domenica 19 luglio 2009

Un cake salato tutto da copiare!




The show must go on. Della serie: beccatevi e copiatevi sto cake mò! ;-)))

Per il mio compleanno un'amica mi aveva regalato un libro di cucina della Mondadori sui piatti unici. Le foto sono davvero molto belle, il che per la sottoscritta è conditio sine qua non per provare una ricetta, direi si fosse già capito ;-) Beh, la prima di queste ricette mi aveva particolarmente colpita per l'associazione degli ingredienti e per il risultato multicolore ma estremamente raffinato che ne derivava. Poi caso ha voluto che anche lei provasse questa ricetta, trovata su un vecchio Sale e Pepe (il che mi ha determinato in ordine al fatto che, gira che ti rigira, le ricette sempre quelle sono!). L'intenzione di farlo è rimasta, appunto, un'intenzione fino a pochi giorni fa, quando è diventata una gustosa e godibilissima realtà. Mio prezioso complice, un sacco di fagiolini venuti dritti dritti dalla campagna, freschi e tenerissimi.

Il risultato è sorprendente: un cake fresco fresco, umido e profumatissimo, davvero interessante anche grazie alla croccantezza delle noci che giocano un ruolo davvero fondamentale e si sposano a meraviglia - ma questo già si sapeva - con i formaggi erborinati (ah, prima che mi scordi: ho sostituito il Roquefort, non avendolo trovato, con del gorgonzola saporito).

Che altro dirvi? Fatelo, servitelo per l'aperitivo, per un brunch, per un picnic, come piatto forte abbinato ad un'insalatina di stagione, oppure insieme a salumi e formaggi con le confetture. Vietato solo ai timorati del puzzolente formaggio ;-)



CAKE SALATO CON FAGIOLINI, ROQUEFORT E NOCI


Ingredienti:
250 gr. di farina 00
150 gr. di fagiolini
100 gr. di Roquefort (o gorgonzola, preferibilmente piccante)
50 gr. di gherigli di noce
3 uova
1 dl di latte
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 bustina di lievito istantaneo per torte salate
sale

Mondate i fagiolini, eliminando le estremità e i filamenti, e tagliateli a tocchetti di circa 1-2 cm. Cuoceteli in acqua in ebollizione salata per 5 minuti, quindi scolateli, fateli raffreddare in una ciotola con acqua e ghiaccio (operazione necessaria per bloccarne la cottura e preservarne il colore brillante) e asciugateli su di un burazzo pulito.

In una capiente ciotola, utilizzando una frusta a mano, sbattete le uova con un pizzico di sale, quindi, con l'ausilio di un cucchiaio di legno, incorporate la farina setacciata insieme al lievito. Aggiungete i fagiolini a pezzetti, il roquefort sbriciolato, i gherigli di noce spezzettati grossolanamente, il latte e l'olio, mescolando il tutto fino a quando sarà omogeneo e privo di grumi.

Rivestite uno stampo da plumcake della capacità di 1 litro con della carta da forno bagnata e strizzata, versatevi l'impasto e livellatelo sbattendolo delicatamente sul piano di lavoro. Cuocete nel forno già caldo a 200° (se il vostro forno cuoce molto come il mio a 180°) per circa 35 minuti, verificando la cottura con uno stecchino di legno che dovrà uscire asciutto.

Sfornate il cake, lasciatelo riposare per 5 minuti, quindi sformatelo e trasferitelo su di un piatto da portata. Servitelo con dei fagiolini cotti al vapore e un’insalatina verde di stagione.


Di quando viene voglia di chiudere il blog....(ancora copioni!)

Sottotitolo: ti alzi una domenica mattina, sei quasi insonne da tre giorni, giusto un filino nervosa per lo stress accumulato, apri la posta elettronica e ti trovi la segnalazione della tua amica Anemone dell'ennesimo copione di foto. E oltretutto un pessimo copione, che non solo ha preso la foto senza permesso, non solo l'ha usata per una ricetta che non c'entra un fico secco, non solo l'ha privata della tua firma ma ha persino cancellato il titolo in modo ridicolo e del tutto evidente.

Vi state chiedendo se il sito è a scopo di lucro? Fate vobis!

http://www.guadagnorisparmiando.com/ricette-economiche-2/ricette-economiche-pane-zucchine-curry/

http://muffinscookiesealtripasticci.blogspot.com/2009/03/insalata-di-tonno-con-zucchine-patate-e.html

Ed ecco quanto ho scritto loro, ormai dovrei farmi il modulo prestampato! Poi se copiano così spudoratamente da un blog modesto come il mio, mi domando che succeda quotidianamente a molte di voi!

