tenete, comunque, presente che quelle impregnate nell'Alchermes resteranno morbide più a lungo.

Castagnole #3

* Vi riporto qui di seguito alcuni suggerimenti per una buona frittura che ritengo molto utili ed importanti da seguire:
  • aggiungere 2 mandorle nell'olio di cottura rende l'odore di frittura meno intenso;
  • per friggere è bene usare un olio che ha un punto di fumo elevato e una buona resistenza alla cottura come per esempio l'olio d'arachide;
  • per ottenere una frittura non troppo colorata, l'olio dovrà essere caldo e non bollente. Un trucco: immergere il manico di un mestolo di legno nell'olio, quando attorno si formeranno delle bollicine avrà raggiunto la temperatura ottimale. [Fonte | Essenzadivaniglia]
E i vostri accorgimenti quali sono?

venerdì 13 novembre 2009

I tortelli fritti della zia


Quando uno ha la passione genuina per la cucina avrebbe voglia di provare ogni giorno una, se non due, tre, quattro ricette nuove. Specie se si tratta di un curioso cronico, come sono io. E così ti capita, sovente, di non ripetere la stessa ricetta nell'arco di una vita a meno che proprio, per una fortunata congiunzione astrale, tu abbia in frigo tutti gli ingredienti e quella ricetta ti sia rimasta a tal punto impressa da non metterti meccanicamente alla ricerca di una nuova. Poi c'è un'altra eccezione, ed è quella delle ricette di famiglia, quelle che ci si tramanda di generazione in generazione, quelle spesso spiegate a (francamente odiosi) q.b. e pizzichi di questo e di quello, quelle che ti commuovono nel profondo, perchè ti ricordano pranzi di Natale con tutti i parenti a casa dei nonni, l'antipasto benaugurale di acini d'uva e zucca al forno (che il nonno mi obbligava a mangiare perchè portavano fortuna e soldi, mi sa che il nonno si sbagliava un pelino!), le lasagne e i tortellini in brodo, il lesso con la salsa verde, lo zampone con i fagioloni e poi il panettone e, loro, i tortelli fritti.

Di ricette di famiglia ne ho un po', ma i miei preferiti sono quelli di mia zia Osanna, che escono belli cicciotti, fragranti, profumati, con quel morbido ripieno di marmellata di prugne o di savòr, come ho fatto io (ma ve lo ricorderete questo?) mescolata a un q. b. di frutta secca, caffè in polvere e amaretti. Da noi i tortelli fritti sono tipicamente natalizi ma come ogni altra cosa buona e genuina si mangiano tutto l'anno ;-) specie se in periodo di vendemmia, durante una festa paesana del mosto cotto, si è procacciato dell'ottimo savòr artigianale.

Oggi voglio condividerne con voi la ricetta: io ho ridotto le dosi originarie che come tutte le ricette di famiglia che si rispettino erano eufemisticamente ciclopiche.


I TORTELLI FRITTI DELLA ZIA


Per la pasta:
500 gr di farina
3-4 uova (a seconda delle dimensioni dovrebbero andare bene 4 medie o 3 grandi)
150 gr di zucchero
50 gr di burro
1 bustina di lievito per dolci

Per il ripieno:
marmellata di prugne non liquida o savor
noci e nocciole tritate q.b.
qualche amaretto sbriciolato
una spolverata di caffè in polvere

Inoltre:
olio di semi
zucchero semolato

Impastate nel mixer tutti gli ingredienti fino ad ottenere una palla, quindi prelevatela e lavoratela rapidamente a mano sul tagliere. Preparate il ripieno dei tortelli mescolando tutti gli ingredienti previsti.Tirate la pasta con il mattarello sottilmente ma non troppo, avendo premura di infarinare bene il piano di lavoro. Disponete distanziate delle nocciole di ripieno sulla pasta e ricopritela con un altro lembo di pasta come per fare dei ravioli. Sigillate bene tutto intorno al ripieno, pigiando con i polpastrelli, quindi ritagliate a rettangolini con una rotella dentata.

