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domenica 25 agosto 2013

Risotto ai due speck e melone

tavola

Ma buongiorno! :) L'estate sta volgendo al termine e io ho concluso le mie vacanze già da un paio di settimane. Eh beh, quest'anno non posso proprio lamentarmi! Sono tornata ancora una volta in terre ormai familiari (il tanto amato Gargano) e ho visitato posti nuovi e bellissimi, ma tanto diversi tra loro quali la Costiera Amalfitana e l'Olanda, per la precisione Amsterdam e dintorni. In quest'ultima città abbiamo lasciato un pezzettino (neanche così piccolo a dire il vero) di cuore: le sue nuvolette bianche che corrono basse e veloci su un cielo azzurro senza eguali, i suoi prati verdissimi, le grandi vetrate da cui si possono sbirciare case dagli arredi deliziosi, le biciclette con le cassette di legno colorate a guisa di cestino, i suoi sorprendenti flea market rimarranno a farmi compagnia quando avrò bisogno di rifugiarmi in un ricordo-coccola.  

Insomma, tra un tiro di schioppo inizia settembre e io torno a farvi compagnia (o voi tornate a farla a me?) come ogni nuovo anno. Reminiscenze scolastiche o no, per me l'anno nuovo inizia a settembre: c'è sempre quel che di emozionante nel riprendere le solite abitudini ma con nuovi programmi, nuovi obiettivi e nuove prospettive, non trovate?

Ma prima che i colori della mia cucina virino verso gli arancione della zucca, il marrone dei funghi, il verde dell'uva, ho ancora una bella carrellata di ricette estive da riesumar....ehm...recuperare dall'archivio. Una spolverata e saranno come nuove, vedrete!

E ora ditemi di voi? Avete trascorso delle buone ferie? Che programmi avete  e cosa vi aspettate da questo "nuovo inizio"?

Passiamo dunque alla ricetta, realizzata ancora una volta da abbinare ai vini di San Geminiano Italia.

giovedì 4 luglio 2013

Basmati con zucchine, fiori di zucca, curcuma e zenzero

 riso zucchine curcuma zenzero

Ultimo post prima delle sospirate vacanze, mai tanto attese come quest'anno. Tra pochi giorni, infatti, partiremo alla volta del Gargano e della Costiera Amalfitana. Ho bisogno di sole caldo sulla pelle, di camminate a piedi nudi sulla spiaggia, di profumo di mare, di fotografie en plein air, ma soprattutto di sguazzare libera nell'acqua, sperando che questo elemento che tanto amo mi aiuti a portarsi via non dico tutte ma buona parte delle esperienze dolorose che questa prima metà dell'anno mi ha riservato, conservandone solo una memoria positiva per il futuro :)

Il "risotto" (perchè in verità di risotto non si tratta...) di oggi lo dedico al mio centro benessere e alle belle persone che ci lavorano, che mi stanno facendo venire ancora più voglia di sperimentare con le spezie e di cucinare con un occhio di riguardo in più all'eticità dei prodotti e all'armonia degli abbinamenti. Spero che sia di loro gradimento, perchè si ispira, debitamente rivisitato e personalizzato, a un loro piatto che ho gustato un paio di mesi fa, un riso orientale con fiori di zucca, zafferano, zenzero e peperoncino.

venerdì 21 giugno 2013

Cous cous con melanzane speziate, uvetta e mandorle



cous cous con melanzane speziate

Anche quest’anno, come lo scorso, mi sono divertita a partecipare all’iniziativa indetta da Cuki e Cannamela, che questa volta era dedicata alla “Cucina al sacco”. La richiesta era quella di realizzare dei piatti con l’ausilio del sacchetto per cottura dietetica al forno di Cuki (uno dei miei “mai più senza” in cucina ormai da svariato tempo) e delle ultime spezie che Cannamela ha messo in commercio.

Dei piatti leggeri, gustosi e veloci, da portare nella schiscetta al lavoro o per un pic-nic (se mai decidesse di smettere di piovere e giugno ci facesse mai il favore di tornare tale, ossia un mese soleggiato che apre le danze all’estate…). A proposito di schiscia, guardate un po’ cosa ho scovato nel mio gironzolare per il web, nientepopodimeno che un social network a tema.

sabato 22 dicembre 2012

Risotto con finocchi, roquefort e mandorle...Merry Xmas!

risotto finocchio roquefort e mandorle

E anche quest'anno è ormai Natale. In barba a ogni nefasta profezia di popoli lontani nella storia e al disfattismo di chi ci credeva pure. Il periodo pre-natalizio è volato, come tutti gli anni, e non sono riuscita a fare poi molto. Comunque molto meno di ciò che avrei desiderato, ossia dedicarmi a tempo pieno alla preparazione di centinaia di biscotti diversi, decorazioni home-made e impacchettamenti di ogni foggia.

Per godermi il calore di queste giornate di festa e dedicare più tempo alle persone care, spesso troppo sacrificate dal tran tran quotidiano, il blog chiude i battenti per qualche giorno (ma non molti, non temete). Giusto il tempo di raccogliere le energie, le idee e tornare con tanti progetti per il nuovo anno.

Vi saluto con una gustosa proposta di primo piatto per le vostre tavole di festa. Una pietanza che potremmo definire tridimensionale, con la dolcezza del finocchio cotto, il sapore robusto ed erbaceo del roquefort e la croccantezza delle scaglie di mandorla, che sprigionano tutti i loro profumi grazie a una leggera tostatura in padella.

Che sia per voi un periodo il più possibile lento, rilassato, sereno...
Che possiate godervi ogni secondo, ovunque voi siate, con chiunque voi vogliate essere, purchè siano momenti pieni di affetto e di coccole...
Che possiate trovare il tempo dovuto per i pensieri positivi e per liberare la mente, dedicandovi a pieno a ciò che amate...

...magari con un cucchiaio sporco di cioccolata in mano, che non fa mai male ;)

Un mondo di auguri e un grazie a tutti voi, che anche quest'anno ci siete sempre stati nei giorni sì e mi avete fatto tanto coraggio nei momenti no.


Ci rivediamo nel 2013!

domenica 11 novembre 2012

Risotto con mele, porro e Lou Bergier Fattorie Fiandino

Risotto con mele, porro e Lou Bergier Fattorie Fiandino

Domenica. Autunno inoltrato. Pioggia incessante. Punta del naso congelata, i calzettoni di lana ai piedi anche di notte. Ti alzi la mattina e sei già stanco, non hai voglia di fare nulla che non sia stare accoccolato sul divano ad oziare in compagnia della tua copertina preferita e di qualche biscotto che profuma le mani di spezie. Certo, se mentre scrivo questo post (si badi, ore 14.38) non ci fosse sotto il ronzio sordo della Moto Gp e la vicina del piano di sotto non fosse in mansarda a passare l'aspirapolvere (snort...) forse starei ancora meglio, ecco.

