sabato 16 febbraio 2008

Le Camille


E' da tanto che mi ripropongo di fare le Camille, ma sapete anche voi com'è, ho ricette praticamente ovunque, disperse tra ricettari, raccoglitori, fogli volanti, file word, cookbook e compagnia bella, insomma ho così tante ricette da sperimentare che non mi basterebbero 5 vite ;-)

Oggi finalmente è arrivato il loro turno.
Anche per me, come per molti di voi, le Camille hanno un inconfondibile profumo di infanzia: quando ero piccola, dato che i miei genitori lavoravano a pieno ritmo, passavo tantissimo tempo con i nonni materni e il nonno mi comprava sempre due tipi di merendine: i plumcake ripieni di confettura di ciliegie (mai più trovati e non saprei nemmeno ricostruirne la provenienza...) e le Camille, che inizialmente detestavo cordialmente per quel loro aspetto così poco goloso, ma che poi si sono insinuate nei miei ricordi, con la loro scioglievolezza e quel profumo deliziosamente invitante di carote, mandorle e arancia. Si, perchè che io mi ricordi c'era anche il succo d'arancia!

Per questo motivo nella ricerca della ricetta, di cui pullula letteralmente la rete, ho dato la precedenza a questa di Rossetto e Cioccolato, che attua una modifica a quella della dolcissima Stefy/Dolcetto della Dolcetteria aggiungendo scorza d'arancia grattugiata.

Tra l'altro quella di Dolcetto mi sembrava la ricetta esteticamente più simile all'originale, infatti anche io non volevo ottenere dei muffin ma proprio delle tortine dall'effetto un po' "spatasciato" (mi perdonino i cultori della purezza della lingua italiana ;-) per il vil termine).

Ecco qui la ricetta con la mia modifica: ho aggiunto semplicemente succo di arancia, sostituendolo parzialmente al latte.


Le CAMILLE
Ingredienti (x circa 26 tortine):
2 uova
190 gr di zucchero
80 gr di mandorle pelate e tritate finemente col mixer
200 gr di carote grattugiate (o tritate col mixer)
50 ml di olio di semi
40 ml latte
30 ml succo di un'arancia rossa (se volete seguire l'originale di Dolcetto eliminate il succo e usate 70 ml di latte anzichè 40)
230 gr di farina
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
scorza di arancia grattugiata, un po' più di metà della buccia


Sbattere con le fruste elettriche le uova e lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.

Unire le mandorle e le carote tritate (io ho provveduto con il mixer dato che se c'è una cosa che odio fare è proprio grattugiare!!!), la vanillina, la scorza grattugiata, l'olio, il latte e il succo d'arancia.

Incorporare infine la farina setacciata con il lievito.

Versare nei pirottini di carta inseriti in uno stampo da muffin, riempiendoli per non più di metà (questo al fine di ottenere la classica forma delle camille e non quella dei muffin!)

Cuocere in forno preriscaldato a 170° per 15 - 20 min (controllare la cottura, a me ne sono bastati poco più di 15).



venerdì 15 febbraio 2008

Frittelle di cavolfiore


Non si spiega come mai, ma tutto quello che a me piace, specie se salutare, ai miei non entusiasma. Quindi, regolarmente, finisce che io acquisto e l'ingrediente in questione staziona in frigo fino a quando un barlume di lucidità mi riporta alla mente l'imminente trapasso a miglior vita del povero ortaggio e il mio Grillo Parlante mi suggerisce di tirare fuori dal cilindro qualche ricetta sfiziosa per camuffarlo e presentarlo, così mascherato, all'esigente parentame. Era il caso della zucca, è il caso del cavolfiore.

Ecco qui una ricetta veramente sfiziosa che aggraderà anche i palati più esigenti: sperimentato in famiglia!! La ricetta l'ho trovata qui.


FRITTELLE DI CAVOLFIORE

Ingredienti:
1 piccolo cavolfiore
2 uova
100 gr. di farina
pecorino romano grattugiato (ho usato parmigiano)
latte freddo q.b.
sale
pepe

Inoltre:
olio per friggere (metà olio d'oliva e metà olio di semi)

Cuocere il cavolfiore a vapore.

Preparare la pastella, mettendo in una terrina la farina, i due tuorli, pepe a piacere, due prese di sale e latte quanto basta per avere un impasto che fila.

Montare le chiare a neve con un pizzico di sale e aggiungerle alla pastella, mescolando dal basso verso l'alto per non smontarle.

Unire il cavolfiore sbriciolato con le mani e il formaggio grattugiato. Ne ho messi 5 cucchiai abbondanti, perchè il cavolfiore è abbastanza neutro.

Scaldare abbondante olio in una padella e friggere l'impasto a cucchiaiate. Scolare su carta assorbente e servire.




