mercoledì 17 dicembre 2008

Pasta con crema di peperoni e pancetta


Oggi ricetta coloratissima per ravvivare queste orripilanti giornate di pioggia e grigiume. Anche da voi non compare un raggio di sole da giorni?

Qualche settimana fa ho comprato dei bellissimi peperoni dai colori sgargianti e ho deciso di provare la celebre crema di peperoni per condire la pasta, di cui ho sempre sentito decantare meraviglie. A riguardo ho trovato ispirazione su questo sito, ma per non farci mancare niente ho arricchito la ricetta con cubetti di pancetta, e devo dire che ne è risultato un piatto veramente gustoso ed equilibrato; a discapito delle apparenze, non è nemmeno eccessivamente pesante perchè non ho usato panna o altri condimenti grassi, che evito laddove possibile.

PASTA CON CREMA DI PEPERONI E PANCETTA

Ingredienti x 4 persone:

280 gr di pasta tipo rigatoni o sedani rigati
2 confezioni di pancetta dolce da 100 gr ciascuna
un peperone rosso e uno giallo di media grandezza
2 cucchiai di olio
uno scalogno grandino
sale e pepe
un paio di foglie di basilico
250 ml di brodo vegetale

Lavare i peperoni, pulirli dalle nervature bianche e dai semini e tagliarli a cubetti.
Rosolare lo scalogno tritato in olio, unire i peperoni, sale, pepe, il basilico spezzettato con le mani, poi sfumare con un mestolo di brodo e portare a cottura per 10 minuti con il coperchio, poi per altri 5 senza, lasciando il fondo di cottura non troppo asciutto.
Tenere da parte due cucchiaiate di peperoni e frullare il resto (eventualmente con poco brodo vegetale, se dovesse risultare asciutto) fino ad ottenere una crema.
Rosolare a parte la pancetta in una padellina antiaderente e intanto cuocere la pasta.
Condire la pasta con la crema di peperoni e la pancetta, usando i cubetti di peperone tenuti da parte per la decorazione. Spolverizzare di parmigiano grattugiato e servire.



lunedì 15 dicembre 2008

Pepparkakor Hearts


Semplicemente distrutta. Un weekend trascorso a confezionare pacchetti natalizi nel delirio del Centro Commerciale, pur di racimolare qualche (scarso) soldino in vista del Natale. Un lunedì di 10 ore di lavoro tra confezionamento pacchi e babysitting con annesso tema sulla casa di Babbo Natale e ripasso di geometria. L'adsl che da ieri sera non va, o se va salta ogni secondo (strano!)

Stress alle stelle, magone continuo, un niente per farmi venire le lacrime agli occhi, figuriamoci quando ieri mi si è scatenata contro la furia di un anziano sclerotico al limite dello psicopatico, che mi ha apostrofata dicendomi che sono un'incapace, che non so fare niente, che non capisco niente e che devo solo stare zitta solo perchè gli spiegavo educatamente che tre bottiglie di forme diverse incartate tutte assieme sarebbero uscite male e soprattutto il pacchetto avrebbe ceduto in pochi minuti. Buon Natale anche a lei, vecchiaccio inacidito.
Con tutti gli accidenti che gli ho giurato non mi stupirei se lo avessero imballato fuori dal supermercato, o in alternativa avesse speso le sue ultime parole offensive e poi fosse rimasto letalmente schiacciato dalle porte scorrevoli.
Non mi era mai successo che una persona sconosciuta mi si rivolgesse così, non ve lo auguro. Ancora più surreale vedere la moglie, accanto, completamente zittita per tutto il tempo del turpiloquio e anche quando mi ha visto incartare pacchi con i goccioloni che cadevano sul tavolo: no comment.

Va beh, passiamo avanti, purtroppo al mondo c'è anche questa gente che di rispetto per gli altri non ne porta, anche se conoscendomi non lo accetterò mai e continuerò a restarci male quando mi capita.


Oggi niente ricetta, solo qualche scatto per proporvi un'altra idea-regalo/decorazione con la base dei Pepparkakor. Ingredienti quindi sono: Pepparkakor a forma di cuore, cui ho fatto prima della cottura un buchino con la cannuccia per poterli appendere; glassa reale; confettini argentati.