In questi weekend uggiosi viene proprio voglia di scaldare la pancia con un piatto coccola, come il nostro tanto amato risotto. Forse una delle pietanze che mi riesce meglio...Cambio gli ingredienti, cambio gli accostamenti, cambio la tipologia di riso ma ha sempre un grandissimo successo. E soprattutto lo sbattimento è minimo, volete mettere la soddisfazione unita all'utilità? ;-)

Questa ricetta l'ho ideata appositamente per partecipare al Contest 2012 Le Fattorie Fiandino. Il simpatico Lelio Bottero ha inviato a 100 blogger un favoloso kit burro-formaggioso (una bella selezione che includeva Burro 1889, Burro 1889 salato, Gran Kinara, Lou Bergier, l'Ottavio Pichin e Lou Blau, oltre che il libricino sul Burro Salato), invitandoci a sbizzarrirci.

sabato 25 agosto 2012

Orzo con fagiolini, piselli e erba cipollina

Orzo con fagiolini, piselli e erba cipollina

Fa caldo. Tanto. Inizio originale no? :) Embè, mi sa che c'ho di nuovo il blocco dello scrittore. Che poi, tutto sommato, meglio avercelo in pieno agosto, 'sto blocco, che in periodo natalizio: tanto non sarete poi in molte a gironzolare da queste parti in cerca di qualche prelibatezza da cucinare, no? Con st'afa sfido chiunque ad avere voglia di mettersi ai fornelli o in trepidante attesa con il naso schiacciato contro le pareti del forno (se non nei propri sogni, se non sono troppo accaldati anch'essi...). Specie se poi ne deve seguire una sudaticcia sessione di photo shooting, puah!

giovedì 2 agosto 2012

Insalata di bulgur con ceci e avocado (Cavoletto style)

Insalata di bulgur con ceci e avocado

Ciao a tutti, come state? Come avrete senz’altro notato sono mancata per un po’ di tempo. Eh si, anche per me era giunto il fausto momento delle tanto sospirate vacanze estive, quest’anno rigorosamente made in Italy (pugliesi, nello specifico). Purtroppo due settimane passano molto moltissimo troppo in fretta e alla fine ti ci vogliono almeno altre due settimane per riprenderti dallo shock del rientro! Le lavatrici vanno a pieno ritmo, la casa da rendere quantomeno dignitosa e agibile, i ritmi da ritrovare, lo sport da riprendere e poi il lavoro....il lavoro....il lavoro...e ancora il lavoro...scusate mi si era incantato il disco! :(

sabato 12 maggio 2012

Zucchine tonde ripiene di riso e feta

Zucchine tonde

Mi piace tanto questo periodo dell'anno. E' vero, fa già fin troppo caldo per i miei gusti, ma le temperature un po' anomale e la correlata, estenuante, allergia a graminacee e pollini, non mi fa rimpiangere il fatto di poter godere di alcune cose, di quelle che ti fanno scattare quel famigerato "sorriso al giorno" che tanti citano come rimedio naturale alla tristezza:
- essere cullati nelle ultime ore di sonno dal cinguettare degli uccellini (fintanto che non diventa il tubare dei piccioni o il gracchiare roco dei corvi, nel qual caso mi ritengo autorizzata a imbracciare la lupara...)
- svegliarsi che c'è già luce e quella brezza frizzantina che un po' ti sembra di essere al mare (poi apri la finestra e...anche no)
- uscire di casa tutta trafelata per andare al lavoro e soffermarsi un attimo a rimirare la splendida fioritura del giardino condominiale (si noti: sul cancello abbiamo dovuto affiggere un cartello monitorio antiscippo, perchè in questo periodo fioriscono anche i ladri di rose, che vengono armati di forbici e sacchetto per farsi il bottino. Il fioraio si trova girato l'angolo, prego)
- arrivare a sera, fiaccati dal lavoro e dalla calura, ma tanto felici di essersi iscritti in piscina per refrigerarsi con un po' di sano sport (fintanto che l'istruttrice di idrobike, immedisimatasi in una domatrice di leoni, non inizia a sbattacchiare violentemente il tubo di gomma a terra, gridando invasata "Non mi piace la maniglia dell'amore! E allora....schiacciala! Il culo grosso mi fa cagare! E allora...muovilo!" Della serie "ommioddiocosastofacendoqui".
- il risveglio lento e rilassato del sabato mattina (escludo la domenica per il semplice fatto che io e lei non abbiamo un buon rapporto), soprattutto di quello in cui non cade il turno di pulizie domestiche, tipo oggi :) in cui puoi permetterti il lusso di un'ora sul divano a sistemare le foto di Stoccolma e di scrivere persino un post su quella specie di sito di cucina che quattro anni fa, quando l'hai aperto, era il tuo compagno quotidiano di vita e ora avanza a calci e rinculi tra il perenne non-tempo di fare qualsiasi cosa.
- da ultimo (ne avrei ancora, ma la summenzionata ora volge al termine e vorrei iniziare a preparare il pranzo fintanto che non ci sarà un caldo sahariano e un sole spaccapietre dritto sulla mia cucina) i prodotti che natura ci regala in questo periodo: le prime zucchine, asparagi, carciofi, fave, piselli, gentilina, cipolline e cipollotti, fragole...yum!

Cipollotto 

La ricetta di oggi è proprio dedicata a questi doni della primavera (primavera? Dato il caldo non mi stupirei di vedere meloni e angurie sui banchi del supermercato :)). Vi confesso, l'ho fatta lo scorso anno e l'ho conservata finora. Sono delle simpatiche zucchine tonde, farcite con del riso che strizza l'occhio all'Oriente e insaporite con dadini di feta. Potete prepararle in anticipo e potete anche "svestire" il riso&feta dall'involucro di zucchina e gustarlo così com'è. I hope you'll enjoy it!

zucchine ripiene


Zucchine tonde ripiene di riso e feta

inspired | Melealforno (ho rivisto le dosi del ripieno, dimezzandolo, perchè me ne era avanzato tantissimo...e vi avverto che dovrebbe ancora avanzarvene un po' :))

Ingredienti (per 2 persone come piatto principale, per 4 come contorno):
4 zucchine tonde
1 cipollotto
100 gr di riso (riso integrale della Camargue o, per me, Long&Wild)
1 cucchiaio di uvetta
1 cucchiao di pinoli
1/2 cucchiaino di cumino
1 pizzico di erbe di Provenza
120 gr di feta

Lavate le zucchine. Portate a ebollizione una pentola di acqua che possa contenere tutte le zucchine. Al raggiungimento dell’ebollizione, salate l’acqua con due pizzichi di sale grosso e tuffatevi le zucchine, lasciandole sobbollire dolcemente per 15 minuti.
   
Nel frattempo portate a ebollizione un’altra pentola d’acqua, salatela e cuocetevi il riso per il tempo indicato sulla confezione. Una volta cotto (al dente), scolatelo, sciacquandolo sotto l'acqua fredda corrente in modo da bloccarne la cottura.

Scolate le zucchine, passando anch'esse sotto l'acqua fredda corrente, e lasciatele raffreddare. Intanto riscaldate il forno a 180°.

Tagliate le calotta superiore delle zucchine, conservandola. Scavate le zucchine con un cucchiaino dai bordi affilati o con uno scavino, facendo attenzione a lasciare un bordo spesso almeno 4-5 millimetri. Conservate la polpa delle zucchine. Adagiate le zucchine, scavate, a testa in giù su un foglio di carta assorbente in modo che perdano l'acqua in eccesso.

