Visualizzazione post con etichetta sudtirol mon amour. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sudtirol mon amour. Mostra tutti i post

mercoledì 25 febbraio 2015

“Condividi con noi il tuo luogo del cuore”



Ciao a tutti! Oggi vi voglio parlare di una bella opportunità che mi è stata offerta e che ho accettato con entusiasmo, perché riguarda una delle mie passioni, il viaggio, a cui (mea culpa) non ho mai dedicato sufficiente spazio sul blog. Sono infatti stata selezionata come testimonial della campagna di Groupon “Condividi con noi il luogo del tuo cuore”.

Per questo progetto sono stata intervistata in merito al mio luogo preferito in Italia e sul perché per me sia un luogo speciale, e presto la mia intervista sarà pubblicata su Groupon Magazine ^_^

Siete curiosi? Intanto vi posso anticipare che il mio luogo del cuore è Moena, deliziosa cittadina della Val di Fassa, di cui serbo ricordi meravigliosi e dove tornerò per un weekend lungo in occasione del prossimo compleanno del mio compagno, che cade proprio il giorno del 6 mesiversario della nostra piccola Camilla.

Ma non finisce qui! Dato che sono stata scelta come testimonial per questa campagna, Groupon ha voluto omaggiare le mie lettrici con uno sconto sulle offerte FOOD di Milano che varia a seconda del momento della giornata (tra il 10% ed il 25%), valido da oggi.

A presto!

A.

sabato 16 marzo 2013

Gulasch di manzo

gulasch-lagrein

Cari i miei lettori, eccomi qui. Mi spiace essere mancata per due mesi dal blog ma in questo periodo ho avuto altre priorità che mi hanno tenuta lontana. Solo cose piacevoli, lo specifico, non fosse mai che qualcuno si preoccupasse per me a leggere queste parole! Ma anche le cose belle, a volte, impongono di fare delle scelte, non foss'altro di tempo o per mero spirito di sopravvivenza ;)

Non mi sono mai piaciute le assenze, specie se ingiustificate: c'è sempre quel che di farraginoso nel ritentare un contatto dopo che si è mancati per un po'...così nella vita reale, così in questo spazio virtuale. Quindi, bando alle ciance, tagliamo corto e speriamo che questa ricetta che vi propongo adempia al compito di riavvicinarmi con agilità al blog e a tutti voi.

In questo periodo non ho certo smesso di cucinare nè, di tanto in tanto, di fotografare. Ho trovato anche il tempo di rilasciare un intervista a Ilaria Mazzarotta per Riso Flora, fate voi :)

Una delle ricette preparate l'ho realizzata per la collaborazione che mi lega da qualche tempo a San Geminiano Italia, che ogni mese propone sul suo sito una mia ricetta, nuova o già proposta in passato sul mio blog, abbinata ai loro deliziosi vini.

sabato 27 ottobre 2012

Polenta di Storo con pioppini e Puzzone di Moena

Polenta di Storo con pioppini e Puzzone di Moena

Il weekend a Merano è stato spettacolare, il tempo è stato particolarmente favorevole (un fine ottobre caldo e soleggiato come non speravamo di certo, considerato poi come è cambiato radicalmente nel giro di pochi giorni, sigh...), le giornate dai ritmi rilassati e dedicate al piacere di gustare un buon bicchiere di Gewurztraminer o di birra Forst, accompagnati da gustosi stinchi di maiale, wurstel arrostiti, le prime caldarroste della stagione e deliziosi strauben. Francamente non vedevo l'ora tornasse il weekend per poter scaricare e rivedere le foto (un po' meno per fare le pulizie, la spesa, il cambio degli armadi e stirare, ecco...!).

Quello che mi ha maggiormente colpito di Merano è stato il clima particolarmente mite e i colori autunnali che spaziavano lungo tutta la palette dei verde bosco, arancione, rosso e giallo. A me l'autunno piace tanto, almeno fino a quando la temperatura è ancora tollerabile, non piove perennemente facendomi gonfiare e ingrettire i capelli e soprattutto possiamo godere di belle giornate all'aperto. Mi piacciono i suoi colori, mi piacciono le serate avvolta nel pannetto sul divano, mi piacciono i cibi coccola, con quegli ingredienti terrosi e rustici che solo l'autunno sa darci.

Il mio autunno in cucina è sinonimo di risotti, di zuppe, di vellutate e...di polenta. Dal Trentino Alto Adige ho importato due grandi passioni sul tema "polentiano": la polenta di Storo (una farina di mais per polenta, tipica della valle del Chiese ma la cui coltivazione è estesa anche nella bassa Valsugana, entrambe in provincia di Trento) e la più nota polenta taragna. Ormai non esiste più polenta a casa mia che non sia a base di queste due farine grezze e di gran sapore. E da quando ho scoperto il metodo di cottura in pentola a pressione non devo nemmeno più aspettare che ci sia il moroso a casa per non trasformarmi io in novella Maciste pur di potermi godere un bel piatto di corroborante e fumante polenta...

venerdì 19 ottobre 2012

Di riflessioni, cucina (quasi) thai e weekend altoatesini

Thai green chicken curry

Confesso di stare passando un periodo di forte demotivazione. In verità l'entusiasmo che metto nello scrivere le pagine di questo blog, i racconti di vita di tutti i giorni, le ricette, i reportage è sempre lo stesso, ma noto con rammarico che il riscontro che ne ricevo non è più quello di un tempo. E questo mi dispiace molto. Un tempo avevo molto più tempo da dedicare non soltanto alla cura del mio blog, ma anche allo scambio di opinioni con altri appassionati come me. Ora che il tempo è molto, molto poco, noto che il blog ha sempre tantissimi accessi quotidiani, ma è praticamente morto dal punto di vista del dialogo e del confronto. 

