lunedì 2 marzo 2009

Crostini salsiccia e stracchino


Dopo un weekend trascorso interamente fuori di casa, sono rientrata quest'oggi che la linea Adsl aveva (stranamente!!) subito un guasto. Ora che me l'han sistemata, ho dovuto prima studiare il programma odierno e dovendo tra non molto andare in palestra mi sono ritrovata che non sono riuscita a sistemare decentemente le foto, nè tantomeno a scrivere un post su di una ricetta un po' più particolare ed elaborata. Quindi per oggi il convento passa una ricetta facile facile, quasi scontata, decisamente conosciuta, estremamente veloce ma... semplicemente DE-LI-ZIO-SA!

Sfido ormai chiunque a non aver mai provato questi crostini, anche se devo dire che per me era la prima volta. La prima di una lunga serie, dovrei dire, dato che me ne sono follemente innamorata e non credo li abbandonerò tanto a cuor leggero. Siccome ho letto da qualche parte che si tratta di una ricetta toscana, ho pensato di aggiungervi dei semi di finocchio, un po' a voler ricreare quel delizioso salume, che io tanto adoro, che è la Finocchiona. L'abbinamento si è rivelato riuscitissimo ed è piaciuto da matti, quindi se vi va di provare a variare un po'...


CROSTINI SALSICCIA E STRACCHINO


Ingredienti per 4-6 persone:

una baguette

2 salsicce fresche

150-180 gr di stracchino

sale e pepe q.b.


A piacere:
semi di finocchio


Tagliare la baguette a fette di circa due dita di spessore. Spellare la salsiccia, riporla all’interno di una ciotola e schiacciarla con una forchetta fino ad ottenere una crema. Aggiungervi lo stracchino, amalgamandolo con cura alla salsiccia con l'ausilio di un cucchiaio. Regolare di sale e pepe e, a piacere, unire i semi di finocchio al composto.
Spalmare con un coltello abbondante composto sulle fette di pane e disporre i crostini su una placca rivestita di carta da forno. Cuocere in forno a 200° (o sotto il grill), per una decina di minuti, fino a quando i crostini appariranno leggermente dorati in superficie, la salsiccia sarà gratinata e il pane croccante. Servirli caldissimi.

giovedì 26 febbraio 2009

Canederli allo speck in brodo


Questi sono una mia fissa da un po' di tempo, precisamente da quando li ho mangiati per la prima e unica volta a Bolzano, nel dicembre del 2007, ed è stato amore alla prima forchettata. Ho adorato il loro sapore delicato e sapido al tempo stesso, la loro consistenza corposa e compatta, incredibilmente avvolgente. Un vero comfort food. Di quelli pesi però, dato che erano abbondantemente irrorati di burro fuso e formaggio grattugiato!


Per il compleanno dei miei genitori, festeggiato sabato, ho deciso di proporli come piatto unico, unitamente a due antipastini (di cui uno, le polpette di polenta e taleggio, ve l'ho mostrato la volta scorsa; il prossimo a venire) e al dolce. Per non esagerare e conoscendo l'estrema passione dei miei familiari per il brodo di carne, ho optato per la versione in brodo, anche se per mio gusto personale (eh si, ci vado giù pesa quando occorre) li avrei preferiti nella variante asciutta-ma-irrorata-di-insanissimo-burro. La prossima volta non posso assolutamente tirarmi indietro, al massimo pasteggerò ad insalatina per le due settimane a venire (ma chi ci crede, poi?!)


I canederli sono un piatto tipico della cultura gastronomica tedesca e del Trentino, in particolare dell'Altoadige e del Sud Tirolo. Il termine ladino Knödel, ovvero canederli, deriva dalla parola tedesca Knot, che vuol dire "nodo", "grumo": essi non sono altro che palle di pane raffermo che viene mischiato ad altri ingredienti ed insaporito dando vita a molteplici varianti, di cui le più famose sono probabilmente quella allo speck (Speckknödel) e quella al formaggio (Käseknödel).
Come primo si gustano in un buon brodo di carne o asciutti, conditi con burro fuso e formaggio grattugiato; come piatto unico, vengono accompagnati a gulash, verza, crauti etc.

Sono quindi un piatto molto sostanzioso, particolarmente adatto alla stagione fredda.


Questa ricetta è tratta dal libro "Cucina nelle Dolomiti" di Anneliese Kompatscher e l'ho scovata da lei; io l'ho trascritta specificando al massimo il procedimento per aiutare chi, come me, è la prima volta che li fa.