Tritate grossolanamente la polpa delle zucchine e finemente il cipollotto. Scaldate un generoso filo d'olio in una capiente padella antiaderente. Fatevi soffriggere il cipollotto, quindi aggiungete la polpa delle zucchine e lasciate soffriggere per qualche minuto. Aggiungete il riso, lasciatelo insaporire per qualche minuto, infine unite uvetta, pinoli (leggermente tostati in un padellino antiaderente), cumino ed erbe di Provenza. Non aggiungete sale, perchè la feta insaporirà il tutto. Mescolate il tutto per far insaporire e spegnete il fuoco.

Tagliate la feta a dadini. Riempite le zucchine alternando riso e feta, terminando con il formaggio. Rimette il cappuccio alle zucchine, adagiatele in una taglia leggermente unta d’olio e infornatele per 20 minuti. Servitele ancora calde.

Riso long& wild, uvetta, pinoli, spezie

sabato 19 febbraio 2011

Omaggio al broccolo: risotto al romanesco e mollica fritta


Risotto con romanesco e mollica fritta

Sono già passate due settimane dall'ultimo post. Passate?? Volate direi! Ieri però è stato bello uscire dal lavoro al solito orario, ma con ancora la luce, il cielo terso, la temperatura mite: primi soffi di primavera nell'aria? In questo momento sono sul divano, ho appena fatto colazione con latte e biscotti, ho aperto la finestra e fuori il cielo è azzurro chiaro e privo di nuvole, è ancora relativamente presto, posso prendermi il tempo per riordinare le idee, scrivere due righe e dare inizio al mio weekend, di cui in certi momenti ho bisogno proprio come l'aria.

Prima però ci tenevo a ringraziare tutte le persone che continuano a scrivermi e-mail di sostegno ed apprezzamento, nonostante vi stia un po' trascurando, e scusarmi se tardo tanto con le risposte e se non sempre riesco a rispondere a tutte: purtroppo il tempo è tiranno e bisogna fare delle scelte di mera sopravvivenza! :) Io però leggo tutti i vostri messaggi con grande gioia e attenzione e sono molto orgogliosa dei complimenti che ricevo, soprattutto quando riguardano certi aspetti di "piacevole leggerezza" e "scarsa commercialità" che ancora questo blog conserva.

Uhm...dicevamo? Ah sì, aria di primavera. Svegliarsi con la luce. L'idea del pranzo del sabato a base di un bel risotto (oggi per noi un evergreen, quello pere e taleggio, che faccio spessissimo: come dite? Non lo avete ancora fatto? Correte ai ripari, sciagurati/e!): sono o non sono motivi per iniziare la giornata con un bel sorriso?

Il risotto che invece vi suggerisco oggi l'ho preparato ormai un mesetto fa e nonostante dalla foto paia un po' pallidino è davvero un tripudio di sapori e consistenze. Il broccolo romanesco mi piace molto, si nota? A parte essere ortaggio di una bellezza mozzafiato, ha una consistenza molto gradevole; una volta cotte, le cimette rimangono compatte, quasi cremose. Le rare volte in cui lo trovo (a meno che non mi venga procurato!) lo preparo volentieri con i cicatelli fatti in casa e un soffritto di olio pugliese e cipolla a fettine sottili, come ricetta di tradizione del mio moroso vuole (in genere, anche per il cavolfiore violaceo). Quello che dovesse eventualmente avanzare, finisce qui, senza troppi complimenti:

Risotto con romanesco e mollica fritta

inspired here

Ingredienti per 2 persone mangione:

200 gr di riso Carnaroli
mezzo broccolo romanesco di dimensioni medio-grandi
1 scalogno
vino bianco, q.b. per sfumare
brodo vegetale q.b.
olio extravergine d'oliva
burro
parmigiano grattugiato, a piacere

Per la mollica fritta:
mollica di pane raffermo
olio extravergine d'oliva
3 acciughe sott'olio
peperoncino frantumato

Lavate il broccolo romanesco, asciugatelo e prelevatene le cimette, tagliandole in dimensioni non troppo grandi. Mettete i gambi in un mixer insieme allo scalogno sbucciato e tritateli finemente. In un tegame dal fondo abbastanza largo, mettete a sciogliere un pezzetto di burro con un filo d'olio, unite il trito di romanesco e scalogno e fate soffriggere dolcemente. Intanto sbollentate per pochi minuti le cimette nel brodo ben caldo. Unite il riso al soffritto, fatelo tostare, sfumatelo col vino bianco, quindi unite le cimette di cavolfiore sbollentate prelevandole con un mestolo forato. Iniziate a portare a cottura il riso con un mestolo di brodo bollente alla volta, mescolando di frequente fin quando giunge a cottura.

Intanto, in una padellina antiaderente, mettete un filo d'olio, aggiungete le acciughe sott'olio e fatele sciogliere dolcemente; unite la mollica di pane raffermo sbriciolata, un po' di peperoncino frantumato e fatela diventare croccante a fuoco vivace, prestando attenzione che non si bruci.

Una volta cotto il risotto (al dente!), mantecatelo con una noce di burro e parmigiano a piacere; copritelo con il coperchio e fatelo riposare alcuni minuti, quindi impiattatelo e servitelo cosparso con la mollica fritta.

Geometrica perfezione

lunedì 17 maggio 2010

Riso Venere "Spring-time" (almeno nelle intenzioni...)

Riso venere "Spring Time"

Sottotitolo:
di come spiegare alla propria madre che il riso Venere è una qualità di riso nero e non un preparato per risotto al nero di seppia o comunque un riso addizionato col suddetto nero di seppia.

No, perchè questa è stata la scena al rientro a casa di mia madre (va giustificata, dalla temutissima e sfiancante gita scolastica), quando ha visto il ciotolone di riso Venere e, con occhio accusatorio (c'è ancora qualcuno che non sa che mia mamma detesta il pesce con tutte le sue forze?) mi fa: "non sarà mica quel coso nero a base di pesce?" Ah, sante e fortunate donne del tempo che fu, quando il riso era IL riso, al massimo poteva essere arborio o parboiled e non dovevano dannarsi l'anima con figlie a tal punto malate da conoscere e volere in dispensa CarnaroliVialonenanoBasmatiVenereThaiLongwild e via dicendo. L'occhio sospettoso, nonostante la mia pronta smentita, è poi perdurato fino al momento dell'assaggio, quando è stato decretato all'unanimità piuttosto buono. E ci credo, vorrei vedere...

Ed è qui che i nodi vengono al pettine e vediamo chi legge davvero e chi fa il furbetto e guarda solo le foto (risata satanica): chi di voi si ricorda cosa ci hanno presentato al buffet della Caffarel e che mi aveva tanto colpita? Su, su, voglio vedere le mani alzate (non andate a sbirciare l'altro post, I see you). Va bene, era proprio questo riso, cioè, all'incirca...Questo piatto freschissimo e profumato, infatti, è nato proprio dall'opera di dissezionamento che ho fatto del riso Venere che ci hanno presentato al buffet presso la Scuola della Cucina Italiana in occasione del workshop Caffarel. Al primo assaggio mi è talmente piaciuto che ho subito cercato di riconoscerne gli ingredienti per poi riproporlo (cosa che mi capita d'altronde piuttosto spesso, siamo foodies, che dobbiamo fà :))

E' veramente buonissimo: ve lo può confermare anche Fiordilatte, che in quell'occasione mi ha confessato non amare tanto questo tipo di riso perchè rimane sempre un po' troppo duro. Io devo dire (ve lo dicevo anche qui) che lo cuocio parecchio rispetto ai 18 minuti previsti dalla confezione, diciamo almeno una mezzoretta, proprio per evitare questo problema. Lo trovo perfetto per un buffet, ma anche per una bella tavolata estiva, di quelle all'aperto. Servitelo in una bella ciotolona trasparente oppure in bicchieri. Nel caso lo prepariate per un aperitivo, potete presentarlo in ciotoline o bicchierini monoporzione.

