domenica 16 ottobre 2011

La torta di burro e pere di Tessa Kiros

Torta di burro e pere - Tessa Kiros

Ho capito come mai era un po' che non mettevamo piede all'Ikea. Vuoi perchè le cose essenziali ormai le avevamo prese tutte (tende, libreria e chincaglierie varie non rientravano negli essenziali - quanto meno nell'ideale maschile, tsk...), ma saran stati 8 mesi che gli omini di giallo vestiti non ci vedevano a zonzo, il che suona quanto mai inaudito. File chilometriche, casino infernale, ciurme di bambini urlanti e scalpitanti, vecchiette con orribili esemplari canini nel carrello (!!!), polpette del self service leggere come sassi sullo stomaco (e sì che me le ricordavo così buone: mi toccherà farmele da me medesima), oltre 500 euro spillati e circa tremila tende da montare. Lo status mentis ideale per riprendere una nuova settimana di lavoro no? :) Intanto aspetto fremente il prossimo weekend, quando sarò a Firenze e riabbraccerò dopo oltre due anni la mia più cara amica: non vedo l'ora!

E ora una ricetta per una domenica sera coccolosa, all'insegna del piattino con cucchiaino seduti sul divano, ma va bene anche per un lunedì mattina pieno di grinta. Un dolce burroso e fondente che ci ha lasciati stupefatti e che si è sposato a meraviglia con dell'ottimo gelato artigianale alla crema. La sciura Tessa non sbaglia un colpo, c'è poco da fà.

Muffins, cookies e altri pasticci consiglia: assolutamente imperdibile se anche voi avete un moroso/convivente/marito che ogni settimana porta a casa dosi industriali di pere dalla mensa aziendale (che noi pelar le pere non ci piace) e siete stufi di fare risotto pere e taleggio e pere e gorgonzola anche a colazione :)

Torta di burro e pere


ricetta tratta da "Ricordi in cucina" di Tessa Kiros

Ingredienti:
180 gr di burro ammorbidito
150 gr di zucchero + 1 cucchiaio e 1/2 per spolverizzare la superficie della torta
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 cucchiaino di scorza di limone bio finemente grattugiata
un bel pizzico di cardamomo in polvere
un pizzico abbondante di noce moscata
3 uova
220 gr di farina
1 cucchiaino e 1/2 di lievito in polvere
125 ml di panna fresca
4 pere mature piccole, circa 700 gr.

Scaldate il forno a 180° e imburrate e infarinate una tortiera di 22-24 cm di diametro con bordo amovibile. Se preferite, potete ungere e infarinare soltanto il bordo e foderare il fondo incastrandovi un foglio di carta da forno.

Sbattete con le fruste elettriche il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso. Aggiungete la vaniglia, la scorza di limone, il cardamomo e la noce moscata, poi incorporate le uova, una alla volta, sbattendo bene dopo ogni aggiunta. Aggiungete la farina setacciata con il lievito in polvere, alternandola con la panna, e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

Versate il composto nella tortiera: non è necessario livellarlo, in quanto si distribuirà da solo durante la cottura. Infornate per circa 20 minuti. Nel frattempo sbucciate le pere, tagliatele a quarti ed eliminate il torsolo.

Sfornate la torta, sistemateci sopra le pere, rapidamente, e cospargetela con lo zucchero. Rimettete in forno per altri 45 minuti o comunque fino a quando le pere sono di un bel colore dorato, la superficie della torta è croccante e infilando uno stuzzicadenti nel centro, questo esce pulito. Lasciate raffreddare un poco la torta prima di sformarla: potete servirla tiepida o a temperatura ambiente, ma la sua morte è riscaldata un poco a microonde e servita con due palline di gelato artigianale alla crema.
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E ora un piccolo intrattenimento per voi: questo mese Muffins, cookies e altri pasticci è ospite d'onore della rubrica "Foodblogger" su Spray Magazine. Sinceramente grazie alla redazione per l'interesse manifestato nei miei confronti! :)


domenica 9 ottobre 2011

Marmellata di fichi neri e vaniglia

Marmellata di fichi neri & vaniglia


Ahem, ancora fichi?! Ebbene sì. D'altronde in pieno agosto e con 45 gradi all'ombra, sfidando ogni umana sopportazione, ho fatto questa (e altre due) marmellate e ora ve la beccate anche se fuori stagione, tiè!