"Mi è stato segnalato il vostro utilizzo abusivo di una mia foto, presa senza permesso in palese violazione delle regole Creative Commons esplicitate anche in modo piuttosto evidente sul mio blog, oltretutto modificando la foto privandola sia del titolo (con palese cancellazione!) che della firma.
Si tratta di questa, in relazione a questo mio post:
http://www.guadagnorisparmiando.com/ricette-economiche-2/ricette-economiche-pane-zucchine-curry/
http://muffinscookiesealtripasticci.blogspot.com/2009/03/insalata-di-tonno-con-zucchine-patate-e.html

Alla luce di quanto vi chiedo l'IMMEDIATA rimozione della stessa, altrimenti procederò per vie legali.
In attesa di una risposta. "

Bah, io sono stufa. E' così difficile capire che non ho tempo nè voglia di stare dietro ai porci comodi di certa gente? E' forse scritto in aramaico, qui a lato, quali sono le condizioni di utilizzo?! Io non lo so. Comunque non temete, il blog non lo chiudo di certo...però CHE DUE PALLE!

lunedì 6 luglio 2009

Quiche di ciliegini al prosciutto



C'è poco da fare. Il pomodoro è e rimane il protagonista indiscusso delle tavole estive, almeno della mia. Non foss'altro per la sua versatilità, essendo ingrediente duttile sia nelle pietanze fredde che in quelle calde, o per l'estrema varietà di tipologie che possiamo trovare sui banchi del verduraio. Insomma, se non si fosse capito a casa mia il pomodoro non manca praticamente mai.


Questo che vi propongo è un modo gustoso per utilizzare i pomodorini ciliegia al di là delle solite insalate, capresi, sughetti sciuè-sciuè & co. Ed anche coreografico, il che rende questa quiche ideale per un buffet o per una cena informale in terrazzo, perchè no? A parte che basta davvero un accorgimento semplice come una brisèe ai semi di sesamo per svecchiare la solita, vista e rivista, torta salata.

Purtroppo la ricetta della brisèe che ho trovato sulla rivista (Cucina Moderna) non si è rivelata attendibile. Mi aveva perplessa sin dall'inizio l'assenza di acqua nell'impasto (200 gr di farina; 100 gr di burro, 1 tuorlo, 1 cucchiaio di semi di sesamo, sale e pepe. Niente albume, niente acqua fredda?) ma ho voluto a fidarmi, a torto, peccando di inesperienza. Anche se non sembrava dall'impasto a crudo, a conti fatti la pasta della quiche è risultata del tutto inadeguata: si sfarinava e lasciava in bocca uno spiacevole gusto di farina cruda. Per questo motivo vi riporto sì la ricetta, omettendo però l'impasto e consigliandovi invece di fare la pasta da quiche di Felder con l'aggiunta di 1 cucchiaio di semi di sesamo. Con quella non si sbaglia!




QUICHE DI CILIEGINI AL PROSCIUTTO


ricetta tratta e riadattata da Cucina Moderna - Agosto 2008


Ingredienti x 8 persone:


Per la pasta brisè:
1 dose di pasta da quiche di Felder con l'aggiunta di un cucchiaio di semi di sesamo


Per il ripieno:
350-400 gr di pomodorini ciliegia (la ricetta ne prevedeva 500 gr ma sono decisamente troppi; regolatevi in base alla superficie della tortiera, deve esserne coperta)

150 gr di prosciutto cotto a fette
200 ml di panna fresca

2 uova

timo, preferibilmente fresco

sale e pepe


Inoltre:

1 tuorlo

semi di sesamo q.b.


Lavate i pomodorini, tagliateli a metà, svuotateli con delicatezza dei semini e disponeteli capovolti su carta da cucina o scottex.
Preparate la pasta da quiche al sesamo secondo il procedimento che trovate qui. Dopo il consueto tempo di riposo in frigo, prelevate la pasta e con il mattarello stendetela su di un foglio di carta da forno, aiutandovi eventualmente con un po' di farina perchè non appiccichi, ad uno spessore di circa 3-5 mm.

Mettete la pasta, con la carta da forno rifilata circolarmente, in una tortiera (io ne ho utilizzata una di 22 cm di diametro), aggiustate il bordo, spennellatelo con il tuorlo e cospargetelo con un po' di semi di sesamo.

Sbattete con una frusta a mano le uova con la panna, qualche pizzico di sale, del pepe e un po' di foglioline di timo.

Distribuite sulla pasta il prosciutto cotto, i pomodori con la parte tagliata rivolta verso l'alto e, omogeneamente, il composto di uova. Se vi piace potete cospargere anche la superficie con un po' di semi di sesamo, proprio come ho fatto io.
Cuocete in forno caldo a 180° per circa 40 minuti. Servite tiepida o a temperatura ambiente.

