Potevo forse lasciarvi senza dolcino per la colazione della domenica? Come dite voi laggiù in fondo? Ah, siete tutte a dieta ferrea. E non vi entrano più i vostri vestitini preferiti. E le ginocchia vi fanno male, e vi sentite anche appesantite a fare le scale. E l'insalata scondita sta diventando la vostra migliore amica. Eh, care mie, capisco. Però, scusate, che vitaccia, eh! :D Essere a dieta mica significa non mangiare no? Significa, certo, mangiare meno, ma anche meglio, più salutare, meno condito. E questi mini cakes sono così veloci e così adatti per una colazione leggera (ma col sorriso!) che credo che, dopo avermi maledetta in cinque lingue, alla fine mi ringrazierete di averli postati. Tanto siamo tutti in cerca di ricette leggere e al tempo stesso gustose in questo periodo. Non crediate, mi ci metto in mezzo anche io, altrochè, sapeste. Solo per anticiparvi che a venire aspettatevi tante verdure, tanti cereali, tanti semini e tanto colore :)
sabato 19 maggio 2012
sabato 12 maggio 2012
Zucchine tonde ripiene di riso e feta
Mi piace tanto questo periodo dell'anno. E' vero, fa già fin troppo caldo per i miei gusti, ma le temperature un po' anomale e la correlata, estenuante, allergia a graminacee e pollini, non mi fa rimpiangere il fatto di poter godere di alcune cose, di quelle che ti fanno scattare quel famigerato "sorriso al giorno" che tanti citano come rimedio naturale alla tristezza:
- essere cullati nelle ultime ore di sonno dal cinguettare degli uccellini (fintanto che non diventa il tubare dei piccioni o il gracchiare roco dei corvi, nel qual caso mi ritengo autorizzata a imbracciare la lupara...)
- svegliarsi che c'è già luce e quella brezza frizzantina che un po' ti sembra di essere al mare (poi apri la finestra e...anche no)
- uscire di casa tutta trafelata per andare al lavoro e soffermarsi un attimo a rimirare la splendida fioritura del giardino condominiale (si noti: sul cancello abbiamo dovuto affiggere un cartello monitorio antiscippo, perchè in questo periodo fioriscono anche i ladri di rose, che vengono armati di forbici e sacchetto per farsi il bottino. Il fioraio si trova girato l'angolo, prego)
- arrivare a sera, fiaccati dal lavoro e dalla calura, ma tanto felici di essersi iscritti in piscina per refrigerarsi con un po' di sano sport (fintanto che l'istruttrice di idrobike, immedisimatasi in una domatrice di leoni, non inizia a sbattacchiare violentemente il tubo di gomma a terra, gridando invasata "Non mi piace la maniglia dell'amore! E allora....schiacciala! Il culo grosso mi fa cagare! E allora...muovilo!" Della serie "ommioddiocosastofacendoqui".
- il risveglio lento e rilassato del sabato mattina (escludo la domenica per il semplice fatto che io e lei non abbiamo un buon rapporto), soprattutto di quello in cui non cade il turno di pulizie domestiche, tipo oggi :) in cui puoi permetterti il lusso di un'ora sul divano a sistemare le foto di Stoccolma e di scrivere persino un post su quella specie di sito di cucina che quattro anni fa, quando l'hai aperto, era il tuo compagno quotidiano di vita e ora avanza a calci e rinculi tra il perenne non-tempo di fare qualsiasi cosa.
- da ultimo (ne avrei ancora, ma la summenzionata ora volge al termine e vorrei iniziare a preparare il pranzo fintanto che non ci sarà un caldo sahariano e un sole spaccapietre dritto sulla mia cucina) i prodotti che natura ci regala in questo periodo: le prime zucchine, asparagi, carciofi, fave, piselli, gentilina, cipolline e cipollotti, fragole...yum!
La ricetta di oggi è proprio dedicata a questi doni della primavera (primavera? Dato il caldo non mi stupirei di vedere meloni e angurie sui banchi del supermercato :)). Vi confesso, l'ho fatta lo scorso anno e l'ho conservata finora. Sono delle simpatiche zucchine tonde, farcite con del riso che strizza l'occhio all'Oriente e insaporite con dadini di feta. Potete prepararle in anticipo e potete anche "svestire" il riso&feta dall'involucro di zucchina e gustarlo così com'è. I hope you'll enjoy it!