Non credo che piangersi addosso sia lo strumento giusto per risolvere un problema, ma ritengo corretto esprimere la mia perplessità e la mia indecisione di fronte alla prosecuzione di un'esperienza che a me dà ancora tanta gioia, e chissà, forse anche a chi legge e usufruisce delle ricette, ma che sta diventando un lungo e sterile monologo con me stessa. Questo, per quanto non mi renda certo felice, non è ancora abbastanza per farmi decidere di appendere una volta per tutte la tastiera al chiodo. 

Spero solo di tutto cuore che tu, che ora stai leggendo queste parole, capisca quanto questo blog e anche la mia motivazione a tenerlo in vita si nutrano delle tue impressioni, dei tuoi suggerimenti, delle tue opinioni, delle tue idee. Senza questi aspetti, lo dico senza timori, tutto questo non avrebbe davvero più senso.

martedì 20 dicembre 2011

Mini stollen al marzapane

Mini-stollen al marzapane


Oh beh. Pare sia arrivato di nuovo il periodo di Natale :) posso spolverare questa foto scattata lo scorso anno e mai pubblicata perchè, per mia negligenza, sono arrivata lunga coi tempi e il Natale era
già bello che passato. Sai che magia parlarvi dello Stollen quando ormai sta facendo capolino la primavera? (senz'altro sarei stata originale...!) :)

Tra l'altro mi piangeva anche il cuore, lasciarla lì a impolverarsi, sta foto perchè alla fine è una di quelle che mi è riuscita meglio in tutta la mia vita (non che ci voglia poi molto eh) e la ricetta, beh, la ricetta è quella di un dolce che incarna l'essenza del Natale, con le uvette, il marzapane, i canditi, le scorze di agrumi e tutta quell'altra roba dolcissimissima e speziatissima che lo caratterizza. Che poi a me il marzapane non piace mica, sapete, però che Stollen sarebbe senza marzapane? No dico, sarebbe come un tortellino senza ripieno (che poi ho scoperto da poco esistere pure. Pare si chiami tortellino matto...Quindi alla fine potrebbe esistere anche uno Stollen matto? Non ci sono più le mezze stagioni...si stava meglio quando si stava peggio....ok, la finisco).

E mò beccatevi la ricetta di questo dolce natalizio tedesco (c'è chi dice che sia bavarese, chi della zona di Dresda: per non scontentare nessuno...) che viene tradizionalmente preparato il 6 dicembre e lasciato "maturare" fino al 25 (ok, ok, amici teTeschi, sono un po' in ritardo, ne convengo!).
Ecco, circa questo particolare della maturazione, occhio perchè, per esperienza personale ed in barba alla tradizione, secondo il mio modesto parere tende un po' troppo a seccare se non consumato entro pochi giorni (anche se conservato in sacchetti da freezer ermeticamente sigillati e riposto in un luogo fresco e asciutto riuscirete a farlo mantenere un poco più a lungo!)
Mini Stollen al marzapane

ricetta di Sigrid Verbert - Regali Golosi, pag. 62


Ingedienti per 6 mini stollen:

200 gr di uvetta
50 gr di canditi all'arancia

la scorza grattugiata di un limone bio

2 cucchiaini di estratto di vaniglia
1 cucchiaino di cardamomo in polvere

una presa di pepe bianco in polvere
2 cucchiai di rhum


Per il lievitino:

150 ml di latte tiepido

12 gr (mezzo cubetto) di lievito di birra fresco
125 gr di farina

1 cucchiaino di zucchero semolato

Per l'impasto:

375 gr di farina

1/2 cucchiaino di sale
3 cucchiai di zucchero di canna

50 gr di burro morbido
2 uova

Inoltre:

300 gr di pasta di mandorle per il ripieno

burro fuso per spennellare gli stollen
abbondante zucchero a velo per spolverizzarli


In una ciotola, mescolate l'uvetta, i canditi, la buccia di limone, le spezie (estratto di vaniglia, cardamomo e pepe bianco) e il rhum: lasciate riposare per un'ora.

In una seconda ciotola, sciogliete il lievito sbriciolato nel latte tiepido, aggiungete la fartina e lo zucchero semolato, mescolate velocemente con un cucchiaio e fate riposare per un'ora.

Aggiungete poi al lievitino il resto della farina, il sale, lo zucchero di canna, il burro morbido, le uova e impastate il tutto fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. COprite e lasciate lievitare per un'ora. Aggiungete poi la frutta secca, reimpastate e dividete l'impasto in 6 pezzi.


Stendete ogni pezzo in un ovale di 1 cm di spessore. Dividete la pasta di mandorle in 6 pezzi e date a ognuna la forma di un salsicciotto largo quanto i dischi di pasta. Sistemate un pezzo di pasta di mandorle al centro di ogni pezzo di pasta, ripiegate i lembi sopra la pasta di mandorle e chiudete bene. Disponete gli stollen su una teglia rivestita di carta da forno e lasciate lievitare per 30 minuti. Infine, infornate a 180° per circa 30 minuti. Una volta estratti dal forno, spennellate gli stollen cotti con un po' di burro fuso e spolverateli abbondantemente di zucchero a velo.

sabato 21 marzo 2009

Torta di grano saraceno


Uhm, che ne dite, è giunto mica il momento di postare questa ricetta, fatta ormai un mese fa, prima che venga l'estate e passi nel dimenticatoio?! Questa torta, in verità, non ha bisogno di grandi presentazioni: si tratta di un altro dolce tipico dell'Austria e dell'Alto Adige, dove prende anche il nome di Schwarzplententorte (Schwarzplentenmehl è infatti il termine ladino per grano saraceno).