UN'IDEA PER I PIU' PAZIENTI: se avete in programma un invito per un aperitivo easy-chic tra amici, anzichè fare la quiche intera potete realizzare delle mini-quiches foderando di brisèe degli stampi da tartelletta/crostatina e farcendole come sopra. Saranno sicuramente più carine da presentare, meno schizofreniche da servire e più facili da mangiare ;-)


giovedì 2 luglio 2009

Insalata di pollo alla greca (Rob docet!)




L'idea per questa ricetta mi è stata data indirettamente dalla carissima Rob. Appena tornata dalle vacanze sono passata sul suo blog per aggiornarmi sugli arretrati e ho trovato menzione di un'insalata di pollo che aveva fatto ed apprezzato senza averla potuta fotografare. La ricetta mi ha subito conquistata, gli ingredienti li avevo tutti, quindi ho subito dato il via alle danze.

Gli ingredienti? Semplicissimi. Petto di pollo grigliato (ma potete usare anche del pollo arrosto o allo spiedo avanzato. Sì, proprio quello che il giorno dopo non vuole nessuno perchè è tanto triste), insalata, pomodori, anelli di cipolla di Tropea, fette di patate grigliate, olive nere, cubetti di feta. Il tutto insaporito da una gustosa citronette aromatizzata all'aglio (stendiamo un velo pietoso sull'alito che avrete dopo!).


Non me ne vorrà, la dolce Rob, se la posto. E' veramente buona e fresca, adattissima a questi giorni così afosi. Sono sicura che conquisterà anche voi, proiettandovi all'istante sotto un gazebo, con di fronte un mare azzurro cielo e in lontananza piccole casette bianche dalle imposte blu cobalto.



INSALATA DI POLLO ALLA GRECA

ricetta tratta da
Ginger & Tomato

Ingredienti x 4 persone:

500 gr di petto di pollo a fette (o avanzi di pollo arrosto)
2 patate
1 pomodoro
1 piccola cipolla rossa di Tropea
10 olive nere
200 gr di feta
200 gr di insalata mista
½ cucchiaino di origano
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
olio extravergine d’oliva
3 cucchiai e ½ di succo di limone
1 spicchio d’aglio
sale e pepe

Mettere in un piatto piano 2 cucchiai di succo di limone e aggiungere l’origano, la scorza di limone grattugiata e una bella macinata di pepe. Mescolare l’intingolo con una forchetta e mettetervi il pollo, massaggiandolo bene con le mani.
Nel frattempo fare scaldare una bistecchiera. Quando la bistecchiera sarà ben calda, prelevare il pollo dall'intingolo e metterlo a cuocere, grigliando la carne per alcuni minuti, da ambo i lati, fin quando non sarà ben cotta. Quindi togliere il pollo dal fuoco, disporlo in un piatto e salarlo.

Pelare e lavare accuratamente le patate e tagliarle a fette non troppo sottili. Spennellare le fettine di patate con l’intingolo rimasto nel piatto e grigliarle nella stessa bistecchiera usata per la carne. Lasciarle cuocere per circa 3 minuti da ogni lato (potrebbe occorrere qualche minuto in più) e poi toglierle dal fuoco e farle freddare.

Prendere un'insalatiera capiente e mettervi l'insalata. Lavare il pomodoro, tagliarlo a spicchi o a fette e metterlo nell'insalatiera. Pelare la cipolla, lavarla e tagliarla ad anelli, quindi unirla alle altre verdure insieme alle patate grigliate e alle olive. Tagliare il pollo a bocconcini o a striscioline e la feta a dadini ed aggiungerli all'insalata.

In una ciotola preparare il condimento per insaporire l’insalata, mescolando il succo di limone rimasto, lo spicchio d’aglio schiacciato, un pizzico di sale e tre cucchiai d’olio ed emulsionando bene tutto. Versarlo sull’insalata, rigirare accuratamente e servire in tavola.


martedì 30 giugno 2009

Cherry Muffins...ed è Paoletta-mania!



Eccomi di ritorno da una settimana di mare quasi esclusivamente all'insegna del brutto tempo, fatta eccezione per gli ultimi tre giorni in cui abbiamo cercato di fare incetta di sole & abbronzatura, salutare sport da spiaggia e rigeneranti sguazzate. Per il resto tanto, tanto relax, buon cibo (della "suocera") e anche un po' di studio (ebbene sì, mi è toccato). Al rientro sono stata presa da una voglia irrefrenabile di riprendere in mano le redini del mio blog, di cucinare tante cosine, di rinnovare la grafica, di sperimentare...anche se all'atto pratico mi sento a dir poco arrugginita e mi trovo in uno strano limbo "ne ho voglia/non ne ho voglia/emmò che cosa cucino tra tutta sta roba?!": vi è mai capitato? Comunque sia oggi dopo pranzo, nell'attesa di riprendere a studiare, ho deciso di mettermi ai fornelli e di preparare un dolcino.