Zucchine tonde ripiene di riso e feta
inspired | Melealforno (ho rivisto le dosi del ripieno, dimezzandolo, perchè me ne era avanzato tantissimo...e vi avverto che dovrebbe ancora avanzarvene un po' :))
Ingredienti (per 2 persone come piatto principale, per 4 come contorno):
4 zucchine tonde
1 cipollotto
100 gr di riso (riso integrale della Camargue o, per me, Long&Wild)
1 cucchiaio di uvetta
1 cucchiao di pinoli
1/2 cucchiaino di cumino
1 pizzico di erbe di Provenza
120 gr di feta
Lavate le zucchine. Portate a ebollizione una pentola di acqua che possa contenere tutte le zucchine. Al raggiungimento dell’ebollizione, salate l’acqua con due pizzichi di sale grosso e tuffatevi le zucchine, lasciandole sobbollire dolcemente per 15 minuti.
Nel frattempo portate a ebollizione un’altra pentola d’acqua, salatela e cuocetevi il riso per il tempo indicato sulla confezione. Una volta cotto (al dente), scolatelo, sciacquandolo sotto l'acqua fredda corrente in modo da bloccarne la cottura.
Scolate le zucchine, passando anch'esse sotto l'acqua fredda corrente, e lasciatele raffreddare. Intanto riscaldate il forno a 180°.
Tagliate le calotta superiore delle zucchine, conservandola. Scavate le zucchine con un cucchiaino dai bordi affilati o con uno scavino, facendo attenzione a lasciare un bordo spesso almeno 4-5 millimetri. Conservate la polpa delle zucchine. Adagiate le zucchine, scavate, a testa in giù su un foglio di carta assorbente in modo che perdano l'acqua in eccesso.
Tritate grossolanamente la polpa delle zucchine e finemente il cipollotto. Scaldate un generoso filo d'olio in una capiente padella antiaderente. Fatevi soffriggere il cipollotto, quindi aggiungete la polpa delle zucchine e lasciate soffriggere per qualche minuto. Aggiungete il riso, lasciatelo insaporire per qualche minuto, infine unite uvetta, pinoli (leggermente tostati in un padellino antiaderente), cumino ed erbe di Provenza. Non aggiungete sale, perchè la feta insaporirà il tutto. Mescolate il tutto per far insaporire e spegnete il fuoco.
Tagliate la feta a dadini. Riempite le zucchine alternando riso e feta, terminando con il formaggio. Rimette il cappuccio alle zucchine, adagiatele in una taglia leggermente unta d’olio e infornatele per 20 minuti. Servitele ancora calde.
4 zucchine tonde
1 cipollotto
100 gr di riso (riso integrale della Camargue o, per me, Long&Wild)
1 cucchiaio di uvetta
1 cucchiao di pinoli
1/2 cucchiaino di cumino
1 pizzico di erbe di Provenza
120 gr di feta
Lavate le zucchine. Portate a ebollizione una pentola di acqua che possa contenere tutte le zucchine. Al raggiungimento dell’ebollizione, salate l’acqua con due pizzichi di sale grosso e tuffatevi le zucchine, lasciandole sobbollire dolcemente per 15 minuti.
Nel frattempo portate a ebollizione un’altra pentola d’acqua, salatela e cuocetevi il riso per il tempo indicato sulla confezione. Una volta cotto (al dente), scolatelo, sciacquandolo sotto l'acqua fredda corrente in modo da bloccarne la cottura.
Scolate le zucchine, passando anch'esse sotto l'acqua fredda corrente, e lasciatele raffreddare. Intanto riscaldate il forno a 180°.
Tagliate le calotta superiore delle zucchine, conservandola. Scavate le zucchine con un cucchiaino dai bordi affilati o con uno scavino, facendo attenzione a lasciare un bordo spesso almeno 4-5 millimetri. Conservate la polpa delle zucchine. Adagiate le zucchine, scavate, a testa in giù su un foglio di carta assorbente in modo che perdano l'acqua in eccesso.
Tritate grossolanamente la polpa delle zucchine e finemente il cipollotto. Scaldate un generoso filo d'olio in una capiente padella antiaderente. Fatevi soffriggere il cipollotto, quindi aggiungete la polpa delle zucchine e lasciate soffriggere per qualche minuto. Aggiungete il riso, lasciatelo insaporire per qualche minuto, infine unite uvetta, pinoli (leggermente tostati in un padellino antiaderente), cumino ed erbe di Provenza. Non aggiungete sale, perchè la feta insaporirà il tutto. Mescolate il tutto per far insaporire e spegnete il fuoco.