Friggete i tortelli in abbondante olio ben caldo, avendo cura di cambiarlo qualora dovesse scurire, fino a quando non saranno uniformemente dorati. Prelevate con una schiumarola, sgocciolateli brevemente su carta da cucina e cospargeteli, ancora caldi, di zucchero semolato.
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Ne approfitto per segnalare, a chi fosse interessato, che il 18 Novembre si terrà
all'Hotel Monaco & Grand Canal a Venezia la serata di apertura dell'evento Gustosa Custoza, Viaggiando tra lago e laguna. Questa è la prima di sei serate organizzate nei migliori ristoranti di Venezia, promosse dalla Cantina di Custoza del Lago di Garda. Si tratta di cene a base di pesce di mare e di lago, per le quali collaborano 2 chef (questa è la volta di Sandro Traini e di Peter Brunel). Aperte al pubblico. Il costo varia di volta in volta e la prenotazione è obbligatoria chiamando il numero del ristorante interessato: questa volta il prezzo è di 80 euro e potete prenotare al numero 041/5200211. Per info.www.papagenonline.it

venerdì 25 settembre 2009

Strudel di ricotta e pere


Stavolta niente scherzetto, il dolce ve lo propongo davvero. La mia voglia di autunno (miseramente contraddetta dal tempo, che ha incredibilmente concesso tre giorni di sole pieno dopo una settimana a dir poco alluvionale) mi ha portato ad orientarmi verso ingredienti tipici di questo periodo. Questa volta ho scelto le pere. Devo dire che con questo frutto ho un rapporto che oserei quasi definire di "amore-odio": non lo tollero mangiato da solo, peggio che mai in succo, ma nelle preparazioni, dolci e salate che siano, lo apprezzo tantissimo. Mettetemelo in un risotto, in uno strudel salato, in un'insalata di cereali o ancora in una crostata cioccolatosa e farete di me una donna felice.

Il dolce in questione è uno strudel con un delicato guscio di pasta brisèe sormontato di mandorle in lamelle, con un ripieno delizioso e garbato: ricotta, farina di mandorle, pere precedentemente caramellate in padella. Alcuni accorgimenti. Tagliate le pere più piccole delle mie, la rivista non lo specificava e mi sembra sia preferibile fare così. Se non la gradite, togliete la buccia alle pere: a me non ha dato fastidio (incredibile, perchè a crudo elimino la buccia persino all'uva e ai mandarini, pura follia ma mi disgusta), ma mi è stato fatto notare che avrebbe guadagnato ulteriori punti: e vi assicuro che già così era un 10, mi ha letteralmente ammaliata.

Quest'ultima cosa segnatevela con l'evidenziatore: se proprio volete farvi del male
(o bene, a seconda dei punti di vista e dei centimetri del girovita) servitelo con una salsa di cioccolato, fatta semplicemente sciogliendo il cioccolato fondente con del latte in un pentolino. Un accostamento forse scontato, quello di cioccolato + mandorle + pere, ma io l'ho servito così e vi garantisco che raggiungerete per un momento il Nirvana ;-)


STRUDEL DI RICOTTA E PERE


ricetta tratta da Cucina Moderna - ottobre 2009

Ingredienti x 6 persone:

un disco di pasta brisée fresca

350 g di ricotta freschissima

2 uova
50 g di mandorle in polvere

80 g di zucchero3 pere
20 g di mandorle a lamelle

2 cucchiai di pangrattato

30 g di burro
1 cucchiaio di Cognac

zucchero a velo


Lavate accuratamente le pere e tagliatele a spicchietti, eliminando il torsolo ma conservando la buccia (se preferite, toglietela). Doratele per 5 minuti in padella con 20 g di burro, rigirandole con una pinza da cucina; unite un cucchiaio di zucchero (prelevato dal totale di 80 g) e caramellatele a fiamma alta, quindi spruzzatele con il Cognac e fatelo evaporare. In una ciotola, utilizzando un cucchiaio di legno, lavorate la ricotta con lo zucchero rimasto e le uova e incorporate le mandorle in polvere.