Riso Venere "Spring Time" (il nome imbarazzante è di mia invenzione, perchè non sapevo come chiamarlo se non facendo l'elenco dei troppi ingredienti. Almeno così rimane più impresso, nè?)

Ingredienti x 4 persone*:
200 gr di riso Venere
100 gr di pisellini surgelati
100 gr di ceci precotti
1 zucchina media
1 pomodoro
erba cipollina, a piacere
olio extravergine d'oliva, di ottima qualità q.b.
sale q.b.

In una capiente pentola piena di acqua bollente salata cuocete il riso Venere: la confezione prevede 18 minuti di cottura, io lo lascio sempre cuocere fin quando mi aggrada all'assaggio. In un'altra pentola piena di acqua bollente leggermente salata cuocete i pisellini surgelati per 10 minuti. Intanto lavate e riducete a dadini piccolissimi la zucchina; a un minuto dalla fine della cottura dei piselli, unite i dadini di zucchina nella pentola, fate riprendere il bollore, calcolate un minuto, quindi scolate il tutto, raffreddandolo sotto l'acqua fredda corrente per bloccarne la cottura. Lavate il pomodoro e riducete anch'esso a cubetti piccolissimi; sciacquate accuratamente i ceci precotti. Una volta cotto il riso, scolatelo, bloccandone la cottura sotto l'acqua fredda corrente, sgocciolatelo bene e versatelo in una ciotola capiente, unendo tutti gli altri ingredienti (ossia zucchine e pisellini, ceci e pomodoro); condite con olio extravergine d'oliva a piacere, aggiustate di sale e profumate il tutto con una generosa tagliuzzata di erba cipollina.

*anche 8 o più se lo servite in bicchierini da aperitivo ;)

Nota: preparatelo un po' in anticipo, conservandolo in frigo, coperto di pellicola, fino a mezz'ora prima di consumarlo: i sapori si amalgameranno e il piatto ne trarrà profumo e giovamento ;)

giovedì 19 novembre 2009

Teglia di riso con pere, pancetta e gorgonzola

Teglia di riso con pere, pancetta e gorgonzola

C'è di bello, in Novembre, che si possono gustare piatti più sostanziosi e tanto saporiti. Pietanze come questa, che fungono perfettamente da piatto unico, magari anticipate soltanto da uno stuzzichino da aperitivo, e seguite da un dolcetto, quello è immancabile no?! Ho una predilezione per i sapori robusti, si sarà capito, ma l'accostamento di formaggi e salumi di struttura con il dolciastro della frutta, come qui le pere, è per me di sicura riuscita. E d'altronde qui nessuno si lamenta, specie davanti a una teglia di riso al forno. Non so come mi sia uscita la decorazioncina con le pere e le foglioline di alloro, ma mi piace e per una volta sono soddisfatta pienamente di qualcosa che ho fatto, il che ha del miracoloso...

...anche se sto facendo una fatica immane, non so se si percepisce, a buttare giù due parole per questo post, oggi è uno di quei famosi giorni in cui non ho molto da dire e ancor meno voglia di pensare a cosa dire. Anzi no, una cosa ci sarebbe: domenica sarò a Firenze, qualcuno ha qualche suggerimento enogastronomico da darmi (sperando ci sia qualche negozio aperto)? Per il pranzo sono già a posto, ho prenotato qui. A Firenze sono stata soltanto due volte, una ero troppo piccola per ricordarmi e l'altra troppo occupata a litigare per telefono con chi era a casa :-P, quindi spero vivamente che questa volta vada meglio ;-)

TEGLIA DI RISO CON PERE, PANCETTA E GORGONZOLA

ricetta tratta da Sale & Pepe - Novembre 2008

Ingredienti x 4 persone:
320 gr di riso Arborio
80 gr di pancetta dolce a dadini
160 gr di gorgonzola dolce
3 piccole pere
mezza cipolla bionda
40 gr di grana grattugiato
una foglia di alloro
un rametto di rosmarino
60 gr di burro
sale e pepe

Portate a ebollizione 2 litri di acqua, salatela, poi unite l'alloro e il riso. Intanto in una capiente padella antiaderente rosolate la pancetta con 20 gr di burro e la cipolla tritata finemente. Lavate 2 pere, sbucciatele, privatele del torsolo e tagliatele a dadini; unitele alla pancetta con qualche ago di rosmarino tagliuzzato con le forbici e cuocete il tutto per qualche minuto, mescolando con un cucchiaio di legno.

Scoltate il riso al dente e rovesciatelo nella padella; fatelo insaporire per qualche istante aggiungendo altri 20 gr di burro, poi toglietelo dal fuoco e cospargetelo col grana grattugiato. Trasferite il riso in una pirofila imburrata con 15 gr di burro, cospargete con il gorgonzola tagliato a tocchetti e infornate a 180° per 15 minuti.
Intanto lavate la pera rimasta, privatela del torsolo e tagliatela a fettine; rosolatela in padella con il burro rimasto e una presa di sale. Sfornate il riso, decorate con le fettine di pera, pepate e servite.

mercoledì 11 novembre 2009

Risotto con melagrana, caprino e pistacchi

Risotto melagrana, caprino e pistacchi

Quando ho scritto lo scorso post non pensavo affatto di abbandonarvi per un po', come molte hanno pensato: il fatto era che quel giorno di tempo proprio non ce n'era e sapevo che per qualche giorno ancora non ne avrei avuto. Ma si sa come va il mondo, un giorno hai le tue certezze e poi nel giro di una settimana o poco più te ne crollano un sacco come fossero un castello di carta, costruito con cura, così bello e così effimero. E decidi di scrivere un post sciocchino, anche se il tempo non l'avresti e vorresti solo tuffarti nel letto con il plaid di Trilli addosso, perchè hai voglia di frivolezza e di non rimuginare.

Le dipendenze non spariscono, cambiano soltanto oggetto. Un tempo avrei venduto l'anima al diavolo pur di avere quel vestitino in crepon di seta impalpabile di Patrizia Pepe, sì, proprio quello lì in vetrina, con quel prezzo da mandare in tilt la mia fragile carta di credito. Ora devo trattenermi dallo spendere l'equivalente in spezie. Un tempo avrei fatto pazzie per un paio di decolletè di Vicini, stampa cocco, color smeraldo, incorniciate da un delizioso fiocco di raso di un tono di verde appena più chiaro. Ora vado in fibrillazione per una
melagrana di 800 gr. appena colta dall'albero. Come cambiano le cose. Va detto che non c'è nulla di più facile che farmi un regalo: presentatevi con un mazzo di carciofi, una dozzina di uova di galline ruspanti e una busta di Lebkuchengewurtz e farete di me una donna felice. Il fatto che anche un paio di scarpe da urlo o una borsa morbida come burro continuino a rendermi più che felice è un dettaglio ridicolo e insignificante, ne converrete.