Tagliate la feta a dadini. Riempite le zucchine alternando riso e feta, terminando con il formaggio. Rimette il cappuccio alle zucchine, adagiatele in una taglia leggermente unta d’olio e infornatele per 20 minuti. Servitele ancora calde.
domenica 15 aprile 2012
Gli scones all'uvetta di Rose Bakery
Ed è già passato ormai un altro mese senza quasi che me ne accorgessi. Ed è strano, perchè di curare questo mio spazio ne avrei anche voglia, e parecchia anche, ma il tempo manca completamente e seppure continui a cucinare (d'altronde noialtri si mangia, e direi che si vede anche :D) il problema fondamentale, ovviamente, restano le foto. A volte mi manca la voglia anche solo di tirare fuori la fotocamera e di tentare qualche scatto al volo. Di preparare set appositi e perder tempo a cercare l'angolatura e la luce giusta non se ne parla nemmeno: ormai persino il weekend, l'unico momento in cui riuscivo a farle, le foto sono catturate al volo, così come capita. Ma va bene così. Ci sono periodi della propria vita che le cose non riescono proprio perfette come uno vorrebbe, ma d'altronde siamo umani e quindi via, avanti tutta.
La maggiore difficoltà, quando passa così tanto tempo, è riuscire a trovare le parole da digitare sulla tastiera, senza che tutto ciò che compare sullo schermo risulti ai miei occhi banale e noiosetto. Cosa posso raccontarvi? Succedono tante cose in un mese che nemmeno me le ricordo tutte! Vediamo un po'... Il 38esimo compleanno di un certo signor moroso, che ha una morosa talmente mitica da fargli prendere un giorno di ferie (e prenderselo anche lei, ehi), organizzargli un brunch coi fiocchi (e qui chi mi dice "che fortuna, un giorno di ferie...ti sei riposata?" è morto) a base di croque monsieur, spremuta d'arancia, macedonia di fragole e banane, scones all'uvetta e una selezione di marmellate, seguito da un pomeriggio alla SPA, massaggio di coppia con olio profumato e candele incluso. Poi c'è stato l'incontro tanto atteso con una personcina deliziosa, la mia adorata Mari: una giornata a spasso per Bologna a chiacchierare come se ci conoscessimo da una vita e in giro sbavando tra bancarelle del mercato, Maisons du Monde, negozietti bio, deliziose caffetterie e tanto altro. Mari, quando ci rivediamo? Prestissimo spero! E poi il Vinitaly, e infine la Pasqua: siamo stati dai di-lui-parenti in Puglia e sono stati quattro giorni all'insegna della chiassosa allegria e delle interminabili mangiate, seppure il tempo non sia stato affatto clemente. La macchina, al rientro, tra taralli, mozzarelle e salsicce al finocchietto era talmente piena di prelibatezze che per poco non impennavamo in autostrada, occorre che ve lo dica? :)
Ho chiacchierato abbastanza? Che poi chevvenefrega, dico io. Forse vi interessa di più la ricetta no? Della serie, ce la fai vedere e poi tante parole da rimambirci e nun se magna? :D
Questi qui, dire che li ho adorati è dire poco. Non avevo mai provato gli scones, a parte un'esperienza a dir poco tragica di parecchi anni fa, quando nel tentativo di produrre un dolcetto poco calorico in periodo di dieta, mi ero lanciata nell'infausta idea di testare una ricetta di scones integrali al miele e sesamo. Una schifezza senza precedenti. La ricetta era completamente sballata e non specificava lo spessore della pasta: non conoscendo prima di allora gli scones, avevo ottenuto delle simil-gallette del peso specifico del piombo che avrebbero dignitosamente retto il paragone con le pedine da dama.
Con questa ricetta, invece, vi assicuro che siete a prova di bomba. Soffici, scioglievoli, poco zuccherati, si prestano perfettamente per l'ora del tè o per un pigro brunch domenicale, ancora tiepidi, aperti in due direttamente con le mani e farciti con un velo di buon burro tedesco e una generosa cucchiaiata di marmellata di fragole o di more di rovo. Tra l'altro sono foolproof e velocissimi da fare, e il bello è che ne potete produrre in quantità, quando ne avete il tempo, e congelarli negli appositi sacchettini da freezer, tirandoli fuori quando vi servono e passandoli quel tanto che basta da intiepidirli nel microonde, modalità scongelamento.