Come notate, niente di che: ho spremuto abbondante glassa sul fondo del biscotto a simulare candida e soffice neve, poi ho cosparso di confettini argentati. Nonostante la semplicità quasi demenziale, l'effetto è molto chic e raffinato; se potessi li appenderei all'albero con i fiocchi di tulle a stelline argento che ho confezionato lo scorso anno ;-)



Dedico un cuoricino a tutte le persone sensibili, educate e rispettose degli altri, ormai merce rara, persino in periodo di festa. L'arroganza e la grettezza di sentimenti non guarda in faccia a niente e a nessuno...
Mi spiace ma queste settimane avrò poco tempo per passare da voi, anche se farò del mio meglio. Spero di farmi perdonare con un abbraccio e qualche ricettina :-)


giovedì 11 dicembre 2008

Gingerbread man


Come vi accennavo nello scorso post, con l'impasto dei Pepparkakor ho preparato dei Gingerbread man, i simpatici omini di pandizenzero della tradizione anglosassone. Ho sempre nutrito una spiccata simpatia per questi buffi biscottini dagli occhietti vispi e dalla corporatura cicciottella, che amo anche nelle decorazioni di country painting natalizio o nei biglietti augurali. D'altronde c'è anche chi gli ha intitolato un foodblog, vero Onde? ;-)

Ma la sapete la storia dell'omino di pandizenzero? No? Allora fate come me, che sono in pigiama di Hello Kitty, avvolta nel mio plaid color panna con le pecorelle, sdraiata sul letto col pc sulle gambe (God save the notebook) e...leggete qui.


Dietro questi biscotti c'è stata addirittura una preparazione grafica. Sì, sì, avete letto bene! In pratica mi sono disegnata come li avrei voluti realizzare, anche se all'atto pratico ho dovuto, per cause di forza maggiore, modificarli leggermente. Ritagliarli è stato semplice, grazie all'apposita formina (qualora non la trovaste è sufficiente disegnarli su un cartoncino, appoggiarlo sulla pasta stesa e ritagliarne il contorno con un coltellino ben affilato. Procedimento un po' lungo, lo so, ma a mali estremi...). Alcuni li ho lasciati interi, altri li ho ulteriormente ritagliati, nel pancino, con dei piccolissimi tagliabiscotti a forma di cuore e di stella, che fanno parte di un set di 10 microstampini cui facevo la punta da tempo immemore. In testa ho fatto un buchino con l'ausilio di una cannuccia, in modo da poterli legare con un nastrino all'albero di Natale.


Una volta cotti e lasciati raffreddare come da ricetta, ho preparato la mia prima glassa. Chi mi conosce sa che non sono una gran amante delle cose troppo zuccherose: glasse, marshmallow fondant e altre decorazioni non sono proprio nelle mie corde. Belle da vedere, per l'amor del cielo, ma non mi piacciono da mangiare. Per questa ragione non avevo mai fatto una glassa ed ho optato per una semplicissima glassa reale, fatta con albume e zucchero a velo (quindi più coprente di quella con acqua/succo e zucchero) e aromatizzata al succo di limone. L'ho lasciata volutamente bianca, perchè mi sembrava il modo più carino e raffinato per interpretare questi biscottini. Ecco qui la ricetta:

Ingredienti:
1 albume
1 cucchiaino di succo di limone
zucchero a velo q.b. (me ne è servito sui 180 gr)

Montare a neve l'albume con un pizzico di sale, unire il succo di limone e lo zucchero a velo e mescolare fino ad ottenere una glassa lucida e abbastanza soda. Le dosi sono indicative, vedete voi quando ottenete un composto abbastanza denso e che non coli troppo.
Per decorare, inserire la glassa in un sacchetto trasparente, tagliandone un pezzettino piccolissimo in un angolo, oppure in un conetto di carta forno, o ancora in una siringa privata dell'ago. Decorare, lasciare asciugare bene e conservare in scatole di latta.


Ovviamente il problema è sorto al momento della decorazione. Il conetto di carta si è aperto nel giro di un nanosecondo, ho consumato ben tre sacchetti da freezer, che dopo poco, mentre spremevo, facevano le bolle e scoppiavano (!!), oltre al fatto che dal taglietto che avevo fatto all'angolo usciva una quantità di glassa eccessiva (il buchetto si allargava misteriosamente via via...) e in modo non fluido, ma con riccioli, arzigogoli e ci mancava poco che azzardasse un salto carpiato. Alla fine ho risolto decorandoli con una siringa privata dell'ago; anche qui il tratto era un po' spesso ma almeno non ho fatto vittime. Risultato? Decori imprecisi e troppo spessi, ma accettabile, per essere la prima (e ultima?) volta....e glassa fin sui capelli!!!