CANEDERLI ALLO SPECK IN BRODO


Ingredienti x 8-10 canederli:

300 gr di pane bianco raffermo, privato della crosta (scegliere un pane con molta mollica bella compatta)
100 gr di speck in un'unica fetta
mezza cipolla bionda tritata finemente
una noce di burro
due uova
1-2 bicchieri di latte,da usare q.b.
2 cucchiai di farina (+ q.b. per rotolarvi i canederli)
2 cucchiai di prezzemolo tritato
sale

Inoltre:1 litro e 1/4 di buon brodo di carne
erba cipollina

Tagliare la mollica del pane raffermo a dadini e metterlo in una terrina. Tagliare lo speck a dadini piccolissimi (se non avete dei coltelli ben affilati vi consiglio di usare un paio di forbici) ed aggiungerlo al pane. Rosolare la cipolla nel burro, facendola sbianchire. Sbattere con una frusta le uova con parte del latte (circa 1 bicchiere), aggiungere il prezzemolo tritato e versare il composto sul pane, amalgamandolo con un cucchiaio. Mescolare brevemente il composto con una mano, impastandolo quel tanto che basta per testarne la consistenza: il pane deve essere umido e morbido ma non impregnato di latte, non deve spappolarsi. Se lo sentite troppo asciutto, aggiungete un altro po' di latte, a occhio: ovviamente la quantità necessaria di latte dipende dal tipo di pane e da quanto è raffermo.
Far riposare per mezz’ora, coperto da un canovaccio pulito, mescolando e schiacciando ogni tanto con un cucchiaio per consentire al latte di essere assorbito uniformemente dal pane.
Aggiungere quindi la farina, il sale e la cipolla e se occorre anche un altro po' di latte ed impastate grossolanamente a mano, strizzando bene il composto per amalgamarlo.

Con le mani bagnate di acqua fredda (questo perchè non si attacchino) formare dei canederli di 6-8 cm di diametro, circa la dimensione di un mandarancio, rotolarli nella farina (così non perdono la forma in cottura) e tenerli da parte. Se li preparate in anticipo di qualche ora, copriteli con pellicola alimentare e conservateli in frigorifero.

Al momento di cuocerli, metterli nell’acqua bollente precedentemente salata e fateli sobbollire a fuoco molto moderato per 10-15 minuti circa, a seconda della dimensione del canederlo. Indicativamente sono pronti qualche minuto dopo essere venuti a galla. Scolarli con l'ausilio di una schiumarola e servire in un buon brodo di carne cosparso di erba cipollina.

Suggerimenti:- Curatevi che quando formate i canederli la loro superficie sia bella liscia e senza crepe che, in cottura, potrebbero far entrare l'acqua e spaccarli.
- Per evitare che i canederli non tengano la cottura, si può cuocerne uno per prova: se dovesse disfarsi, sarà utile aggiungere ancora un po' di farina alla pasta.
- Molti cuociono i canederli direttamente nel brodo. Io preferisco seguire questa ricetta in cui i canederli vengono cotti in acqua e poi trasferiti in brodo perchè cuocendo direttamente nel brodo lo rendono torbido. Così facendo, invece, avremo un brodo ancora limpido.
- Secondo tradizione i canederli se mangiati in brodo vanno tagliati con il cucchiaio, se mangiati asciutti con la forchetta. Non si usa mai il coltello.
- Potete preparare più canederli e surgelarli su dei vassoi, per poi trasferirli in un sacchetto per alimenti quando sono congelati. Al momento di cuocerli, van tuffati ancora surgelati nell'acqua bollente; in questo caso il tempo di cottura si allungherà di una decina di minuti (20-25 minuti).


Con questa ricetta partecipo alla raccolta "Gnocchi e quenelle" di Tatiana e Claudia. Affrettatevi, siete in tempo fino al 28/02!

mercoledì 25 febbraio 2009

Polpette di polenta e taleggio


Un'idea per un antipasto sfizioso e un po' diverso dal solito? Queste simpatiche
polpette di polenta e taleggio, a cui facevo la corte da un paio di anni (...sempre la solita!). La ricetta è di Precisina, carpita sempre ai tempi di Alf cucina.

Sono un ottimo finger food, soprattutto se le servite tiepide, infilzate ciascuna da uno stuzzicadenti, proprio come nelle foto. Molto bello l'effetto cromatico, vero? Si ottiene molto banalmente rotolando le polpette in semi di sesamo, di papavero, in farina gialla; la ricetta prevedeva anche il cocco secco in polvere (sarà quello grattugiato?) ma l'abbinamento era per me troppo esotico. Se provate fatemi sapere.


Ah, mi raccomando: il sapore è piuttosto neutro, vista la polenta, quindi non lesinate con il sale.