Sento qualche vocina dal fondo... come sarebbe a dire "cosa sono gli scones"?! E io che pensavo che ormai lo sapessero tutti ;) Si tratta di una sorta di paninetti dolci inglesi, compatti, ma al tempo stesso morbidi e scioglievoli, che vengono presentati per l'ora del tè, per la colazione o per il brunch e serviti con burro o panna semi-montata (gli inglesi usano la clotted cream, che dà il nome anche al tradizionale cream tea) e marmellata (tipicamente di fragole, meglio se a ridotto contenuto di zuccheri). Ne esistono tantissime varianti, dolci (con uvetta, noci, sciroppo d'acero, mirtilli...) e persino salati.
Io ho utilizzato la ricetta dei sultana scones, tratta dal ricettario di Rose Bakery "Breakfast, lunch, tea"), via Cavoletto (blog, ma anche libro).
Scones all'uvetta di Rose Bakery
Per più di 20 scones:
500 gr di farina
300 ml di latte
160 gr di uvetta
110 gr di burro morbido
2 cucchiai abbondanti di lievito per dolci
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 uovo
Setacciate la farina insieme al lievito, unite lo zucchero e il sale e mescolate. Aggiungete il burro morbido a fiocchetti e, con la punta delle dita, sfregatelo con la farina finché non sia completamente assorbito. Unite l'uvetta, poi versate il latte al centro e, con una forchetta, iniziare ad amalgamare. Lavorate rapidamente l'impasto con le mani, aggiungendo un po' di farina qualora risultasse troppo liquido, fino a quando non sarà più colloso.
Su una spianatoia leggermente infarinata, stendete l'impasto a 3 cm di spessore e, con un tagliapasta rotondo di 5 cm di diametro, ritagliate gli scones, rimpastando gli avanzi di impasto e ripetendo l'operazione fino ad esaurimento. Disponete gli scones su una teglia da forno rivestita con carta da forno, lasciando un pochino di spazio fra ognuno, in modo tale che in cottura non si tocchino. Sbattete l'uovo con una forchetta e utilizzatelo per spennellare la superficie degli scones. Infornateli a 200° per 15-20 minuti, finché saranno leggermente dorati. Sfornateli e trasferiteli delicatamente a intiepidire su una griglia. Serviteli ancora tipiedi con burro e marmellata.
sabato 17 marzo 2012
Mini quiches con zucca, radicchio e cannella
Lo so, lo so. La foto è un autentico obrobrio, ma quando l'ho scattata, ossia quasi due mesi fa, il tempo era davvero pessimo. E io non avevo proprio tempo, ma guarda un po' che grande novità :) Ma siccome queste quichette, suggeritemi dalla cara Elena per un pranzo tra amici (quello dell'arrosto miele e zenzero, tanto per intenderci) e provenienti dal foodblog per eccellenza, sono una delizia senza precedenti, mi parrebbe davvero assurdo trincerarsi dietro a uno scatto mal riuscito e non farle conoscere a chi ancora non le ha mai provate. Le abbiamo tutti adorate per il perfetto connubio dolce-amaro / zuccoso-radicchioso e per il loro discreto ma percepibile profumo di cannella, che con la zucca ho scoperto starci divinamente. E va bene che il gusto pare cambi ogni 9 anni, ma io e la cannella ultimamente siamo una cosa sola, sono diventata cannella-dipendente!
Assolutissimamente da fare per chi, come me, ha ancora qualche zucca (di svariate decine di chili, ma sono dettagli) che si aggira in cantina da consumare prima di fare spazio a zucchine, peperoni e melanzane :)
Prima di salutarvi e lasciarvi alla ricetta, volevo ringraziare la J&J Jesurum e Knorr che, in occasione della presentazione dei loro ultimi prodotti (le vellutate " I Momenti Gourmet"), mi hanno consentito di assistere a un delizioso spettacolo teatrale di Alessandro Siani in quel di Bologna: eravamo letteralmente circondati da famiglie di napoletani urlanti e scalpitanti e ci siamo fatti davvero delle grasse risate. E' stato un po' come essere dentro al set di "Benvenuti al Sud" ;))) Ovviamente nel pomeriggio ho colto la palla al balzo per un giretto in centro tra Coin, Maisons du Monde e Eataly...potevo forse perdermi certi luoghi di perdizione?!