Vi va di spiegarmi passo passo voi come fate ad ottenere decori così precisi e sottili? (mi rivolgo in particolare a Fairyskull e a Dolcetto, di cui ho apprezzato la tecnica perfetta nel decorare i biscotti con la glassa, ma chiunque volesse partecipare alla discussione è benaccetto!)



A.A.A: AIUTIAMO LUCKY!

Prima di salutarvi vorrei contribuire anche io, nel mio piccolo, ad aiutare questo piccolo amico a quattrozampe a trovare una casa e una vita migliore. Il povero Lucky, questo il suo paradossale nome, è stato adottato da una famiglia che poi ha deciso (leggo che "non possono più tenerlo", ma per me queste cose si decidono, e io non deciderei mai di dare via il mio animale, qualunque fosse il problema!) che non poteva più tenerlo con sè e ora cerca qualcuno che se ne occupi per non farlo finire al canile. Superfluo forse dire che io non posso aiutarlo concretamente, ma con questo passaparola spero che questo simpatico e sfortunato cucciolotto possa trovare un po' di serenità con una famiglia che lo senta membro integrante della stessa e non se ne voglia mai più separare. Se non potete adottarlo, spargete almeno la voce in modo tale che Lucky abbia ricambiato l'affetto incondizionato che solo un animale può dare in modo così puro e genuino.
Per info guardate sul blog di Kia, che si sta generosamente occupando della situazione di Lucky.

mercoledì 10 dicembre 2008

Pepparkakor


Tutti gli anni, in periodo natalizio, mi ripromettevo di fare quei deliziosi biscottini speziati che ho conosciuto tramite quel luogo di perdizione che per me è l'
Ikea. Trattasi ovviamente dei Pepparkakor, i tipici biscotti svedesi, estremamente natalizi come profumi e sentori, speziatissimi (cannella, zenzero e chiodi di garofano ne sono ingredienti imprescindibili), croccanti e leggermente pepati al palato. Quest'anno, complice la decisione di risolvere alcuni pensierini natalizi con confezioni di biscotti misti, è finalmente arrivato il loro momento.

Prima di decidere quali ricette fare ho ampiamente studiato in giro per la rete e ho scoperto che la ricetta dei
Pepparkakor è molto similare a quella dei Gingerbreads anglosassoni, degli Speculoos franco-belgi ed anche dei Lebkuchen tedeschi - da questi ultimi si differenziano non tanto per gli ingredienti, che gira ti rigira sono sempre gli stessi, ma quantomeno per la consistenza (i Lebkuchen più alti e morbidi, i Pepparkakor preferibilmente sottilissimi e croccanti). Nei paesi suddetti è tradizione prepararli per appenderli all'albero di Natale e sarebbe piaciuto tanto anche a me realizzarli a questo scopo, ma la presenza del mio unno felino non me l'ha consentito, avrebbero avuto vita breve.


La ricetta è del
Cavoletto e, neanche a dirlo, è ottima, nonostante io abbia dovuto correggere la quantità di farina che all'atto pratico è risultata decisamente scarsa, aggiungendone 4-5 manciate al termine dell'impasto. Se doveste riscontrare lo stesso problema, niente panico: tenete il sacchetto della farina vicino e incorporatene quanto basta ad ottenere un composto morbido, malleabile e appena appiccicoso, tanto con il riposo dell'intera notte in frigorifero si compatterà a meraviglia e risulterà facilmente stendibile.

AGGIORNAMENTO: Mi ha segnalato Micaela,e io ve lo riporto immediatamente, che ha fatto la stessa ricetta senza aggiungere farina. Anche lei ha ottenuto un composto molle, ma l'ha messo a riposare così com'era e il giorno dopo era compatto e lavorabile come plastilina. A questo punto ritengo che la ricetta poteva benissimo andare bene anche così com'era; io non mi ero fidata della consistenza ottenuta perchè non capivo come potessero uscire dei biscotti ritagliati da un composto così molle e avevo provveduto a unire altra farina. In ogni caso anche in questa seconda ipotesi specifico che il composto sembra Didò, si lavora benissimo e non si rompe!

Attenzione
: con queste dosi esce una vagonata di biscotti, ne ho contati più di 150 per svariate infornate e -ahimè- ore di lavoro. Se non dovete sfamare amici e parenti di qui a dieci anni vi consiglio di ridurre le dosi; se invece, come me, dovete regalarli, un caloroso "in bocca al lupo!" è doveroso!