Meno male che tempo addietro Camomilla ne ha postato la ricetta, dopo averla "estorta" ad un negozio locale, perchè era da molto tempo che desideravo farla e in giro avevo trovato solo torte con una netta prevalenza di grano saraceno, cosa che mi aveva fatta desistere per il timore di un sapore troppo deciso (ok, mettiamoci anche che io sta benedetta farina di grano saraceno mica la trovavo!)
Ho seguito alla lettera la ricetta, ma mi sono dovuta "accontentare" di usare una marmellata di lamponi (sempre lei, quella della Lidl) al posto di quella di mirtilli rossi, non avendola reperita in giro (che sia appannaggio dell'Alto Adige?!).
L'ho servita con un bel ciuffetto di panna montata, che ne stempera il sapore rustico e ne ingentilisce la consistenza. Purtroppo devo dire che, non essendo in famiglia dei grossi mangioni, ne è avanzata parecchia e nei giorni successivi si è alquanto seccata, quindi vi consiglio di finirla in breve tempo (un grandissimo sforzo, vero?!) o comunque di coprirla bene bene con pellicola alimentare.



TORTA DI GRANO SARACENO AI MIRTILLI ROSSI

Ingredienti:
150 g di farina bianca
100 g di farina di grano saraceno
200 g di marmellata di mirtilli rossi poco zuccherata
150 g tra noci, nocciole e pinoli (preferibilmente in parti uguali)
6 uova
300 g di zucchero semolato
100 g di burro
1 bustina di lievito per dolci
zucchero a velo per spolverizzare

In una ciotola montate, utilizzando uno sbattitore elettrico, le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Nel mixer tritate finemente noci, nocciole e pinoli. (Vi consiglio di unire un cucchiaio raso di farina per evitare che l'olio della frutta secca la faccia agglomerare.)
Incorporate a pioggia le due farine setacciate amalgamandole all’impasto, poi unite la frutta secca mescolando lentamente con un cucchiaio di legno. Fate fondere il burro in un pentolino o nel microonde e aggiungetelo al composto insieme al lievito,anch'esso setacciato. Rimestate nuovamente.

Imburrate ed infarinate una tortiera a cerchio apribile da 24-26 cm di diametro, versatevi all’interno il composto e fate cuocere nel forno già caldo a 170° (160°, se ventilato) per circa 40 minuti (il tempo può variare dai 40 ai 60 minuti a seconda del forno; a me ne sono occorsi 50-55). Trascorso questo tempo fate la consueta prova stecchino, quando uscirà asciutto e pulito il dolce sarà cotto.

Estraete la torta dal forno e fatela raffreddare su di una griglia per dolci. Servendovi di un coltello tagliatela a metà in senso orizzontale e farcite la parte inferiore così ottenuta con la marmellata di mirtilli rossi aiutandovi con un cucchiaio. Ricomponete il dolce appoggiando la parte superiore e spolverizzate con zucchero a velo. A piacere servite con panna montata fresca.



Se siete interessati ad altri dolci alto-atesini/austriaci, di cui io sono particolarmente golosa, vi rimando alle ricette della Sacher, della Linzertorte di Felder e dei biscotti alle nocciole con marmellata di lamponi.

giovedì 26 febbraio 2009

Canederli allo speck in brodo


Questi sono una mia fissa da un po' di tempo, precisamente da quando li ho mangiati per la prima e unica volta a Bolzano, nel dicembre del 2007, ed è stato amore alla prima forchettata. Ho adorato il loro sapore delicato e sapido al tempo stesso, la loro consistenza corposa e compatta, incredibilmente avvolgente. Un vero comfort food. Di quelli pesi però, dato che erano abbondantemente irrorati di burro fuso e formaggio grattugiato!


Per il compleanno dei miei genitori, festeggiato sabato, ho deciso di proporli come piatto unico, unitamente a due antipastini (di cui uno, le polpette di polenta e taleggio, ve l'ho mostrato la volta scorsa; il prossimo a venire) e al dolce. Per non esagerare e conoscendo l'estrema passione dei miei familiari per il brodo di carne, ho optato per la versione in brodo, anche se per mio gusto personale (eh si, ci vado giù pesa quando occorre) li avrei preferiti nella variante asciutta-ma-irrorata-di-insanissimo-burro. La prossima volta non posso assolutamente tirarmi indietro, al massimo pasteggerò ad insalatina per le due settimane a venire (ma chi ci crede, poi?!)


I canederli sono un piatto tipico della cultura gastronomica tedesca e del Trentino, in particolare dell'Altoadige e del Sud Tirolo. Il termine ladino Knödel, ovvero canederli, deriva dalla parola tedesca Knot, che vuol dire "nodo", "grumo": essi non sono altro che palle di pane raffermo che viene mischiato ad altri ingredienti ed insaporito dando vita a molteplici varianti, di cui le più famose sono probabilmente quella allo speck (Speckknödel) e quella al formaggio (Käseknödel).
Come primo si gustano in un buon brodo di carne o asciutti, conditi con burro fuso e formaggio grattugiato; come piatto unico, vengono accompagnati a gulash, verza, crauti etc.

Sono quindi un piatto molto sostanzioso, particolarmente adatto alla stagione fredda.


Questa ricetta è tratta dal libro "Cucina nelle Dolomiti" di Anneliese Kompatscher e l'ho scovata da lei; io l'ho trascritta specificando al massimo il procedimento per aiutare chi, come me, è la prima volta che li fa.