Devo essere in piena Paoletta-mania, dato che tra tante cose appuntate da tempo immemore il mio istinto mi ha condotto verso questi muffins che avevo visto, innamorandomene, proprio prima di partire. Complice una confezione di Duroni di Vignola acquistati giusto ieri, non ho dovuto attendere molto prima di gustare il prodotto di questa deliziosa ricetta, che ad assaggio avvenuto non posso che definire perfetta. D'altronde è la stessa Paoletta, in quel post, a regalarci un prontuario del perfetto muffin: ovviamente è già entrato nei best of del mio ricettario ;-)



Questi fantastici muffins, oltre ad essere incredibilmente buoni, hanno dalla loro una presenza estetica di tutto riguardo. Per me che cerco sempre di dare più che un occhio alla gradevole riuscita dei cibi sono stati amore a prima vista: la ciliegia incastonata nel muffin, con il picciolo che fuoriesce vezzosamente, li rende adatti anche alle occasioni più formali, specie se li preparate utilizzando dei pirottini colorati di colore rosso. Per l'occasione ho avuto modo di sperimentare anche i pirottini di silicone inviatimi dalla Silikomart (foto qui sotto), davvero di eccellente qualità dato che i muffins si sformavano perfettamente. Peccato che fossero soltanto quattro, ma per fortuna ho rimediato con dei pirottini di carta rossi regalatimi da lei.

Quello che mi ha particolarmente colpito è stata la perfetta consistenza di questi muffins, ingentiliti dal succo rilasciato dalla ciliegia durante la cottura, che assume una consistenza simile a quella della marmellata. Volendo, una volta freddi, potete spolverizzarli con dello zucchero a velo: io ho preferito non farlo, erano talmente belli già così che avevo quasi timore di rovinarli! ;-)



CHERRY MUFFINS

Ingredienti secchi:
145 gr di farina 0
145 gr di farina 00
170 gr di zucchero
2 cucchiaini e 1/2 di lievito per dolci
1/4 di cucchiaino di bicarbonato
1/4 di cucchiaino di sale

Ingredienti umidi:
1 uovo
220 ml di latte
65 gr di olio di semi

Ingredienti a pezzi:
150 gr di ciliegie, snocciolate e ridotte a 3-4 pezzetti ognuna. Farle scolare se si vede che rilasciano molta acqua.

Inoltre:
Tante ciliegie col picciolo quanti sono gli stampini. Nel mio caso ne ho tenute da parte 12, Paoletta ne ha ottenuti 16.

Prendere due ciotole. In una mettervi gli ingredienti secchi: lo zucchero e il sale, quindi la farina, il lievito e il bicarbonato setacciati insieme. Nell'altra ciotola sgusciarvi l'uovo, sbattendolo leggermente con una forchetta, quindi unire il latte e l'olio.
Rovesciare gli ingredienti umidi su quelli secchi, aggiungere gli ingredienti a pezzi, ossia le ciliegie, e mescolare con un cucchiaio da tavola solo fino a quando sono combinati e non si vede più la farina. L'impasto deve rimanere grumoso.
Riempire per 3/4 16 (nel mio caso 12) pirottini di carta, precedentemente inseriti in una teglia per muffins oppure in altrettanti cuki di alluminio. Inserire in ogni pirottino una ciliegia, lasciando fuori il picciolo e poco, poco del frutto.
Cuocere a 190°/200° in forno statico o a 170° in forno ventilato per 20-25 minuti. Sfornarli, lasciarli raffreddare e, se si desidera, spolverarizzarli di zucchero a velo.



martedì 16 giugno 2009

Chi non muore.........fa la torta di mele!!!



No, non state avendo una visione dovuta alla troppa afa di questi giorni (sono le 8.30 di mattina e mi sembra di squagliarmi da un momento all'altro, voi no?)...sono proprio io! Eh si, finalmente ieri è arrivato il tanto atteso giorno dell'esame. Vi risparmio i dettagli sui livelli di stress raggiunti perchè potrei anche scadere nel vomitevole (giusto per restare in tema), vi basti sapere che è stato un mese in cui ho studiato giorno per giorno, weekend compresi con sveglia alle 7, uscite limitate al corso di nuoto due sere a settimana e poco, pochissimo altro. Di cucinare non se ne è parlato o quasi, ovviamente. Ero veramente arrivata a livello e non mi vergogno di confessare che i momenti di crollo sono stati ben più di uno...