Piccolissima postilla: non avevo mai mangiato una melagrana, prima. E ho scoperto che questo frutto così incredibilmente bello, festoso, elegante...al gusto non è che mi sconquifferi più di tanto, ecco. Quel retrogusto asprigno e allappante, quei semini duri che dopo averli scoppiati sotto i denti rimangono lì, da inghiottire (io che elimino persino la pellicola e i semini dei mandarini e dell'uva!!), insomma...per quanto mi riguarda, bella da togliere il fiato, punto. Di necessità virtù, trovandomi prima faccia a faccia con la suddetta melagrana da 800 gr, poi con altre svariate melograne di media pezzatura, mi son dovuta ingegnare per farle fuori in qualche modo. Dopo un'accurata ricerca, dove mi sono resa conto che al di là di sansilvestriani risotti alla melagrana tout court e di tacchinelle e pollami vari con la melagrana non è che di ricette, in giro, ve ne siano poi tante, mi sono indirizzata verso la proposta che mi sembrava più appetibile, il risotto di Adrenalina con melagrana, caprino e pistacchi.

Mio papà, amante dei sapori aspri, l'ha apprezzato molto, io...abbastanza, ma non del tutto. Ovviamente immagino sia prettamente una questione di gusti personali, immagino che c'è chi potrebbe impazzirci e chi invece potrebbe detestarlo. Il sapore di fondo è asprigno e un po' pungente. Se dovessi riprovarlo ridurrei senz'altro il succo di melagrana nel risotto e sostituirei il più forte caprino con un formaggio più mite, della crescenza o della scamorza, ad esempio. Insomma, sono aperte le sperimentazioni, io mica demordo ;-))
Per chi volesse lanciarsi, ecco la ricetta:

Risotto melagrana, caprino e pistacchi

RISOTTO CON MELAGRANA, CAPRINO E PISTACCHI

Ingredienti x 2 persone:
180 g di riso Carnaroli

1/2 cipolla bionda o 1 piccolo scalogno
20 g di burro
1 melagrana

2 grosse foglie di salvia (+ alcune piccole per decorare)
1-2 chiodi di garofano
mezzo bicchiere di vino bianco
brodo vegetale q.b.
25 g di caprino

pistacchi tritati q.b.

sale e pepe


Tritate finemente la cipolla (o lo scalogno). In una casseruola fate fondere il burro e rosolatevi a fuoco basso la cipolla tritata, la salvia e i chiodi di garofano. Quando la cipolla avrà assunto un colorito dorato, aggiungete il riso e lasciatelo tostare fino a quando non diventerà traslucido, mescolando con un cucchiaio di legno per farlo insaporire; sfumate con il vino e lasciatelo evaporare completamente. Versate un mestolo di brodo bollente e portate a cottura il risotto, aggiungendo altro brodo solo quando il precedente è stato completamente assorbito. Mescolate spesso.


Tagliate a metà la melagrana. Con lo spremiagrumi (mi raccomando, fatelo nel lavello perchè la melagrana spricchia dappertutto) ricavate il succo da una delle due metà. Sgranate la seconda metà, battendone energicamente il dorso con un cucchiaio di legno sopra di una ciotola per raccoglierne i chicchi (segreto svelato a mia mamma da una signora croata: niente di più facile ed è pure terapeutico ;-))

Quando il riso è quasi giunto a cottura, aggiungete il succo di melagrana, completate la cottura quindi spegnete il fuoco, regolate di sale e pepe, aggiungete alcuni chicchi di melagrana a piacere e mantecate con il caprino. Lasciate riposare per 3 minuti circa.
Al momento di impiattare spolverizzate il risotto con i pistacchi tritati e decorate con qualche fogliolina di salvia ed altri chicchi di melagrana.

mercoledì 5 agosto 2009

Farro con rucola, pere, gorgonzola, noci e salsa al miele

Farro con rucola, pere, gorgonzola, noci e salsa al miele

A me i cereali piacciono proprio tanto. Quando ne ho l'occasione mi diverte sperimentare nuove ricette che li prevedano, magari giocando di contrasto tra la rusticità di farro, orzo & co. e combinazioni di ingredienti più raffinate ed insolite.
Che pere+gorgonzola, gorgonzola+noci, noci+miele stessero bene insieme non v'era dubbio alcuno, ma che tutti uniti in un'insalata di farro, con la sola aggiunta di un po' di rucola, creassero una ricetta dal gusto così esplosivo è stata davvero una piacevole sorpresa.

Vi invito caldamente a provarla, presentata come piatto unico o come gustoso antipastino servito in verrine o su cucchiai da finger food (che devo assolutamente procurarmi anche se non so dove: idee?!)


FARRO con RUCOLA, PERE, GORGONZOLA, NOCI e SALSA AL MIELE

Ingredienti per 4 persone:

300 gr di farro

1 mazzetto di rucola

2 pere, piccole e sode
1 cucchiaio di miele

80 gr di gorgonzola piccante

4 gherigli di noce

1 cucchiaio di aceto di vino bianco
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale e pepe


Sciacquare il farro sotto l'acqua corrente, sgocciolarlo e lessarlo in abbondante acqua salata secondo i tempi di cottura indicati sulla confezione (nel mio caso 30 minuti). Raffreddarlo immediatamente sotto l'acqua fredda corrente, scolarlo e versarlo in una capiente ciotola.
Lavare la rucola, asciugarla e spezzettarla grossolanamente. Tagliare il gorgonzola a cubetti e tritare grossolanamente le noci. Lavare le pere senza sbucciarle, asciugarle, tagliarle a spicchi, eliminare il torsolo, quindi ridurle a fettine sottili. Emulsionare l'olio con l'aceto, il miele, un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe. Unire al farro la rucola, le fettine di pera, i pezzetti di gorgonzola e le noci, condire con la salsina al miele e servire.

lunedì 6 aprile 2009

Pollo al curry piccante con peperoni e riso Venere


Non mi capita spesso di cucinare etnico, non tanto perchè non lo apprezzi, quanto per il fatto che essendo un modo di cucinare molto lontano alla tradizione della mia famiglia ho sempre nutrito un certo timore verso preparazioni che prevedessero ingredienti difficilmente reperibili o esotici per il mio palato. Insomma, quando si trattava di mangiare cinese, giapponese, indiano o quant'altro abbiamo quasi sempre preferito mangiarlo al ristorante.
Va però detto che non sempre un piatto che ad impatto definiremmo etnico è poi così lontano dai sapori che ci sono tanto familiari; bastano pochi cambiamenti, come l'aggiunta di alcune spezie o l'accompagnamento con del riso, per trasformare un piatto conosciuto, come il pollo coi peperoni, in un piatto dal sentore orientaleggiante che risulti gradito anche ai più tradizionalisti.

