giovedì 1 dicembre 2011

Di corsi di sfoglia, iniziative al sapor di cioccolato e altre cosette


Cosa si dice quando si rimane lontani dal blog per un mese e mezzo? Ciao? Benritrovati? Ehilà, non sono morta? Già ultimamente mi sembra di aver perso ogni capacità di elaborare frasi che non virino dallo scontato al banale, se poi il tutto è complicato da un'assenza di cui non ho sentito affatto la mancanza si rischia davvero di finire nel patetico... Essì, perchè faccio outing: la mia vita continua, mi sveglio, lavoro, preparo da mangiare, mangio (fin troppo), seguo i miei corsi e via dicendo, eppure il blog non mi manca.


La mia passione per la cucina non è mai scemata, quando posso (ossia di rado, ormai) mi dedico ancora e volentieri a sfogliare libri e riviste di cucina, a mettermi ai fornelli per provare qualcosa di nuovo, a informarmi e a cercare nuovi spunti, a sperperare soldi in ammenicoli da cucina, ma...di prendere in mano la macchina fotografica e tutto ciò che ne consegue, zero voglia. Sarà che ormai siamo bombardati di trasmissioni di cucina, foodblog a profusione, riviste e quant'altro e mi è un po' tutto venuto a noia, non riconosco più "la novità", mi sembra tutto trito e ritrito, quasi banale...o viceversa, mi capita di imbattermi nell'eccessiva affettazione, nel "prezzemolismo", nella dedizione ossessiva, nella smodata ricerca di originalità e ricercatezza...e anche questo clima non mi piace.

Forse questo blog si spegnerà lentamente, forse no (quanti alti e bassi abbiamo tutti sperimentato in questi anni?), ma non importa: continuerò a scrivere se e quando mi capiterà di averne il tempo e la voglia, senza rammarichi se qualcuno nel frattempo si sarà stufato di aspettare e al mio rientro non troverò che qualcuno ad attendermi :)

Rotto il ghiaccio iniziale, abbandono gli esistenzialismi e la filosofia spiccia per darvi qualche news. Il mio portatile si è rotto da un mesetto, ora abbiamo una postazione provvisoria arrangiata alla tv :D; in questi giorni sono a casa dal lavoro perchè sono stata operata al primo di due denti del giudizio piuttosto scomodi (l'altro, in particolare, ha un grado di rischiosità che mi sta facendo parecchio preoccupare, visto che per operarmi vogliono che firmi una liberatoria...), quindi ne approfitto per liberare la mente, fare due chiacchiere "virtuali" e segnalarvi qualche cosuccia in tema culinario che mi riguarda.


CORSO DI SFOGLIA AL MATTARELLO

c/o
Locanda del Tortellino
Via Emilia Est 85/b
Castelfranco Emilia (MO)

Grazie ad un amico di gioventù, divenuto oste del ristorante "Locanda del tortellino", sto avendo la splendida opportunità di frequentare questo corso di quattro giornate (3 ore ciascuna, il lunedì sera) ed apprendere l’arte della stesura della sfoglia al mattarello, realizzando tagliatelle, paste tagliate, paste al pettine e paste ripiene.
Il corso è tenuto dalla signora Maria Corzani, Miss Tagliatella 2010, romagnola di nascita, ma bolognese a tutti gli effetti; la mitica Maria è testimonial del Premio Enzo Tassi nelle maggiori manifestazioni dedicate alla pasta fresca, dopo aver gestito alcuni dei migliori ristoranti bolognesi, l’Osteria del Buonumore e il Volo a Vela.
Questo il programma:
21 Novembre
- Sua Maestà la sfoglia, dove abbiamo imparato a impastare e stendere la tradizionale sfoglia al mattarello e a ricavarne delle ottime tagliatelle;
28 Novembre
- Dalla sfoglia alle tagliatelle e..., dove abbiamo impastato sfoglia colorata di diversi tipi, realizzato garganelli, strichetti, reginette, tagliatelle, nonchè strozzapreti e malloreddus (con un impasto a base di semola rimancinata);
5 Dicembre
- Tortellino e dintorni