Ho rotto l'anima a tutti quelli che mi stanno vicino, ma alla fine ce l'ho fatta!!! :-))))) Ho superato la bestia nera, Diritto Processuale Penale avanzato, l'esame che terrorizza tutti per la sua complessità e soprattutto per la commissione alquanto esigente (sono buona, sia chiaro). Pensate che ieri avran bocciato il 70-80% delle persone (shok), quindi mi è parso di essere una miracolata quando il prof mi ha interrogata, facendomi quattro domande, tenendomi sotto pochissimo mentre gli altri ci stavan dei 45 minuti/1 ora, non lasciandomi quasi finire, per poi scrivere 30 sul libretto :-O Mi sono quasi sentita in colpa, non riesco ancora a capire come sia potuto accadere (l'avrò rimbambito di parole?)....ma tant'è, e io ne sono felicissima, anche se ci ho dovuto perdere la salute! Ora tocca preparare un altro esamone, l'ultimo, che dividerò tra luglio e settembre, ma sarà l'ultimo sforzo prima della tesi e sono convinta che ce la posso fare, finalmente. Mi scuserete ancora, se continuerò a mancare per un po', vero?

E poi sabato parto per una settimana al mare, in Gargano...i suoceri ci hanno offerto vitto e alloggio gratuito alla casa che hanno affittato, e come rifiutare tanta generosità e la possibilità di studiare ritemprandomi in spiaggia? ;-)



Uhm, mi sono dilungata anche troppo...ma era così tanto che non scrivevo qui! A momenti non ricordavo manco la password del blog :-P Concludo con un ringraziamento speciale a chi ha speso una parola per me in questo periodo di assenza e anche a chi non ha scritto ma magari mi ha pensata anche solo un istante in questo lungo periodo di assenza. Beh, e vi lascio con una ricetta, che credevate?!? :-P Classica, semplicissima, veloce e consolante torta di mele fatta un giorno di ormai 3 settimane fa, quando ancora non stavo in apnea da studio, i miei erano via, il moroso reclamava attenzioni mangerecce (ho imparato a fare un sacco di piattini semplici e veloci delle sue zone, prima o poi ve li ripropongo!) e le mele appassivano prive di attenzioni. La ricetta è di Paoletta, of course.




TORTA DI MELE AFFONDATE

Ingredienti:

200 gr di farina
150 gr di zucchero
2 uova
1 confezione di panna da cucina da 200 ml (io ho usato panna uht da montare)
1 bustina di lievito per dolci
4 cucchiai di olio di semi
2 mele golden

Inoltre:
zucchero q.b.
cannella q. b.
qualche fiocchetto di burro

Sbattere con le fruste elettriche le uova con lo zucchero finchè non diventano chiare e spumose. Aggiungere l'olio, metà della panna, la farina e il lievito setacciati e infine l'altra metà della panna.
Versare il composto in uno stampo di 22 cm di diametro imburrato e infarinato e affondarvi le mele precedentemente tagliate a fette grosse, disponendole a raggiera.
Spolverizzare di zucchero e cannella, cospargere con qualche fiocchetto di burro e infornare a 180° per 45 minuti circa (a me, col ventilato, ne sono bastati circa 30-35).
Durante la cottura le mele affonderanno un pò e l'impasto si gonfierà tutt'intorno, creando un bellissimo disegno.

Note:
- si possono sostituire le mele con fette di ananas sciroppato, disposte una al centro e le altre tutte intorno.
- si può sostituire la panna con 100 gr di yogurt bianco e 60 gr di burro fuso.


giovedì 21 maggio 2009

Spaghetti alla chitarra con asparagi, robiola e erba cipollina



Di necessità virtù, si dice. Difatti venerdì scorso, dato che all'indomani sarei dovuta partire per un weekend lungo in Puglia, ho aperto il frigo e ho selezionato con cura quegli ingredienti che era necessario fare fuori prima della mia partenza, pena le lamentele impietose dei miei genitori che sarebbe andato tutto a male (dato che ormai, qui, s'è diffusa l'insana abitudine che se non cucino io, non cucina nessuno e si campa a pane e affettato. E dato che io di tempo per cucinare non ne ho, fate voi i vostri conti...).

Il frigo offriva, tra il resto, spaghetti alla chitarra, robiola e asparagi. Caso volle che la signorina Virginia, tempo addietro, avesse proposto proprio l'abbinamento robiola e asparagi con l'aggiunta di erba cipollina, quindi la mia felice intuizione ha avuto in lei una sicura conferma, anzi un arricchimento ;-)

Ricetta facile facile, a prova di imbranato; veloce veloce, per chi non ha tanto tempo per cucinare (io, ad esempio?!? Mamma mia, sto già sclerando e mancano ancora 25 giorni :-((( )



SPAGHETTI ALLA CHITARRA CON ASPARAGI, ROBIOLA E ERBA CIPOLLINA

Ingredienti x 3-4 persone:

250 gr di spaghetti alla chitarra (o tagliolini, linguine, stringozzi ecc.)
una decina di asparagi grandi
100 gr di robiola
latte q.b.
erba cipollina q.b.
olio extravergine d'oliva q.b.
sale e pepe q.b.