Srotolate la pasta mantenendola sulla sua carta da forno, cospargetela con il pangrattato, lasciando libero un margine di 2 cm tutt'attorno; spalmatevi sopra la crema di ricotta, sempre avendo cura di lasciare il margine, quindi adagiatevi le pere raffreddate (mi raccomando!) e ripiegate i bordi di pasta verso l'interno. Arrotolate la pasta sul ripieno poi, aiutandovi con un lembo della carta forno, rigirate lo strudel tenendo la chiusura verso il basso e sigillando bene i bordi. Infornatelo a 180° per 30 minuti o fino a doratura, quindi sfornatelo, spennellatelo con i 10 g di burro rimasto, precedentemente fuso, e cospargetelo con le mandorle a lamelle e abbondante zucchero a velo. Servitelo tiepido o a temperatura ambiente, magari con una salsina di cioccolato.


giovedì 14 maggio 2009

Il pasticciotto salentino

Premessa. Sono totalmente sommersa dallo studio e, purtroppo, fino a metà giugno non riuscirò a postare con più frequenza (anche perchè non ho proprio tempo per cucinare, nemmeno nel weekend :-( ) nè a passare da alcun blog...ogni tanto può capitare che riesca a fare un salto tra una pausa e l'altra, ma ci tenevo a specificarlo nel caso qualcuno si chiedesse che fine avessi fatto, gridasse all'ingratitudine o temesse qualche ripicca nei suoi confronti, ihih ;-) Mi dispiace, non sapete quanto, anche perchè sto già sclerando...ma l'esame viene prima di tutto, ora. Riesco quindi a postare al volo questa ricetta, solo per il fatto che avevo già in buona parte scritto il post prima di fare questo dolce, sabato scorso.



Il pasticciotto è un dolce tipico del Salento, in particolare delle zone del leccese e del brindisino. Nel resto della Puglia è facile non sappiano manco cosa sia, prova ne sia che il mio ragazzo, originario della provincia di Foggia, mi ha guardata con aria interrogativa quando gli ho accennato, tutta entusiasta, della volontà di prepararglieli (lui che tanto adora la crema pasticcera...). Si tratta di un dolcetto di simil pasta frolla (dico "simil" perchè l'impasto, per tradizione, vuole lo strutto e non il burro), farcito con densa crema pasticcera e, per i più vezzosi (ma la tradizione non lo prevede), con un cuore di amarena sciroppata. Dalla caratteristica forma ovale, il pasticciotto salentino viene gustato ancora caldo a colazione, a casa, al bar, al forno di fiducia.

Ma come nasce il pasticciotto? La tradizione narra che correva l'anno 1745; nel paese di Galatina (Le) un maestro pasticciere, Nicola Ascalone, che si arrabattava per inventare un dolce nuovo ed insolito che stuzzicasse la curiosità degli avventori, usò ciò che gli era rimasto da un impasto precedente, per dar vita ad una torta piccola piccola. Il pasticciere, non dando importanza al risultato da lui ottenuto, da lui stesso definito un pasticcio, lo regalò ancora fumante ad un passante. Il dolce riscosse un successo insperato, ed il passante chiese al pasticciere che gli facesse qualche altro dolce uguale a quello, così da portarlo a casa.


Del pasticciotto esistono alcune varianti:

- il Fruttone, che ha la stessa forma e lo stesso guscio di pasta frolla, ma è ripieno di pasta di mandorle e confettura di albicocche o mele cotogne ed ha la superficie ricoperta di uno spesso strato di cioccolato fondente.
- una versione a torta, che manco a dirlo si chiama "torta pasticciotto".
- proprio negli ultimi tempi si è diffusa una simpatica variante: il pasticciotto Obama, fatto con la pasta frolla al cacao e farcito di crema gianduia o crema al cacao, ormai talmente diffuso da avere persino un
suo sito.