12 Dicembre
- Tortelloni, ravioli e cappellacci... dalla pratica alla fantasia.



IL CALENDARIO DELL'AVVENTO DI CAFFAREL


E continua la mia collaborazione con la cioccolateria Caffarel: dopo le iniziative di Pasqua 2010, Natale 2010 e Pasqua 2011, ho accettato molto volentieri di partecipare anche qu
esta volta, nonostante il tempo (e le vicessitudini dentarie!) mi siano particolarmente ostili. Tutte le blogger partecipanti collaboreranno per creare "Il calendario dell'avvento di Caffarel", realizzando ogni giorno una ricetta (a base di cioccolato Caffarel, ovviamente!) da mettere sotto l'albero. Io vi aspetto con la mia strenna natalizia entro il 5 dicembre, ok? :)


IL MIO REGALO DI COMPLEANNO


Il 23 novembre ho compiuto la vetusta età di 29 anni suonati e, in attesa di imparare a usare il mattarello come la signora Maria (attualmente ci metto mezz'ora a tirare una sfoglia di tre uova....), il moroso ha pensato bene di regalarmi questo tanto bramato oggettino, che verrà senz'altro inaugurato per i tortellini di quest'anno :)




QUALCHE RICETTA PROVATA IN QUESTO PERIODO...

...E QUALCHE RICETTA RIFATTA CON ENORME SODDISFAZIONE
(come promemoria per voi)

domenica 16 ottobre 2011

La torta di burro e pere di Tessa Kiros

Torta di burro e pere - Tessa Kiros

Ho capito come mai era un po' che non mettevamo piede all'Ikea. Vuoi perchè le cose essenziali ormai le avevamo prese tutte (tende, libreria e chincaglierie varie non rientravano negli essenziali - quanto meno nell'ideale maschile, tsk...), ma saran stati 8 mesi che gli omini di giallo vestiti non ci vedevano a zonzo, il che suona quanto mai inaudito. File chilometriche, casino infernale, ciurme di bambini urlanti e scalpitanti, vecchiette con orribili esemplari canini nel carrello (!!!), polpette del self service leggere come sassi sullo stomaco (e sì che me le ricordavo così buone: mi toccherà farmele da me medesima), oltre 500 euro spillati e circa tremila tende da montare. Lo status mentis ideale per riprendere una nuova settimana di lavoro no? :) Intanto aspetto fremente il prossimo weekend, quando sarò a Firenze e riabbraccerò dopo oltre due anni la mia più cara amica: non vedo l'ora!

E ora una ricetta per una domenica sera coccolosa, all'insegna del piattino con cucchiaino seduti sul divano, ma va bene anche per un lunedì mattina pieno di grinta. Un dolce burroso e fondente che ci ha lasciati stupefatti e che si è sposato a meraviglia con dell'ottimo gelato artigianale alla crema. La sciura Tessa non sbaglia un colpo, c'è poco da fà.

Muffins, cookies e altri pasticci consiglia: assolutamente imperdibile se anche voi avete un moroso/convivente/marito che ogni settimana porta a casa dosi industriali di pere dalla mensa aziendale (che noi pelar le pere non ci piace) e siete stufi di fare risotto pere e taleggio e pere e gorgonzola anche a colazione :)

Torta di burro e pere


ricetta tratta da "Ricordi in cucina" di Tessa Kiros

Ingredienti:
180 gr di burro ammorbidito
150 gr di zucchero + 1 cucchiaio e 1/2 per spolverizzare la superficie della torta
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 cucchiaino di scorza di limone bio finemente grattugiata
un bel pizzico di cardamomo in polvere
un pizzico abbondante di noce moscata
3 uova
220 gr di farina
1 cucchiaino e 1/2 di lievito in polvere
125 ml di panna fresca
4 pere mature piccole, circa 700 gr.