Mousse cake au chocolat


Non amo San Valentino, anzi, l'ho sempre detestato con tutta me stessa. Quando ero fidanzata con l'ex è sempre stato un giorno di litigio - come tutte le feste d'altronde, sigh-, quando ero single...beh, intuite perchè... insomma non ci ho mai tenuto più di tanto. Tuttora la vedo giusto come un'occasione per coccolarsi un po', magari con l'ausilio di qualche dolcetto ;-)
Quest'anno volevo preparare una cenetta coi fiocchi ma il tempo è tiranno e abbiamo ripiegato sul cinese take-away, il dolce handmade però non poteva mancare! Tra le varie idee ho scelto in base al poco tempo a mia disposizione e l'0pzione è caduta sulla Mousse cake au chocolat di Night, un dolce al cucchiaio veramente delizioso e di semplicissima esecuzione, sicuramente non ripetibile con frequenza a meno di non voler giungere all'estate rotolando!!!
Devo dire che sono molto soddisfatta anche della decorazione, nella quale, è risaputo, ho ancora molto da imparare ;-) Il risultato è stato apprezzatissimo da tutti, sia dal mio ragazzo che continuava a dire "Veramente buono!", sia da mamma e papà che hanno rivendicato i loro diritti sugli eventuali avanzi - pena muso lungo 3 km, sono dei golosoni e vorrebbero assaggiare sempre le mie nuove creazioni anche quando non sono per noi!
Ringrazio Night che oltre ad essere una garanzia in cucina e mia musa ispiratrice per tantissime ricette, è anche una ragazza d'oro e in questo momento ha bisogno di tanti pensieri e coccole amiche :-)


MOUSSE CAKE AU CHOCOLAT
Ingredienti:
160 g. di cioccolato fondente160 g. di burro140 g. di zucchero5 uovaun pizzico di sale
Fate sciogliere il cioccolato con il burro a bagnomaria.
Montate gli albumi a neve fermissima con un pizzico di sale.
Sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad avere un composto di volume doppio o triplo.
Unite il composto di cioccolato e burro intiepidito; incorporate gli albumi all’impasto, delicatamente, mescolando dal basso verso l’alto.
Versate metà composto in uno stampo da plumcake (imburrato e infarinato), conservando il resto in frigorifero, e cuocete a 180° per 12 minuti.
Sfornate e lasciate intiepidire, premendo con un cucchiaio in modo da compattare il dolce.
Sformate il cake su un piatto da portata, con estrema cura dato che è ancora molto morbido.
Versate sulla base il resto della mousse e mettete in frigorifero a indurire.
Il giorno dopo eliminate la mousse in eccesso, pulendo il piatto intorno al dolce e decorate a piacere: io ho guarnito con zuccherini argentati (disposti dopo aver tracciato la sagoma con una formina da biscotti a forma di cuore) e mandorle tritate.



venerdì 8 febbraio 2008

Chiacchiere


Stasera, fuori tempo massimo direi, io e i miei compagni di squadra abbiamo una festa di carnevale in maschera. Prima di questo suicidio sociale (!!!) faremo una cena a casa di uno di noi che si è gentilmente "offerto" di ospitarci, "ben consapevole" del danno irreparabile a cui andrà incontro. Non so come ma queste cene finiscono sempre a livelli deliranti, alcolicamente parlando. Povera la sua gatta...

Anche se Carnevale è finito e siamo in Quaresima -cosa che personalmente non mi tange, non sono credente- ho pensato di cimentarmi nelle chiacchiere, dato che si tratta proprio di una festa di carnevale ;-) Chiaramente sono quelle che variamente vengono chiamate galani, cenci, frappe, crostoli e via dicendo: qui in Emilia le frappe sono spesse e arricciate, queste sottili e friabili sono le chiacchiere, appunto.

Devo confessare che è la prima volta che le faccio, avendo aiutato un paio di volte mia mamma quando ero ancora un tenero virgulto :-D ma non avendo più ripetuto l'esperienza. Quindi diciamo che mi sono messa alla prova, dato che ero completamente sola. Ero terrorizzata che qualcosa andasse storto tra il tira-taglia-friggi-scola-cospargidizucchero: le mani sono due e, purtroppo, non sono multitasking! Però se tanti ci riescono, perchè non potevo riuscirci io?

Innanzitutto ho preso spunto da una ricetta di Fedia di Cookaround, dato che le altre in mio possesso prevedevano l'utilizzo di strutto. Non ho nulla contro lo strutto, ma siccome ieri ho passato la serata sul water causa dissenteria -lo so, non è un bel quadretto bucolico- volevo evitare di uscire a fare spesa e prendere freddo, quindi intendevo fare con quello che avevo a disposizione.

Il risultato, inaspettatamente, è stato fenomenale. A parte qualcheduna bruciacchiata all'inizio, prima di prendere dimistichezza col calore dell'olio, le altre son venute proprio belline e il gusto è ottimo. La consistenza è proprio come la volevo: sottili, friabili, croccanti, si sciolgono in bocca e hanno fatto tante belle bollicine!