Questo equilibratissimo piatto unico l'ho preparato per soddisfare la richiesta del mio moroso che quella sera aveva voglia di pollo coi peperoni; io però avevo voglia di sperimentare qualche variante, e così mi sono lasciata convincere da questa ricetta trovata online (e anche qui non ricordo dove, ma si trattava di un video) che associava il pollo coi peperoni alla Salsa o Pasta Madras (il cosìdetto "curry rosso", sostituibile con curry e peperoncino in polvere) e ad un altro ingrediente per me nuovo che desideravo provare da parecchio tempo: il riso Venere.


Il riso Venere è una tipologia di riso originaria della Cina, in passato molto richiesto e diffuso tra gli imperatori e la nobiltà locale e conosciuto prevalentemente per le sue proprietà afrodisiache, tanto da essere definito "il riso proibito".
Ora coltivato in alcune zone della Pianura Padana, rimane un riso ancora poco diffuso e per questo abbastanza costoso, ricco però di pregevoli proprietà nutritive e peculiari qualità organolettiche. Il suo colore è un viola molto scuro, tendente al nero, il suo odore ricorda fortemente quello del legno di sandalo e del pane appena cotto; essendo un riso integrale risulta molto ricco di fibre e il minore rilascio di amido fa sì che una volta cotto rimanga ancora ben sgranato.
Va detto che se acquistate un riso Venere più di nicchia, i tempi di cottura sono piuttosto lunghi: si parla di circa 45 minuti; io ho utilizzato il Venere della Gallo, che prevede 18 minuti di cottura (anche se io l'ho lasciato di più, mi sembrava sempre un po' troppo al dente), un tempo del tutto affrontabile anche se si torna tardi dal lavoro e con una voragine al posto dello stomaco.



POLLO AL CURRY PICCANTE CON PEPERONI E RISO VENERE


Ingredienti x 4 persone:

mezza cipolla
3 peperoni di piccole dimensioni (1 giallo, 1 rosso e 1 verde)
1 barattolo di polpa fine di pomodoro
1 petto di pollo intero
2 cucchiaini di pasta Madras (c.d. "curry rosso"), sostituibile con curry e peperoncino in polvere a piacere
olio extravergine d'oliva
sale
riso venere, a piacere (io ne ho cotto un bicchiere quasi pieno)

Tritare finemente la cipolla e soffriggerla in padella o nel wok con un filo d'olio. Pulire i peperoni, privandoli di semi e filamenti, e tagliarli a cubetti non troppo grandi. Unirli alla cipolla, salare e far rosolare il tutto, quindi aggiungere la polpa di pomodoro e acqua calda quanta ne occorre a portare quasi a cottura i peperoni. Ultimare il sughetto unendo la pasta Madras (in alternativa curry e peperoncino sciolti in mezzo bicchiere di acqua calda) e aggiungendo acqua quanto basta a tenere il sugo abbastanza fluido (in quanto ci andrà cotto il pollo). Tagliare il petto di pollo a dadini o a striscioline e unirlo al sugo di peperoni giunti quasi a cottura, aggiustando di sale e lasciandolo cuocere una ventina di minuti.
Intanto lessare il riso venere in acqua bollente salata per 18 minuti, scolarlo, condirlo con un filo di olio e servirlo accanto al pollo con i peperoni.

mercoledì 11 febbraio 2009

Risotto al radicchio, brie e mandorle


Il risotto è un piatto che adoro e al quale rinuncio di rado: la sua versatilità riesce ogni volta a stupirmi e a deliziarmi. Perchè, contrariamente a quanto molti credano, è facile da fare, immediato, sta bene con tutto e non mi impone di scarrozzarmi in giro per casa (o peggio ancora quando cucino fuori) il notebook o pesanti ricettari. Ormai mi viene naturale: penso agli ingredienti che vorrei associare e improvviso seguendo il mio solito metodo base.

Era da un po' che mi ronzava in testa questo abbinamento, radicchio rosso (nel particolare, un trevigiano precoce, ma potete benissimo usare altre varietà) e brie, che avevo visto e apprezzato da
Polinnia. Volevo però metterci qualcosa di mio, ed è nata così l'idea di arricchirlo con la granella di mandorle. Il risultato è stato un risotto in cui l'amaro del radicchio risulta mitigato dalla dolcezza del brie, con un interessante contrastro cremoso-croccante grazie alla decorazione di mandorle.


RISOTTO AL RADICCHIO, BRIE E MANDORLE

Ingredienti x 3 persone:

210 gr di riso
mezza cipolla di medie dimensioni
1 piccolo cespo di radicchio trevigiano
100 gr di brie, privato della crosta
un filo di olio extravergine d'oliva
una noce di burro
brodo vegetale q.b.
sale e pepe q.b.
5 mandorle ridotte in granella

Tritare finemente la cipolla e farla soffriggere con un filo d'olio e una noce di burro. Quando è dorata, unire il radicchio tagliato a listarelle sottili, rosolarlo un attimo, quindi stufarlo con un mestolino di brodo bollente. Quando si sarà asciugato, unire il riso, lasciarlo tostare un paio di minuti, quindi portarlo a cottura nella maniera tradizionale, aggiungendo un mestolo di brodo alla volta man mano che asciuga e mescolando con cura. Quando il riso è cotto, aggiungere il brie a pezzetti, mantecare mescolando accuratamente e lasciar riposare qualche minuto. Aggiustare eventualmente di sale, pepare, impiattare e decorare con la granella di mandorle leggermente tostata in una padella antiaderente.

Note:
Potete anche aggiungere alla ricetta base speck a listarelle o pancetta a cubetti e sostituire il brie con gorgonzola, taleggio o scamorza affumicata.

Per servirlo, è carina l'idea di presentarlo dentro una foglia di radicchio o comunque di decorarlo con esse e di rifinire il tutto con un filo di crema al balsamico.

domenica 5 ottobre 2008

Risotto taleggio e pere


Buona domenica a tutti! Oggi, o meglio dovrei dire ieri (oh insomma, sabato!) ho passato una mattinata davvero orribile e mi sono odiata per quanto certi atteggiamenti e certe situazioni riescano a destabilizzarmi da quell'equilibrio (chiamiamolo così) che sto faticosamente raggiungendo e guadagnando.

Così, per svagarmi un po', verso l'ora di pranzo mi sono messa in cucina a produrre qualcosa che vedrete nei prossimi giorni, mentre nel pomeriggio sono stata con mamma all'Outlet di Mantova dove mi sono letteralmente salassata in shopping terapeutico. Il bottino? 2 paia di jeans, 3 favolosi vestitini, un maglioncino rosso fragola e uno marroncino -deliziosi!-, un po' di intimo basic, un set per il corpo al cocco.
Ovviamente la sensazione di benessere data dallo shopping è molto volatile, ma ha funzionato come temporaneo palliativo ;-) e sono molto soddisfatta delle mie conquiste!

Intanto vi propongo un buon risottino di stagione, la prima cosa che ho cucinato dopo i brownies, che come vi dicevo risalivano a oltre 1 mese fa. Taleggio e pere è davvero un accostamento eccezionale, dato che il taleggio è leggermente amarognolo, oltre che molto saporito, e si sposa perfettamente con il dolciastro della pera. Ci è piaciuto davvero tanto!