Questa marmellata è la prima che ho fatto secondo il metodo di Christine Ferber, la guru alsaziana in materia: il risultato è frutta per niente distrutta e scurita dalla lunga cottura e una consistenza marmelattosa perfetta! Unica pecca: vista l'alta quantità di zucchero questo procedimento non è consigliabile per chi non tollera troppa dolcezza :)

Provata sia come farcitura di una crostata (da mia mamma), sia sopra a una fettina di buon pecorino stagionato. Approved! :)

Marmellata di fichi neri e vaniglia

ricetta tratta da "Il libro del Cavolo" di Sigrid Verbert

Ingredienti, per 4-5 vasetti (per me 3 vasetti medi e 1 piccolo):
1 kg di fichi neri (per me 800 gr, freschi freschi dall'albero dello zio ;))
800 gr di zucchero semolato (per me 640 gr)
il succo di un limone (per me, un limone scarso)
2 bacche di vaniglia (per me una)

Sciacquate i fichi e asciugateli delicatamente con un panno pulito. Tagliateli a fettine, conservando la buccia, e versateli in una pentola con lo zucchero, la vaniglia aperta longitudinalmente e il succo di limone. Coprite e lasciate riposare il tutto per un'ora. Dopo questo tempo, mettete la pentola sul fuoco, portate a ebollizione e spegnete subito; lasciate quindi raffreddare il tutto, copritelo e ponetelo a riposare in frigo per una notte.

L'indomani, rimettete la pentola sul fuoco, portate a ebollizione e lasciate cuocere a fiamma medio-bassa per 10 minuti, mescolando di continuo. Aiutandovi con un mestolino e un imbuto a collo largo, versate la marmellata, ancora bollente, nei vasetti sterilizzati, chiudeteli ermeticamente con il tappo e lasciateli raffreddare con il tappo in giù, fino al formarsi del sottovuoto. Etichettate e conservate.

Nota:
  • Se siete di quelli che "no, i pezzi di frutta nella marmellata proprio no!", potete frullare il tutto con il mini-pimer fino al raggiungimento della consistenza desiderata prima di procedere all'invasettamento.
Variante:
  • la marmellata, come raccontata nel libro "Regali Golosi", può anche essere aromatizzata con un po' di rhum scuro: utilizzatene 2 dl per un kg di fichi.

sabato 1 ottobre 2011

Quel diavolo di Donna (Hay): pie di susine e fichi neri

Let's PIE!

Nessuno mi ha chiesto che fine avessi fatto in questo mese di assenza, quindi presumo che tutti si aspettassero - a buona ragione - il mio addio alle scene una volta ripreso il lavoro...e così, infatti, è immancabilmente stato ;) Questo mese è letteralmente volato, scivolato via senza neanche me ne accorgessi. Ancora non sono riuscita a riorganizzarmi a dovere, ma da questa settimana credo che gli impegni si affolleranno ancor di più, sempre che vada in porto il corso di francese che vorrei frequentare, e che mi decida a riprendere un po' di moto.

Il blog è sceso repentinamente all'ultimo dei miei pensieri, tanto che mi ero dimenticata completamente del fatto che la stagione dei fichi non è certo perenne. Mi sbrigo in fretta, sperando che qualcuno dei piccoli amici zuccherini si sia ancora salvato, visto questo caldo tanto prolungato quanto anomalo (ma ne dubito fortemente, se ci sono almeno altri 100 golosoni di fichi come me in giro!).
Da archiviare e rispolverare per settembre prossimo.