Scaldate il forno a 180° e imburrate e infarinate una tortiera di 22-24 cm di diametro con bordo amovibile. Se preferite, potete ungere e infarinare soltanto il bordo e foderare il fondo incastrandovi un foglio di carta da forno.

Sbattete con le fruste elettriche il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso. Aggiungete la vaniglia, la scorza di limone, il cardamomo e la noce moscata, poi incorporate le uova, una alla volta, sbattendo bene dopo ogni aggiunta. Aggiungete la farina setacciata con il lievito in polvere, alternandola con la panna, e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

Versate il composto nella tortiera: non è necessario livellarlo, in quanto si distribuirà da solo durante la cottura. Infornate per circa 20 minuti. Nel frattempo sbucciate le pere, tagliatele a quarti ed eliminate il torsolo.

Sfornate la torta, sistemateci sopra le pere, rapidamente, e cospargetela con lo zucchero. Rimettete in forno per altri 45 minuti o comunque fino a quando le pere sono di un bel colore dorato, la superficie della torta è croccante e infilando uno stuzzicadenti nel centro, questo esce pulito. Lasciate raffreddare un poco la torta prima di sformarla: potete servirla tiepida o a temperatura ambiente, ma la sua morte è riscaldata un poco a microonde e servita con due palline di gelato artigianale alla crema.
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E ora un piccolo intrattenimento per voi: questo mese Muffins, cookies e altri pasticci è ospite d'onore della rubrica "Foodblogger" su Spray Magazine. Sinceramente grazie alla redazione per l'interesse manifestato nei miei confronti! :)


domenica 9 ottobre 2011

Marmellata di fichi neri e vaniglia

Marmellata di fichi neri & vaniglia


Ahem, ancora fichi?! Ebbene sì. D'altronde in pieno agosto e con 45 gradi all'ombra, sfidando ogni umana sopportazione, ho fatto questa (e altre due) marmellate e ora ve la beccate anche se fuori stagione, tiè!

Questa marmellata è la prima che ho fatto secondo il metodo di Christine Ferber, la guru alsaziana in materia: il risultato è frutta per niente distrutta e scurita dalla lunga cottura e una consistenza marmelattosa perfetta! Unica pecca: vista l'alta quantità di zucchero questo procedimento non è consigliabile per chi non tollera troppa dolcezza :)

Provata sia come farcitura di una crostata (da mia mamma), sia sopra a una fettina di buon pecorino stagionato. Approved! :)

Marmellata di fichi neri e vaniglia

ricetta tratta da "Il libro del Cavolo" di Sigrid Verbert

Ingredienti, per 4-5 vasetti (per me 3 vasetti medi e 1 piccolo):
1 kg di fichi neri (per me 800 gr, freschi freschi dall'albero dello zio ;))
800 gr di zucchero semolato (per me 640 gr)
il succo di un limone (per me, un limone scarso)
2 bacche di vaniglia (per me una)

Sciacquate i fichi e asciugateli delicatamente con un panno pulito. Tagliateli a fettine, conservando la buccia, e versateli in una pentola con lo zucchero, la vaniglia aperta longitudinalmente e il succo di limone. Coprite e lasciate riposare il tutto per un'ora. Dopo questo tempo, mettete la pentola sul fuoco, portate a ebollizione e spegnete subito; lasciate quindi raffreddare il tutto, copritelo e ponetelo a riposare in frigo per una notte.

L'indomani, rimettete la pentola sul fuoco, portate a ebollizione e lasciate cuocere a fiamma medio-bassa per 10 minuti, mescolando di continuo. Aiutandovi con un mestolino e un imbuto a collo largo, versate la marmellata, ancora bollente, nei vasetti sterilizzati, chiudeteli ermeticamente con il tappo e lasciateli raffreddare con il tappo in giù, fino al formarsi del sottovuoto. Etichettate e conservate.