POLPETTE DI POLENTA E TALEGGIO


Ingredienti x circa 36 polpette:
225 g di farina gialla per polenta precotta
700 ml di latte
125 g di taleggio
2 cipolle rosse di Tropea
1 cucchiaino di rosmarino fresco tritato
1 cucchiaino di prezzemolo tritato
olio extravergine d'oliva q.b.
sale q.b.

Inoltre, per l'impanatura:
farina gialla per polenta precotta q.b.
semi di papavero q.b.
semi di sesamo q.b.
(facoltativo: cocco secco in polvere q.b.)


Tritare grossolanamente le cipolle, condirle con 2-3 cucchiai d'olio, un pizzico di sale e il rosmarino tritato. Rosolarle per 30 minuti a pentola coperta e fuoco basso.
Tagliare il taleggio in piccoli dadini.
In una pentola, versarvi il latte e unire le cipolle rosolate. Portare a ebollizione, ridurre la fiamma al minimo, unire un pizzico di sale e versare a pioggia la farina gialla, rimestando con una frusta per evitare grumi. Cuocere per 7-8 minuti, o per il diverso tempo indicato sulla confezione, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno.
Unire il taleggio a dadini, il prezzemolo tritato, amalgamare bene, trasferire il tutto in una ciotola e lasciar intiepidire.
Bagnarsi spesso le mani con poco olio, prendere un po' di composto e, strizzandolo bene tra le mani per amalgamarlo, formare delle polpette della dimensione di un mandarino, oliarle ancora leggermente, se necessario, e impanarle rotolandone alcune nei semi di papavero, altre nei semi di sesamo, altre nella farina gialla (e in quella di cocco, se l'avete scelta) per averle tutte di colori diversi.
Adagiarle su di una placca foderata con carta da forno e infornare a 200 gradi per 10- 15 minuti. Servirle tiepide.

lunedì 23 febbraio 2009

Il dolce al cioccolato fondente di Nathalie. Trish Deseine...con sorpresa!


Tra i vari bimbi che ho tenuto durante la mia carriera universitaria seguo da tempo i figli di una signora francese ed è stato proprio tramite lei, donna estremamente elegante e stilosa (nonostante il disordine che vi regna, adoro la sua casa e la sua oggettistica, tramite lei ho maturato il mio interesse per l'arredamento e le cose in stile francese) che ho fatto conoscenza con Trish Deseine. Infatti, un giorno che la piccolina dormiva beatamente, i grandi erano a scuola e la signora stava lavorando, mi è capitato sottomano un bellissimo libro di cucina delle edizioni Marabout (che ho poi scoperto essere grosso modo il nostro Guido Tommasi editore). Si intitolava "Petit plats entre amis"(Piccoli spuntini tra amici) ed era di Trish Deseine. E' stato amore a prima vista: che piatti sfiziosi, e che scatti meravigliosi!

Trish Deseine è irlandese, trasferitasi in Francia ha iniziato a pubblicare
splendidi libri di cucina, ed è proprio da uno di questi, "Cioccolato!, che ho tratto questa ricetta, un vero must dei foodblog francesi, un po' meno conosciuta in quelli italiani (scandagliando con fatica il web, perchè ognuno dà un nome diverso a questo dolce, la trovate da lei, da lei e da lei, ad esempio).

Sto parlando del dolce al cioccolato fondente di Nathalie, o se preferite del gateau au chocolat fondant de Nathalie. Si tratta, insomma, di un fondant au chocolat, una deliziosa torta al cioccolato umidissima e di una scioglievolezza eccezionale, così avvolgente da rimanerne quasi commossi. Simile a questa ho sempre fatto una torta "simil-Tenerina", ma devo dire che non ho trovato paragoni: questa è decisamente stata eletta "la perfetta torta al cioccolato" (imho)!


Dettaglio di non secondaria importanza, preparare questo dolce mi è piaciuto da morire. E' uno di quei dolci in cui si fa ancora, e con estrema facilità, tutto a mano, uno di quei dolci che ti permettono di assaporare il momento in cui fondi il burro con il cioccolato, odorandone l'aroma; di osservare le uova inglobarsi lentamente nel composto; di vedere lo zucchero farsi tutt'uno con il resto; di sentire intorno a te il profumo di buono. L'ho preparato di sera e vi assicuro che sono andata a letto felice, avvolta in una nuvoletta odorosa che sapeva di burro, di cioccolato e di zucchero a velo.

Siccome l'ho scelto per concludere la cena di San Valentino ho deciso di apportare una lieve modifica personale: ho aggiunto al composto mezzo cucchiaino scarso di peperoncino in polvere! Se vi tenta la variante, non temete per le vostre mucose: con questa quantità il peperoncino si sente solo nelle "note di coda", lasciando un leggero e gradevolissimo pizzicorino sul palato.