Pie di susine e fichi neri

Pie di susine e fichi neri


ricetta tratta da "Ricevere in un istante" - Donna Hay


Ingredienti:


Per la pasta brisée zuccherata (il libro la chiama curiosamente pasta frolla):
250 gr di farina 00
185 gr di burro freddo di frigo

3 cucchiai di zucchero semolato
2-3 cucchiai di acqua ghiacciata


Per il ripieno:
55 gr di farina di mandorle

2 cucchiai di farina 00

55 gr di zucchero semolato
40 gr di burro fuso

1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia

8 piccoli fichi neri

6 piccole susine


Preparate la pasta brisée lavorando, nella planetaria, con il gancio a k e a velocità minima, il burro tagliato a cubetti, la farina e lo zucchero, fino ad ottenere un composto bricioloso. Sempre tenendo l’apparecchio in funzione, unite l'acqua ghiacciata (acqua con dentro qualche cubetto di ghiaccio), quanto basta ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Impastate brevemente a mano, date all'impasto la forma di una palla appiattita ed avvolgetelo nella pellicola trasparente; fatelo quindi riposare in frigorifero per circa 1 ora.

Trascorso questo tempo, preparate la farcia: in una ciotola mescolate la farina di mandorle, la farina, lo zucchero, il burro fuso e l'estratto di vaniglia fino ad ottenere un composto ben amalgamato.


Prelevate l'impasto dal frigo e stendetelo col mattarello, tra due fogli di carta da forno per evitare l'aggiunta di farina, allo spessore di circa 3 mm, conferendogli una forma circolare. Trasferite la brisèe con il foglio di carta da forno su una placca da forno. Distribuite il composto di mandorle sulla pasta, lasciando uno spazio di circa 3 cm dai bordi. Disponetevi sopra i fichi e le susine lavate e asciugate e tagliate a fettine, sempre restando a 3 cm dal bordo. Ripiegate i bordi della pasta verso il centro del dolce in modo da racchiudere il ripieno. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 30 -35 minuti o fino a quando la pasta sarà abbastanza dorata. Fate raffreddare prima di spostarla dalla placca (considerate che l'impasto è molto friabile e delicato!) e servite la pie, accompagnandola con una pallina di gelato alla vaniglia oppure con panna montata non zuccherata. E’ migliore dopo qualche ora di riposo in frigorifero.


L'alzatina preferita

martedì 30 agosto 2011

Mini-terrine di vitello con lardo pancettato e panettone Loison al Pinot Grigio

Mini terrine di vitello, lardo pancettato e panettone Loison al Pinot Grigio

Come dicevo nei commenti qui, alla fine la giornata in montagna è stata faticosissima ma molto emozionante per il panorama mozzafiato che ci attendeva una volta giunti, dopo due ore di scarpinate, alla Croce Arcana, passo che segna il confine tra l'Appennino emiliano e quello toscano e tra le province di Modena e Pistoia. A scendere, la fantomatica festa del mirtillo di Fanano si è rivelata un'autentica delusione (unica consolazione, una cassetta-à-portèr da 2 kg di mirtilli neri dell'Appennino Modenese a cui sto già dando debitamente fondo) e voglia di fermarsi in un caseificio manco col binocolo. La sera eravamo talmente sfatti che l'unica cosa che siamo riusciti a fare è stata alzare la cornetta del telefono per prenotare due pizze a domicilio :)

Chiacchiere a parte, veniamo al dunque di questo post. Poco prima di partire per le vacanze sono stata contattata dalla Cantina Santa Margherita (che colgo l'occasione di ringraziare, perchè sono due anni che mi forniscono graditissimi pass per il Vinitaly) per partecipare ad un contest in collaborazione con la Dolciaria Loison, contest ideato per festeggiare i 50 anni del Pinot Grigio Impronta del Fondatore Alto Adige D.O.C. Santa Margherita, il loro fiore all'occhiello.