Pulire gli asparagi pelandone la parte finale del gambo con un pelapatate e tagliando via l'ultimo pezzo, il più duro. Lavarli sotto l'acqua corrente, asciugarli e tagliarli a tocchetti, lasciando intatte le punte.
Mescolare a crema con un cucchiaio la robiola con un goccio di latte, salare e pepare, quindi insaporire con l'erba cipollina tagliuzzata finemente con le forbici.
In una larga padella, saltare gli asparagi a tocchetti in un filo di olio, salare e pepare, quindi portare a cottura con un po' di acqua calda, aggiungendo le punte a 7-8 minuti dalla fine. In tutto occorreranno sui 15 minuti. A cottura ultimata, spegnere il fuoco e amalgamare gli asparagi con la crema di robiola.
Intanto cuocere la pasta al dente in abbondante acqua bollente salata, scolarla e saltarla velocemente nella padella, a fuoco dolce, mantecando con il condimento.



giovedì 14 maggio 2009

Il pasticciotto salentino

Premessa. Sono totalmente sommersa dallo studio e, purtroppo, fino a metà giugno non riuscirò a postare con più frequenza (anche perchè non ho proprio tempo per cucinare, nemmeno nel weekend :-( ) nè a passare da alcun blog...ogni tanto può capitare che riesca a fare un salto tra una pausa e l'altra, ma ci tenevo a specificarlo nel caso qualcuno si chiedesse che fine avessi fatto, gridasse all'ingratitudine o temesse qualche ripicca nei suoi confronti, ihih ;-) Mi dispiace, non sapete quanto, anche perchè sto già sclerando...ma l'esame viene prima di tutto, ora. Riesco quindi a postare al volo questa ricetta, solo per il fatto che avevo già in buona parte scritto il post prima di fare questo dolce, sabato scorso.



Il pasticciotto è un dolce tipico del Salento, in particolare delle zone del leccese e del brindisino. Nel resto della Puglia è facile non sappiano manco cosa sia, prova ne sia che il mio ragazzo, originario della provincia di Foggia, mi ha guardata con aria interrogativa quando gli ho accennato, tutta entusiasta, della volontà di prepararglieli (lui che tanto adora la crema pasticcera...). Si tratta di un dolcetto di simil pasta frolla (dico "simil" perchè l'impasto, per tradizione, vuole lo strutto e non il burro), farcito con densa crema pasticcera e, per i più vezzosi (ma la tradizione non lo prevede), con un cuore di amarena sciroppata. Dalla caratteristica forma ovale, il pasticciotto salentino viene gustato ancora caldo a colazione, a casa, al bar, al forno di fiducia.

Ma come nasce il pasticciotto? La tradizione narra che correva l'anno 1745; nel paese di Galatina (Le) un maestro pasticciere, Nicola Ascalone, che si arrabattava per inventare un dolce nuovo ed insolito che stuzzicasse la curiosità degli avventori, usò ciò che gli era rimasto da un impasto precedente, per dar vita ad una torta piccola piccola. Il pasticciere, non dando importanza al risultato da lui ottenuto, da lui stesso definito un pasticcio, lo regalò ancora fumante ad un passante. Il dolce riscosse un successo insperato, ed il passante chiese al pasticciere che gli facesse qualche altro dolce uguale a quello, così da portarlo a casa.


Del pasticciotto esistono alcune varianti:

- il Fruttone, che ha la stessa forma e lo stesso guscio di pasta frolla, ma è ripieno di pasta di mandorle e confettura di albicocche o mele cotogne ed ha la superficie ricoperta di uno spesso strato di cioccolato fondente.
- una versione a torta, che manco a dirlo si chiama "torta pasticciotto".
- proprio negli ultimi tempi si è diffusa una simpatica variante: il pasticciotto Obama, fatto con la pasta frolla al cacao e farcito di crema gianduia o crema al cacao, ormai talmente diffuso da avere persino un
suo sito.

La ricetta che leggete qui sotto l'ho vista e carpita da Palma d'Onofrio, a "La Prova del cuoco". L'ho seguita con precisione e l'ho trovata molto valida. Non avendo il caratteristico stampino ovale liscio che si usa per il pasticciotto, ho risolto con degli stampini zigrinati da tartelletta, il risultato non cambia.