CANEDERLI ALLO SPECK IN BRODO


Ingredienti x 8-10 canederli:

300 gr di pane bianco raffermo, privato della crosta (scegliere un pane con molta mollica bella compatta)
100 gr di speck in un'unica fetta
mezza cipolla bionda tritata finemente
una noce di burro
due uova
1-2 bicchieri di latte,da usare q.b.
2 cucchiai di farina (+ q.b. per rotolarvi i canederli)
2 cucchiai di prezzemolo tritato
sale

Inoltre:1 litro e 1/4 di buon brodo di carne
erba cipollina

Tagliare la mollica del pane raffermo a dadini e metterlo in una terrina. Tagliare lo speck a dadini piccolissimi (se non avete dei coltelli ben affilati vi consiglio di usare un paio di forbici) ed aggiungerlo al pane. Rosolare la cipolla nel burro, facendola sbianchire. Sbattere con una frusta le uova con parte del latte (circa 1 bicchiere), aggiungere il prezzemolo tritato e versare il composto sul pane, amalgamandolo con un cucchiaio. Mescolare brevemente il composto con una mano, impastandolo quel tanto che basta per testarne la consistenza: il pane deve essere umido e morbido ma non impregnato di latte, non deve spappolarsi. Se lo sentite troppo asciutto, aggiungete un altro po' di latte, a occhio: ovviamente la quantità necessaria di latte dipende dal tipo di pane e da quanto è raffermo.
Far riposare per mezz’ora, coperto da un canovaccio pulito, mescolando e schiacciando ogni tanto con un cucchiaio per consentire al latte di essere assorbito uniformemente dal pane.
Aggiungere quindi la farina, il sale e la cipolla e se occorre anche un altro po' di latte ed impastate grossolanamente a mano, strizzando bene il composto per amalgamarlo.

Con le mani bagnate di acqua fredda (questo perchè non si attacchino) formare dei canederli di 6-8 cm di diametro, circa la dimensione di un mandarancio, rotolarli nella farina (così non perdono la forma in cottura) e tenerli da parte. Se li preparate in anticipo di qualche ora, copriteli con pellicola alimentare e conservateli in frigorifero.

Al momento di cuocerli, metterli nell’acqua bollente precedentemente salata e fateli sobbollire a fuoco molto moderato per 10-15 minuti circa, a seconda della dimensione del canederlo. Indicativamente sono pronti qualche minuto dopo essere venuti a galla. Scolarli con l'ausilio di una schiumarola e servire in un buon brodo di carne cosparso di erba cipollina.

Suggerimenti:- Curatevi che quando formate i canederli la loro superficie sia bella liscia e senza crepe che, in cottura, potrebbero far entrare l'acqua e spaccarli.
- Per evitare che i canederli non tengano la cottura, si può cuocerne uno per prova: se dovesse disfarsi, sarà utile aggiungere ancora un po' di farina alla pasta.
- Molti cuociono i canederli direttamente nel brodo. Io preferisco seguire questa ricetta in cui i canederli vengono cotti in acqua e poi trasferiti in brodo perchè cuocendo direttamente nel brodo lo rendono torbido. Così facendo, invece, avremo un brodo ancora limpido.
- Secondo tradizione i canederli se mangiati in brodo vanno tagliati con il cucchiaio, se mangiati asciutti con la forchetta. Non si usa mai il coltello.
- Potete preparare più canederli e surgelarli su dei vassoi, per poi trasferirli in un sacchetto per alimenti quando sono congelati. Al momento di cuocerli, van tuffati ancora surgelati nell'acqua bollente; in questo caso il tempo di cottura si allungherà di una decina di minuti (20-25 minuti).


Con questa ricetta partecipo alla raccolta "Gnocchi e quenelle" di Tatiana e Claudia. Affrettatevi, siete in tempo fino al 28/02!

giovedì 12 febbraio 2009

Valentine's Day: Biscotti alle nocciole farciti con marmellata di lamponi


Siccome ieri sera ero un po' nervosa mi sono piazzata in cucina a fare dei biscotti, gesto che per la sottoscritta è sempre estremamente consolatorio e rilassante. Era anche un po' che non ne sfornavo, così ho pensato fosse proprio una buona idea per trascorrere la serata, visto anche il palinsesto altamente culturale proposto alla tv (Amici vi dice niente?!).

Mi sono quindi messa a sfogliare il solito "Libro d'oro dei biscotti" e sono rimasta immediatamente catturata da una ricetta, complice anche il fatto che avevo comprato proprio qualche giorno prima una marmellata di soli lamponi al Lidl, altrove introvabile. Si tratta di biscotti di croccante e profumatissima pasta frolla alle nocciole, farciti due a due con un velo di marmellata di lamponi (o di fragole). Dopo una rapida ricerca online, ho notato una certa somiglianza, spezie e cacao tralasciando, con gli Haselnussplatzchen con confettura di lamponi di Alex, quindi deduco che siano biscotti di chiara orgine tedesca.

Inizialmente partita per seguire alla lettera la ricetta, seppur dimezzando le dosi, mi sono accorta di non avere abbastanza nocciole, così ho rimediato sostituendo la parte mancante con qualche mandorla. Il risultato è stato comunque perfetto. Il profumo che si spandeva per casa era golosissimo, tant'è che appena li ho sfornati non ho resistito dall'assaggiare il solito biscotto di recupero, quello fatto con l'ultimo pezzetto di impasto, il "brutto anatroccolo" che tutti noi, ne sono sicura, lasciamo solo per il desiderio di gustarcelo subito senza sensi di colpa per i suoi fratellini più bellocci. Che dire: semplicemente divino! Ho scoperto di venerare letteralmente la frolla alle nocciole!

Nella ricetta questi biscotti erano proposti pieni, ma all'ultimo ho deciso di farne metà in questo modo e metà in versione Spitzbuben (tipici biscotti altoatesini, anche detti "monelli")/Linzer cookies (i loro gemelli austriaci)/Occhi di bue (per i più patriottici), rinnovando così lo splendido stampino con estrattore che mi ha regalato Camomilla a Natale (anche se il marrano ha fatto un po' le bizze...ma sono riuscita a domarlo!). Grazie tesora, gran bel regalo!