Essendo rientrata fra i 30 partecipanti, ho ricevuto in omaggio una bottiglia di Pinot Grigio, unitamente ad un panettone Loison al Pinot Grigio, con l'obiettivo di realizzare una ricetta - dolce o salata - che prevedesse tra gli ingredienti il summenzionato panettone e si abbinasse con il vino ricevuto. Alla fine verranno scelte 12 ricette che entreranno a far parte di un libricino sul tema che verrà allegato alle confezioni di Natale: chissà se ce la farò? :)

Pinot grigio Santa Margherita & Panettone Loison al Pinot grigio

Certo, mi rendo conto che postare ricette che prevedono il panettone in Agosto può suonare quantomeno folle, però tenete in considerazione che (1) siamo quasi alle porte di Settembre, quindi mancano poi solo 3 mesi e mezzo a Natale, (2) così potrete giocare in netto anticipo sulla scelta dei piatti delle feste natalizie 2011 e sbaragliare mamme/suocere/cognate nella caccia alla pietanza più originale e (3) comunque, potrete realizzare questa ricetta anche senza panettone, con le sostituzioni che vi indicherò qui sotto. Vi ho convinti, sì?! :)

La mia scelta, dopo lungo pensare, è ricaduta su delle terrine di carne bianca, che leggo abbinarsi particolarmente bene con il Pinot Grigio (cito: "Ottimo come aperitivo, si abbina in modo sublime con insalate di mare, con primi piatti, sia di carne che di pesce, elaborati con succosi intingoli, con zuppe saporite e persino con carni bianche"). Il contrasto fra la sapidità del lardo pancettato, croccante in superficie e discioltosi sul fondo, ad insaporire ed ammorbidire la carne, e la dolcezza del panettone Loison rendono il tutto particolarmente equilibrato. Il tocco in più, il profumo dell'alloro, che personalmente adoro
.

Mini-terrine di vitello con lardo pancettato e panettone Loison al Pinot Grigio
mia rivisitazione di una ricetta di Sale & Pepe - luglio 2009

Ingredienti:

300 gr di vitello tritato (o 150 gr di vitello tritato e 150 gr di polpa di coniglio tritata)

1/2 spicchio di aglio

1 foglia di alloro

1 cucchiaio di parmigiano grattugiato

1 uovo

50 gr circa di panettone Loison al Pinot Grigio (in alternativa: 25 gr di uvetta e una fetta di pane morbidissimo semidolce, tipo panbrioche o pane per sandwich)

sale e pepe q.b.

120 gr di di lardo pancettato, o di pancetta tesa

Mettete in una ciotola la carne tritata, l'uovo, l'aglio tritato con lo spremiaglio, il parmigiano grattugiato, la foglia di alloro sbriciolata (se secca) o tritata finemente al coltello (se fresca), il panettone sbriciolato (o il pane sbriciolato e l'uvetta ammollata e strizzata); insaporite infine con un pizzico di sale e una macinata di pepe.
Rivestite 4 stampini usa e getta da muffin con carta da forno bagnata e strizzata e foderateli con il lardo pancettato o la pancetta tesa tagliati a fettine non troppo sottili (dovrebbero occorrervi circa 4 fette a stampino), facendole sbordare ai lati. Riempite con il composto di carne, pressando bene con le dita e richiudetevi sopra il lardo/la pancetta.

Infornate le terrine a 150 gradi per 30-35 minuti (il lardo/la pancetta sopra dovranno risultare croccanti e dorati), lasciatele raffreddare e sformatele, prestando attenzione perchè il lardo/la pancetta, sciogliendosi, avranno rilasciato parecchio grasso sul fondo dello stampino. Servite le terrine con un calice di Pinot Grigio Impronta del Fondatore Alto Adige D.O.C. Santa Margherita.