IL DOLCE AL CIOCCOLATO FONDENTE DI NATHALIEricetta tratta dal libro di Trish Deseine "Cioccolato!"(pag.14)

Ingredienti (x 6-8 persone):
200 gr di buon cioccolato fondente
200 gr di burro
5 uova

1 cucchiaio di farina
250 gr di zucchero


Variante "hot": mezzo cucchiaino scarso di peperoncino macinato
Inoltre, a piacere: zucchero a velo o cacao per spolverizzare

Preriscaldare il forno a 190° (180°, se ventilato).
Sciogliere insieme, nel microonde o a bagnomaria, il cioccolato ed il burro. Aggiungere lo zucchero, mescolando bene, e lasciare raffreddare un po'. Incorporare le uova una alla volta, mescolando bene con un cucchiaio di legno ogni volta che se ne aggiunge una. Infine aggiungere la farina setacciata e amalgamare bene il composto. Versarlo in una tortiera di 20-22 cm di diametro (se a cerchio apribile, vi suggerisco di foderare il fondo incastrandovi un foglio di carta forno mentre chiudete il cerchio e di imburrare e infarinare i bordi) e cuocere in forno per 22 minuti (io ho cotto altri 5 minuti). Il dolce dovrà essere leggermente tremolante al centro. Estraetelo dal forno, fatelo raffreddare, quindi sformatelo e lasciatelo riposare a temperatura ambiente.

Importante:
questo dolce dà il meglio di sè se preparato la sera per il giorno dopo, o al limite la mattina per la sera. Potete servirlo con dei frutti rossi come fragole, lamponi, ribes o mirtilli.




- EDIT -Ehm, con emozione annuncio che mi è stato conferito da Blog di Cucina il Premio Ricetta della Settimana per il crumble ai frutti di bosco. Emozionata e onorata, ringrazio di tutto cuore per il riconoscimento che mi è stato fatto :-)))


giovedì 19 febbraio 2009

Biscotti al parmigiano e semi di papavero


Questi biscotti salati sono un'ottima soluzione per un aperitivo easy. Si sposano benissimo a un calice di frizzante prosecchino, in abbinamento a fette di salamino, a tocchetti di formaggio, a composte e chutney particolari. Io li ho preparati per l'antipasto di San Valentino, immaginandoli più saporiti, invece il sapore del parmigiano non copre assolutamente quello dei semi di papavero, il che rende questi biscotti ideali anche per chi non ama i gusti troppo decisi. Per lo stesso motivo li trovo perfetti da stuzzicare con salumi e formaggi, più che da soli. La ricetta l'ho trovata da Sigrid, ma ho dovuto apportare qualche modifica in corso d'opera.


Come suggerisce Sigrid, da questa ricetta base potete creare abbinamenti a vostro piacimento, ad esempio pecorino o ricotta salata e pomodori secchi, ricotta salata e sesamo, pecorino e olive e via dicendo.
Se vi dovessero avanzare dei biscotti o se intendete farli in anticipo, potete conservarli nella solita scatola di latta per una settimana.

BISCOTTI AL PARMIGIANO E SEMI DI PAPAVERO

Ingredienti (x circa 30 biscotti):


200 gr di farina
100 gr di burro, a temperatura ambiente
1 tuorlo (io ho messo anche l'albume, dato che il composto era molto asciutto e si sfarinava, valutate voi a seconda delle esigenze)
75 gr di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di semi di papavero
1 pizzico di sale
(eventualmente 1-2 cucchiai di acqua fredda)

Mescolare la farina con 60g di parmigiano grattugiato e versare a fontana sulla spianatoia. In mezzo aggiungere il burro ammorbidito a tocchetti, il tuorlo, i semi di papavero e il sale. Impastare il tutto velocemente con la punta delle dita, aggiungendo semmai l'albume e 1-2 cucchiai d’acqua fredda nel caso l’impasto risultasse troppo asciutto e si sfarinasse. Formare una palla, avvolgerla con della pellicola trasparente e far riposare in frigorifero per 30 minuti.
Stendere poi l’impasto con il mattarello, su un foglio di carta da forno infarinato, ad uno spessore di circa 5mm e ritagliare i biscotti con un coltello o un tagliapasta.
Disporre i biscotti su una teglia da forno rivestita con della carta da forno, spolverizzarli con il parmigiano rimasto e infornare a 180° per una decina di minuti, finché i biscotti saranno dorati.



Con questa ricetta e con quella dei biscottini al parmigiano partecipo alla golosissima raccolta di Laura sui Biscotti Salati.