Nota:
  • Se siete di quelli che "no, i pezzi di frutta nella marmellata proprio no!", potete frullare il tutto con il mini-pimer fino al raggiungimento della consistenza desiderata prima di procedere all'invasettamento.
Variante:
  • la marmellata, come raccontata nel libro "Regali Golosi", può anche essere aromatizzata con un po' di rhum scuro: utilizzatene 2 dl per un kg di fichi.

sabato 1 ottobre 2011

Quel diavolo di Donna (Hay): pie di susine e fichi neri

Let's PIE!

Nessuno mi ha chiesto che fine avessi fatto in questo mese di assenza, quindi presumo che tutti si aspettassero - a buona ragione - il mio addio alle scene una volta ripreso il lavoro...e così, infatti, è immancabilmente stato ;) Questo mese è letteralmente volato, scivolato via senza neanche me ne accorgessi. Ancora non sono riuscita a riorganizzarmi a dovere, ma da questa settimana credo che gli impegni si affolleranno ancor di più, sempre che vada in porto il corso di francese che vorrei frequentare, e che mi decida a riprendere un po' di moto.

Il blog è sceso repentinamente all'ultimo dei miei pensieri, tanto che mi ero dimenticata completamente del fatto che la stagione dei fichi non è certo perenne. Mi sbrigo in fretta, sperando che qualcuno dei piccoli amici zuccherini si sia ancora salvato, visto questo caldo tanto prolungato quanto anomalo (ma ne dubito fortemente, se ci sono almeno altri 100 golosoni di fichi come me in giro!).
Da archiviare e rispolverare per settembre prossimo.

Pie di susine e fichi neri

Pie di susine e fichi neri


ricetta tratta da "Ricevere in un istante" - Donna Hay


Ingredienti:


Per la pasta brisée zuccherata (il libro la chiama curiosamente pasta frolla):
250 gr di farina 00
185 gr di burro freddo di frigo

3 cucchiai di zucchero semolato
2-3 cucchiai di acqua ghiacciata


Per il ripieno:
55 gr di farina di mandorle

2 cucchiai di farina 00

55 gr di zucchero semolato
40 gr di burro fuso

1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia

8 piccoli fichi neri

6 piccole susine


Preparate la pasta brisée lavorando, nella planetaria, con il gancio a k e a velocità minima, il burro tagliato a cubetti, la farina e lo zucchero, fino ad ottenere un composto bricioloso. Sempre tenendo l’apparecchio in funzione, unite l'acqua ghiacciata (acqua con dentro qualche cubetto di ghiaccio), quanto basta ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Impastate brevemente a mano, date all'impasto la forma di una palla appiattita ed avvolgetelo nella pellicola trasparente; fatelo quindi riposare in frigorifero per circa 1 ora.

Trascorso questo tempo, preparate la farcia: in una ciotola mescolate la farina di mandorle, la farina, lo zucchero, il burro fuso e l'estratto di vaniglia fino ad ottenere un composto ben amalgamato.


Prelevate l'impasto dal frigo e stendetelo col mattarello, tra due fogli di carta da forno per evitare l'aggiunta di farina, allo spessore di circa 3 mm, conferendogli una forma circolare. Trasferite la brisèe con il foglio di carta da forno su una placca da forno. Distribuite il composto di mandorle sulla pasta, lasciando uno spazio di circa 3 cm dai bordi. Disponetevi sopra i fichi e le susine lavate e asciugate e tagliate a fettine, sempre restando a 3 cm dal bordo. Ripiegate i bordi della pasta verso il centro del dolce in modo da racchiudere il ripieno. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 30 -35 minuti o fino a quando la pasta sarà abbastanza dorata. Fate raffreddare prima di spostarla dalla placca (considerate che l'impasto è molto friabile e delicato!) e servite la pie, accompagnandola con una pallina di gelato alla vaniglia oppure con panna montata non zuccherata. E’ migliore dopo qualche ora di riposo in frigorifero.


L'alzatina preferita