Mini quiches con zucca, radicchio e cannella
Ingredienti:
Per la base:
una dose di pasta da quiche fatta con la ricetta di Christophe Felder (per me è talmente perfetta da non essere sostituibile con nessun'altra :))
Per il ripieno:
1 piccolo radicchio
300 gr di zucca
1 cipolla
200 ml di panna fresca
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
un pezzettino di emmenthal
2 uova + 1 tuorlo
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 punta di coltello di cannella in polvere
una grattata di noce moscata
sale & pepe
Preparate la pasta da quiche, mettetela a riposare in frigo prima di stenderla e nel mentre preparate il ripieno. Sbucciate la cipolla e affettatela. Sciacquate il radicchio e tagliatelo a listarelle, riducete a dadini la zucca. Scaldate l'olio in una padella, aggiungete la cipolla, lasciatela appassire per un minuto, poi aggiungete il radicchio e la zucca. Unite due cucchiai d’acqua calda e lasciate cuocere a fuoco medio/basso per una decina di minuti (la zucca deve rimanere un po’ croccante). A fine cottura, salate, pepate e profumate con la cannella ed una grattatina di noce moscata. Fate raffreddare il tutto.
Versate la panna, le uova, il tuorlo e il parmigiano in una ciotola e sbattete con una frustina. Salate e pepate il composto di uova e panna.
Prelevate la pasta dal frigo, stendetela col mattarello a 2 mm di spessore e foderate degli stampini da crostatina/tartelletta (o uno stampo da crostata del diametro di 24cm, se volete ottenere una quiche unica). Bucherellate il fondo delle quiches con i rebbi di una forchetta, quindi distribuitevi la zucca e il radicchio, versatevi circa due cucchiai di panna ciascuna e completate con una grattugiata di emmenthal.
Infornate a 180° per circa 25 minuti, finché le quiches saranno ben dorate (se ne fate una sola grande, occorreranno circa 45 minuti). Sfornate, lasciate intiepidire e servite.
Ingredienti:
Per la base:
una dose di pasta da quiche fatta con la ricetta di Christophe Felder (per me è talmente perfetta da non essere sostituibile con nessun'altra :))
Per il ripieno:
1 piccolo radicchio
300 gr di zucca
1 cipolla
200 ml di panna fresca
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
un pezzettino di emmenthal
2 uova + 1 tuorlo
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 punta di coltello di cannella in polvere
una grattata di noce moscata
sale & pepe
Preparate la pasta da quiche, mettetela a riposare in frigo prima di stenderla e nel mentre preparate il ripieno. Sbucciate la cipolla e affettatela. Sciacquate il radicchio e tagliatelo a listarelle, riducete a dadini la zucca. Scaldate l'olio in una padella, aggiungete la cipolla, lasciatela appassire per un minuto, poi aggiungete il radicchio e la zucca. Unite due cucchiai d’acqua calda e lasciate cuocere a fuoco medio/basso per una decina di minuti (la zucca deve rimanere un po’ croccante). A fine cottura, salate, pepate e profumate con la cannella ed una grattatina di noce moscata. Fate raffreddare il tutto.
Versate la panna, le uova, il tuorlo e il parmigiano in una ciotola e sbattete con una frustina. Salate e pepate il composto di uova e panna.
Prelevate la pasta dal frigo, stendetela col mattarello a 2 mm di spessore e foderate degli stampini da crostatina/tartelletta (o uno stampo da crostata del diametro di 24cm, se volete ottenere una quiche unica). Bucherellate il fondo delle quiches con i rebbi di una forchetta, quindi distribuitevi la zucca e il radicchio, versatevi circa due cucchiai di panna ciascuna e completate con una grattugiata di emmenthal.
Infornate a 180° per circa 25 minuti, finché le quiches saranno ben dorate (se ne fate una sola grande, occorreranno circa 45 minuti). Sfornate, lasciate intiepidire e servite.
lunedì 5 marzo 2012
Guacamole
Per chi, come me, per sua natura vive ogni giorno alla ricerca di in un costante equilibrio tra l'euforia e l'inquietudine, un weekend trascorso senza il patema d'animo del "ho tutto da fare-non so da che parte prendere" sarebbe una vera manna dal cielo. Mi spiego meglio.