Ora mi accingo a copiarvi la ricetta, bella impuzzolentata di fritto - come molte di voi, DETESTO friggere causa odori, sporco e delicatezza dell'operazione dove se ti assenti un nanosecondo ti piglia fuoco padella contenuto e cucina tutta - e vagamente nauseata da cotanto lavoro, oltre che con la schiena a pezzi (altro che palestra!)
CHIACCHIERE
(basate sulla ricetta dei galani di Fedia - cookaround)

Ingredienti:
500 gr. di farina
4 cucchiai abbondanti di zucchero
2 tuorli e 1 uovo intero
25 gr. di burro
scorza grattugiata di un limone o di un'arancia (io ho usato quest'ultima)
1 pizzico di sale
1/2 bicchiere abbondante di vino bianco frizzante
poca grappa o rum (ho usato un dito di quest'ultimo nel bicchiere)
2 cucchiaini di lievito per dolci

Inoltre:
olio di semi per friggere
zucchero a velo
(olio di gomito ;-) )

Fare la fontana con la farina setacciata con il lievito e inserire al centro le uova, il sale e lo zucchero, aggiungere il burro morbido e amalgamare leggermente con la forchetta.

Aggiungere la scorza grattugiata, il vino e la grappa e amalgamare ancora, prima con la forchetta e poi con le mani. Meglio tenere il vino vicino per eventuali rabbocchi a seconda del grado di assorbenza della farina.

Impastare bene e a lungo fino ad ottenere una pasta omogenea, soda ma elastica .

Stendere questo impasto in sfoglia piuttosto sottile. Io ho utilizzato la macchinetta per tirare la pasta Imperia, concludendo al penultimo buco.

Avere l'accortezza di conservare la pasta che non si lavora immediatamente sotto la ciotola ribaltata, onde evitare che si secchi.



Ottenute le sfoglie, tagliarle con una rotella dentata a losanghe o altra forma a piacere, effettuando un taglietto o due anche al centro.

Friggere poche per volta (4 o 5 al massimo) in abbondante olio di semi caldissimo, girandole frequentemente e tenendole ben d'occhio perchè scuriscono in un attimo (eventualmente regolarsi col fuoco!)



Quando sono dorati ambo i lati (ci vorranno da pochi istanti), scolarle su carta assorbente e farle raffreddare.


Spolverizzarle di abbondante zucchero a velo.




Ora scusate la qualità pessima della foto (termosifone compreso) ma DEVO farvi vedere l'intera produzione di chiacchiere, in modo tale che capiate il motivo della mia stanchezza ;-) e a futuro promemoria circa il fatto che mai più, nemmeno sotto tortura, farò dose intera!!!

venerdì 1 febbraio 2008

Zuppetta leggera di lenticchie e patate


Quando sono a casa da sola e ho tempo sufficiente mi piace sperimentare qualche piatto dietetico ma gustoso, per far felice fisico e palato. Da tempo volevo provare questa ricetta che mi ha dato Chaky, una cara amica vegetariana del forum Alfemminile, ed oggi finalmente sono riuscita a farlo.

E' una zuppetta semplice da fare ma di sicura resa, che con pochi ingredienti garantisce un sapore veramente gradevole: un piatto genuino e salutare, veramente leggero ma al tempo stesso saziante.

L'ideale sarebbe servirla in un tegamino di coccio, ma io ho dei seri problemi con la terracotta (nel senso che non posso sfiorarla, ma nemmeno immaginarne la consistenza che mi viene la pelle d'oca :-o - non sono normale, lo so!) e dovrete quindi accontentarvi di questa presentazione "spartana"...anche perchè a dirla tutta stasera avevo una certa signora fame!


ZUPPETTA LEGGERA DI LENTICCHIE E PATATE


Ingredienti (x 1 persona):

un pezzetto di cipolla

100 gr patate

150 gr lenticchie in scatola
1 cucchiaino di olio

mezzo dado vegetale

acqua
2 cucchiai di passata di pomodoro

erbe aromatiche (io coi legumi prediligo il rosmarino, ma potete usare anche salvia o erba cipollina)
pepe


Per servire:
crostini di pane

Far rosolare in un cucchiaino d'olio ed un goccio d'acqua della cipolla tritata, aggiungere le patate tagliate a tocchetti piccoli e far cuocere fino a che risultano morbide ma non sfatte. Mettere da parte un cucchiaio abbondante di questi tocchetti di patate.


Aggiungere nel tegame le lenticchie lessate, scolate e sciacquate(tenendone da parte anche di queste un cucchiaio abbondante), far cuocere con 250 ml d'acqua, il mezzo dado vegetale, 2 cucchiai di passata di pomodoro e le erbe per 10-15 minuti.

Frullare col minipimer il tutto, aggiungere i tocchetti di patate e le lenticchie tenute da parte e far cuocere ancora fino a raggiungere la consistenza desiderata (che dovrebbe essere densa e cremosa). Alcuni minuti dovrebbero essere sufficienti.


Servire con fettine di pancarrè tostato ed aromatizzato con scalogno sfregato sopra, sale e un goccio d'olio o - per una variante più dietetica - con crostini di pane (fatti semplicemente tostando il pane a cubetti in padella), completando con una spruzzata di pepe.