RISOTTO TALEGGIO E PERE

Ingredienti x 3 persone:

70 gr di riso a testa
1 scalogno
olio evo
una noce di burro
vino bianco
brodo vegetale
1 pera soda
100 gr di taleggio
pepe

Tritare lo scalogno e soffriggerlo in un filo d'olio e una noce di burro. Unire la pera tagliata a piccoli cubetti e cuocere alcuni minuti. Aggiungere il riso, farlo tostare, poi sfumare con del vino bianco.
Quando il vino è evaporato, portare a cottura con brodo vegetale, un mestolo per volta. A cottura ultimata, mantecare con il taleggio spezzettato, lasciar riposare qualche minuto coperto e servire con una macinata di pepe.

martedì 26 agosto 2008

Pomodori ripieni di riso...per ritrovare il sorriso!



"Tristezzaaa, per favore vai via...."

Sto passando dei giorni veramente...come definirli? Deprimenti! Da lunedì scorso ho ripreso in mano i libri per preparare un esamone per i primi di settembre.Tardi, tardissimo, visto la mole del mattone. GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA. Un calcio nelle balls farebbe meno danni, ve lo assicuro.
Anche a causa del fatto che i miei sono stati in vacanza fino a ieri, ho passato le mie giornate a studiare da mattina a sera, con l'unico passatempo di portare via il pattume, innaffiare piante e giardino e dare la pappa e pulire la lettiera al gatto. Ganzo no?
Il computer viene acceso la mattina prima di inziare il tour de force, a pausa pranzo e la sera, se non sono troppo stanca per battere le dita sulla tastiera. Scusate se la faccio lunga, ma sono veramente triste in questi giorni: non ho alcun tempo per dedicarmi non soltanto ai miei interessi ma anche - banalmente- alla cura di me stessa: sono un cesso ambulante, che si alza alle 7,30, cerca di compattare in un'ora le sue esigenze cibo-bagno-internet e poi inizia a studiare e finisce a ora di cena, se va bene, più tardi ancora se va male. Una doccia e a letto.
Pazienza...finiranno bene questi ultimi 3 esami che mi porto dietro da un po'.Vi chiedete come mai? Beh, diciamo che ormai da un po' mi è passato l'entusiasmo per la strada che credevo di voler intraprendere, ho realizzato che non mi consentirebbe di uscire di casa e avere una mia famiglia ancora per moltissimo tempo, nè di avere nemmeno un minimo di indipendenza economica...quindi passato l'entusiasmo, passata la voglia di finire.
Ancora non so cosa farò "dopo"... e questo mi spaventa immensamente. Ma ora non è il caso di pensarci, mi mancano questi benedetti 3 esami alla specialistica e li darò.

Ricetta di oggi, prima di andare a ingobbirmi sui libri.
Prima di partire io e M. siamo andati varie volte in piscina per nuotare un po' e fare un fondo di abbronzatura. Io mi incaricavo di portare il pranzo, rigorosamente leggero leggero. Un giorno ho visto sul blog di Joe questi bellissimi pomodori ripieni di riso e mi sono immediatamente cimentata. Prima mi sono un po' informata su questa ricetta tipicamente romana, in quanto adoro conoscere i retroscena di un piatto, le sue origini e le sue varianti. Se anche voi siete come me vi consiglio di guardare qui e qui, nonchè da Paoletta, che li ha riproposti in maniera a dir poco esemplare :-)

Come vedete la ricetta prevede un'associazione inscindibile con le patate. Mi perdoneranno i puristi se io, per ragioni di comodità, non le ho messe: mi ci vedevate in piscina con le patate al forno mentre tutti sbocconcellavano il loro paninetto? ;-)



POMODORI RIPIENI DI RISO

Si tratta di una ricetta tipica romana. Nella ricetta tradizionale i pomodori ripieni di riso van cotti al forno con patate a spicchi condite con olio sale pepe e rosmarino.

Ingredienti:
5 pomodori tondi belli grandi
1 manciata di prezzemolo
1 manciata di basilico
1 spicchio di aglio
sale
pepe
10 cucchiai di riso (2 cucchiai per ogni pomodoro, se avete più o meno pomodori). Io ho utilizzato l'arborio.
olio evo

Lavare i pomodori, tagliarne la calotta e svuotarli accuratamente della polpa utilizzando un coltellino affilato.

Conservare la polpa (togliendo eventualmente solo la parte centrale verde, dura e fibrosa) che andrà messa nel mixer con il prezzemolo, il basilico, l'aglio, due pizzichi di sale e una macinata di pepe.

In questa salsa unire il riso, mescolare e lasciar riposare 1 oretta.
Intanto ponete i pomodori cosparsi all'interno con un pizzico di sale capovolti a perdere acqua su dello scottex.

Disponete i pomodori in una teglia rivestita di carta forno, riempiteli con il riso, condite con un filino d'olio, coprite ciascun pomodoro con la rispettiva calottina, un altro filino d'olio e in forno a 200° fino a quando risultano ben cotti e asciutti (40-45 minuti).


giovedì 5 giugno 2008

"Bicos ciu gust is mei che uan": insalata fredda di orzo e peperoni gratinati


Buongiorno, mie/miei dilette/i! Ogni tanto ricompaio, ebbene si!
Nel weekend la connessione mi ha abbandonata per giorni, ammazza che chiulo! Ah, cara, cara, cara (???) Telecom...così affidabile...così onesta...con operatori così gentili e pronti ad aiutarti ---> il suddetto ha risposto, testuali parole: "Se te lampeggia de continuo, te sarà partito er modem nooo?!"
......what's??????????!!!!
Evviva la competenza, dite?Vaglielo a spiegare che tutte le volte che la spia non è fissa ma lampeggia vuol dire che la linea adsl è andata a "signorine-che-aspettano-l'autobus-di-notte"! mah!
Comunque eccomi qui di nuovo, con questa splendida giornata di grigiore autunnale, pioggia ininterrotta ormai da un mese, intervallata da rari e timidi sprazzi di sole...e che sole...vabbè! Sorridiamo :-)

Oggi vi propongo doppio piatto. Di qui il "ciu gust is mei che uan" del titolo ;-)
Uno è un'emerita cavolata che risbuca fuori appena le temperature salgono sopra i 30 gradi: l'insalata fredda di pasta, riso, orzo, farro che dir si voglia! Piatto ridicolo, a dir poco banale, ma di grandissima elasticità, ottimo svuotafrigo e riempi pancia (non la mia, nel suddetto caso) che si può fare con tutti gli ingredienti che si vogliono e ad ispirazione. In questo caso ho utilizzato dell'orzo perlato.

Il secondo invece è il contorno del mio pranzo di oggi, peperoni gratinati al forno :) una scoperta! Grazie a Lucia che mi ha illuminata; il papà, mio commensale di oggi, ha gradito tanto anche lui.


INSALATA FREDDA DI ORZO

Lessa in acqua bollente salata dell'orzo perlato, circa una trentina di minuti. In pentola a pressione ne bastano 15-20. Una volta cotto passalo sotto l'acqua fredda per bloccarne la cottura.
Condisci a piacere e riponi in frigo fino al momento di consumare.
Questa volta ho messo funghetti champignon sott'olio, cipolline sottaceto, olive nere sminuzzate o a fettine, pomodorini ciliegini a pezzetti, cubetti di formaggio (qui emmenthal), mais, wurstel a fettine, basilico fresco, olio evo.