La ricetta che leggete qui sotto l'ho vista e carpita da Palma d'Onofrio, a "La Prova del cuoco". L'ho seguita con precisione e l'ho trovata molto valida. Non avendo il caratteristico stampino ovale liscio che si usa per il pasticciotto, ho risolto con degli stampini zigrinati da tartelletta, il risultato non cambia.




PASTICCIOTTO SALENTINO

Ingredienti:

Per la pasta:300 gr di farina 00 (la ricetta ne prevedeva, per mezza dose, 250 gr con 1 uovo e mezzo, quindi usando 2 uova me ne è occorsa di più per ottenere un composto molto morbido ma non troppo appiccicoso e comunque lavorabile)
125 gr di zucchero
100 gr di strutto (o burro)
2 uova
la scorza grattugiata di mezzo limone
5 gr (1 cucchiaino raso) di ammoniaca in polvere (*)
un pizzico di sale

Per la crema pasticcera:450 gr di latte intero
50 gr di panna fresca
4 tuorli
150 gr di zucchero
45 gr di amido di mais (maizena)
1 pizzico di sale
1 bacca di vaniglia

Inoltre:amarene sciroppate (facoltative)
albume q.b.
zucchero a velo q.b.

Per la crema pasticcera:Utilizzando le fruste elettriche, montare i tuorli con lo zucchero, la raschiatura della bacca di vaniglia, il sale e l'amido di mais fino ad ottenere un composto chiaro e omogeneo.
Nel frattempo portare e ebollizione il latte con la panna, aggiungerlo alle uova montate in precedenza filtrandolo attraverso un colino (in questo modo si trattiene la pellicola eventualmente formata in cottura) e mescolando il composto con una frusta a mano. Rimettere il tutto nella pentola sul fuoco e cuocere la crema fino a che non sia densa, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno.
Non preoccupatevi se sembra formare dei grumi, mescolando velocemente questi si dissolveranno facilmente grazie all'impalpabilità della maizena.
Trasferire la crema in una ciotola e farla raffreddare coperta con pellicola a contatto (in modo da impedirle la formazione della crosticina).

Per la pasta frolla:Impastare velocemente tutti gli ingredienti nel mixer, lavorare brevemente a mano la frolla e metterla a riposare in frigorifero avvolta in pellicola trasparente, per circa 45 min/1 ora.

Ungere degli stampini di forma ovale con strutto fuso e infarinarli.
Stendere la pasta frolla aiutandosi con abbondante farina e usarla per foderare gli stampini.
Mettervi dentro un cucchiaio di crema pasticcera (non esagerare perchè in cottura la crema si gonfia e rischia di fuoriuscire) e, a piacere, un'amarena sciroppata (io ne ho messe due, in quelli a barchetta).
Ricoprire con altra pasta frolla stesa, premendo bene i bordi per sigillare il pasticciotto, e rifilare la pasta in eccesso.
Con uno stuzzicadente fare un forellino al centro del dolce, spennellare la superficie con dell'albume e infornare a 180° per 20 minuti circa. Il pasticciotto dovrà presentarsi dorato e non dovrà presentare crepe in superficie. Non preoccupatevi se in cottura la copertura tende a sollevarsi dalla crema, raffreddandosi si riassesta.
Spolverarizzare con lo zucchero a velo e servire.

(*) L'ammoniaca è un agente lievitante impiegato per aumentare istantaneamente il volume dell'impasto. Va utilizzata in piccole dosi (20 gr per 1 kg di farina) e per dolci di piccola dimensione che ne permettano la dispersione. L'odore di ammoniaca che si sviluppa durante la cottura è del tutto normale e sparirà completamente una volta raffreddato il dolce.