In questo modo, ho pensato, si potrebbero prestare benissimo per un dolce regalo di San Valentino, festa che come tante persone non ritengo particolarmente sensata e che non apprezzo festeggiare in modo commerciale, preferendo di gran lunga organizzare una bella cenetta casalinga - un po' come fosse un qualsivoglia altro giorno - o regalando un dolcetto fatto con le mie mani.
Se volete un'altra idea a tema, la potete trovare anche qui.



BISCOTTI ALLE NOCCIOLE FARCITI CON MARMELLATA DI LAMPONI

ricetta tratta da "Il libro d'oro dei biscotti" (pag.452)

Ingredienti (x 30-40 biscotti):

450 gr di farina bianca
200 gr di zucchero
130 gr di nocciole macinate finemente
250 gr di burro
2 uova leggermente sbattute
1 pizzico di sale

Inoltre:
160 gr di marmellata di lamponi (o di fragole)
50 gr di zucchero vanigliato (che ho sostituito con zucchero a velo vanigliato)

Setacciare in una terrina capiente la farina con il pizzico di sale. Aggiungere lo zucchero e le nocciole macinate e mescolare con un cucchiaio di legno per amalgamare gli ingredienti. Distribuire uniformente sul composto il burro tagliato a pezzetti piccoli e incorporarlo con il cucchiaio fino ad ottenere un composto granuloso. Unire le uova senza mescolare troppo, quindi rovesciare il composto sul tagliere leggermente infarinato e lavorarlo a mano fino a formare una palla liscia. Non lavorarlo troppo, altrimenti si formeranno delle crepe al momento di tagliare i biscotti. Dare all'impasto la forma di una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e riporla in frigo per almeno 1 ora.

Scaldare il forno a 190° (180°, se ventilato). Infarinare bene il tagliere e il mattarello e stendere la pasta ad uno spessore di circa 5 mm.
Per i biscotti pieni: ritagliare i biscotti con uno stampino rotondo di circa 5 cm di diametro (il libro prevedeva 2.5, ma mi parevano troppo piccoli). Per quelli tagliati a cuore: ritagliare con uno stampino ad estrattore del diametro di 5 cm un pari numero di corone (con il buchino a cuore) e basi (piene).

Trasferire i biscotti sulla placca da forno rivestita con carta forno, aiutandosi con una spatola o un coltello per non deformarli e avendo cura di tenerli a qualche cm di distanza l'uno dall'altro. Cuocere i biscotti per 12-15 minuti o fino a quando saranno leggermente dorati (a me ne sono bastati 10). Farli raffreddare sulla piastra per 5 minuti, quindi spalmarli con un po' di marmellata (per quelli pieni distribuirne un velo su uno dei due biscotti; per quelli col buchino mettere un cucchiaino al centro del biscotto sfumando un po' di marmellata verso i bordi), unirli due a due premendo con delicatezza e spolverizzarli con lo zucchero vanigliato (o con quello a velo, una volta fatti raffreddare).

Consiglio: all'atto di spolverizzare i biscotti di zucchero a velo vi si riempiranno i cuori; per far vedere la marmellata, basterà immergere la punta del dito in poca acqua e picchiettarla delicatamente su di essa; in questo modo lo zucchero si scioglierà e il cuore tornerà limpido.


lunedì 2 febbraio 2009

Bocconcini di manzo alla birra


Oggi sarò di poche parole. Ho un po' di preoccupazioni per la testa, alcune, le più blande, riguardanti me in prima persona, le altre attinenti a persone a me care alle quali vorrei dare il mio aiuto, o un qualche minimo conforto, ma non so come possa questo arrivare con la distanza. In più a volte, ad esser sincera, mi interrogo sul senso di questo blog, che mi ruba tanto tempo e che, in fondo, è solo una raccolta di quello che cucino, eppure che mi lascia spesso insoddisfatta, facendomi perdere anche di vista cose molto più significative e importanti. Molto più importanti di cucinare e fotografare qualcosa.
Tra le altre persone, oggi il mio pensiero va a Lory, alla quale auguro che vada tutto per il verso giusto. Forza Lory, sono con te in questo difficile momento!

Vi lascio con un piatto tratto da Sale & Pepe di Febbraio, proposto come secondo dopo il tomino di qualche giorno fa. Ero molto indecisa con il gulash, ma poi mi sembrava che gli ingredienti di questa ricetta si prestassero meglio a riprendere quelli delle altre portate ed ho optato per essa. L'intingolo è davvero molto buono e saporito, sarebbe perfetto da servire come piatto unico con una polentina morbida. Mi raccomando, solo, fatevi tagliare la carne dal macellaio, specificando che dovete fare dello spezzatino: io per questioni di tempo l'ho presa al supermercato e ho pagato minore qualità e mia inesperienza nel tagliare la carne nel verso giusto, ottenendo un piatto molto buono, sì, ma una carne leggermente duretta. Pazienza, riproverò di sicuro.




BOCCONCINI DI MANZO ALLA BIRRA

Ingredienti x 4 persone:

800 gr di spezzatino di manzo
una cipolla bionda
2 fette di pane casereccio, tipo pugliese o toscano
4 cucchiai di senape rustica * (io non l'avevo e ne ho utilizzato una varietà croata, non troppo forte)
un mazzetto di prezzemolo
un ciuffo di salvia
3 dl di birra doppio malto (nel mio caso la Dolomiti della Pedavena)
farina q.b.
40 gr di burro
un filo d'olio extravergine d'oliva
sale e pepe q.b.