PEPERONI GRATINATI AL FORNO

Ingredienti (x 2):
1 peperone rosso
1 peperone giallo
sale
pepe
aglio in polvere
1 cucchiaio di capperi sottaceto
8 olive nere denocciolate
due manciate di pangrattato
2 cucchiaini di olio evo
origano

Pelare con un pelapatate i peperoni, pulirli dal torsolo, dai semini e dai filamenti bianchi e ridurli in falde non troppo larghe.
In una teglia coperta di carta forno disporre i peperoni, salare e pepare, cospargere di poco aglio in polvere, unire i capperi e le olive a fettine. Cospargere con il pangrattato, irrorare con l'olio e dare una generosa spolverata di origano.
Mettere in forno a 180 gradi finchè non sono cotti e il pangrattato risulterà croccante.


giovedì 29 maggio 2008

Risotto agli asparagi, sorprese e persone speciali


Vi sembra curioso l'accostamento del titolo? In effetti lo è, perchè in verità non c'è alcun intento associativo, ma solamente la volontà di ringraziare due persone che mi stanno tanto a cuore e allo stesso tempo di proporvi il mio pranzo di oggi, con conseguente ricetta :-)

Partiamo dal risotto agli asparagi, così non ci pensiamo più ed evito di commuovermi ad inizio post ;-)
Gli asparagi appartengono (appartenevano?) al mondo dell'ignoto della sottoscritta. Non inorridite, ma non li avevo mai cucinati freschi...al limite surgelati (...). Ieri l'altro però c'eran dei bei mazzetti verde-violetto che occhieggiavano dal banco della frutta e verdura e, senza pensarci troppo su, li avevo già infilati nel carrello della spesa ;-) oooops!

Prima che passassero a miglior vita, ho pensato che fosse necessario partire dalle basi; siccome la mia dieta odierna a pranzo prevedeva riso, mi è parso il momento propizio per un bel risotto agli asparagi.
Sostanzialmente ho proceduto come faccio per ogni tipo di risotto, quindi nessun accorgimento particolare se non quello di pulire benissimo gli asparagi e di cuocere separatamente gambi e punte, al fine di rendere teneri i primi e lasciare leggermente croccanti le seconde.


RISOTTO AGLI ASPARAGI

Ingredienti (x 2 persone):

250 gr di asparagi
140 gr di riso
un quarto di cipolla (o mezza, se piccola)
2 cucchiaini di olio
brodo vegetale
4 cucchiaini di parmigiano grattugiato
pepe

Pulire gli asparagi togliendo la parte più dura del gambo e raschiando i gambi rimanenti con un pelaverdure. Lavarli accuratamente sotto acqua corrente.

Separare le punte dai gambi, tagliando questi ultimi a tronchetti.
Lessare i gambi in pentola a pressione per 15 minuti.
Intanto preparare un brodo vegetale dove si devono mettere a sbollentare le punte degli asparagi per 5 minuti. Quando sono cotte toglierle con la schiumarola, conservando il brodo.

Tritare la cipolla, farla soffriggere nell'olio, poi unire i gambi degli asparagi tagliati a tocchetti, lasciando insaporire qualche minuto.
Aggiungere il riso, farlo tostare un minuto e portare a cottura con mescolate di brodo bollente.

A cinque minuti da fine cottura unire le punte degli asparagi e, a cottura ultimata, mantecare con il parmigiano e una macinata di pepe.


Ora passo ai ringraziamenti per due persone veramente speciali. Avverto che sarò volutamente e sinceramente sdolcinata :-D
Ieri e oggi ho ricevuto da parte loro due pacchetti inaspettati, che esaudivano desideri espressi chiacchierando tempo addietro e da loro tenuti a mente ed esauditi.
Sono persone eccezionali, che farebbero di tutto per gli altri, sempre una parola di consolazione per chi ne ha bisogno, sempre una frase di elogio per chi si mette in discussione. Mi furono tanto vicine un paio d'anni fa in un periodo molto critico della mia vita: fu proprio lì che le conobbi, che nacque la nostra amicizia, un'amicizia nata sotto la buona stella della comune passione per i fornelli, un'amicizia con la A maiuscola come difficilmente ho trovato tra le persone fisicamente più vicine.

Jeanine e Rob, vi voglio bene!!


Semi di finocchietto selvatico da Jeanine





Occorrente per i cupcakes da Rob




domenica 27 aprile 2008

Risotto ai funghi


Innanzitutto scusate le lunghe assenze e buona domenica a tutti :-)


Oggi qui c'è un magnifico sole e conto, a breve, di uscire a fare un giro in bicicletta, sperando che il mio ragazzo si sia ripreso dal matrimonio cui ha partecipato ieri...chissa com'è che ho qualche dubbio, umpf!


La dieta procede, anche se i risultati tardano ad arrivare...ma io persevero! Dato che la giornata sgarraiola è stata venerdì, quando ci siamo sbafati 4 bei pezzi della meravigliosa pizza di mia "suocera" (ho ancora qualche difficoltà a pensare in questi termini!!), materializzatisi sotto i miei occhi e davanti alla mia bocca a tradimento - ci tengo a specificarlo eh!!-, oggi non posso produrre granchè...

...così ho pensato di fare un primo che potesse andare bene, di base, sia per i miei che per me, apportando qualche variante per alleggerirlo. Non vi aspettate grandi cose, è il più classico dei classici, anche se ognuno lo fa a modo suo ;-)


RISOTTO AI FUNGHI

Ingredienti (x 2 persone):
70 gr di riso a testa (chiaramente se siete dei mangioni potete aumentarlo, o se pizzicate come uccellini diminuirlo ;-) per me era piatto unico, quindi 70 gr era la quantità ideale)

mezzo spicchio d’aglio

mezza cipolla

vino bianco - a occhio

brodo (vegetale o di carne, o di dado, in loro assenza)

parmigiano grattugiato, circa 3 cucchiai abbondanti

1 cucchiaio di olio evo
2 noci di burro

25 gr di funghi porcini secchi
prezzemolo tritato


Mettere a bagno in acqua tiepida i funghi secchi per almeno mezz’ora, avendo cura di cambiare l'acqua un paio di volte per togliere i residui di terra.

Affettare finemente la cipolla e metterla con l’aglio a imbiondire in un cucchiaio d’olio e una noce di burro.

Quando sarà dorata unire i funghi strizzati e leggermente tritati, lasciarli insaporire qualche minuto aggiungendo eventualmente un cucchiaio d’acqua.

Unire il riso e farlo tostare un minuto, quindi sfumare con del vino e lasciarlo evaporare bene. Togliere l'aglio.

Portare a cottura il risotto aggiungendo un mestolo di brodo caldo alla volta e aspettando che sia stato assorbito prima di versarne uno nuovo. Occorreranno circa 20 minuti.
E’ importante mescolare spesso il riso per permettere a tutti i chicchi di venire a contatto con il fondo della pentola e cuocere.
Quando sarà cotto mantecare con una noce di burro e il parmigiano. Lasciarlo riposare per un paio di minuti e servire cosparso di prezzemolo tritato.

Varianti per una versione light
(ovvero per il mio pranzo!)

-Fare il soffritto con un cucchiaino di olio e acqua.

-Mantecare solo con 2 cucchiaini di parmigiano (o, a piacere, con una sottiletta light, vi assicuro che fa miracoli!)