Sabato mattina: sveglia alle 7.00, che il moroso va a lavorare. Il tempo di raccogliere le forze e parto con grandi pulizie e lavatrici, con in sottofondo le Kris di Radio 105 in compagnia di uno psicologo che spiega il dramma interiore della donna moderna, combattuta fra carriera e un retaggio storico di doveri domestici che non riesce più a gestire, con conseguenti crisi d'identità e di autostima. Glom. Intervallo l'aspirapolvere a cucinare qualcosa senza troppo sbattimento: qualche salsina da accompagnare alle tortilla chips come stuzzichino pre-pasto (guacamole & tzatziki, che invenzioni!), poi una vellutata di carote e zenzero velocissima e davvero deliziosa. Operazione svuota-frigo perfettamente riuscita, mi congratulo con me stessa, gimme five girl. Sabato pomeriggio: si finiscono le pulizie e si va da Decathlon a comprare per lui una bicicletta e di quei pantaloncini imbottiti che sembra che abbiano dentro un assorbente (!), una spesa veloce e a casa, dove ti aspettano il sushi scongelato preparato in quantità più che industriale la settimana precedente (operazione congelamento miseramente fallita, per quanto mi riguarda) e due arrostincini arrostiti alla piastra, così, senza pretese. Prima di andare a letto, metto su il brodo per il giorno dopo, e il profumo di domenica domestica ci accompagna tra le braccia di Morfeo.
The day after: tortellini in brodo, quelli meravigliosi che ho fatto al corso da "sfoglina" alla Locanda del Tortellino, interamente a mano (tiratura della pasta compresa); bollito con salsa verde con l'uovo sodo tritato, come tradizione vuole; un cake di mele e buttermilk perchè se non c'è il dolce ci sentiamo incompleti. Il tempo di sparecchiare e di oziare un'oretta sul divano e si impasta la pizza per la sera (via la finta modestia, è venuta uno spettacolo!), poi un salto al vivaio, a riempirsi gli occhi di primule, ciclamini e azalee in fiore. Torno a casa felice, con in mano il mio cartone di primule multicolore, mini azalee, garofanini e giacinti e quasi mi dimentico che il weekend è già finito e che una nuova settimana di lavoro è alle porte. E non ho stirato manco sta volta, porca paletta :)
Et voilà, una ricetta per le donne sempre di corsa, che non rinuncerebbero per niente al mondo al piacere di mangiare qualcosa di home-made anche quando hanno i secondi contati. Io questa salsina messicana l'adoro, l'unica cosa veramente importante è utilizzare un avocado bello maturo, che si riconosce dalla buccia scura e dal rumore che fa il nocciolo scuotendo il frutto, indice del fatto che si è staccato dalla polpa. E' perfetta da servire per una cenetta della domenica sonnecchiosa sul divano o a un party con amici, accompagnata da tortilla chips, tacos, fajitas e carne in genere.
credits per l'ispirazione: Chez Babs
Ingredienti:
un avocado bello maturo
il succo di un lime
uno spicchio d'aglio, schiacciato con lo spremi aglio
peperoncino in polvere q.b. (o un peperoncino rosso fresco)
una manciata di coriandolo fresco, tritato finemente
olio extravergine d'oliva
sale
Inoltre, a piacere:
un poco di cipolla o cipollotto rosso di Tropea, tritati grossolanamente
un cetriolo, a cubettini
un pomodoro o dei pomodorini rossi e sodi, a cubettini
Aprite l' avocado tagliandolo a metà, togliete il nocciolo e prelevatene la polpa, che metteterete in una ciotola e schiaccerete con una forchetta. Aggiungete il succo di lime, l'olio, l'aglio, il peperoncino in polvere (o fresco, a rondelle) e aggiustate di sale.
Se volete, potete completare con dei cubettini di pomodoro (ben strizzati) e di cetriolo (che avrete privato dei semi) e un poco di cipollotto fresco o cipolla rossa tritati. Completate con il coriandolo tritato, mescolate e servite accompagnando con nachos/tortilla chips.
E' consigliabile preparare la guacamole all'ultimo momento, prima di servirla, ma nel caso la prepariate con un poco di anticipo, abbiate cura di coprire ermeticamente la ciotola con pellicola trasparente per rallentare l'ossidazione dell'avocado.
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