Pulire la cipolla, tagliarla a fette sottili e soffriggerla in una casseruola con il burro e l'olio fino a quando sarà sbianchita. Sgocciolarla dal fondo e tenerla da parte; mettere nel recipiente i pezzetti di carne infarinati e farli rosolare bene da ogni parte, avendo cura di girarli con un cucchiaio di legno o l'apposita pinza, quindi senza forarli. Quando la carne avrà perso il rosa, unire le cipolle e mescolare per amalgamarle alla carne.
Salare e bagnare la carne con la birra,versandone poca alla volta per evitare che la schiuma fuoriesca, e mescolare ancora.
Spalmare le fette di pane con la senape, su entrambi i lati, poi adagiarle sullo spezzatino; coprire e lasciar cuocere a fuoco lentissimo per 50 minuti.
A 10-20 minuti dalla fine rimestate lo spezzatino in modo da sciogliere completamente il pane nel sughetto della carne. Finire di cuocere e insaporire con il prezzemolo tritato e le foglioline di salvia.
Cospargete lo spezzatino con una macinata di pepe e servite.

Ottimo accompagnato da una bella polentina.

martedì 20 gennaio 2009

Linzertorte di Christophe Felder


La Linzertorte è un dolce che mi ha sempre estremamente ispirato quando lo osservavo sui ricettari che giravano per casa ma che, essendo lontano dalla mia tradizione, non avevo mai assaggiato. A dire il vero lo scorso anno, quando andai ai mercatini di Natale di Bolzano, comprammo una fetta di Sacher e una di Linzertorte da portare a casa, ma appurai dopo che quella che mi presentarono con questo nome era invece un'altrettanto golosa torta di grano saraceno con marmellata di mirtilli, non la vera Linzer, che è in tutto e per tutto una crostata.

L'occasione per prepararla mi è stata servita su di un piatto d'argento quando M. mi portò da
Stoccarda delle marmellate di frutti di bosco, tra cui una meravigliosa ai frutti rossi, così l'altro giorno ho reputato fosse giunto il momento propizio per depennare dalla mia "to do list" la Linzertorte di Christophe Felder che avevo visto prima da Sigrid e poi da Camomilla e su cui avevo sbavato copiosamente.

Per le presentazioni storiche vi rimando al blog di Camomilla (che addirittura vi ha fatto una ricerca sopra!). Per il resto mi limito a dire che si tratta di una famosa crostata austriaca che deve il nome alla città di
Linz.
La versione di
Christophe Felder, celebre chef-patissiere alsaziano, si caratterizza per un guscio di pasta frolla al cacao, arricchita di mandorle tritate e aromatizzata con scorza di limone e un pizzico di cannella, il tutto per un contrasto di sapori, profumi e consistenze decisamente eccezionale (la pastosità del cacao, infatti, è stemperata dalla croccantezza delle mandorle tritate grossolanamente e l'abbinamento con la scorza di limone, con quel vago sentore di cannella, è da pace dei sensi!).
Il ripieno è invece costituito da marmellata di lamponi (sostituibile in tutta serenità con marmellata di ribes, di mirtilli rossi o di frutti di bosco rossi), da scegliere preferibilmente non troppo zuccherata, per garantire il giusto contrasto con la dolcezza della frolla.
Nel blog di Sigrid leggo, tra i commenti, che si può addizionare una marmellata troppo dolce con un po' di succo di limone, in modo tale da renderla un po' più asprigna e adatta all'uso.

LINZERTORTE DI CHRISTOPHE FELDER


Ingredienti:


250 g di farina
125 g di zucchero
125 g di burro

2 uova intere

65 g di mandorle tritate non troppo finemente

10 g di cacao in polvere
la buccia grattugiata di 1 limone
½ bustina di lievito per dolci
1 pizzico di cannella
1 presa di sale
200/225 g di marmellata di lamponi (io ho utilizzato quella di frutti rossi - ribes, lamponi, etc)

Nel mixer lavorate il burro a pezzetti insieme allo zucchero semolato, unite le uova, una alla volta, e quando saranno amalgamate al composto aggiungete la scorza di limone grattugiata e le mandorle tritate non troppo finemente. Aggiungete la farina, il cacao in polvere, il lievito e la cannella, tutti setacciati, quindi la presa di sale, continuando a lavorare fino a quando otterrete un impasto sufficientemente amalgamato.
Prendete la pasta, lavorandola brevemente a mano per amalgamarla perfettamente (io ho usato un po' di farina sul tagliere perchè l'impasto era un po' troppo tenero), formate una palla e mettetela a riposare in frigorifero, avvolta nella pellicola trasparente, per almeno due ore.

Su di una spianatoia stendete due terzi della pasta preparata con un mattarello in una sfoglia dello spessore di circa 3 mm, che vi servirà a rivestire lo stampo. Create prima il disco per la base che dovrà essere del diametro della vostra tortiera (io ne ho usata una da 24-26 cm), con il resto formate un salsicciotto che vi appoggerete sopra per formare il bordo.
Farcite con la marmellata livellando bene con un cucchiaio. Stendete il terzo di pasta rimanente e ricavatene delle strisce con le quali andrete a comporre la classica griglia da crostata. Cuocete nel forno già caldo a 180° per circa 15-20 minuti.


Ehm, ehm...ora lo posso dire...Oggi è il mio primo BLOG-COMPLEANNO!! Mamma mia come passa il tempo, mi sembra ieri che ho iniziato questo percorso! Quante amicizie ho stretto, quante cose ho appreso, quante ricette ho sperimentato in quest'anno...
Non posso che ringraziare di cuore tutti coloro che hanno creduto in me, passando anche solo una volta di qui e lasciando una loro traccia in queste pagine nate con umiltà e tanto amore per la cucina! Grazie a tutti voi dell'affetto, della stima e di avermi permesso di crescere fino a superare le 140mila visite (solo da quando ho inserito il contatore!!)

sabato 20 dicembre 2008

Vanillekipferl alle nocciole


Centesimo post!!! Giornate pienissime dove non sono quasi mai a casa, con la conseguenza di non riuscire a seguire i vostri blog, se non fugacemente e in sordina (sorry!!). L'avvicinarsi del Natale, con la corsa agli ultimi regali (gira che ti rigira, per quanto mi organizzi ed anticipi la tempistica, riesco sempre ad avere qualche dono da stanare in "Zona Cesarini"...mistero). Le cene tra amici per scambiarsi pensierini e auguri. Il confezionamento dei biscotti da regalare... Ecco, qui volevo arrivare.