PASTICCIOTTO SALENTINO

Ingredienti:

Per la pasta:
300 gr di farina 00 (la ricetta ne prevedeva, per mezza dose, 250 gr con 1 uovo e mezzo, quindi usando 2 uova me ne è occorsa di più per ottenere un composto molto morbido ma non troppo appiccicoso e comunque lavorabile)
125 gr di zucchero
100 gr di strutto (o burro)
2 uova
la scorza grattugiata di mezzo limone
5 gr (1 cucchiaino raso) di ammoniaca in polvere (*)
un pizzico di sale

Per la crema pasticcera:
450 gr di latte intero
50 gr di panna fresca
4 tuorli
150 gr di zucchero
45 gr di amido di mais (maizena)
1 pizzico di sale
1 bacca di vaniglia

Inoltre:
amarene sciroppate (facoltative)
albume q.b.
zucchero a velo q.b.

Per la crema pasticcera:
Utilizzando le fruste elettriche, montare i tuorli con lo zucchero, la raschiatura della bacca di vaniglia, il sale e l'amido di mais fino ad ottenere un composto chiaro e omogeneo.
Nel frattempo portare e ebollizione il latte con la panna, aggiungerlo alle uova montate in precedenza filtrandolo attraverso un colino (in questo modo si trattiene la pellicola eventualmente formata in cottura) e mescolando il composto con una frusta a mano. Rimettere il tutto nella pentola sul fuoco e cuocere la crema fino a che non sia densa, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno.
Non preoccupatevi se sembra formare dei grumi, mescolando velocemente questi si dissolveranno facilmente grazie all'impalpabilità della maizena.
Trasferire la crema in una ciotola e farla raffreddare coperta con pellicola a contatto (in modo da impedirle la formazione della crosticina).

Per la pasta frolla:
Impastare velocemente tutti gli ingredienti nel mixer, lavorare brevemente a mano la frolla e metterla a riposare in frigorifero avvolta in pellicola trasparente, per circa 45 min/1 ora.

Ungere degli stampini di forma ovale con strutto fuso e infarinarli.
Stendere la pasta frolla aiutandosi con abbondante farina e usarla per foderare gli stampini.
Mettervi dentro un cucchiaio di crema pasticcera (non esagerare perchè in cottura la crema si gonfia e rischia di fuoriuscire) e, a piacere, un'amarena sciroppata (io ne ho messe due, in quelli a barchetta).
Ricoprire con altra pasta frolla stesa, premendo bene i bordi per sigillare il pasticciotto, e rifilare la pasta in eccesso.
Con uno stuzzicadente fare un forellino al centro del dolce, spennellare la superficie con dell'albume e infornare a 180° per 20 minuti circa. Il pasticciotto dovrà presentarsi dorato e non dovrà presentare crepe in superficie. Non preoccupatevi se in cottura la copertura tende a sollevarsi dalla crema, raffreddandosi si riassesta.
Spolverarizzare con lo zucchero a velo e servire.

(*) L'ammoniaca è un agente lievitante impiegato per aumentare istantaneamente il volume dell'impasto. Va utilizzata in piccole dosi (20 gr per 1 kg di farina) e per dolci di piccola dimensione che ne permettano la dispersione. L'odore di ammoniaca che si sviluppa durante la cottura è del tutto normale e sparirà completamente una volta raffreddato il dolce.



venerdì 8 maggio 2009

Barchette di peperoni ripiene di tonno e mais


Umpf, sono febbricitante, che due scatoline... Ci mancava solo questa, prima del weekend, mi pare ovvio!
(seguono imprecazioni sparse)

Bando alle ciance, oggi per voi una ricetta abbastanza leggera, a patto che digeriate bene i peperoni (altrimenti fate come mia mamma, che si mangiava tutto il ripieno lasciando lì il peperone, elementare no?!?). A parte tutto, questo piatto è perfetto per la dieta, in quanto equilibrato e ben bilanciato: ci sono le verdure, ci sono le proteine date da tonno al naturale, parmigiano e uovo, ci sono i carboidrati dati dal mais e dal (poco) pangrattato. Io ne ho mangiato uno, accompagnandolo con insalata mista e un piccolissimo panino multicereali. E il giorno dopo ho bissato, freddi erano ancora più buoni!

Che altro dirvi? La dolcezza del peperone e del mais si sposa benissimo con la sapidità del tonno e del parmigiano, inoltre sono di una facilità imbarazzante: insomma, decisamente approvati.
Con le dosi che seguono escono quattro barchette (mah, come dimensioni sembravano più degli yacht di peperone, ma vabbè...).



BARCHETTE DI PEPERONI RIPIENE DI TONNO E MAIS


Ingredienti x 2-4 persone:

2 peperoni (uno giallo e uno rosso) di grosse dimensioni

4 scatolette di tonno al naturale da 80g ciascuna
140 gr di mais sgocciolato

2 uova

2 cucchiai di pangrattato

4 cucchiai di parmigiano grattugiato

una decina di foglie di basilico

brodo vegetale fatto con 1/2 dado vegetale e due bicchieri d’acqua
olio extravergine d'oliva q.b.