Un'ultima cosa: la forma classica dei Pepparkakor è quella a fiorellino semplice, non glassato. Io ne ho realizzati alcuni a fiorellino e altri a stellina, non glassati; altri li ho ritagliati a cuore, e poi glassati e decorati con perline argentate; altri ancora...beh, poteva mancare il Gingerbread Man? Certo che no, è una vita che lo sogno! E allora via anche di Omini di Pandizenzero di varie foggie e decorati con glassa. Per questo motivo ho deciso di dividere il tutto in 3 post, vista la gran quantità di foto scattate, anche se la ricetta base permane la stessa, che è questa di seguito.



PEPPARKAKOR


Ingredienti x circa 150 biscotti:

540 gr di farina (+ 4/5 manciate*)
182 gr di burro
140 gr di miele (io ho usato il millefiori, vi consiglio comunque un miele scuro, o in alternativa della melassa)
126 gr di zucchero di canna scuro (ho utilizzato zucchero di canna integrale dell'Ecuador - Altro Mercato)
50 gr di zucchero semolato
1 cucchiaio e mezzo di cannella in polvere
1 cucchiaio e mezzo di zenzero in polvere
mezzo cucchiaino di chiodi di garofano in polvere (anche tritati da voi, se non li trovate)
2 cucchiaini di lievito per dolci
180 gr di acqua


In un pentolino scaldare l’acqua insieme al miele, gli zuccheri e le spezie e, mescolando di continuo, portare a ebollizione. Spegnere, aggiungere il burro a pezzetti e mescolare finché non sia del tutto fuso.
In una ciotola capiente versare la farina e il lievito, mescolare e aggiungere a filo il composto al miele ancora caldo. Mescolare bene finché l’impasto sia omogeneo; *se necessario, aggiungere altra farina (a me ne sono occorse 4/5 manciate) fino ad ottenere un impasto morbido ma lavorabile senza che attacchi troppo. Avvolgere nella pellicola trasparente e conservare in frigorifero per una notte: non preoccupatevi se sembra molto morbido, il giorno dopo sarà bello compatto.

Lavorare poco impasto per volta, conservando il rimanente in frigorifero. Stendere la pasta su un tagliere leggermente infarinato, ad uno spessore di circa 2mm (se li volete croccanti, altrimenti teneteli un pelo più alti). Ritagliare i biscotti con stampini a piacere e disporli su una placca rivestita con carta da forno. Far cuocere a 170° per una decina di minuti e lasciar raffreddare su una griglia. Conservare in scatole di latta.


mercoledì 3 dicembre 2008

Polpette di cavolfiore


Ormai lo avrete capito, mi ostino a comprare delle verdure che i miei genitori, nude e crude, non mangiano, salvo ritrovarmi a cercare qualche ricettina sfiziosa con le suddette prima che passino a miglior vita. Poco male, se poi il risultato di cotanta ricerca risulta essere una pietanza gustosa e apprezzata da tutti, no?
L'altro giorno, complice mezzo cavolfiore avanzato, ho cercato, trovato e sperimentato con successo la ricetta delle polpette di cavolfiore. Per fare contenta mia mamma, che è amante dei cibi meno salutari esistenti sulla faccia della terra, le ho eccezionalmente fritte, ma in alternativa vi suggerisco una più digeribile cottura in forno.
Il risultato? Delle polpettine croccanti fuori e morbidissime dentro, umide umide, da mangiare in un sol boccone (occhio solo se scottano, altrimenti vi giocate la lingua!...come ho fatto io, già...)

Allora, siete pronti? Mano alle forchettine...e via con la ricetta!

POLPETTE DI CAVOLFIORE

Ingredienti:
un piccolo cavolfiore
pane raffermo q.b.
parmigiano o pecorino grattugiato a piacere (abbondare, visto il sapore dolciastro del cavolfiore)
1 uovo
poco latte
sale
pepe
pangrattato q.b.
olio d'oliva per friggere

Lessare il cavolfiore nella pentola a pressione e lasciarlo raffreddare.
Mettere il pane raffermo nel latte ad ammorbidire.
Strizzare bene il pane ed aggiungerlo al cavolfiore raffreddato, unire il formaggio grattugiato, l'uovo, il sale e il pepe, aggiungendo anche del pangrattato se dovesse risultare troppo liquido.
Amalgamare bene il tutto con le mani, formare le polpette (l'operazione potrebbe risultare un po' delicata perchè l'impasto rimane molto morbido) e passarle nel pangrattato.
Friggere in abbondante olio bollente.


Anche questa ricetta partecipa alla raccolta "Ecchecavolo!!" di Antonella.