E' ("finalmente!" direbbe mia mamma) finita anche in casa mia la produzione biscottifera, le scatole di latta (reperti delle incursioni all'Ikea) sono state esaurite e colmate, quindi provvedo a postarvi le ultime ricette. Mi rendo conto che il blog sta diventando un po' monotematico, ma ci tengo a proporvi queste idee prima di Natale, in modo che i ritardatari e, perchè no, chiunque si sia lasciato ingolosire, possano riprodurle. Poi ci sarà tempo per tutti gli altri piatti arretrati ora passati in secondo piano, anche perchè dopo le feste urge periodo di dieta, che qui stiamo lievitando come dei panettoni!


Questa ricetta non vi dirà niente di nuovo. Vanillekipferl. Sono giorni che li vedo spopolare tra i blog! Chi ha seguito la ricetta di Sigrid (con le mandorle), chi quella di Kja (mandorle e noci)...io ho optato per la versione di Alex, perchè avevo proprio voglia di cambiare un po' utilizzando le nocciole e non le solite mandorle.

I Vanillekipferl sono biscotti alla vaniglia tipici della tradizione austriaca e tedesca, vengono preparati per l'Avvento. Dalla caratteristica forma a mezzaluna (o a cornetto) sono semplicissimi e molto divertenti da realizzare. L'impasto, estremamente burroso, conferisce loro una friabilità e una scioglievolezza fantastica e il sapore, al primo morso, è quello inconfondibile dei nostri canestrelli.
Se li dovete regalare vi lascio un unico suggerimento: NASCONDETE le scatole di latta, perchè sono così buoni che la tentazione di andarne a trafugare uno ogni tanto colpirà ogni membro della vostra famiglia (storie di vita vissuta)!!

VANILLEKIPFERL ALLE NOCCIOLE

Ingredienti x 50-60 biscotti:

75 gr di nocciole (meglio acquistare nocciole già pelate, in alternative tuffarle in acqua bollente, raffreddarle sotto acqua corrente e pelarle, ma siccome è un lavoro certosino io ho utilizzato nocciole non pelate e la riuscita è stata comunque ottimale)
225 gr di farina
75 gr di zucchero a velo
una presa di sale
la scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato
2 baccelli di vaniglia (in alternativa, una bustina di vanillina)
200 gr di burro freddo

Inoltre:
35 gr di zucchero a velo
2-3 cucchiai di zucchero vanigliato *
(non disponendo dello zucchero vanigliato, ho mescolato 35 gr di zucchero a velo vanigliato a 2-3 cucchiai di zucchero semolato)

Tostare le nocciole in una padella antiaderente, farle raffreddare e tritarle molto finemente. Mischiare la farina, le nocciole, lo zucchero a velo, una presa di sale, la scorza di limone grattugiata e i semini di vaniglia estratti con la punta di un coltello dai baccelli tagliati in lungo. Tagliare il burro a pezzetti e distribuirlo sul resto degli ingredienti. Amalgamare il tutto velocemente, preferibilmente con le mani fredde, fino ad ottenere un impasto liscio.
Dividere l'impasto in tre parti uguali e formare dei rotoli del diametro di 3 cm circa. Avvolgerli in pellicola e mettere in frigo per almeno due ore o anche tutta la notte.

Preriscaldare il forno a 180°C. Coprire una leccarda con della carta da forno. Tagliare i rotoli di impasto in fette spesse di 0,5- 1 cm, rotolarle fra le mani e formare dei piccoli cornetti.
Disporre i biscotti sulla leccarda e infornare per 10-12 minuti circa. I biscotti non devono scurirsi troppo.

Mischiare lo zucchero vanigliato con il restante zucchero a velo. Estrarre i biscotti dal forno e mischiarli ancora caldi con lo zucchero, o in alternativa cospargerli abbondantemente. Attenzione, si rompono facilmente.

* Lo zucchero vanigliato non è quello a velo, è proprio semolato, ma sa di vaniglia, in Francia si trova in bustine ma si può facilmente preparare in casa, conservando le stecche di vaniglia usate - e perfettamente asciugate - in un barattolo pieno di zucchero, dopo un po’ prende l’aroma della vaniglia. (dal blog del Cavoletto)



Auguro un buon weekend a tutti e comincio con l'augurare un SERENO NATALE a tutti quelli che cominciano a partire per le feste e a salutarci ;-) Un bacione!!

lunedì 17 novembre 2008

Torta Sacher... o almeno ci si è provato!


"Finalmente" siamo giunti all'epilogo della cena. "Finalmente" perchè vi stiamo ormai stressando da due settimane, ne avrete piene le tasche...o no? ;-)
Per concludere degnamente l'incontro abbiamo deciso di cimentarci in un dolce ostico, che da sole rimandavamo sempre di fare.
Pensa che ti ripensa la scelta è caduta concordemente sulla deliziosa Sacher Torte, un'istituzione della cucina austriaca e tirolese. Non credo ci sia bisogno di grosse descrizioni per raccontarvi del tripudio di profumi e di consistenze di questa torta, base di spugnosissimo simil-pandispagna al cacao, strati di confettura di albicocche, tenera glassa di cioccolato. Per non farci mancare niente l'abbiamo decorata e accompagnata con panna montata (grazie mitico Kitchen Aid di Camomilla!) non zuccherata, la morte sua.