Lavare i peperoni, tagliarli a metà nel senso della lunghezza, ripulirli dai semi e dai filamenti bianchi interni e metterli a cuocere in una pentola, con acqua leggermente salata, per 20 minuti. Scolarli per bene e lasciarli raffreddare.
Fare un composto con il tonno ben sgocciolato e sminuzzato, il mais, le uova, il pangrattato, il parmigiano grattugiato e il basilico tagliuzzato. Amalgamare bene gli ingredienti, riempire le barchette di peperoni con il composto e porle in una teglia rivestita di carta da forno. Versare su ogni barchetta due cucchiai di brodo vegetale, irrorarle con un filo d'olio e cuocerle in forno ben caldo a 180° per circa 30 minuti. Servire tiepide o fredde.

mercoledì 6 maggio 2009

Rotolo di pasta biscotto con ricotta e fragole



Sto letteralmente dando fondo alle mie scorte di foto e ricette da postare... Questa risale a circa un mese fa, è il dolce che ho fatto dopo i cannoncini di indivia, prosciutto crudo e grana e dopo il polpettone di ricotta e speck. Era stata in pratica una cena basata tutta sulla forma a rotolo, devo riconoscere...chissà come mai mi era uscita così!?!

Devo ammettere di non essere una grande esperta di rotoli farciti e di pasta biscuit; le poche volte che l'ho fatta era solo per le girelle di Nutella, anche nella variante con mascarpone e cocco (una bomba, ma sapeste che delizia!). Quel giorno però avevo voglia di un dolce morbido e non troppo pesante, che rendesse giustizia a delle belle fragole che avevo trovato al supermercato. Mi è venuta in provvidenziale soccorso una ricetta di Sale & Pepe di Aprile, un meraviglioso articolo sulla pasta biscotto con due diverse farciture, una delle quali prevedeva una crema di ricotta e fragole al naturale: aggiudicata!

Il rotolo è venuto benissimo,soffice e spugnoso al punto giusto. L'unico problema riscontrato è stato che la troppa farcitura (e me ne è anche avanzata, quindi eventualmente riducetela) ha fatto aprire l'arrotolatura: insomma, più che una girella è uscito un rotolo ripieno, ma era comunque gradevole esteticamente....e veramente buono! Molto più leggero, e non guasta, della classica farcitura con panna montata.



ROTOLO DI PASTA BISCOTTO CON RICOTTA E FRAGOLE
ricetta tratta da Sale e Pepe di Aprile 2009


Ingredienti:


Per la pasta biscotto:
4 uova

80 gr di zucchero
80 gr di farina

20 gr di fecola
un pizzico di scorza grattugiata di limone

un pizzico di sale


Per il ripieno:

300 gr di ricotta
2 cucchiai colmi di zucchero a velo (la ricetta ne prevedeva uno ma per me veniva troppo poco dolce)

4 cucchiai di fragole a pezzetti


Sgusciare le uova separando i tuorli dagli albumi e raccogliendoli in due capienti terrine. Aggiungere ai tuorli lo zucchero e montarli benissimo con le fruste elettriche, fino ad ottenere un composto chiaro, spumoso e che "scrive"; profumarlo con la scorza di limone grattugiata.

Sempre con le fruste elettriche (ben pulite!) montare gli albumi con il pizzico di sale. Utilizzando un leccapentola, mescolarne delicatamente la metà ai tuorli, poi amalgamare al composto la farina e la fecola setacciate, alternandole con un po' dei restanti albumi, fino ad esaurirli.

Versare il composto in una teglia di cm 25x30 circa (se avete comprato quella uscita mesi fa con Sale e Pepe è perfetta), foderata con carta forno, e livellarlo allo spessore di circa 1 cm, prima con il leccapentola, quindi sbattendo delicatamente la teglia sul piano di lavoro per uniformare il tutto.

Infornare a 180° x 10-12 minuti, quindi rovesciare la pasta, con un giro secco, su un foglio di carta forno inumidita e staccare quella usata per la cottura. Coprire la pasta con un altro foglio di carta forno, arrotolarla mentre è ancora calda e farla raffreddare.
Srotolarla con delicatezza e farcirla con la ricotta lavorata al cucchiaio con lo zucchero a velo ed i pezzetti di fragole. Tornarla ad arrotolare, riavvolgerla nella carta e legarne le estremità con spago da cucina.
Mettere in frigo per 2-3 ore prima di tagliare a fette e servire, magari decorando con ciuffi di panna montata o meringhette, e fragole tagliate a metà a cui sarà stato lasciato il picciolo.



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