Come vedete, la torta intera non è certo perfetta, nonostante l'esecuzione meticolosa. Tutta colpa della glassa che non ne ha voluto sapere di fare il suo dovere: è venuta bella lucida, ma molto densa e per questo motivo difficilmente spalmabile con precisione (confessiamo che era per entrambe la prima copertura, e io non amo fare dolci molto decorati - un po' perchè non mi ritengo all'altezza, un po' perchè per gusto personale mi stomacano panne e meringhe e compagnia bella).
Per ovviare alla brutta copertura, abbiamo tentato una qualche decorazione con la panna montata e scritta "Sacher" di cioccolato fuso che per terrore di rovinarla abbiamo fatto su carta forno e poi trasferito con difficoltà (dato che la glassa è morbida, non si staccava con precisione, anzi si scioglieva) sulla torta, e che poi ho rifinito alla meno peggio zigrinandola con uno stuzzicadente. E' un obrobrio, lo so :-(

Nonostante questo, la torta è uscita un'autentica delizia, spugnosissima, umida, veramente buona buona. Peccato che dopo siffatto pasto luculliano, la sottoscritta si sia impuntata a finire la sua fetta guadagnandosi un blocco di stomaco senza precedenti che Camomilla ha prontamente curato con un bollente Canarino: io non lo conoscevo, si tratta di un digestivo fatto bollendo acqua e scorza di limone (bio!) che va poi bevuto zuccherato a duemila gradi Farehneit, salvo poi finire come Fantozzi a urlare nella foresta e a sbollire la lingua dentro il fiume :-P ...però devo dire che è servito!

Alcuni accorgimenti prima di venire alla ricetta: preparate il pandispagna qualche ora prima in modo tale che si compatti bene prima di procedere al taglio;acquistate una confettura senza pezzettoni salvo dover poi fare come noi che abbiamo rastrellato tutta la torta in cerca di ispessimenti; se la confettura dovesse essere troppo densa, scaldatela leggermente in un pentolino prima di utilizzarla; per sezionare la torta utilizzate un coltello dalla lama affilata, pressando con l'altra mano sulla torta e girandola via via che la tagliate il più dritto possibile.

Dimenticavo: con questa ricetta partecipiamo al Club Sale & Pepe di Novembre!

TORTA SACHER
Ingredienti per 8 persone:
Per la torta:
5 uova piccole
150 g di zucchero semolato
160 g di olio di semi d’arachidi
75 g di farina
20 g di mandorle in polvere
40 g di cacao amaro
1 bustina di lievito vanigliato per dolci in polvere
Sale
Per la glassa e la farcitura:
380 g di cioccolato fondente
1,25 dl di panna fresca
30 g di zucchero semolato
400 g di confettura di albicocche
Procedimento:
Per la torta: separate i tuorli dagli albumi, mettete i primi in una ciotola e montateli con uno sbattitore elettrico insieme a 50 g di zucchero semolato e una presa di sale, aggiungendo poi a filo l'olio. In un’altra ciotola mescolate la farina ed il cacao setacciati, il lievito vanigliato e le mandorle tritate finemente. Montate a neve ferma gli albumi con lo zucchero rimanente e incorporatene metà al composto di tuorli rimescolando dal basso verso l’alto. Aggiungete gli ingredienti in polvere (farina, cacao e livito) a pioggia, terminate con la metà di albumi rimanente e amalgamatela bene sempre rimestando delicatamente.
Imburrate e infarinate uno stampo da 24 cm di diametro, preferibilmente a cerchio apribile, versatevi l’impasto e cuocete nel forno preriscaldato a 180° per circa 45-50 minuti. Trascorso tale tempo, sfornate la torta e lasciatela raffreddare completamente. Con un coltello tagliatela delicatamente a metà, ottenendo 2 dischi.
Per la glassa: Fate sciogliere il cioccolato fondente a pezzetti in un contenitore a bagnomaria. In una casseruolina versate 20 g di acqua e lo zucchero semolato e mescolate fino ad ottenere uno sciroppo. Scaldate la panna, aggiungetela allo sciroppo ed infine incorporate il cioccolato fuso rimestando fino a quando il composto sarà perfettamente amalgamato.
Montaggio: prendete il primo disco di torta, spalmate su tutta la superficie un velo di confettura di albicocche, aggiungete il secondo disco e distribuite nuovamente la confettura nella parte superiore e lungo i bordi. Disponete la torta farcita su di una grata, versate al centro la glassa al cioccolato e distribuitela su tutta la torta. Trasferite il dolce su di un piatto da portata e fatelo raffreddare in frigorifero per 2-3 minuti e servite, magari accompagnato da un po’ di panna montata.


Prima di salutarvi volevo suggerirvi di andare a vedere questo film al cinema.



A parte la solita, ottima regia di Clint Eastwood, un'Angelina Jolie (bellissima e perfettamente contestualizzata) e un John Malkovich veramente impeccabili, la storia è una vicenda vera, tragica, dolorosa, un fatto crudo come pochi che si svolge nell'America protezionistica della Grande Depressione degli anni 20; sullo sfondo una polizia corrotta e dittatrice, che manda in ospedale psichiatrico le persone scomode e il cui unico interesse è farsi bella agli occhi della stampa, la storia di una donna cui sparisce il figlio e alla quale ne viene restituito uno sbagliato e che lotta strenuamente per ottenere giustizia e verità su una tragedia che lascia sconcertati per la sua assurda crudeltà.
Inutile dire che ho pianto come un'aquila per metà del film, ho provato veramente emozioni molto intense come da tempo non provavo per una pellicola: schifo, terrore, disperazione, rabbia, tenerezza, pena, sconcerto, sconforto. Bello, crudele, ma bello. Andatelo a vedere.